{"id":155409,"date":"2025-10-09T12:14:12","date_gmt":"2025-10-09T12:14:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155409\/"},"modified":"2025-10-09T12:14:12","modified_gmt":"2025-10-09T12:14:12","slug":"raffaela-baiocchi-ginecologa-emergency-salute-mestruale-a-rischio-per-700mila-donne-e-ragazze-a-gaza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155409\/","title":{"rendered":"Raffaela Baiocchi, ginecologa Emergency: \u00abSalute mestruale a rischio per 700mila donne e ragazze a Gaza\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-81308\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Archivio-EMERGENCY_Gaza11-300x152.png\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"304\"  \/><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un\u2019emergenza sanitaria, un\u2019emergenza igienica, un\u2019emergenza di tutti i tipi\u00bb: il prezzo pi\u00f9 alto, a Gaza, viene pagato da donne, bambine e ragazze. All\u2019indomani delle <a href=\"https:\/\/alleyoop.ilsole24ore.com\/2025\/09\/22\/sciopero-gaza\/?uuid=90_C1MoCE3g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">manifestazioni che hanno riempito le piazze italiane<\/a> per esprimere solidariet\u00e0 al popolo palestinese, <strong>Raffaela Baiocchi<\/strong> \u2013 ginecologa e coordinatrice medica di <a href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=emergency+alley+oop&amp;rlz=1C1CHBF_enIT1118IT1118&amp;oq=emergency+alley+oop&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqBggAEEUYOzIGCAAQRRg7MgoIARAAGIAEGKIEMgcIAhAAGO8FMgcIAxAAGO8FMgcIBBAAGO8FMgYIBRBFGDwyBggGEEUYPNIBCDM4MDlqMGo0qAIAsAIB&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Emergency<\/a> a Gaza \u2013 racconta ad Alley Oop <strong>come stanno le donne nella Striscia <\/strong>e quali emergenze stanno affrontando.<\/p>\n<p>Essere una dottoressa a Gaza significa fare tanto con il poco che si ha a disposizione: \u00e8 questo uno degli aspetti pi\u00f9 cruciali della quotidianit\u00e0. E, soprattutto per quel che riguarda la salute delle donne, a Gaza l\u2019emergenza non si arresta: come non si ferma la resistenza della popolazione che, spiega Baiocchi: \u00abAvviene cercando e difendendo il pi\u00f9 possibile una pseudo normalit\u00e0 nella vita quotidiana\u00bb.<\/p>\n<p>23mila donne prive di cure<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-81309\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Raffaela-Baiocchi-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\"  \/>\u00abL\u2019offensiva israeliana a Gaza costringe le donne a<strong>\u00a0partorire per strada, senza ospedali, medici o acqua pulita<\/strong>\u00bb <a href=\"https:\/\/www.ansa.it\/donne\/notizie\/2025\/09\/18\/le-madri-di-gaza-malnutrite-costrette-a-partorire-per-strada-senza-medici_6fed7438-7ce9-4cb2-942f-bf7621f886b2.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">aveva gi\u00e0 sottolineato<\/a> <strong>Stephane Dujarric<\/strong>, il portavoce delle Nazioni Unite, citando le stime del Fondo delle Nazioni Unite (Unfpa): sono <strong>circa 23mila le donne prive di cure a Gaza e 15mila i bambini<\/strong> che nascono ogni settimana senza assistenza medica. La ginecologa Baiocchi \u00e8 tornata in Italia, dopo aver trascorso diversi mesi nella clinica gestita da Emergency nell\u2019area di Khan Younis: \u00abSono arrivata nella striscia di Gaza, la prima volta, a gennaio 2025: quando siamo riusciti finalmente a entrare nella nostra clinica costruita da zero. Cos\u00ec ho visto l\u2019evolversi e il deteriorarsi della situazione\u00bb.<\/p>\n<p>Il cessate il fuoco dello scorso marzo, \u00abcon una tregua sempre molto labile\u00bb sottolinea Baiocchi, aveva in un primo momento consentito alla popolazione maggiore tranquillit\u00e0. \u00abErano riapparse carne, uova e verdure \u2013 ricorda la dottoressa \u2013 Nonostante, per reperire gli aiuti, la popolazione fosse costretta a muoversi in una trappola per topi con il rischio di rimanere uccisi nel tentativo di recuperare cibo\u00bb. L\u2019intermittenza degli aiuti, a cui ha fatto seguito il blocco, ha fatto precipitare le gi\u00e0 precarie condizioni: \u00abAbbiamo visto peggiorare tutti gli <strong>effetti della malnutrizione<\/strong>, l\u2019aumento di nuove lesioni e di ferite da arma da fuoco: tutto ci\u00f2 accade <strong>sulle rotte per la distribuzione degli aiuti<\/strong>. Le strutture di pronto soccorso hanno continuato a riempirsi\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLa fame colpisce diversamente\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa fame non \u00e8 uguale per tutti e colpisce le persone diversamente, con tempi differenti: per questo abbiamo avviato anche un programma di malnutrizione per le donne\u00bb spiega Baiocchi. Come <a href=\"https:\/\/www.ipcinfo.org\/fileadmin\/user_upload\/ipcinfo\/docs\/IPC_GazaStrip_Alert_July2025.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">riporta l\u2019Integrated Food Security Phase Classification<\/a>, l\u2019autorit\u00e0 umanitaria globale sulle crisi della fame, <strong>pi\u00f9 di 70.000 bambini sotto i cinque anni e 17.000 donne incinte o che allattano soffrono di malnutrizione acuta<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00abNon abbiamo a disposizione il cibo terapeutico per le donne malnutrite in gravidanza e allattamento: quando riusciamo ad averlo, \u00e8 pochissimo \u2013 spiega la dottoressa \u2013 Per questo motivo, siamo costretti a usare degli alimenti di \u201cserie B\u201d, chiamati \u201cbiscotti ad alta energia\u201d: ci hanno aiutato ma, gi\u00e0 nei primi quindici giorni di emergenza, non ne avevamo a sufficienza rispetto alle necessit\u00e0: andava via uno scatolone a settimana\u00bb.<\/p>\n<p>Davanti all\u2019emergenza, lo <strong>sforzo congiunto<\/strong> \u00e8 l\u2019unica rotta da seguire per aiutare pi\u00f9 donne possibili: \u00abPrendevamo i contatti di tutte le donne che si rivolgevano a noi e, quando mancavamo di ci\u00f2 che serviva per aiutarle e curarle, abbiamo cercato di coordinarci con l\u2019Unicef: ci siamo attivati con le altre istituzioni internazionali che lavorano dentro la Striscia. Ovviamente, <strong>siamo tutti in rete<\/strong>: sono arrivate nella nostra clinica molte donne da altri centri, con disturbi e problematiche diverse dalla malnutrizione\u00bb.<\/p>\n<p>Contraccezione<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-81312\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Archivio-Gaza_33-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\"  \/>Baiocchi si occupa di salute femminile e quindi anche di contraccezione. A riguardo, la sua testimonianza racconta quello che \u00e8 un altro diritto negato a Gaza: <strong>l\u2019intimit\u00e0.<\/strong> \u00abSono tante le donne che cercano e <strong>chiedono la contraccezione<\/strong>: generalmente, in un Paese musulmano, rappresenta la parte minore del lavoro \u2013 spiega la ginecologa \u2013 Oggi, invece, non \u00e8 cos\u00ec: le donne richiedono di pi\u00f9 la contraccezione perch\u00e9, come ci dicono, <strong>non se la sentono di portare avanti una gravidanza<\/strong> in una situazione del genere\u00bb.<\/p>\n<p>A pesare non \u00e8 solo la preoccupazione rispetto al futuro, ma le condizioni del presente: \u00abDurante una delle nostre riunioni settimanali, una collega palestinese mi ha fatto notare come, a mancare, sia proprio la possibilit\u00e0 di avere intimit\u00e0: la maggioranza della popolazione vive in condizioni assolutamente precarie e di sovraffollamento\u00bb sottolinea Baiocchi, che aggiunge: \u00abNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 neanche la situazione per poter avere una gravidanza, per stare insieme, per consolarsi. Nelle tende si vive tutti insieme, con spazi e modalit\u00e0 che differiscono rispetto alle disponibilit\u00e0 economiche della famiglia che perde la casa. Se sei benestante riesci a comprare pi\u00f9 tende e ricreare delle stanze. Ma questa \u00e8 una possibilit\u00e0 che \u00e8 alla portata di pochi\u00bb.<\/p>\n<p>Mancano assorbenti e acqua<\/p>\n<p>Secondo i <a href=\"https:\/\/www.unwomen.org\/en\/articles\/explainer\/period-poverty-why-millions-of-girls-and-women-cannot-afford-their-periods\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">dati delle Nazioni Unite<\/a><strong>, ci sono 700mila donne e ragazze a Gaza che hanno le mestruazioni<\/strong> ma non hanno un accesso adeguato a prodotti igienici di base come assorbenti, carta igienica, acqua corrente e servizi igienici. \u00abAnche negli aiuti arrivati tramite le rotte commerciali non c\u2019era tutto \u2013 riferisce Baiocchi \u2013 I prodotti per l\u2019igiene personale, \u201cun lusso\u201d, non erano in quantit\u00e0 e in variet\u00e0 tale da poter garantire alle persone la cura personale\u00bb.<\/p>\n<p>In base alle stime di <a href=\"https:\/\/www.unwomen.org\/en\/news-stories\/explainer\/2024\/05\/period-poverty-why-millions-of-girls-and-women-cannot-afford-their-periods\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">UN Women<\/a>, ogni mese sarebbero necessari <strong>circa 10 milioni di assorbenti igienici usa e getta o 4 milioni di assorbenti riutilizzabili<\/strong> per soddisfare le esigenze delle donne e ragazze a Gaza: alcune di loro hanno testimoniato di essere state costrette a tagliare pezzi di stoffa dalla tende per usarle come sostituti degli assorbenti igienici, andando incontro al rischio di contrarre infezioni. \u00abLe agenzie delle Nazioni Unite distribuivano quelli che sono chiamati \u201ckit della dignit\u00e0\u201d, in cui ci sono anche degli assorbenti. Ma sicuramente non in misura funzionale ai bisogni\u00bb spiega Baiocchi, riferendo che <strong>ogni condizione cambia in base alla situazione del momento<\/strong>: \u00abIl problema della salute mestruale diventa ancora pi\u00f9 grave quando manca l\u2019acqua per lavarsi. Non essendoci l\u2019acqua corrente, ci si lava raccogliendo l\u2019acqua del mare. Nell\u2019area centro-meridionale, vicino Deir al-Balah, uno degli stabilimenti che desalinizzava l\u2019acqua rendendola potabile \u00e8 tornato a funzionare h24, con la corrente elettrica, dalla met\u00e0 di agosto. Prima, con il blocco della corrente elettrica, poteva lavorare solo con i pannelli solari. Quindi, con una minima quantit\u00e0 di acqua, <strong>le donne devono bere, cucinare \u2013 se riescono \u2013 e, solo poi, cambiarsi\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Fare rete, le donne aiutano le donne<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-medium wp-image-81313\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EMERGENCY_Gaza_clinica2-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\"  \/>\u00abNon abbiamo portato un modello ma abbiamo cercato di porci in ascolto delle persone e della cultura del posto\u00bb. Come riferisce Baiocchi, lavorare a Gaza e nelle zone di guerra significa mettersi a disposizione delle necessit\u00e0 <a href=\"https:\/\/alleyoop.ilsole24ore.com\/2022\/12\/06\/etnocentrismo\/?uuid=106_gAaabhCd\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>decostruendo il privilegio dello sguardo occidentale<\/strong><\/a> e prestando ascolto: \u00abUna cosa che mi ha colpito, ad esempio, \u00e8 la richiesta da parte delle donne di avere sempre, oltre la presenza dell\u2019ostetrica, la presenza di una dottoressa o un dottore. Nonostante la nostra idea fosse di affidare la maggior parte delle attivit\u00e0 all\u2019ostetrica \u2013 perch\u00e9 la gravidanza non \u00e8 una malattia che richiede l\u2019intervento medico, l\u2019ostetrica pu\u00f2 seguirla come richiede \u2013 abbiamo scelto di andare incontro alle esigenze: l\u2019obiettivo comune \u00e8 mettere le donne in una situazione di massimo conforto\u00bb.<\/p>\n<p>In questa direzione si \u00e8 mossa anche la scelta di coinvolgere nel team medico soprattutto le donne: \u00abLo abbiamo fatto per avere <strong>equit\u00e0 di genere<\/strong> nel nostro personale. E anche perch\u00e9 nell\u2019area dove operiamo, pi\u00f9 rurale e conservatrice, abbiamo pensato potesse essere pi\u00f9 confortevole per le donne avere altre donne con cui confrontarsi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ricreare la normalit\u00e0, negli accampamenti le donne creano spazi per stare insieme<\/strong><\/p>\n<p>\u00abC\u2019\u00e8 una cosa che non immaginiamo ma impariamo quando vivi la guerra: <strong>la vita va avanti<\/strong>.\u00a0 Se schivi quella bomba o rimedi a quella situazione abitativa disastrosa, quando ti sei reinsediato, in qualche modo, la vita riesce a riprendersi una sua normalit\u00e0\u00bb: nella crisi, la vita resiste. Baiocchi lo racconta e riferisce che, anche le ragazze, nel loro piccolo, difendono la loro normalit\u00e0: \u00abC\u2019\u00e8 chi veniva da noi per procedere con i controlli di routine. Chi, invece, per curare l\u2019acne: questa cosa l\u2019ho trovata bellissima\u00bb.<\/p>\n<p>La vita, a suo modo, resiste: \u00abLavoriamo con un\u2019associazione palestinese che si chiama <strong>Culture and Free Thought Association<\/strong> (Cfta), cio\u00e8 l\u2019associazione per la cultura e il pensiero libero: ha iniziato le sue attivit\u00e0 per <strong>proteggere e aiutare le donne vittime di violenza<\/strong>. Mentre noi gestiamo la medicina di base, loro si occupano di tutta la parte sociosanitaria\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-81310\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Archivio-EMERGENCY_Gaza1-300x225.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\"  \/>La Cfta, <a href=\"https:\/\/web.cfta-ps.org\/Page.aspx?page=CFTA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">come si legge sul sito dell\u2019associazion<\/a>e,\u00a0\u00e8 nata dalle discussioni tra <strong>cinque attiviste palestinesi<\/strong> (<a href=\"https:\/\/web.cfta-ps.org\/Committee.aspx\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">e anche oggi il cda \u00e8 quasi tutto al femminile<\/a>) nel dicembre 1987, durante il terzo anno della prima Intifada. Fondata successivamente nel 1991, come organizzazione non governativa indipendente per lo sviluppo, si occupa di <strong>curare la salute delle donne<\/strong>: \u00abPresupposto fondamentale del nostro approccio \u00e8 che la salute derivi dall\u2019armonia del benessere fisico, psicologico e spirituale \u2013 sottolinea Cfta<strong> \u2013 <\/strong>La salute e il benessere della donna non si limitano al suo ruolo \u201criproduttivo\u201d di moglie e madre. Il Cfta si impegna piuttosto nella promozione della salute femminile durante tutto il ciclo di vita, dall\u2019infanzia all\u2019adolescenza, fino alla menopausa e oltre\u00bb.<\/p>\n<p>Un\u2019armonia \u201colistica\u201d che difendono in ogni situazione: \u00abAd agosto sono andata nel loro centro ad al-Mawasi e mi hanno fatta entrare nei meandri degli ambulatori, dove gli uomini non sono ammessi \u2013 racconta Baiocchi \u2013 In un dedalo di tende, tutte nel comprensorio della clinica, sono riuscite a creare una piccola corte interna con del prato finto trovato nei magazzini. Da qui si aprono spazi dedicati solo alle donne: in alcune tende le madri allattano, in altre parlano delle violenze subite e si confrontano\u00bb. Nel fare rete, le donne creano spazi: \u00abA un certo punto ho sentito anche della musica arrivare da una tenda: le ragazze stavano facendo aerobica\u00bb ricorda la dottoressa, concludendo: \u00abA Gaza, con le unghie e con i denti, le donne tentano di creare per la comunit\u00e0 una pseudo normalit\u00e0. Cos\u00ec, anche negli accampamenti, <strong>ci sono queste oasi dove le donne si riprendono i loro spazi\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>La newsletter di Alley Oop<\/p>\n<p>Ogni venerd\u00ec mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novit\u00e0, le storie e le notizie della settimana. 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