{"id":15641,"date":"2025-07-29T09:36:10","date_gmt":"2025-07-29T09:36:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/15641\/"},"modified":"2025-07-29T09:36:10","modified_gmt":"2025-07-29T09:36:10","slug":"grazie-ai-vaccini-evitate-oltre-25-milioni-di-morti-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/15641\/","title":{"rendered":"grazie ai vaccini evitate oltre 2,5 milioni di morti nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>Uno studio internazionale coordinato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazione con la Stanford University, <a href=\"https:\/\/www.eurekalert.org\/news-releases\/1092371\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">stima<\/a> che tra il 2020 e il 2024 la campagna vaccinale globale contro il Covid-19 abbia evitato 2,533 milioni di decessi. Secondo i ricercatori, in media una vita \u00e8 stata salvata ogni 5.400 dosi somministrate.<\/p>\n<p>La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica JAMA Health Forum, ha anche calcolato il numero di anni di vita preservati grazie ai vaccini: 14,8 milioni in tutto il mondo, ovvero un anno di vita guadagnato ogni 900 dosi. Si tratta di un\u2019analisi su scala globale che, per la prima volta, include anche il periodo della variante Omicron e si basa su dati reali pi\u00f9 che su proiezioni ipotetiche.<\/p>\n<p>Il lavoro \u00e8 stato guidato dalla Professoressa Stefania Boccia, docente di Igiene generale e applicata all\u2019Universit\u00e0 Cattolica, con il contributo del dottor Angelo Maria Pezzullo, ricercatore, e del dottor Antonio Cristiano, medico in formazione specialistica.<\/p>\n<p>\u00abPrima del nostro, diversi studi hanno cercato di stimare le vite salvate dai vaccini con modelli diversi e in periodi o parti del mondo diversi, ma questo \u00e8 il pi\u00f9 completo perch\u00e9 si basa su dati mondiali, copre anche il periodo Omicron, calcola anche il numero di anni di vita salvati e si basa su meno ipotesi sull\u2019andamento della pandemia\u00bb, spiegano Boccia e Pezzullo.<\/p>\n<p>I ricercatori hanno incrociato i dati della popolazione mondiale con quelli relativi alla diffusione del virus, distinguendo tra infezioni e decessi avvenuti prima e dopo la vaccinazione, e tenendo conto della fase pandemica (pre-Omicron e post-Omicron). Sulla base di queste analisi, \u00e8 stato possibile stimare l&#8217;effettiva efficacia della vaccinazione nel prevenire morti e perdita di anni di vita.<\/p>\n<p>La protezione garantita dai vaccini si \u00e8 concentrata in gran parte sulle persone pi\u00f9 vulnerabili. Il 90% delle vite salvate riguarda individui con pi\u00f9 di 60 anni, e il 76% degli anni di vita guadagnati appartiene a questa stessa fascia d\u2019et\u00e0. Il 57% dei decessi evitati si colloca nel periodo in cui circolava la variante Omicron, considerata meno letale ma altamente contagiosa.<\/p>\n<p>Al contrario, l\u2019impatto sui pi\u00f9 giovani \u00e8 stato molto pi\u00f9 contenuto: solo lo 0,01% delle vite salvate e lo 0,1% degli anni di vita guadagnati ha riguardato bambini e adolescenti, mentre i giovani adulti tra i 20 e i 29 anni rappresentano appena lo 0,07% dei decessi evitati.<\/p>\n<p>Un dato interessante \u00e8 che gli ospiti delle strutture di assistenza a lungo termine, nonostante il rischio elevato, hanno contribuito solo per il 2% del totale degli anni di vita salvati.<\/p>\n<p>\u00abQueste stime sono sostanzialmente pi\u00f9 conservative rispetto ai calcoli precedenti che si concentravano principalmente sul primo anno di vaccinazione, ma dimostrano chiaramente un importante beneficio complessivo derivante dalla vaccinazione contro il COVID-19 nel periodo 2020-2024. La maggior parte dei benefici, in termini di vite umane e anni di vita salvati, \u00e8 stata garantita a una parte della popolazione globale tipicamente pi\u00f9 fragile, gli anziani\u00bb, conclude la professoressa Boccia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Uno studio internazionale coordinato dall\u2019Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma, in collaborazione con la Stanford University, stima&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":15642,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1512],"tags":[239,1537,90,89,240,2189,2188,2187],"class_list":{"0":"post-15641","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-vaccini","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute","13":"tag-vaccine","14":"tag-vaccines","15":"tag-vaccini"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15641","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15641"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15641\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15642"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15641"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15641"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15641"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}