{"id":155730,"date":"2025-10-09T15:38:09","date_gmt":"2025-10-09T15:38:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155730\/"},"modified":"2025-10-09T15:38:09","modified_gmt":"2025-10-09T15:38:09","slug":"perche-i-film-dautore-si-sono-dati-al-crimine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155730\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 i film d&#8217;autore si sono dati al crimine"},"content":{"rendered":"<p>Ethan Coen, uno dei <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/09\/18\/fratelli-coen-separati\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">due fratelli Coen<\/a>, ha girato due film con storie di crimini negli ultimi due anni; Paul Thomas Anderson \u00e8 ora nei cinema con <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/09\/27\/una-battaglia-dopo-laltra\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">un film<\/a> su fuorilegge, attivismo e rivoluzione; Spike Lee ha da poco fatto un film su un sequestro; a fine agosto \u00e8 uscito l\u2019ultimo film di Darren Aronofsky su un ragazzo coinvolto in un intreccio di corruzione e crimine; e anche Kelly Reichardt, autrice da festival che mai aveva fatto nulla del genere, ha girato un film su un ladro, in uscita questo mese.<\/p>\n<p>Da pi\u00f9 di un decennio le storie criminali sono tornate a essere tra le pi\u00f9 raccontate, e da poco sono arrivate anche ai grandi autori. I film con gangster o polizieschi ci sono sempre stati, ma questi sono film da festival: produzioni raffinate e ricercate, con grandi attori e soluzioni audaci. Sono sia noir di provincia con aspirazioni intellettuali come Love Lies Bleeding, uscito pi\u00f9 di un anno fa con Kristen Stewart, sia thriller in cui qualcuno \u00e8 costretto a diventare un criminale come Operazione Vendetta, con Rami Malek. Ma soprattutto sono film difficili da classificare, come I crimini di Emily, con Aubrey Plaza, in cui la protagonista \u00e8 portata a diventare una criminale per la maniera in cui il mondo del lavoro onesto sembra respingerla.<\/p>\n<p>\u00c8 un sottogenere di cui per tanti anni Michael Mann \u00e8 stato l\u2019esponente principale, a partire dalla serie Miami Vice, antesignana del genere criminale-esistenzialista, e poi con film come Heat \u2013 La sfida, Collateral, Manhunter e via dicendo. Quello che li caratterizza \u00e8 che ladri e gangster non fanno quello che ci aspettiamo e le loro azioni sono usate per parlare anche di questioni pi\u00f9 elevate.<\/p>\n<p>Questa concentrazione di film simili per tono e ambizioni non sorprende: spesso le produzioni cinematografiche si copiano a vicenda. Un po\u2019 \u00e8 dovuto ai classici meccanismi di mercato, per cui tutti producono ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 richiesto dal pubblico, e un po\u2019 viene dallo spionaggio industriale. Le societ\u00e0 di produzione americane hanno sede tutte a Hollywood, i loro dipendenti si conoscono e mangiano negli stessi posti, quindi sono sempre al corrente le une di ci\u00f2 che fanno le altre. Quando arriva la notizia che uno o due attori o registi stimati e di prestigio stanno lavorando a qualcosa che sembra importante, gli altri si adeguano immaginando che inserirsi nel medesimo filone porter\u00e0 un beneficio.<\/p>\n<p>Un caso abbastanza eclatante fu quello di Joker, il film di Todd Phillips con Joaquin Phoenix: era nato come un film originale, non legato ai fumetti, ma fu poi adattato al personaggio di Batman per convenienza. In quel caso non c\u2019era da fare grande spionaggio, era evidente il richiamo dei film tratti da fumetti, e quindi per fare il suo film con un budget pi\u00f9 alto e maggior appoggio dalla Warner, Phillips lo ripens\u00f2 in quel modo, cambiando citt\u00e0 e nome al personaggio ma sostanzialmente mantenendo la propria storia.<\/p>\n<p>Il fatto che Paul Thomas Anderson abbia scelto una storia criminale per il suo film pi\u00f9 costoso, Una battaglia dopo l\u2019altra, con Leonardo DiCaprio, forse \u00e8 l\u2019esempio pi\u00f9 clamoroso di quest\u2019ultima tendenza. Alla stessa maniera molti dei film citati usano i criminali non tanto per divertirsi con lo scontro tra forze dell\u2019ordine e fuorilegge, ma anche per mostrare i malfunzionamenti della societ\u00e0. Lo fa Una scomoda circostanza, l\u2019ultimo film di Aronofsky, in cui un ragazzo braccato dalla mafia russa per un errore si rivolge (inutilmente) alla polizia. E lo far\u00e0 Roofman di Derek Cianfrance, con Channing Tatum, storia di un ladro che sfugge alla legge per anni.<\/p>\n<p>Se si dovesse individuare un inizio di questa tendenza sarebbe probabilmente la prima stagione di True Detective, che pi\u00f9 di dieci anni fa fu uno dei primi racconti crime d\u2019autore moderni a trovare un successo cos\u00ec ampio da influenzare le produzioni successive. Da l\u00ec in poi, molto lentamente, il genere crime d\u2019autore \u00e8 cresciuto cos\u00ec tanto che sono tornate anche le sue versioni da salotto, come gli adattamenti da Agatha Christie di Kenneth Branagh (Assassinio sul Nilo o Assassinio sull\u2019Orient Express), e i film non tratti dai suoi romanzi ma che gli somigliano in tutto e per tutto, come la serie Knives Out con Daniel Craig, di cui uscir\u00e0 un terzo film a novembre. Anche qui il successo di versioni del classico film sul crimine pi\u00f9 patinate e d\u2019autore ha fatto s\u00ec che arrivassero film come Omicidio nel West End o Il club dei delitti del gioved\u00ec (di Netflix).<\/p>\n<p>In Italia i film criminali sono tornati in auge da almeno vent\u2019anni, da quando cio\u00e8 Michele Placido gir\u00f2 Romanzo criminale, da cui poi fu tratta una serie tv che rese possibile immaginare Gomorra (il film ma soprattutto la serie) e via dicendo. Qui il cinema di serie B propriamente detto, cio\u00e8 quello pi\u00f9 interessato all\u2019intreccio e all\u2019azione piuttosto che ai significati reconditi, non esiste pi\u00f9, quindi i film criminali sono sempre d\u2019autore, ma sono comunque aumentati negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Due dei registi e sceneggiatori pi\u00f9 interessanti che hanno esordito recentemente, i fratelli Fabio e Damiano D\u2019Innocenzo, lo hanno fatto con La terra dell\u2019abbastanza (presentato al festival di Berlino), e poi, l\u2019anno scorso, hanno creato una serie tv unica per l\u2019Italia: Dostoevskij, con Filippo Timi. \u00c8 la storia di un detective derelitto con una situazione familiare drammatica, che indaga crimini in un contesto che potrebbe essere definito solo come \u201cmarcio\u201d. Questa serie fa esattamente quello che caratterizza i film pi\u00f9 sofisticati: invece di copiare e riproporre situazioni comuni e note, inventa un\u2019ambientazione e quindi un tono mai visti prima.<\/p>\n<p>E anche lo spin-off per il cinema della serie tv Mare fuori, intitolato Io sono Rosa Ricci, ha preso una piega pi\u00f9 sofisticata rispetto alla serie, che invece non ha pretese intellettuali. \u00c8 stato affidato a Lyda Patitucci, che aveva esordito con un altro film criminale (Come pecore in mezzo ai lupi), e per toni e svolgimenti ha una patina pi\u00f9 curata, vicina a Gomorra pi\u00f9 che a Mare fuori, cosa che di fatto lo inserisce in questa tendenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ethan Coen, uno dei due fratelli Coen, ha girato due film con storie di crimini negli ultimi due&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":155731,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-155730","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155730","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=155730"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155730\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/155731"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=155730"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=155730"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=155730"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}