{"id":155830,"date":"2025-10-09T16:47:11","date_gmt":"2025-10-09T16:47:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155830\/"},"modified":"2025-10-09T16:47:11","modified_gmt":"2025-10-09T16:47:11","slug":"perche-r360-e-un-pericolo-per-il-rugby-come-lo-conosciamo-adesso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/155830\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 R360 \u00e8 un pericolo per il rugby come lo conosciamo adesso?"},"content":{"rendered":"<p>La \u201csuperlega\u201d proposta da Tindall e compagnia appare ancora come un qualcosa di alieno rispetto al resto: in realt\u00e0 non va per niente sottovalutata. Ecco perch\u00e9<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-291386\" class=\"wp-image-291386 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/MG_8312-\u00a9sebastiano-pessina.jpg\" alt=\"Perch\u00e9 R360 \u00e8 un pericolo per il rugby come lo conosciamo adesso?\" width=\"850\" height=\"567\"  \/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-291386\" class=\"wp-caption-text\">Perch\u00e9 R360 \u00e8 un pericolo per il rugby come lo conosciamo adesso? (ph. Sebastiano Pessina)<\/p>\n<p>In questi mesi <a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2025\/07\/30\/r360-la-nuova-frontiera-del-rugby-globale-una-ricca-superlega-alle-porte\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">R360<\/a> ha dato l\u2019impressione di essere una realt\u00e0 aliena, venuta da un altro pianeta. Forse perch\u00e9 Mike Tindall e compagnia l\u2019hanno sparata talmente grossa che all\u2019inizio pareva difficile credergli, forse perch\u00e9 l\u2019idea della superlega nel calcio (dove poteva esserci terreno molto pi\u00f9 fertile per un progetto del genere) era fallita miseramente e quindi sembrava impossibile che potesse funzionare nel rugby, un mondo che ha fatto fatica (e ancora non si \u00e8 adattato del tutto) ad accettare realt\u00e0 transnazionali come URC (e prima Pro14, Pro12 e Celtic League) e Super Rugby, o forse perch\u00e9 \u2013 com\u2019\u00e8 nella psicologia umana \u2013 tendiamo a minimizzare i pericoli quando ci si presentano davanti, come processo di autodifesa.<\/p>\n<p>Si, perch\u00e9 R360, senza mezzi termini, \u00e8 un pericolo per il gi\u00e0 delicato ecosistema del rugby mondiale.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 R360?<\/p>\n<p>Innanzitutto, qual \u00e8 il progetto? Una superlega con 8 franchigie maschili e 4 femminili con giocatori provenienti da tutto il mondo, contratti milionari, eventi globali a tappe. Una sorta di \u201cGran Prix\u201d itinerante, con squadre che nascono dal nulla e non hanno alcun legame con i territori. Tutto questo dovrebbe diventare fattibile grazie a una lunga serie di investimenti privati. Il progetto \u00e8 stato ideato dall\u2019ex internazionale inglese e campione del mondo Mike Tindall. Si parla di contratti annuali che possono andare dai 500.000 euro a 1,5 milioni. Addirittura a un All Blacks \u2013 del quale non \u00e8 stato fatto il nome \u2013 sarebbero stati offerti 4 milioni all\u2019anno per 3 anni, come riportato da Planet Rugby, Roar e tante testate neozelandesi. L\u2019advisor e organizzatore finanziario \u00e8 Oakvale Capital, una societ\u00e0 specializzata in private equity e investimenti sportivi, incaricata di strutturare i finanziamenti, raccogliere i capitali e trasformare le promesse in liquidit\u00e0 concreta. Tutto il progetto si basa su investitori privati e su capitali provenienti da tutto il mondo: Regno Uniti, Stati Uniti e soprattutto Medio Oriente. Inoltre, non tutti i nomi dei finanziatori sono noti.<\/p>\n<p>R360 ha cominciato gi\u00e0 a spargere ai 4 venti i nomi di alcuni campioni che avrebbero gi\u00e0 firmato dei pre-contratti: Henry Slade, George Ford, Jamie George, quattro Springboks non citati. E ne ha messi nel mirino altri, come Ardie Savea. A quanto risulta a OnRugby sarebbe stato contattato anche qualche giocatore italiano. <a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2025\/10\/08\/chi-firma-per-r360-diventa-ineleggibile-per-la-nazionale-il-comunicato-congiunto-di-8-federazioni-tier-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La reazione di 8 delle 10 Federazioni Tier 1 \u00e8 stata forte<\/a>: chi accetta di giocare per R360 non potr\u00e0 essere convocato in Nazionale, e tutte le Union (<a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2025\/10\/07\/r360-linternational-rugby-players-association-avverte-nessuna-approvazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">oltre all\u2019Associazione Internazionale dei giocatori<\/a>) hanno disconosciuto la cosiddetta \u201cRebel League\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 altrettanto importante sottolineare che nessuno vuole colpevolizzare i giocatori, che giustamente si ritrovano davanti offerte con cifre mai viste prima e che legittimamente riflettono sulla possibilit\u00e0 di accettarle. Ma quello che rischia di saltare \u00e8 l\u2019equilibrio fragile del rugby mondiale: campionati gi\u00e0 sotto pressione, federazioni in difficolt\u00e0 e club storici che potrebbero perdere i loro talenti migliori. Inoltre, il rischio \u00e8 che il rugby diventi usa e getta pi\u00f9 di quanto non lo siano tutti gli sport che vivono principalmente delle Nazionali: magari il primo anno pu\u00f2 essere divertente vedere un dream team con Savea, Slade, Ford contro chiss\u00e0 quali altri giocatori in una serie di sfide pi\u00f9 da playstation che da mondo reale, ma il secondo anno? Il terzo? La gente va allo stadio per vedere delle Nazionali che sono un simbolo. E allo stesso modo la gente riempie l\u2019Aviva Stadium (o addirittura Croke Park) perch\u00e9 Leinster-Munster \u00e8 una sfida che ha una storia. La gente vuole vedere gli All Blacks, il Sudafrica, l\u2019Inghilterra: che giochino Savea e Kolisi, che giochino un Sititi e un Wiese, che giochi Tizio o Caio fa la differenza solo fino a un certo punto. Il rischio \u00e8 che R360 e il rugby internazionale si pestino i piedi a vicenda, portando al fallimento del primo e al grave indebolimento del secondo.<\/p>\n<p>E se i soldi finiscono?<\/p>\n<p>Prima ancora delle questioni puramente sportive c\u2019\u00e8 un primo problema: tutti questi fondi hanno dato garanzie per 2 o 3 anni. E poi? Il progetto presentato a World Rugby non ha garanzie che vadano oltre questo periodo di tempo. Per quanto riguarda le Federazioni, invece, nemmeno sono state contattate come spiegato dal comunicato congiunto pubblicato da 8 delle 10 Union Tier 1, tra le quali l\u2019Italia. Totalmente ignorate, come fossero uno sfondo o \u2013 peggio \u2013 un ostacolo al progetto. Al momento, R360 sembra pi\u00f9 il classico giocattolino in mano a chi vuole divertirsi con lo sport e poi buttarlo via quando non serve pi\u00f9 che un vero e proprio progetto con l\u2019obiettivo di cambiare il mondo del rugby: come un luna park ambulante che arriva di citt\u00e0 in citt\u00e0, ruba tutta l\u2019attenzione, fa chiudere i teatri e le piazze storiche e quando se ne va non rimane pi\u00f9 nulla, solo bottiglie vuote e cartelloni strappati. Se i soldi finiscono o gli sponsor si tirano indietro, R360 rischia un collasso immediato lasciando i giocatori senza squadra, con contratti milionari firmati e non rispettati e promesse non onorate.<\/p>\n<p>L\u2019impatto di R360 sull\u2019ecosistema rugby<\/p>\n<p>L\u2019altro aspetto fondamentale riguarda il funzionamento dell\u2019ecosistema rugby in questo momento. In tutti i Paesi la base \u00e8 fortemente legata al territorio, e in quelli anglofoni anche alle scuole. Man mano che si sale e si arriva al professionismo tutti i progetti diventano propedeutici a un obiettivo: il rugby internazionale, che attira le persone \u2013 anche i meno appassionati \u2013 e che di fatto rappresenta l\u2019ancora di salvezza delle Federazioni. Un esempio su tutti: <a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2024\/11\/29\/la-federazione-irlandese-rugby-world-cup-al-momento-e-un-danno-economico-non-sostenibile\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">nel 2023 la Federazione Irlandese disse pubblicamente che il non aver giocato i test autunnali (poich\u00e9 c\u2019era il Mondiale) aveva causato loro notevoli danni economici<\/a>, considerando che nelle Autumn Nations Series l\u2019Irlanda gioca 3 o 4 partite facendo sempre sold out a Dublino. I campionati nazionali faticano: l\u2019Inghilterra blocca le retrocessioni ogni 2\u00d73, le altre leghe europee e il Sudafrica sono riuscite a formare un modello sostenibile (l\u2019URC) unendosi tra loro, cos\u00ec come avviene nel boccheggiante Super Rugby dell\u2019Emisfero Sud, mentre la Francia \u00e8 l\u2019unico Paese ad avere un campionato che pu\u00f2 permettersi di fare le pulci alle Nazionali, anche se il rischio che il modello francese imploda su se stesso non \u00e8 ancora scongiurato, considerando che <a href=\"https:\/\/www.onrugby.it\/2025\/04\/14\/top-14-10-club-su-14-sono-in-perdita-uno-dei-quali-di-quasi-17-milioni-di-euro\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">10 delle 14 squadre del Top 14 sono in perdita<\/a>. Il rugby, come buona parte degli sport che non siano il calcio, si basa principalmente sulle Nazionali e sui grandi eventi: R360 demolirebbe pezzo per pezzo questo sistema per costruire una serie di eventi brevi, televisivamente accattivanti ed economicamente remunerativi (solo per loro, e per i circa 200 giocatori che parteciperanno) svuotando di senso (e di campioni) i vari campionati e lasciando le briciole agli altri. R360, di fatto, renderebbe il rugby sostenibile per poche centinaia di persone in tutto il mondo.<\/p>\n<p>L\u2019impatto sul rugby di base sarebbe devastante. Rimaniamo sull\u2019esempio dell\u2019Irlanda, uno dei modelli pi\u00f9 rinomati tra le Federazioni che seguono il sistema delle franchigie: si parte dal territorio, si sale verso le 4 franchigie che rappresentano il sogno di tutti i ragazzi irlandesi, e le 4 franchigie a loro volta sono propedeutiche all\u2019attivit\u00e0 della Nazionale Irlandese che porta vittorie, stadi pieni e quindi soldi. Questo vale per quasi tutti i sistemi, compreso quello italiano. Se R360 arriva di forza e si mangia gran parte della torta con questi pseudo-eventi, le competizioni nazionali o transnazionali (che gi\u00e0 fanno fatica) senza i top player e senza l\u2019importanza sportiva che avevano prima rischiano un ulteriore calo di qualit\u00e0, audience e ricavi, indebolendo a loro volta l\u2019intera filiera, perch\u00e9 sotto le franchigie ci sono i club, e poi i club pi\u00f9 piccoli, e le scuole. Tutti sarebbero travolti dalla tempesta.<\/p>\n<p>E il rugby femminile?<\/p>\n<p>Oltre a 8 franchigie maschili, R360 prevede anche la presenza di 4 franchigie femminili. Veniamo dal Mondiale femminile pi\u00f9 seguito di sempre, con un Twickenham strapieno per la finale, un successo mai visto e con World Rugby che gi\u00e0 guarda ad Australia 2029 per provare a battere ulteriormente i record di quest\u2019anno. Dietro questi successi, per\u00f2, c\u2019\u00e8 un movimento che sta provando ad emergere in maniera organica con tantissima fatica: dietro le Top 4 (Inghilterra, Canada, Nuova Zelanda e Francia, quest\u2019ultima con pi\u00f9 fatica delle altre) il mondo femminile \u00e8 quasi totalmente dilettantistico, con molte Federazioni (tra le quali l\u2019Italia) che garantiscono dei contratti alle giocatrici di interesse nazionale. L\u2019obiettivo dichiarato e fare in modo che quante pi\u00f9 squadre e quante pi\u00f9 ragazze possibile possano giocare a rugby in modo professionale, garantendosi un futuro in questo sport: R360 demolirebbe questa strada, spostando attenzione mediatica e soldi su 4 squadre (e quindi su un centinaio di ragazze o poco pi\u00f9) mentre il resto del movimento femminile dovrebbe accontentarsi delle briciole, rimanendo senza risorse e visibilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Francesco Palma<\/strong>\t<\/p>\n<p>onrugby.it \u00a9 riproduzione riservata<\/p>\n<p>Cari Lettori,<\/p>\n<p>OnRugby, da oltre 10 anni, Vi offre gratuitamente un\u2019informazione puntuale e quotidiana sul<br \/>\n\t\t\t\t\t\t\t\tmondo della palla ovale. <b>Il nostro lavoro ha un costo che viene ripagato dalla pubblicit\u00e0, in particolare quella personalizzata.<\/b><\/p>\n<p>Quando Vi viene proposta l\u2019informativa sul rilascio di cookie o tecnologie simili, Vi chiediamo di sostenerci dando il Vostro consenso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La \u201csuperlega\u201d proposta da Tindall e compagnia appare ancora come un qualcosa di alieno rispetto al resto: in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":155831,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1458],"tags":[1537,90,89,1840,245,244],"class_list":{"0":"post-155830","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-rugby","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-rugby","12":"tag-sport","13":"tag-sports"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155830","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=155830"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/155830\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/155831"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=155830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=155830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=155830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}