{"id":154872,"date":"2025-10-09T06:40:10","date_gmt":"2025-10-09T06:40:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154872\/"},"modified":"2025-10-09T06:40:10","modified_gmt":"2025-10-09T06:40:10","slug":"gimbe-13-miliardi-in-meno-in-3-anni-per-la-sanita-pubblica-esplode-la-spesa-privata-137","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/154872\/","title":{"rendered":"Gimbe, 13 miliardi in meno in 3 anni per la sanit\u00e0 pubblica. Esplode la spesa privata: +137%"},"content":{"rendered":"<p>Le politiche sanitarie messe in atto negli ultimi anni stanno portando a un progressivo <strong>smantellamento<\/strong> del <strong>Servizio sanitario pubblico<\/strong>, finendo per favorire gli <strong>interessi<\/strong> del settore <strong>privato<\/strong>. Di riforme strutturali non se ne parla e le <strong>risorse<\/strong> per la salute pubblica, checch\u00e9 se ne dica, sono sempre meno. Se \u00e8 vero che il <strong>Fondo<\/strong> sanitario nazionale \u00e8 aumentato in termini assoluti (+11,1 miliardi di euro nel triennio 2023-2025), la sua<strong> percentuale sul Pil \u00e8 diminuita <\/strong>fino al <strong>6,1%<\/strong> del 2024. Un definanziamento che, complice l\u2019erosione dovuta all\u2019inflazione, equivale a una<strong> perdita di 13,1 miliardi di euro<\/strong> in tre anni. Cos\u00ec \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile erogare i servizi a tutti. Le <strong>liste d\u2019attesa<\/strong> si allungano, i <strong>carichi<\/strong> di <strong>lavoro<\/strong> del personale sanitario peggiorano e i pronto soccorso, frontiera della sanit\u00e0 pubblica, soffrono di una pressione costante. Ed \u00e8 in queste difficolt\u00e0 del Ssn che si inserisce il <strong>libero mercato:<\/strong> la spesa delle famiglie per il <strong>\u201cprivato puro\u201d<\/strong> \u00e8 esplosa dal 2016, con un <strong>+137%<\/strong>. Il risultato \u00e8 che chi non pu\u00f2 permetterselo, non si cura, compromettendo l\u2019universalismo del sistema: nel 2024,<strong> un italiano su dieci ha rinunciato<\/strong> a prestazioni sanitarie per motivi economici.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge dal rapporto annuale diffuso dalla <strong>Fondazione Gimbe,<\/strong> l\u20198\u00b0 pubblicato dall\u2019organizzazione presieduta da <strong>Nino<\/strong> <strong>Cartabellotta<\/strong>. \u201cSiamo testimoni di un lento ma inesorabile smantellamento del Ssn, che spiana inevitabilmente la strada a interessi privati di ogni forma \u2013 commenta il presidente di Gimbe -. Continuare a distogliere lo sguardo significa <strong>condannare milioni di persone<\/strong> a rinunciare al diritto alla salute. Aumentano le disuguaglianze, le famiglie sono schiacciate da spese insostenibili e il personale sanitario \u00e8 sempre pi\u00f9 demotivato\u201d. Il <strong>9,9%<\/strong> della popolazione, oltre <strong>5,8 milioni di persone<\/strong>, non si \u00e8 curato per motivi economici. E le <strong>disuguaglianze territoriali<\/strong> portano alcune Regioni, come la <strong>Sardegna,<\/strong> a raggiungere picchi fino al <strong>17,7%<\/strong>. Secondo i dati del 2023, solo 13 Regioni rispettano i <strong>Livelli essenziali di assistenza<\/strong> (Lea). Al Sud, solo Puglia, Campania e Sardegna sono in linea. Questo comporta che le persone debbano <strong>migrare per curarsi<\/strong>: la mobilit\u00e0 sanitaria vale oltre <strong>5 miliardi di euro<\/strong>, con un saldo positivo per le Regioni del Nord e negativo per il Meridione. <strong>L\u2019aspettativa di vita<\/strong> riflette questo divario: al Sud si muore in media tre anni prima: a 84,7 anni in Trentino, a 81,7 in Campania.<\/p>\n<p>\u201cQuesto scenario \u2013 avverte Cartabellotta \u2013 documenta un\u2019evoluzione dell\u2019ecosistema dei privati in sanit\u00e0, dove il libero mercato si sta espandendo grazie alle sinergie tra finanziatori ed erogatori privati, creando un <strong>binario parallelo<\/strong> e indipendente dal pubblico, riservato solo a <strong>chi pu\u00f2 permetterselo.<\/strong> Nessun governo ha mai dichiarato di voler privatizzare il Ssn. Ma il continuo indebolimento del pubblico favorisce l\u2019espansione dei privati\u201d. In questo panorama, l\u2019obiettivo pubblico di tutelare la salute lascia spazio a quello imprenditoriale di <strong>generare profitti. <\/strong>Secondo i dati del ministero della Salute, nel 2023 <strong>su 29.386 strutture sanitarie, 17.042 <\/strong>(il 58%) <strong>sono private accreditate<\/strong> e prevalgono sul pubblico in varie aree: assistenza residenziale (85,1%), riabilitativa (78,4%), semi-residenziale (72,8%) e specialistica ambulatoriale (59,7%). E il \u201c<strong>privato puro<\/strong>\u201d corre ancora di pi\u00f9: tra il 2016 e il 2023 la spesa delle famiglie presso queste strutture \u00e8 passata <strong>da 3,05 a 7,23 miliardi di euro<\/strong>.<\/p>\n<p>Secondo i dati Istat, la <strong>spesa sanitaria<\/strong> per il 2024 ammonta a 185,12 miliardi di euro: 137,46 di spesa pubblica (74,3%) e 47,66 di spesa privata, di cui <strong>41,3<\/strong> (22,3%) pagati direttamente dalle famiglie (<strong>out of pocket<\/strong>) e 6,36 (3,4%) da fondi sanitari e assicurazioni. Complessivamente l\u2019<strong>86,7%<\/strong> della spesa privata grava direttamente sui cittadini. \u201cL\u2019aumento dei costi a carico delle famiglie \u2013 osserva Cartabellotta \u2013 rompe il patto tra cittadini e Istituzioni, con milioni di persone <strong>costrette a pagare la sanit\u00e0 di tasca propria<\/strong> o, se indigenti, a rinunciare alle prestazioni\u201d. E conclude: \u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la sicurezza di poter contare su una sanit\u00e0 pubblica che garantisca certezze\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le politiche sanitarie messe in atto negli ultimi anni stanno portando a un progressivo smantellamento del Servizio sanitario&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":154873,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-154872","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154872","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=154872"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/154872\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/154873"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=154872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=154872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=154872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}