{"id":156857,"date":"2025-10-10T06:54:10","date_gmt":"2025-10-10T06:54:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/156857\/"},"modified":"2025-10-10T06:54:10","modified_gmt":"2025-10-10T06:54:10","slug":"alla-carrara-pietre-e-colori-dellantica-sfida-alla-scultura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/156857\/","title":{"rendered":"Alla Carrara pietre e colori dell\u2019antica sfida alla scultura"},"content":{"rendered":"\n<p>Marmo nero, lapislazzulo, ametista, alabastro, tele \u00absolide\u00bb dipinte per creare opere eterne, in una sfida aperta con la scultura, speranza poi rivelatasi mera illusione. L\u2019ardita sperimentazione con pigmenti e supporti \u00e8 andata avanti per cento anni, raccontata, con alcuni esemplari di rarit\u00e0 assoluta, in <strong class=\"gsto\">Accademia Carrara<\/strong>, nella mostra \u00ab<strong class=\"gsto\">Arte e Natura. Pittura su pietra tra Cinquecento e Seicento<\/strong>\u00bb, dal 10 ottobre fino al 6 gennaio.<\/p>\n<p>  Opere per collezionisti <\/p>\n<p><a data-title=\"Scena di battaglia, di Antonio Tempesta 1618 ca., olio su diaspro lineato giallo e verde di Giuliana su lavagna\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2025\/10\/10\/photos\/alla-carrara-le-pietre-preziose-e-i-colori-dellantica-sfida-alla-scultura_eeca97a8-a546-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1192.jpg\" title=\"Scena di battaglia, di Antonio Tempesta 1618 ca., olio su diaspro lineato giallo e verde di Giuliana su lavagna\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"Scena di battaglia, di Antonio Tempesta 1618 ca., olio su diaspro lineato giallo e verde di Giuliana su lavagna\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/alla-carrara-le-pietre-preziose-e-i-colori-dellantica-sfida-alla-scultura_eeca97a8-a546-11f0-ab25-27.jpeg\" title=\"Scena di battaglia, di Antonio Tempesta 1618 ca., olio su diaspro lineato giallo e verde di Giuliana su lavagna\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        Scena di battaglia, di Antonio Tempesta 1618 ca., olio su diaspro lineato giallo e verde di Giuliana su lavagna<\/p>\n<p> Un evento curato da <strong class=\"gsto\">Patrizia Cavazzini <\/strong>insieme alla direttrice del museo <strong class=\"gsto\">Maria Luisa Pacelli<\/strong>, che dato forma a un\u2019idea tratteggiata da chi l\u2019ha preceduta (Martina Bagnoli). Sono 60 le opere selezionate in rappresentanza di una tecnica raffinata, pezzi che 500 anni fa stavano esposti perlopi\u00f9 nelle \u00abWunderkammer\u00bb di collezionisti. Dalla Roma dei Papi alla Firenze dei Medici, da Genova a Verona, la tecnica, avviata da Sebastiano del Piombo nel 1525 circa, \u00e8 stata sperimentata da artisti come <strong class=\"gsto\">Paolo Veronese<\/strong>, <strong class=\"gsto\">Jacopo Bassano<\/strong>, <strong class=\"gsto\">Palma il Vecchio<\/strong>, <strong class=\"gsto\">l\u2019Orbetto<\/strong>, <strong class=\"gsto\">Antonio Tempesta<\/strong>, <strong class=\"gsto\">Orazio Gentileschi <\/strong>e <strong class=\"gsto\">Salvator Rosa<\/strong>, in mostra grazie a prestiti da importanti collezioni pubbliche e private, come la Galleria Borghese, Opificio delle Pietre Dure, Gallerie degli Uffici, Palazzo Barberini, Musei reali di Torino, Museo e Real Bosco di Capodimonte. <\/p>\n<p>  Capitolo poco noto <\/p>\n<p>Secondo la direttrice Pacelli, la mostra che ancora una volta indaga il rapporto tra natura e cultura (ricordiamo gli \u00ab<strong class=\"gsto\">Orti Tintori<\/strong>\u00bb di <strong class=\"gsto\">Paolo Chiasera<\/strong>), \u00abapprofondisce un capitolo della storia dell\u2019arte molto affascinante e poco conosciuto. Un percorso che pone luce su una tecnica interessante per materiali e competenze e che invita il pubblico a riconoscere l\u2019intervento dell\u2019artista, la straordinariet\u00e0 del supporto naturale, osservando come la luce riflette attraverso le superfici trasformando immagini e significati\u00bb. <\/p>\n<p>  Committenti e materiali <\/p>\n<p><a data-credits=\"Yuri Colleoni\" data-title=\"La presentazione mostra Arte e Natura all\u2019Accademia Carrara\" href=\"https:\/\/storage.ecodibergamo.it\/media\/photologue\/2025\/10\/10\/photos\/alla-carrara-le-pietre-preziose-e-i-colori-dellantica-sfida-alla-scultura_f0361b1c-a546-11f0-ab25-27d30ab876f4_1920_1440.jpg\" title=\"La presentazione mostra Arte e Natura all\u2019Accademia Carrara\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n<img decoding=\"async\" alt=\"La presentazione mostra Arte e Natura all\u2019Accademia Carrara\" class=\"lozad\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/alla-carrara-le-pietre-preziose-e-i-colori-dellantica-sfida-alla-scultura_f0361b1c-a546-11f0-ab25-27.jpeg\" title=\"La presentazione mostra Arte e Natura all\u2019Accademia Carrara\" width=\"100%\"\/><br \/>\n<\/a><\/p>\n<p>        La presentazione mostra Arte e Natura all\u2019Accademia Carrara<\/p>\n<p>(Foto di<br \/>\n            Yuri Colleoni)<\/p>\n<p> La quasi totalit\u00e0 dei pezzi in esposizione \u00e8 frutto di prestiti. Nella prima sezione i marmi neri di del Piombo e Veronese, \u00abcon grandi figure iconiche di cui si vuole sottolineare forza e valore morale, come <strong class=\"gsto\">Papa Clemente VII<\/strong>, successore di Pietro, raffigurato su pietra\u00bb spiega Cavazzini. Che illustra la fase successiva con Jacopo Bassano, dove il fondo viene lasciato a vista. Le vene delle pietre diventano cos\u00ec skyline di paesaggi, scenari di rocce e deserti in cui inserire le figure. Esposte le battaglie di Antonio Tempesta, i fiori orientali nelle nature morte della collezione Barberini, dove si cerca di rendere eterno l\u2019effimero. E ancora, le opere su paesina (fango solidificato) della corte di <strong class=\"gsto\">Cosimo II de\u2019 Medici<\/strong>. Nel Seicento il declino, quando manufatti come altaroli e tabernacoli prendono il sopravvento, quando si inizia a manifestare la fragilit\u00e0 del supporto in pietra che aveva promesso l\u2019eternit\u00e0. Nell\u2019ultima sala \u00abpezzi antichi di alabastro, cos\u00ec all\u2019epoca non venivano pi\u00f9 cavati \u2013 si sofferma Cavazzini -. Erano pietre pagane da convertire, non vi \u00e8 nessun tema mitologico, sono oggetti della controriforma, a rappresentare la vittoria della Chiesa Cattolica sui protestanti\u00bb. Tra le rarit\u00e0, la scena di <strong class=\"gsto\">Pietro salvato dalle acque <\/strong>(di mano anonima) su alabastro marino, \u00abforse un pezzo di colonna usato per una serie di dipinti della stessa collezione\u00bb.<\/p>\n<p>  Plauso del Comune <\/p>\n<p> A sottolineare \u00abl\u2019alto profilo scientifico\u00bb della mostra, la sindaca e presidente di Fondazione Accademia Carrara <strong class=\"gsto\">Elena Carnevali<\/strong>: \u00abL\u2019esposizione rafforza il ruolo della Carrara come museo vivo ed europeo, capace di coniugare ricerca e divulgazione, natura e comunit\u00e0, di parlare al pubblico di oggi ma anche al visitatore di domani\u00bb. \u00abEntriamo nel vivo della programmazione, con la prima mostra articolata messa a punto dalla direttrice &#8211; aggiunge l\u2019assessore alla Cultura <strong class=\"gsto\">Sergio Gandi <\/strong>-. Una mostra che tiene fede agli intenti esposti a febbraio: innanzitutto la valorizzazione del patrimonio museale, esponendo opere poco note, inserite in una cornice storica che ne rileva il valore\u00bb.<\/p>\n<p>  Spazio ai piccoli visitatori <\/p>\n<p>Accanto alla mostra c\u2019\u00e8 <strong class=\"gsto\">\u00abA&amp; N Kids\u00bb<\/strong>, a cura dei servizi educativi della Carrara con l\u2018Unibg, un percorso pensato per i pi\u00f9 piccoli (dai 6 ai 12 anni) con due stanze dense di materiali e opere dai depositi del museo. Una sfida (e un atto di fiducia) al pubblico pi\u00f9 giovane che potr\u00e0 osservare e sperimentare, scovare tesori nelle cassettiere, giocare con colori e texture. Nelle sale, ad altezza bambino, opere originali, come il \u00ab<strong class=\"gsto\">San Girolamo penitente<\/strong>\u00bb di <strong class=\"gsto\">Giovanni Mansueti<\/strong> (1515-1520) e le \u00ab<strong class=\"gsto\">Due civette<\/strong>\u00bb di <strong class=\"gsto\">Giorgio Duranti<\/strong> (1730-1750). Spiega la direttrice Maria Luisa Pacelli: \u00abPer la prima volta presentiamo un percorso per i bambini. Un incontro ravvicinato con le opere. Monitoreremo la loro reazione, per capire se stiamo andando nella direzione giusta\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Marmo nero, lapislazzulo, ametista, alabastro, tele \u00absolide\u00bb dipinte per creare opere eterne, in una sfida aperta con la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":156858,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[96846,96851,1615,1613,1614,1611,1610,1644,1612,94288,203,96845,96844,204,1537,90,89,96849,96848,8399,96843,47342,1666,96847,96850,16756,4456,1567],"class_list":{"0":"post-156857","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-accademia-carrara","9":"tag-antonio-tempesta","10":"tag-arte","11":"tag-arte-e-design","12":"tag-arteedesign","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-cultura","16":"tag-design","17":"tag-diana-noris","18":"tag-entertainment","19":"tag-galleria-borghese","20":"tag-gallerie-degli-uffici","21":"tag-intrattenimento","22":"tag-it","23":"tag-italia","24":"tag-italy","25":"tag-maria-luisa-pacelli","26":"tag-martina-bagnoli","27":"tag-musei","28":"tag-musei-reali-di-torino","29":"tag-opificio-delle-pietre-dure","30":"tag-palazzo-barberini","31":"tag-paolo-veronese","32":"tag-patrizia-cavazzini","33":"tag-pittura","34":"tag-scultura","35":"tag-storia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/156857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=156857"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/156857\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/156858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=156857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=156857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=156857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}