{"id":154812,"date":"2025-10-09T05:55:10","date_gmt":"2025-10-09T05:55:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154812\/"},"modified":"2025-10-09T05:55:10","modified_gmt":"2025-10-09T05:55:10","slug":"sono-10mila-in-piu-in-un-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154812\/","title":{"rendered":"sono 10mila in pi\u00f9 in un anno"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8una fotografia in chiaroscuro del Trentino e della sua sanit\u00e0 quella che emerge dall\u2019ottavo rapporto Gimbe sullo stato del servizio sanitario nazionale e le sue articolazioni locali. Da una parte ci sono le classifiche sui valori complessivi che vedono il Trentino ai primi posti nella classifica generale e nelle varie voci, dall\u2019altra parte per\u00f2 ci sono alcuni dati sentinella che raccontano di una situazione in progressivo peggioramento. Questi dati sono il carico di lavoro dei medici di medicina generale, in Trentino sono il 56% quelli che hanno pi\u00f9 di 1.500 pazienti, ma soprattutto il numero di trentini che hanno rinunciato a curarsi. Erano 29mila in Trentino nel 2023, 5,4% della popolazione, sono diventati 40mila nel 2024, il 7,4%, 10mila in pi\u00f9. Una crescita del 37% che suona come un campanello d\u2019allarme per il sistema sanitario trentino, ma di cui vanno identificate le cause profonde. Secondo Gimbe, le motivazioni sono le stesse rilevate a livello nazionale: tempi d\u2019attesa troppo lunghi e difficolt\u00e0 economiche. Segnali che indicano come anche in Trentino, la soglia di accessibilit\u00e0 alle cure si stia alzando per fasce sempre pi\u00f9 ampie della popolazione.<br \/>In questo quadro non mancano comunque le note positive. La Provincia autonoma di Trento si colloca stabilmente ai vertici delle classifiche Gimbe, con punteggi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) tra i pi\u00f9 elevati del Paese, seconda solo a Emilia-Romagna e Toscana. La qualit\u00e0 complessiva dei servizi sanitari resta quindi elevata, ma il problema \u00e8 la tenuta del sistema nel medio periodo: la carenza di personale e la pressione crescente sul territorio rischiano di comprometterne la sostenibilit\u00e0. Tra i dati pi\u00f9 significativi c\u2019\u00e8 quello relativo ai medici di medicina generale. In Trentino, il 56% dei medici ha pi\u00f9 di 1.500 assistiti, oltre la soglia considerata ottimale (1.200). Il dato riflette una tendenza nazionale, dove il numero medio di pazienti per medico \u00e8 di 1.374, ma con punte molto pi\u00f9 alte nelle regioni del Nord, il Trentino \u00e8 all\u2019ottavo posto per carico sui medici di base, prima \u00e8 la Lombardia dove il 74% dei medici ha pi\u00f9 di 1.500 pazienti. \u00abUn carico eccessivo di pazienti significa meno tempo per ciascuno, difficolt\u00e0 di presa in carico e rischi di cronicizzazione non gestita\u00bb, sottolinea la Fondazione Gimbe. La situazione si aggrava nelle valli pi\u00f9 periferiche, dove trovare un medico disponibile diventa pi\u00f9 difficile. Il paradosso \u00e8 evidente: un sistema che funziona bene, ma che fatica sempre pi\u00f9 a farsi accessibile. La buona organizzazione territoriale, la rete ospedaliera efficiente e i risultati nei Lea non bastano a dare risposta a tutti i bisogni, e sempre pi\u00f9 persone rinunciano a visite, esami o interventi per mancanza di tempi o risorse. A livello nazionale, il rapporto Gimbe denuncia una tendenza simile, ma amplificata: nel 2024 quasi 5,9 milioni di italiani hanno rinunciato a prestazioni sanitarie, un aumento del 51% rispetto all\u2019anno precedente. Di questi, 3,1 milioni lo hanno fatto per motivi economici e 4 milioni per le liste d\u2019attesa. \u00ab\u00c8 l\u2019indicatore pi\u00f9 chiaro del lento scivolamento del Servizio Sanitario verso un modello di sanit\u00e0 selettiva\u00bb, scrive Gimbe, \u00abdove chi pu\u00f2 paga, e chi non pu\u00f2 rinuncia\u00bb.<br \/>Il Trentino, rispetto alla media italiana, mantiene standard di qualit\u00e0 alti e un bilancio sanitario in equilibrio. I punteggi complessivi del \u00abNuovo Sistema di Garanzia\u00bb (Nsg) lo collocano tra le prime cinque regioni italiane per adempimento dei LEA, grazie anche alla solidit\u00e0 della rete ospedaliera e ai livelli di prevenzione. In particolare il Trentino si colloca al terzo posto con 278 punti a pari merito con l\u2019Emilia Romagna, davanti ci sono solo Toscana (286) e Veneto (288). Tuttavia, anche qui emergono i limiti strutturali comuni a tutto il Paese: personale medico e infermieristico insufficiente, et\u00e0 media elevata, difficolt\u00e0 di ricambio generazionale. In particolare preoccupa il quadro per i medici di medicina generale. Secondo GImbe in Trentino ne mancano 57, in aumento rispetto alla carenza di 44 dell\u2019anno precedente. Ma sul lato formazione che il dato diventa allarmante: nel 2024 le iscrizioni alla specializzazione sono state sedici, meno dell\u2019anno precedente: un calo del 40%, tra i pi\u00f9 alti a livello italiano. \u00c8 un numero il cui effetto si vedr\u00e0 fra qualche anno: quando i nuovi medici arriveranno negli ambulatori della provincia. E nel frattempo molti loro colleghi pi\u00f9 anziani saranno andati in pensione.<br \/>In controluce, dunque, il sistema trentino appare come un modello resiliente ma non invulnerabile. Se da un lato il Trentino resta ai vertici per efficienza e qualit\u00e0, dall\u2019altro cresce la quota di cittadini esclusi o scoraggiati. In un\u2019Italia dove il Servizio Sanitario Nazionale continua a perdere terreno, la tenuta del modello trentino rappresenta una sfida cruciale. Perch\u00e9 l\u2019efficienza non pu\u00f2 essere disgiunta dall\u2019equit\u00e0, e una sanit\u00e0 che funziona ma non riesce a farsi prossima ai cittadini rischia, lentamente, di perdere la propria ragion d\u2019essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8una fotografia in chiaroscuro del Trentino e della sua sanit\u00e0 quella che emerge dall\u2019ottavo rapporto Gimbe sullo stato&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":154813,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,239,2063,2064,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-154812","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-health","11":"tag-health-care","12":"tag-healthcare","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154812","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154812"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154812\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/154813"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154812"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154812"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154812"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}