{"id":155438,"date":"2025-10-09T12:32:09","date_gmt":"2025-10-09T12:32:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155438\/"},"modified":"2025-10-09T12:32:09","modified_gmt":"2025-10-09T12:32:09","slug":"laszlo-krasznahorkai-vince-il-nobel-per-la-letteratura-2025-chi-e-lautore-di-satantango-il-fatto-quotidiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155438\/","title":{"rendered":"L\u00e1szl\u00f3 Krasznahorkai vince il Nobel per la Letteratura 2025: chi \u00e8 l&#8217;autore di Satantango | Il Fatto Quotidiano"},"content":{"rendered":"<p><strong>Laszlo Krasznahorkai<\/strong> \u00e8 il <strong>premio Nobel per la Letteratura 2025<\/strong> \u201cper la sua<strong> opera avvincente e visionaria<\/strong> che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell\u2019arte\u201d. Cos\u00ec si \u00e8 espresso il Comitato del Nobel nel premiare l\u2019autore ungherese nato a Gyula nel 1954 e che si \u00e8 distinto fin dal 1985 con la sua opera d\u2019esordio, <strong>S\u00e1t\u00e1ntang\u00f3<\/strong> , un ritratto cupo e affascinante di una comunit\u00e0 rurale al collasso. Spesso descritto come autore postmoderno, Krasznahorkai \u00e8 noto per le sue frasi lunghe e sinuose, i temi distopici e malinconici e un\u2019intensit\u00e0 descrittiva ipnotica incessante (\u201c<strong>un lento flusso di lava narrativa<\/strong>\u201d) che ha portato i critici letterari a paragonarlo a Gogol, Melville, Kafka, e permetteteci la forzatura anche ad una certa idea concettuale beckettiana dell\u2019attesa. S\u00e1t\u00e1ntang\u00f3, peraltro, \u00e8 stato trasposto in un film di sette ore dal regista Bela Tarr con cui Krasznahorkai ha avuto una lunga collaborazione creativa in altri sei opere tra cui Le armonie di Werckmeister, Il cavallo di Torino e L\u2019uomo di Londra. <\/p>\n<p>Pur figlio di un avvocato e di una dirigente del settore pubblico, e prima di laurearsi a Budapest in Lettere nel 1983, Krasznahorkai  \u00e8 nato in un\u2019area rurale nel sud-est dell\u2019Ungheria, vicino al confine con la Romania. Un luogo remoto che ha ispirato proprio il suo primo romanzo S\u00e1t\u00e1ntang\u00f3 , pubblicato nel 1985 e successo letterario in patria, poi diventato anche un film, opera fiume con lunghi piani sequenza in bianco e nero dal regista ungherese Bela Tarr. Un<strong> romanzo suggestivo<\/strong> legato bizzarramente ad una attesa messianica tra strambi satanici imbroglioni e campagnoli indigenti di una fattoria collettiva abbandonata nella campagna ungherese, poco prima della caduta del comunismo. S\u00e1t\u00e1ntang\u00f3  \u00e8 costruito su lunghi avvolgenti periodi senza interpunzione, pause, boccate d\u2019aria, che diventer\u00e0 un tratto distintivo stilistico della poetica dell\u2019autore ungherese.<\/p>\n<p>Proprio dopo aver letto il suo primo romanzo, Susan Sontag defin\u00ec Krasznahorkai<strong> il \u201cmaestro dell\u2019apocalisse\u201d<\/strong> della letteratura contemporanea. Giudizio ulteriormente confermato dopo aver letto Az ellen\u00e1ll\u00e1s melank\u00f3li\u00e1ja \/La malinconia della resistenza, il secondo libro scritto nel 1989, un fantasy horror onirico e grottesco ancora ambientato in una piccola citt\u00e0 ungherese nascosta in una valle dei Carpazi dove la percezione dell\u2019apocalisse \u00e8 descritta tra segnali minacciosi, cupi circensi, una inquietante carcassa di una balena gigante e atti anarchici e improvvisi di violenza e vandalismo. Queste \u201cepopee apocalittiche\u201d si ricomporranno anche in Guerra e guerra (1999), Il ritorno del barone Wenckheim  (2019) e nella novella Herscht 07769 , pubblicata nel 2024. \u201cL\u00e1szl\u00f3 Krasznahorkai \u00e8 un grande scrittore epico di tradizione mitteleuropea che <strong>si estende da Kafka a Thomas Bernhard<\/strong> ed \u00e8 caratterizzato da assurdismo ed eccessi grotteschi\u201d, scrive il Comitato del Nobel descrivendone le gesta letterarie per oltre trenta anni.<\/p>\n<p>In una lunga intervista alla rivista dell\u2019universit\u00e0 di Yale, il neo nobel spieg\u00f2 il suo concetto chiave che ne ha permeato le atmosfere letterarie: \u201cL\u2019apocalisse \u00e8 un processo che \u00e8 in corso da molto tempo e continuer\u00e0 per molto tempo. <strong>L\u2019apocalisse \u00e8 adesso, \u00e8 un giudizio in corso.<\/strong> Possiamo solo illuderci sul futuro, la speranza appartiene sempre al futuro e il futuro non arriva mai, \u00e8 sempre sul punto di arrivare. (\u2026) Almeno ci\u00f2 che viviamo come presene esiste. L\u2019inferno e il paradiso sono entrambi sulla Terra, e sono qui ora. Non dobbiamo aspettarli eppure lo facciamo confrontandoci con la colonna sonora della speranza\u201d. Lo scrittore ungherese succede alla coreana Han Kang, vincitrice del Nobel per la Letteratura nel 2024. Una parte delle opere di Krasznahorkai \u00e8 pubblicata in Italia da Bompiani. <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2020\/12\/12\/lo-scaffale-dei-libri-la-nostra-rubrica-settimanale-diamo-i-voti-a-peter-may-laszlo-krasznahorkai-e-tim-finch\/6035069\/2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Qui la nostra recensione a Guerra e guerra.<\/a><\/p>\n<p>Credit photo: Wikipedia<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Laszlo Krasznahorkai \u00e8 il premio Nobel per la Letteratura 2025 \u201cper la sua opera avvincente e visionaria che,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":155439,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-155438","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155438","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=155438"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155438\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/155439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=155438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=155438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=155438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}