{"id":154699,"date":"2025-10-09T04:31:18","date_gmt":"2025-10-09T04:31:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154699\/"},"modified":"2025-10-09T04:31:18","modified_gmt":"2025-10-09T04:31:18","slug":"cosa-sono-le-strutture-metallo-organiche-che-hanno-vinto-il-premio-nobel-per-la-chimica-del-2025-e-cosa-possiamo-farci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154699\/","title":{"rendered":"Cosa sono le strutture metallo-organiche che hanno vinto il premio Nobel per la chimica del 2025 e cosa possiamo farci"},"content":{"rendered":"<p>Possono <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/ricavare-acqua-potabile-aria-condensa-abu-dhabi-soluzioni\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>estrarre acqua dall\u2019aria<\/strong><\/a>, filtrare <strong>sostanze e gas inquinanti<\/strong> e immagazzinare quelli utili, <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/nanotecnologie-nanomateriali-intelligenti-somministrazione-mirata-farmaci\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>trasportare farmaci<\/strong> nell\u2019organismo<\/a> e rilasciarli esattamente quando, e dove, servono. Parliamo delle <strong>strutture metallo-organiche<\/strong> (o metal-organic frameworks, <strong>Mof<\/strong>), costrutti molecolari dalle infinite potenzialit\u00e0, destinati a spingere la chimica in nuove inaspettate direzioni e sviluppati grazie al lavoro dei <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/nobel-per-la-chimica-2025-chi-ha-vinto\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">tre chimici premiati con il Nobel di quest\u2019anno<\/a>: <strong>Susumu Kitagawa<\/strong>, <strong>Richard<\/strong> <strong>Robson<\/strong> and <strong>Omar<\/strong> <strong>Yaghi<\/strong>. Vediamo di cosa si tratta.<\/p>\n<p>Le strutture metallo-organiche e il Nobel per la chimica 2025<\/p>\n<p>AccordionItemContainerButton<\/p>\n<p>Un\u2019intuizione fortuita<\/p>\n<p>La storia delle strutture metallo-organiche inizia quasi per caso nel <strong>1974<\/strong> nelle aule dell\u2019universit\u00e0 di Melbourne, dove <strong>Richard Robson<\/strong> era intento a preparare dei modellini con cui <strong>mostrare il funzionamento degli atomi e la formazione dei legami molecolari<\/strong> agli studenti del corso di chimica classica. L\u2019obiettivo era quello di creare un set di <strong>aste e palline<\/strong> di legno rappresentanti <strong>legami chimici<\/strong> (le prime) e <strong>atomi<\/strong> (le seconde), che gli studenti avrebbero potuto combinare tra loro per formare a piacere <strong>strutture molecolari<\/strong>.<\/p>\n<p>Robson aveva chiesto alla falegnameria dell\u2019universit\u00e0 di praticare dei fori nelle palle di legno, in modo che vi potessero essere inserite all\u2019interno le aste. I buchi non dovevano essere posizionati a caso, ma in modo da permettere a ciascun atomo di formare solamente <strong>i propri specifici legami chimici<\/strong>. Testando i prototipi ricevuti dall\u2019officina, il chimico ebbe la sua intuizione: le forme che poteva creare combinando aste e palline <strong>dipendevano strettamente dalla posizione dei fori<\/strong>; la posizione dei fori, quindi, conteneva un\u2019enorme quantit\u00e0 di \u201cinformazioni\u201d sui sistemi molecolari che potevano generare. Che si potessero usare le propriet\u00e0 di questi atomi per unire tra loro anche <strong>differenti tipi di molecole<\/strong>, e non solo singoli atomi? L\u2019idea rimase <strong>dormiente<\/strong> a lungo nel cervello di Robson, per poi esplodere in una nuova scoperta circa un decennio dopo quella prima, fortuita, intuizione.<\/p>\n<p>Piramidi di rame<\/p>\n<p>A met\u00e0 degli anni \u201880 il chimico australiano decise di mettere alla prova la sua teoria, che le propriet\u00e0 dei gruppi chimici e degli atomi permettessero di prevedere e progettare la forma, e le propriet\u00e0, delle strutture molecolari che vi si creavano. Inizi\u00f2 con una struttura semplice, una <strong>piccola piramide<\/strong> formata da <strong>ioni di rame positivi<\/strong>, Cu+, e da una molecola (nota in inglese come tetracyanotetraphenylmethane) dotata di quattro bracci che terminano con un gruppo chimico <strong>nitrile<\/strong>, che tende ad essere attratto dagli ioni rame positivi.<\/p>\n<p>La sua ipotesi era che mischiando i due ingredienti avrebbe ottenuto una struttura molecolare in cui gli <strong>ioni di rame avrebbero fatto da ponte tra i gruppi nitrile<\/strong> di diverse molecole, formando un <strong>reticolo regolare<\/strong> con ampie cavit\u00e0 al suo interno. Gli esperimenti gli diedero ragione. Present\u00f2 i suoi risultati sul Journal of the American Chemical Society nel 1989, suggerendo che queste nuove strutture molecolari potevano diventare la base per materiali con propriet\u00e0 innovative, e <strong>customizzabili<\/strong>. E negli anni seguenti, continu\u00f2 a migliorare le sue tecniche, e riusc\u00ec a <strong>riempire le cavit\u00e0 dei suoi costrutti molecolari con differenti sostanze<\/strong>, che potevano poi essere fatte fuoriuscire facendole interagire con differenti tipi di ioni. Cos\u00ec dimostr\u00f2 che \u00e8 possibile creare molecole ottimizzate per reagire e contenere specifiche sostanze chimiche, e che possono rilasciarle, o utilizzarle per catalizzare nuove reazioni chimiche.<\/p>\n<p>Come rendere utile l\u2019intuizione di Robson?<\/p>\n<p>In chimica una scoperta tende ad essere valutata per la sua utilit\u00e0, e quella di Robson, ancora verso la met\u00e0 degli anni \u201890, sembrava averne ben poca. Le strutture molecolari progettate dal chimico australiano erano <strong>instabili<\/strong>, e tendevano a decadere velocemente. A cambiare le cose sono stati gli altri due premi Nobel per la chimica di quest\u2019anno, <strong>lavorando a cavallo tra gli anni \u201890 e i 2000<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Possono estrarre acqua dall\u2019aria, filtrare sostanze e gas inquinanti e immagazzinare quelli utili, trasportare farmaci nell\u2019organismo e rilasciarli&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":154700,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[36704,14,8,1537,90,89,7,95608,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-154699","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-chimica","9":"tag-cronaca","10":"tag-headlines","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-nobel-2025","16":"tag-notizie","17":"tag-notizie-di-cronaca","18":"tag-notizie-principali","19":"tag-notiziedicronaca","20":"tag-notizieprincipali","21":"tag-titoli","22":"tag-ultime-notizie","23":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","24":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","25":"tag-ultimenotizie","26":"tag-ultimenotiziedicronaca","27":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154699","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154699"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154699\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/154700"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154699"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154699"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154699"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}