{"id":155175,"date":"2025-10-09T09:58:15","date_gmt":"2025-10-09T09:58:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155175\/"},"modified":"2025-10-09T09:58:15","modified_gmt":"2025-10-09T09:58:15","slug":"1-italiano-su-10-rinuncia-alle-cure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155175\/","title":{"rendered":"1 italiano su 10 rinuncia alle cure"},"content":{"rendered":"<p class=\"chapo\">L\u20198\u00b0 Rapporto GIMBE fotografa un SSN in affanno strutturale. Dopo anni di pandemia e inflazione, il finanziamento pubblico non tiene il passo dei bisogni, cresce la spesa privata, si allargano i divari territoriali e il personale sanitario \u00e8 allo stremo. Dietro i numeri, una domanda: riuscir\u00e0 l\u2019Italia a garantire cure pubbliche, eque e universali?<\/p>\n<p>Il Fondo sanitario nazionale \u00e8 insufficiente<br \/>\n<img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nino-cartabellotta.jpg\" itemprop=\"image\" alt=\"nino cartabellotta\"\/>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Nino Cartabellotta, presidente fondazione Gimbe<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n<p>Negli ultimi tre anni, il <strong>Fondo sanitario nazionale (FSN)<\/strong> \u00e8 cresciuto nominalmente, da 125,4 miliardi nel 2023 a <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/leggi-normative\/manovra-2025-approvata-focus-sulla-sanita.html\" title=\"Manovra 2025 approvata: Focus sulla sanit\u00e0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">136,5 nel 2025<\/a><\/strong>, ma il valore reale si \u00e8 <strong>eroso sotto la spinta di inflazione e rincari energetici<\/strong>.<\/p>\n<p>In rapporto al PIL, il finanziamento pubblico scende dal 6,3% del 2022 al 6,1% del 2025. Tradotto: meno risorse effettive per un sistema con bisogni crescenti.<\/p>\n<p>Le proiezioni della manovra economica non lasciano margini di ottimismo. Entro il 2028, il rapporto FSN\/PIL potrebbe calare al 5,8%, mentre i fabbisogni sanitari tendenziali indicano uno scarto fino a 13 miliardi di euro.<\/p>\n<p>Il risultato? Regioni costrette a scegliere fra due strade impopolari: aumentare le tasse locali o tagliare servizi ai cittadini.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nSpesa sanitaria e disuguaglianze&#13;<\/p>\n<p>Nel 2024 la <strong>spesa sanitaria complessiva italiana<\/strong> ammonta a 185,1 miliardi di euro. Di questi, <strong>137,5 miliardi sono pubblic<\/strong>i (74,3%) e <strong>47,7 miliardi privati<\/strong>, di cui ben <strong>41,3 miliardi direttamente a carico dei cittadini<\/strong> (out-of-pocket).<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>In altre parole, quasi un euro su quattro per la salute \u00e8 pagato di tasca propria. L\u201986,7% della spesa privata non \u00e8 intermediata da fondi o assicurazioni, segno che la sanit\u00e0 integrativa non sta svolgendo un vero ruolo di compensazione.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Le conseguenze sono evidenti: 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2024, in 3 milioni per motivi economici e in 4 milioni per le liste d\u2019attesa troppo lunghe. La forbice si allarga fra chi pu\u00f2 permettersi la cura e chi deve rinunciare o spostarsi in un\u2019altra regione.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nPerch\u00e9 \u00e8 un problema strutturale \u2028&#13;<\/p>\n<p>L\u2019<strong>Italia spende meno della media europea in sanit\u00e0 pubblica<\/strong> (in rapporto al PIL e pro-capite), ma pi\u00f9 della media OCSE in spesa diretta. Questo spostamento del peso finanziario sui cittadini aumenta le diseguaglianze e riduce la fiducia nel sistema pubblico.\u2028<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Quando la spesa privata cresce, aumenta anche la frammentazione dei percorsi di cura. L\u2019infermiere, spesso unico punto di riferimento per il paziente cronico o fragile, deve gestire assistiti che alternano pubblico e privato, con scarsa continuit\u00e0 assistenziale e maggiori rischi di inappropriatezza.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Livelli essenziali di assistenza: la frattura Nord-Sud<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019entrata in vigore, dal 1\u00b0 gennaio 2025, del Decreto Tariffe che rende finalmente esigibili le nuove prestazioni ambulatoriali e protesiche, l\u2019aggiornamento dinamico dei <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/dossier\/salute\/lea-livelli-essenziali-assistenza.html\" title=\"LEA: i livelli essenziali di assistenza&#009;\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">LEA<\/a><\/strong> \u00e8 ancora in stallo.<\/p>\n<p>Il <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/dossier\/salute\/monitoraggio-lea-2023-italia-divisa-eccellenze-criticita.html\" title=\"Monitoraggio LEA 2023: Italia divisa tra eccellenze e criticit\u00e0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">monitoraggio 2020\u20132023<\/a><\/strong> del Nuovo Sistema di Garanzia mostra che <strong>solo 13 Regioni risultano adempienti nel 2023<\/strong>, con peggioramenti in otto territori. La geografia dell\u2019assistenza resta diseguale: il Nord adempiente, il Sud in difficolt\u00e0 cronica.<\/p>\n<p>A peggiorare il quadro, la mobilit\u00e0 sanitaria: nel 2022 i cittadini hanno speso oltre 5 miliardi di euro per curarsi fuori regione, quasi un quarto dei quali in strutture private accreditate. \u00c8 il segno di un SSN che non garantisce gli stessi diritti di salute da Milano a Palermo.<\/p>\n<p>Una spesa costituzionalmente necessaria<\/p>\n<p>Negli ultimi anni la giurisprudenza ha chiarito un principio fondamentale: i LEA sono spesa costituzionalmente necessaria. In altre parole, <strong>non possono essere compressi per esigenze di bilancio<\/strong>.<\/p>\n<p>Una serie di sentenze della Corte costituzionale ha ribadito che la tutela della salute non \u00e8 un diritto \u201cfinanziariamente condizionato\u201d. Le Regioni e lo Stato devono garantire i LEA anche in presenza di vincoli economici, tagliando altre spese se necessario.<\/p>\n<p>Questo orientamento ha un impatto concreto: spinge Governo e Regioni a riconsiderare le priorit\u00e0 di bilancio e a garantire prima i diritti essenziali, poi tutto il resto. Ma serve anche un sistema di monitoraggio trasparente e continuo, che oggi manca.\u2028<\/p>\n<p>Il riconoscimento dei LEA come spesa prioritaria implica anche la tutela del personale necessario a garantirli. Ogni livello essenziale, infatti, ha un corrispettivo organizzativo: per assicurarlo servono organici e competenze. La <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/attualita-infermieri\/sanita-allarme-agenas-pochi-infermieri-medici-anziani.html\" title=\"Sanit\u00e0, l\u2019allarme Agenas: pochi infermieri e medici troppo anziani\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">carenza di infermieri<\/a><\/strong> mette a rischio non solo i servizi, ma la stessa applicazione del principio costituzionale.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nCarenza di personale e crisi infermieristica&#13;<\/p>\n<p>La carenza di personale sanitario resta il principale fattore di fragilit\u00e0 del sistema pubblico. Secondo il Rapporto, nel 2023 gli infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale erano 277.164, pari a 4,7 ogni 1.000 abitanti. Una densit\u00e0 ben lontana dalla media OCSE (9,5) e da quella europea (8,5).<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Non solo: in Italia si laureano appena 17,3 infermieri ogni 100.000 abitanti, contro i 45 della media OCSE. Il <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/diventare-infermiere\/test-ammissione\/professioni-sanitarie-2025-crescono-posti-calano-domande.html\" title=\"Professioni sanitarie 2025: crescono i posti, ma calano le domande&#009;\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">calo di attrattivit\u00e0<\/a><\/strong> dei corsi di laurea in infermieristica \u00e8 un segnale allarmante: nel 2025\/26 il rapporto domande\/posti \u00e8 sceso sotto 1, a 0,9.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nRapporti sbilanciati e professionisti demotivati&#13;<\/p>\n<p>Il <strong>rapporto infermieri\/medici \u00e8 di 1,3<\/strong> nel complesso nazionale (2,54 nel perimetro contrattuale Ssn), ma con grandi differenze territoriali: <strong>da 1,82 in Sicilia a 3,26 nella PA di Bolzano<\/strong>. A livello OCSE, la media \u00e8 2,4.\u2028<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Le retribuzioni non aiutano: un infermiere ospedaliero italiano guadagna in media 45.434 dollari PPA, contro i 60.260 della media OCSE.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>La combinazione di turni insostenibili, bassi salari e limitate prospettive di carriera alimenta l\u2019esodo: molti infermieri scelgono il privato o l\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/professione\/migrazione-professionisti-sanitari-in-europa-italia-carenze-bassa-attrattivita.html\" title=\"Migrazione dei professionisti sanitari in Europa: l\u2019Italia tra carenze e bassa attrattivit\u00e0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">estero<\/a><\/strong>. La conseguenza \u00e8 una spirale che riduce la capacit\u00e0 assistenziale e mina la sicurezza delle cure.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<blockquote class=\"highlight-quote\"><p>&#13;<\/p>\n<p>Senza infermieri non c\u2019\u00e8 prossimit\u00e0, senza prossimit\u00e0 il PNRR non si realizza.<\/p>\n<p>&#13;\n<\/p><\/blockquote>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>La crisi infermieristica non \u00e8 solo un problema di numeri, ma di modello. Il Ssn deve ripensare la presa in carico territoriale, definendo standard minimi di staffing e valorizzando le <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/specializzazioni\/management-universita-area-forense\/competenze-avanzate-infermieristiche-mappatura.html\" title=\"Competenze avanzate infermieristiche: la mappatura che valorizza il professionista&#009;\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">competenze avanzate<\/a><\/strong>. Figure come l\u2019infermiere di famiglia e di comunit\u00e0 sono il cardine del nuovo paradigma assistenziale, ma restano ancora sottofinanziate e frammentate.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>PNRR e assistenza territoriale<\/p>\n<p>La Missione 6 \u2013 Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta la grande promessa di modernizzazione del Ssn. Tuttavia, al 30 giugno 2025, <strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/specializzazioni\/territorio-e-altro\/pnrr-case-ospedali-comunita-confronto-reale-operativita.html\" title=\"PNRR, Case e Ospedali di Comunit\u00e0: confronto sulla reale operativit\u00e0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">solo il 21%<\/a><\/strong> delle Case della Comunit\u00e0 risulta pienamente attivo, con appena 46 sedi dotate di \u00e9quipe medica e infermieristica complete.<\/p>\n<p>Gli Ospedali di Comunit\u00e0 \u201cattivi\u201d sono il 49,8%, ma in molti casi si tratta di strutture temporanee o ancora prive di personale stabile. La rete di cure intermedie \u00e8 dunque incompleta, mentre le riforme sul territorio rischiano di restare un guscio vuoto.<\/p>\n<p>Ritardi e asimmetrie<\/p>\n<p>I ritardi non riguardano solo i cantieri. La digitalizzazione (<strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/dossier\/salute\/fascicolo-sanitario-elettronico-cos-e-e-come-funziona.html\" title=\"Fascicolo sanitario elettronico, cos&#039;\u00e8 e come funziona&#009;\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Fascicolo sanitario elettronico<\/a><\/strong>, interoperabilit\u00e0) avanza a macchia di leopardo, il programma antisismico accumula criticit\u00e0 tecniche e amministrative e mancano dati pubblici aggiornati su vari target intermedi.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nListe d\u2019attesa e governance della domanda&#13;<\/p>\n<p>La lotta alle <strong\/><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/infermiere\/attualita-infermieri\/liste-attesa-milioni-italiani-rinunciano-prestazioni-sanitarie.html\" title=\"Liste d&#039;attesa, milioni di italiani rinunciano alle prestazioni sanitarie\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>liste d\u2019attesa<\/strong><\/a> resta uno dei fronti pi\u00f9 delicati del Ssn. Il nuovo decreto Liste d\u2019attesa ha introdotto misure innovative, dalla <strong>Piattaforma nazionale (PNLA)<\/strong> agli incentivi per l\u2019attivit\u00e0 aggiuntiva, ma la sua attuazione procede a rilento.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Al momento, la piattaforma consente solo una visibilit\u00e0 parziale dei dati, senza confronti omogenei tra Regioni e aziende. In assenza di personale sufficiente, molte agende restano sature e i pazienti continuano a rivolgersi al privato, alimentando un circuito di spesa insostenibile.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Per affrontare davvero l\u2019annoso problema delle liste d\u2019attesa, secondo Gimbe, sono fondamentali tre pilastri:<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<ol>&#13;<\/p>\n<li>Riorganizzazione delle agende per priorit\u00e0 cliniche reali<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Assunzioni mirate per coprire turni e reparti scoperti<\/li>\n<p>&#13;<\/p>\n<li>Riduzione dell\u2019inappropriatezza prescrittiva, che oggi incide fino al 30% delle richieste<\/li>\n<p>&#13;\n<\/ol>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>L\u2019<strong><a href=\"https:\/\/www.nurse24.it\/specializzazioni\/infermiere-case-manager-importante-agente-di-cambiamento.html\" title=\"Infermiere Case Manager, un importante agente di cambiamento\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">infermiere case manager<\/a><\/strong> pu\u00f2 giocare un ruolo chiave nel governo delle liste, integrando triage clinico e orientamento del paziente. Investire su questa figura significa ridurre tempi, errori e diseguaglianze di accesso.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Sanit\u00e0 privata e accreditata<\/p>\n<p>Nel 2023 le strutture private accreditate rappresentano il 58% del totale censito in Italia. La spesa sanitaria destinata al convenzionato cresce in valore assoluto, ma la quota sul totale scende al 20,8%, minimo storico.<\/p>\n<p>Parallelamente, la <strong>spesa diretta dei cittadini verso il privato puro<\/strong>, ovvero strutture non accreditate, \u00e8 pi\u00f9 che <strong>raddoppiata dal 2016 al 2023 (+137%)<\/strong>. \u00c8 il segnale di un mercato in espansione, alimentato dalle attese nel pubblico e dalle difficolt\u00e0 del Ssn.<\/p>\n<p>Una privatizzazione silenziosa<\/p>\n<p>Questo doppio binario genera una <strong>nuova disuguaglianza<\/strong>: chi pu\u00f2 permetterselo si cura in tempi rapidi nel privato; chi non pu\u00f2, resta in lista o rinuncia. La conseguenza \u00e8 un progressivo indebolimento del principio costituzionale di universalit\u00e0.\u2028<\/p>\n<p>La crescita del privato modifica anche l\u2019offerta di lavoro: molti infermieri migrano verso strutture private o cooperative, attratti da stipendi leggermente pi\u00f9 alti o orari pi\u00f9 flessibili. Tuttavia, questa transizione rischia di impoverire il sistema pubblico e frammentare la formazione continua.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nFinanziamento e riparto del Fondo sanitario&#13;<\/p>\n<p>Negli ultimi anni, la distribuzione del <strong>Fondo sanitario nazionale (FSN)<\/strong> tra le Regioni \u00e8 stata oggetto di diverse revisioni. Dal 2023 il riparto tiene conto di nuovi fattori (mortalit\u00e0 precoce e tre indicatori socio-economici: tasso di disoccupazione, livello di istruzione e indicatori di povert\u00e0 relativa o deprivazione) ma <strong>il 60% della quota resta ancora non pesata per et\u00e0 o bisogni assistenziali<\/strong>.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il risultato? Cambiano le formule, ma le differenze restano. Nel 2024 la Liguria riceve la quota pro-capite pi\u00f9 alta (2.261 \u20ac), mentre la Campania \u00e8 tra le grandi Regioni con la pi\u00f9 bassa (2.135 \u20ac). Il divario rispetto alla media nazionale (2.181 \u20ac) pu\u00f2 superare gli 80 euro a persona.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\nIl nodo Nord-Sud&#13;<\/p>\n<p>Questo sistema non intercetta i bisogni legati alla deprivazione sociale, all\u2019et\u00e0 pediatrica o alle aree interne, dove garantire la stessa assistenza costa di pi\u00f9. Cos\u00ec le Regioni con maggiore povert\u00e0 o dispersione territoriale partono svantaggiate.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il criterio di riparto deve riflettere i bisogni di salute, non solo i conti della demografia, osserva <strong>Nino Cartabellotta<\/strong>, presidente Gimbe. \u2028<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Per gli infermieri che operano nelle aree pi\u00f9 svantaggiate, il sottofinanziamento cronico significa dotazioni incomplete, mancanza di formazione continua e turni sotto organico. Uniformare il riparto non \u00e8 solo una questione di equit\u00e0 territoriale, ma di sicurezza professionale.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Il futuro del Ssn<\/p>\n<p>Il quadro tracciato dal Rapporto Gimbe non lascia spazio a illusioni: senza una svolta politica e culturale, il Ssn rischia di non reggere l\u2019urto del futuro. La transizione demografica, la cronicit\u00e0, la carenza di personale e le nuove tecnologie non si governano con logiche d\u2019emergenza.<\/p>\n<p>Serve un Patto nazionale per la salute che metta in sinergia istituzioni, professionisti e cittadini.\u2028Serve riconoscere il valore strategico del capitale umano, non solo come costo ma come investimento.\u2028E serve una visione integrata in cui la cura non sia solo prestazione, ma relazione, continuit\u00e0, prossimit\u00e0.<\/p>\n<p> <strong>Tags :<\/strong>    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u20198\u00b0 Rapporto GIMBE fotografa un SSN in affanno strutturale. Dopo anni di pandemia e inflazione, il finanziamento pubblico&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":155176,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1481],"tags":[2065,2066,95951,239,2063,2064,1537,90,89,30569,95950,240,5417],"class_list":{"0":"post-155175","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-assistenza-sanitaria","8":"tag-assistenza-sanitaria","9":"tag-assistenzasanitaria","10":"tag-disuguaglianza","11":"tag-health","12":"tag-health-care","13":"tag-healthcare","14":"tag-it","15":"tag-italia","16":"tag-italy","17":"tag-lea","18":"tag-rapoprto-gimbe","19":"tag-salute","20":"tag-ssn"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=155175"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155175\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/155176"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=155175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=155175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=155175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}