{"id":155722,"date":"2025-10-09T15:34:22","date_gmt":"2025-10-09T15:34:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155722\/"},"modified":"2025-10-09T15:34:22","modified_gmt":"2025-10-09T15:34:22","slug":"cortona-2025-vivere-insieme-silvia-mazzucchelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155722\/","title":{"rendered":"Cortona 2025: vivere insieme | Silvia Mazzucchelli"},"content":{"rendered":"<p>In un presente segnato da contrasti tra nazioni, generazioni e identit\u00e0, la fotografia si offre come linguaggio di mediazione e invito a una pace necessaria. Come Together \u00e8 il titolo scelto da Paolo Woods per la quindicesima edizione del festival di fotografia Cortona On The Move dedicato alla riconciliazione. Il tema di quest\u2019anno \u00e8 nato il 4 novembre 2024: il giorno prima delle elezioni americane. Quando ho saputo il risultato, mi sono reso conto che viviamo in un mondo sempre pi\u00f9 diviso, con fratture che si allargano fino a diventare ferite aperte ed estremismi, dove le parti opposte non comunicano, ma urlano. Eppure, il vero tema che attraversa il festival non \u00e8 esclusivamente la riconciliazione, ma la nostalgia di un mondo riconciliato che non c\u2019\u00e8 o forse non \u00e8 mai esistito.<\/p>\n<p>Partendo dall\u2019alto, nella Fortezza del Girifalco \u00e8 allestita la mostra Inferno &amp; Paradiso curata da Alfredo Jaar, dove a venti fotoreporter viene chiesto di scegliere due immagini dal loro archivio, la pi\u00f9 straziante e la pi\u00f9 speranzosa. Lo spazio \u00e8 immerso nel buio e le diapositive vengono proiettate a distanza di venti minuti l\u2019una dall\u2019altra. Restare fermi, ad attendere l\u2019alternanza delle immagini, significa riconciliarsi con il tempo, accettare la polarit\u00e0 e tentare di abitarla, ma \u00e8 anche un\u2019operazione intrisa di nostalgia. I proiettori evocano un\u2019atmosfera di intimit\u00e0 familiare, la riconciliazione si intreccia alla memoria e diventa fragile, resta un fondo di amarezza e la consapevolezza che quell\u2019unit\u00e0 non \u00e8 mai davvero esistita, se non come desiderio.<\/p>\n<p>Nel cuore di Cortona, lo spazio interno a Palazzo Casali, affacciato su Piazza Signorelli, fa da scenario alla mostra pi\u00f9 nostalgica del festival, Il Cortile 1985-2025. Qui sono raccolte le fotografie di Davide Peterle che documentano l\u2019omonimo spettacolo con cui la compagnia di danza contemporanea Sosta Palmizi debutt\u00f2 nel 1985. Oggi, ricordando quei giorni, sentiamo la stessa emozione, la stessa connessione che ci ha unito allora, consapevoli che quel retrobottega dei giovani danzatori \u00e8 ancora vivo dentro di noi, scrive Roberto Cocconi, uno dei fondatori. Ma pi\u00f9 che ricordare la forza di quel debutto, la mostra insiste sul \u201cretrobottega\u201d, sul \u201cdietro le quinte\u201d, feticcio di un passato condiviso, che affascina e commuove, luogo idealizzato, sospeso tra la memoria e il desiderio di un possibile ritorno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"f86accaa-7d63-4d18-85dc-8ab9448b8c08\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Hannah Reyes Morales_Press02_1.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nInferno &amp; Paradiso, Alfredo Jaar. Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano &amp; Napoli, e l&#8217;artista, New York.\u00a9 Foto di Hannah Reyes Morales.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"977b0c08-8b8c-427e-8423-51aabf0472c1\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Hannah Reyes Morales_Press02_2.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nInferno &amp; Paradiso, Alfredo Jaar. Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano &amp; Napoli, e l&#8217;artista, New York.\u00a9 Foto di Hannah Reyes Morales.<\/p>\n<p>In basso, all\u2019interno di un magazzino alla stazione di Camucia, frazione di Cortona, \u00e8 allestita la mostra Family Trilogy di Christopher Anderson curata con la compagna Marion Durand. Una scelta che potrebbe sembrare marginale, ma che in realt\u00e0 si rivela strategica, \u00e8 qui che il festival trova il suo vero ingresso simbolico, essere alla stazione significa porsi tra un arrivo e una partenza, tra un dentro e un fuori, tra ci\u00f2 che si lascia e ci\u00f2 che non si conosce. La mostra di Anderson si presenta come il doppio di quella curata da Jaar, se quest\u2019ultimo mette in scena prima l\u2019inferno e poi il paradiso, per Anderson, l\u2019inferno, il suo essere un fotoreporter di guerra, rimane premessa invisibile ma necessaria all\u2019esistenza delle fotografie di famiglia. Da un lato il fotografo che per anni ha attraversato conflitti e fratture insanabili, dall\u2019altro l\u2019uomo che sceglie il privato e l\u2019intimit\u00e0 per pacificarsi con il suo passato e vivere un nuovo inizio. Ma anche in queste fotografie affiora un aspetto nostalgico, le stampe ricordano il processo Cibachrome, superfici lucide e colori saturi, specchi in cui l\u2019osservatore e il soggetto si incontrano, e per un istante, si riconciliano.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"edfa0684-266e-4952-9219-716190536271\" height=\"1040\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Christopher Anderson &#038; Marion Durand_Press01_MAIN.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Family Trilogy \u00a9 Christopher Anderson &amp; Marion Durand.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"f95a16f3-79fe-4347-9c6e-0d5dc9b3c2cf\" height=\"1041\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Christopher Anderson &#038; Marion Durand_Press02.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Family Trilogy \u00a9 Christopher Anderson &amp; Marion Durand.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"82a6644b-10b8-455d-9224-e682ae01bea8\" height=\"585\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Christopher Anderson &#038; Marion Durand_Press03.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Family Trilogy \u00a9 Christopher Anderson &amp; Marion Durand.<\/p>\n<p>La famiglia diventa la risposta al senso di spaesamento e precariet\u00e0. Cos\u00ec accade a Parisa Azadi, che nel 2017 torna in Iran dopo venticinque anni trascorsi in Canada (Ordinary Grief), a Mika Sperling, che ricorda le violenze subite dal nonno durante l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza (I Have Done Nothing Wrong), a Maya Valencia, che fotografa la casa dei nonni nel quartiere Son Espanyolet di Palma di Maiorca (Ca Sa Padrina, Letter to My Grandmother\u2019s House), a Taysir Batniji, palestinese residente a Parigi, che mostra il legame con sua madre e la sua terra (Home Away From Home, Disruptions, At Home, Elsewhere),<\/p>\n<p>In questo stesso orizzonte si colloca Supersosia, di Ray Banhoff alias Gianluca Gliori, che raccoglie come in una famiglia allargata molti sosia sparsi nella provincia italiana fra cui Totti, Berlusconi, Lady Gaga, Liz Taylor e Vasco Rossi.\u00a0 Persone che tentano di diventare altro pur restando s\u00e9 stesse, aggrappandosi a un\u2019immagine riconosciuta per sfuggire all\u2019anonimato. La nostalgia non si limita al passato, n\u00e9 coincide con il semplice ritorno a ci\u00f2 che \u00e8 stato, \u00e8 invece il richiamo a un sogno condiviso, un immaginario collettivo che continua a vibrare nelle memorie e nei desideri di ciascuno. Un sogno popolato di icone che vivono nel mito pi\u00f9 che nel tempo reale, ma che offrono un punto di ancoraggio identitario, misura della distanza tra ci\u00f2 che si \u00e8 e ci\u00f2 che si sogna di essere, tra ci\u00f2 che \u00e8 reale e ci\u00f2 che si desidera mostrare.<\/p>\n<p>Accanto a una mappa che dall\u2019alto della Fortezza discende fino al basso della stazione, delineando il percorso fisico del festival e la geografia dei suoi spazi espositivi, si affianca una linea del tempo che intreccia passato e futuro.<\/p>\n<p>La ricchissima mostra sul passato coloniale dell\u2019Italia, L\u2019occhio coloniale, se da un lato ha il pregio di mostrare le atrocit\u00e0 e la crudelt\u00e0 dei soldati italiani, \u00e8 un&#8217;altra forma di nostalgia che grava come un\u2019eredit\u00e0 ingombrante. \u00c8 il passato che ci colonizza, che ci occupa, e non ci permette, non avendolo rielaborato, di guardare al futuro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"d82973f1-2754-4240-afa1-8d6d9abd92c0\" height=\"1170\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Ray Banhoff_Press01_MAIN.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Supersosia \u00a9 Ray Banhoff.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"b26bf5e6-2164-4d48-864c-5d28622f86f8\" height=\"1170\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Ray Banhoff_Press02.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Supersosia \u00a9 Ray Banhoff.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"j\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"7bc638e6-fa0b-4207-9ea3-fe90747de1af\" height=\"1170\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Ray Banhoff_Press03.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Supersosia \u00a9 Ray Banhoff.<\/p>\n<p>In Atlas of the new world, progetto vincitore del Premio Amilcare Ponchielli, Edoardo Delille e Giulia Piermartiri, per mostrare la futura crisi ecologica, adottano una tecnica basata su un procedimento interamente analogico. Alcune diapositive di ipotetici scenari di crisi vengono proiettate sul soggetto per una frazione di secondo grazie all\u2019utilizzo del flash. Durante lo scatto i soggetti non vedono ci\u00f2 che viene proiettato su di loro, e l&#8217;immagine finale \u00e8 la fusione tra presente e futuro. Se l\u2019intento \u00e8 davvero pregevole, il risultato lascia perplessi. La sovrapposizione delle immagini non provoca un effetto scioccante perch\u00e9 il risultato appare confuso, per comprendere pienamente il progetto, \u00e8 necessario affidarsi alle lunghe e dettagliate didascalie che illustrano il senso dell\u2019opera. Anche in questo caso l&#8217;uso dell\u2019analogico ha qualcosa di nostalgico, come \u00e8 nostalgica una parte della mostra che si alimenta con le immagini realizzate in un set, dove sui visitatori vengono proiettati gli stessi scenari usati nel progetto. Il tutto richiama l&#8217;Esposizione in tempo reale n. 4: Lascia su queste pareti una traccia fotografica del tuo passaggio di Franco Vaccari alla Biennale del 1972, e suggerisce quanto quel gesto pionieristico sia diventato parte di un immaginario condiviso. Oggi, in un\u2019epoca in cui l\u2019autoscatto \u00e8 pratica quotidiana e compulsiva, riproporre la stessa operazione significa interrogare la nostra relazione con la fotografia, non pi\u00f9 atto rivoluzionario, ma memoria dell\u2019atto rivoluzionario attraverso cui Vaccari ribaltava il ruolo dello spettatore trasformandolo in autore, e metteva la fotografia al centro di una riflessione sull\u2019arte partecipativa.<\/p>\n<p>Anche l\u2019uso dell\u2019intelligenza artificiale, in bilico tra la promessa del nuovo assoluto e il ritorno di immagini sedimentate nella memoria collettiva, appare nostalgico. La mostra Galactic Bites (a cura di Loredana De Pace) di Stefano Frighi, creata totalmente con il software Midjourney V6.1 e V7, nasce dalla lettura della Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams del 1979, e dalla passione dell\u2019artista per la saga di Star Wars. Il risultato \u00e8 un futuro contaminato da ritorni, reminiscenze, iconografie pregresse, sintomo della nostalgia di cui sono intrise le nostre visioni. L\u2019impressione \u00e8 che in generale si assista a un ritorno del pittorialismo mentre ci sarebbe bisogno di una fotografia che non giochi a nascondino e mostri la realt\u00e0 senza filtri n\u00e9 artifici.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"cf781f7c-2f5c-4ab3-9fe6-c97ef1743adc\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EDOARD~1.JPG\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Atlas of the New World \u00a9 Edoardo Delille &amp; Giulia Piermartiri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"167e8b36-ca3d-401f-931f-aa0cbc7c7a02\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EDOARD~2.JPG\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Atlas of the New World \u00a9 Edoardo Delille &amp; Giulia Piermartiri.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"2ea4c7b5-7033-4437-99ed-5d3d480f8b8a\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/EDOARD~3.JPG\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nDalla serie Atlas of the New World \u00a9 Edoardo Delille &amp; Giulia Piermartiri.<\/p>\n<p>Cos\u00ec avviene nel progetto del fotografo ucraino Vic Bakin, che in Epitome esplora la mascolinit\u00e0 nel passaggio dall\u2019adolescenza all\u2019et\u00e0 adulta, prima e durante l\u2019invasione russa dell\u2019Ucraina, attraverso fotografie di giovani uomini accostate a paesaggi segnati dalla guerra. Il significato di Epitome, ci\u00f2 che \u00e8 concentrato e ridotto, si condensa nel ritratto di un adolescente il cui volto \u00e8 tagliato a met\u00e0. Una fotografia che rispecchia la nostra esperienza del tempo, met\u00e0 passato, met\u00e0 futuro, e nel mezzo un presente che non ha identit\u00e0. Alcune stampe sono volutamente rovinate per evocare un effetto \u201cantico\u201d, graffi, macchie, abrasioni che non sono il risultato del tempo, ma una messa in scena. Un modo per fabbricare la nostalgia, per dare al presente la patina del passato, quasi a volerlo rendere pi\u00f9 autentico proprio perch\u00e9 appare consumato. L\u2019immagine di una fotocamera semidistrutta ricorda quella di Miroslav Tich\u00fd, simbolo della sedimentazione del tempo, residuo materiale di un passato che continua a intervenire sul presente. Se la linea di confine tra l\u2019uso di linguaggi \u201cvintage\u201d senza reale necessit\u00e0 e il recupero di radici e memorie \u00e8 sottilissimo, la mostra di Bakin riesce a far percepire la frammentariet\u00e0 del tempo, senza cedere al puro effetto nostalgico.<\/p>\n<p>Sul medesimo crinale si muovono le fotografie di Iole Montefusco e Rita Bonini nella mostra collettiva Echoes of Place che raggruppa i lavori realizzati dagli studenti del corso di fotografia documentaria della Fondazione Studio Marangoni, accompagnati da Michele Borzoni e Simone Donati, del collettivo TerraProject. La prima, con Architettura senza architetti, rivolge lo sguardo alle costruzioni che sorgono negli spazi che costeggiano l\u2019Arno, racchiusi tra la ferrovia Roma\u2013Firenze, l\u2019autostrada A1 e la direttissima Roma-Firenze. In questo territorio, fra i comuni di Montevarchi, San Giovanni Valdarno e Figline-Incisa Valdarno, si incontrano orti, recinti, pollai, ripari per animali e per uomini, che rivelano una sapienza quotidiana e sommessa, come suggerisce il mosaico, composto da un insieme di porte improvvisate, incollato a sua volta su una porta nella sala espositiva di Palazzo Baldelli. La forza del lavoro non risiede tanto nel documento, quanto nel montaggio, le immagini, accostate l\u2019una all\u2019altra, costituiscono una griglia che non \u00e8 mai chiusa n\u00e9 uniforme. Sono architetture anonime fondate sul riuso dei materiali e su una conoscenza costruttiva elementare, capace per\u00f2 di ripensare il rapporto tra vita e spazio, ispirandosi a un\u2019idea radicale di libert\u00e0.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"af6a80b4-e783-42fe-aa04-7e78d650145f\" height=\"939\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/\u00a9Vic Bakin_Press03.jpg\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nUntitled (House), 2023Dalla serie Epitome \u00a9 Vic Bakin.<\/p>\n<p>Rita Bonini ci porta a Resceto, piccolo paese ai piedi della Tambura, il monte pi\u00f9 alto delle Apuane, in provincia di Massa Carrara, segnato dagli eccidi compiuti da nazisti e fascisti contro\u00a0 partigiani e civili. Il suo lavoro, Resceto, ci\u00f2 che rimane, testimonia la vita che persiste nei luoghi segnati dalla violenza, il modo in cui la memoria dei tragici avvenimenti si riflette nei volti e negli spazi quotidiani e come il ricordo diventi una forma di abitabilit\u00e0. Un uomo seduto su un prato circondato da tronchi di alberi tagliati, la parete di pietra spoglia di un edificio, l\u2019interno di un bar con delle tovaglie rosse sulle tavole vuote, una donna tiene in mano un ritratto maschile, immagine dentro l\u2019immagine, simbolo di ci\u00f2 che resta.<\/p>\n<p>Da questi frammenti di quotidiano si dipana il filo che attraversa i lavori presentati in questa edizione di Cortona on the Move: non soltanto una mappa di autori e linguaggi, ma il tentativo condiviso di rispondere a una domanda che attraversa ogni immagine: come possiamo ancora stare insieme? La fotografia si muove tra due poli, la nostalgia e la riconciliazione, oscillando tra il recupero di un passato irrisolto e la proiezione verso un futuro incerto. Il suo compito non \u00e8 quello di restituire un\u2019unit\u00e0 perduta, quanto di insegnarci ad abitare la frattura, a riconoscere nel frammento la possibilit\u00e0 di un legame, nella memoria la condizione per un incontro, nella distanza la misura di una vicinanza. \u00c8 in questo continuo esercizio di mediazione che il titolo scelto da Paolo Woods, Come Together, si rivela non tanto un semplice invito, ma un orizzonte fragile, che ci ricorda quanto il vivere insieme non \u00e8 mai dato una volta per tutte, ma sia un edificio da costruire giorno dopo giorno.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.allemandi.com\/libro\/9788842227298\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cortona On The Move, Come together<\/a>, a cura di Paolo Woods, fino al 2 novembre.<\/p>\n<p>In copertina, Head, 2023, Dalla serie Epitome \u00a9 Vic Bakin, Storks, 2023.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In un presente segnato da contrasti tra nazioni, generazioni e identit\u00e0, la fotografia si offre come linguaggio di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":155723,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,4663,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-155722","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-fotografia","16":"tag-intrattenimento","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155722","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=155722"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155722\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/155723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=155722"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=155722"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=155722"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}