{"id":156237,"date":"2025-10-09T21:56:12","date_gmt":"2025-10-09T21:56:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/156237\/"},"modified":"2025-10-09T21:56:12","modified_gmt":"2025-10-09T21:56:12","slug":"a-piu-di-60-anni-dalla-sua-uscita-questo-film-resta-una-delle-opere-piu-sincere-e-struggenti-sullitalia-che-cercava-di-rinascere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/156237\/","title":{"rendered":"A pi\u00f9 di 60 anni dalla sua uscita, questo film resta una delle opere pi\u00f9 sincere e struggenti sull\u2019Italia che cercava di rinascere"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"514\" data-end=\"1310\">C\u2019\u00e8 un\u2019<strong>Italia<\/strong> che rinasce e si industrializza, e c\u2019\u00e8 un ragazzo che entra per la prima volta in ufficio. In <strong data-start=\"622\" data-end=\"634\">Il posto<\/strong> di <strong data-start=\"638\" data-end=\"654\">Ermanno Olmi<\/strong>, Domenico lascia la provincia per Milano, affronta selezioni, visite mediche grottesche, corridoi interminabili, scrivanie tutte uguali. Quel percorso, apparentemente minimo, diventa<strong> un romanzo di formazione laico e commovente<\/strong>: la giovinezza si misura con il lavoro, la solitudine si traveste da ordine, la speranza trova un varco nell\u2019incontro con Antonietta e poi si perde nella routine. Sessant\u2019anni dopo, il film <strong>continua a parlare di noi<\/strong> perch\u00e9 leva la voce dal dettaglio, dall\u2019impercettibile: un gesto imitato al bar, una tazza appoggiata come fanno i grandi, la ricerca di uno sguardo pi\u00f9 gentile della segretaria quando il capo non alza gli occhi.<\/p>\n<p data-start=\"1312\" data-end=\"2104\">Olmi parte dalla propria esperienza di impiegato e porta sullo schermo <strong data-start=\"1383\" data-end=\"1412\">attori non professionisti<\/strong>; cerca volti, non performance. <strong>Sandro Panseri<\/strong> fa vivere Domenico con una timidezza disarmata, <strong>Loredana Detto<\/strong> illumina Antonietta con una grazia quotidiana. La macchina da presa osserva senza imporre, registra il mondo come se fosse l\u00ec da sempre: la sala d\u2019attesa, i test assurdi, la fila che scorre come un gregge, l\u2019ufficio che ronza di piccoli rituali. \u00c8 un <strong data-start=\"1773\" data-end=\"1794\">realismo umanista <\/strong>che non pretende la denuncia ma scava con pazienza nell\u2019attrito fra desiderio e necessit\u00e0. Olmi non \u00e8 neorealista per programma: usa il vero per arrivare all\u2019<strong data-start=\"1966\" data-end=\"1980\">astrazione<\/strong>. A poco a poco l\u2019azienda diventa un labirinto leggermente <strong data-start=\"2039\" data-end=\"2051\">kafkiano<\/strong>, una favola grigia sulla sicurezza che si fa gabbia.<\/p>\n<p data-start=\"2106\" data-end=\"2665\">Indimenticabile la deviazione narrativa in cui il film abbandona per un attimo Domenico e segue alcuni impiegati a casa: un lampo di piet\u00e0 che restituisce umanit\u00e0 a quelle figure che altrimenti resterebbero ombre dietro una scrivania. \u00c8 qui che Olmi mostra la propria <strong data-start=\"2374\" data-end=\"2395\">scala orizzontale<\/strong>: non guarda dall\u2019alto, sta accanto ai suoi personaggi, li ascolta, li lascia respirare. Come De Sica, lavora di <strong data-start=\"2508\" data-end=\"2527\">gesti e sguardi<\/strong>, ma evita ogni ricatto emotivo; come certi autori della Nouvelle Vague, si concede pause e attese, un tempo morto che diventa tempo vivo.<\/p>\n<p data-start=\"2667\" data-end=\"3395\">Il <strong data-start=\"2670\" data-end=\"2692\">ballo di Capodanno<\/strong> in azienda concentra la promessa e la delusione del film: l\u2019allegria collettiva copre per un attimo la malinconia, ma l\u2019imbarazzo di Domenico, la sua esitazione davanti alle ragazze, la danza gentile con una donna pi\u00f9 adulta sono la misura di un passaggio che non si compie. Pi\u00f9 tardi, il posto da cassiere si libera per una morte improvvisa: il <strong data-start=\"3039\" data-end=\"3048\">vuoto<\/strong> di un cassetto svuotato, una pagina di romanzo lasciata a met\u00e0, l\u2019eco di un sogno estinto. Quando Domenico siede all\u2019ultima scrivania della fila, capisce che quel traguardo rischia di essere una <strong data-start=\"3244\" data-end=\"3256\">condanna<\/strong>: la catena di montaggio dei suoni d\u2019ufficio scandisce il suo futuro, e il suo sguardo finale \u00e8 un piccolo, gigantesco addio all\u2019illusione.<\/p>\n<p data-start=\"3397\" data-end=\"4056\">Il miracolo di Il posto \u00e8 tutto qui: prendere l\u2019ordinario e farne poesia. Olmi trasforma la <strong data-start=\"3493\" data-end=\"3513\">prima assunzione<\/strong> in un racconto di educazione sentimentale e civile, dove l\u2019amore resta possibile ma non garantito, e il lavoro non \u00e8 inferno n\u00e9 paradiso, \u00e8 la zona grigia in cui l\u2019identit\u00e0 si definisce o si consuma. Lontano dai proclami, vicino alle persone, il film resta una delle opere pi\u00f9 <strong data-start=\"3791\" data-end=\"3815\">sincere e struggenti<\/strong> sull\u2019Italia che si mette in piedi e paga quel progresso con l\u2019<strong data-start=\"3878\" data-end=\"3893\">alienazione<\/strong> di chi si scopre sostituibile. Forse per questo, guardarlo oggi \u00e8 come rivedere una foto in cui riconosciamo i nostri inizi: timidi, spaesati, ostinatamente vivi.<\/p>\n<p data-start=\"3397\" data-end=\"4056\">Leggi anche: <a href=\"https:\/\/www.bestmovie.it\/news\/film-italiano-la-notte-di-san-lorenzo-memoria-della-guerra\/941843\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">A oltre 40 anni dalla sua uscita, questo film italiano resta una delle opere pi\u00f9 audaci e poetiche sulla memoria della guerra<\/a><\/p>\n<p><b class=\"proprietary\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"C\u2019\u00e8 un\u2019Italia che rinasce e si industrializza, e c\u2019\u00e8 un ragazzo che entra per la prima volta in&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":156238,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521],"class_list":{"0":"post-156237","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/156237","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=156237"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/156237\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/156238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=156237"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=156237"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=156237"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}