{"id":157358,"date":"2025-10-10T12:50:17","date_gmt":"2025-10-10T12:50:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/157358\/"},"modified":"2025-10-10T12:50:17","modified_gmt":"2025-10-10T12:50:17","slug":"the-weekender-ascolta-gli-album-di-richard-ashcroft-madi-diaz-eno-wolfe-e-molti-altri-usciti-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/157358\/","title":{"rendered":"The Weekender: ascolta gli album di Richard Ashcroft, Madi Diaz, Eno + Wolfe (e molti altri\u2026) usciti oggi"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche anno ormai il venerd\u00ec \u00e8 il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo allora per prepararsi mentalmente all\u2019imminente sospirato weekend se non quello di passare in rassegna le migliori album usciti proprio nelle ultime ore ?<br \/>I dischi attesi per mesi sono finalmente tra noi\u2026buon ascolto.<\/p>\n<p><img data-dominant-color=\"7e4733\" data-has-transparency=\"false\" style=\"--dominant-color: #7e4733;\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"846\" height=\"472\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/ashcroft-cover-jpg.webp.webp\" alt=\"\" class=\"not-transparent wp-image-428442\"  \/><\/p>\n<p><strong>RICHARD ASHCROFT \u2013 \u201cLovin\u2019 You\u201d<br \/>[Virgin]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p><strong>Ashcroft<\/strong> torna con il suo nuovo album solista \u201cLovin\u2019 You\u201d, il suo primo lavoro inedito dal 2018, quando pubblic\u00f2 \u201cNatural Rebel\u201d. Il brano principale, \u201cLover\u201d, \u00e8 stato scritto da <strong>Richard<\/strong> e, per la prima volta dalla registrazione di \u201cBitter Sweet Symphony\u201d, incorpora elementi di uno dei lavori preferiti di <strong>Richard<\/strong>: \u201cLove and Affection\u201d, scritto da <strong>Joan Armatrading<\/strong>. <strong>Joan<\/strong> \u00e8 stata contattata prima della registrazione e ha apprezzato molto l\u2019arrangiamento.<\/p>\n<p><strong>MADI DIAZ \u2013 \u201cFatal Optismist\u201d<br \/>[Anti]<br \/>folk<\/strong><\/p>\n<p>La cantautrice Madi Diaz, due volte candidata ai Grammy, \u00e8 nota per le sue intense esplorazioni del romanticismo e qui ha creato la sua opera pi\u00f9 potente. Crudo ed essenziale, \u201cFatal Optimist\u201d \u00e8 <strong>Madi<\/strong> nella sua versione pi\u00f9 intima e audace. Lei e il produttore <strong>Gabe Wax (Soccer Mommy, Zach Bryan) <\/strong>hanno deciso di spogliare queste canzoni, affidandosi alla sua performance e alla sua scrittura pi\u00f9 intima. Il risultato \u00e8 un album indie-folk classico e senza tempo.<\/p>\n<p><strong>BRIAN ENO &amp; BEATIE WOLFE \u2013 \u201cLiminal\u201d<br \/>[Verve]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l\u2019uscita di \u201cLuminal\u201d e \u201cLateral\u201d a giugno, gli artisti-attivisti <strong>Brian Eno<\/strong> e <strong>Beatie Wolfe<\/strong> condividono il loro terzo album collaborativo, \u201cLiminal\u201d. Il disco si colloca nel punto di convergenza tra \u201cLateral\u201d e \u201cLuminal\u201d. Se \u201cLateral\u201d \u00e8 una sorta di dipinto paesaggistico, un luogo sonoro, \u201cLuminal\u201d \u00e8 un risveglio onirico, uno spazio sensoriale. \u201cLiminal\u201d, l\u2019ultima aggiunta, \u00e8 un ibrido dei due, una strana terra nuova con un essere umano che vive e si fa strada attraverso i suoi spazi misteriosi.<\/p>\n<p><strong>THE ORB \u2013 \u201cBuddhist Hipsters\u201d<br \/>[Buddhist Hipsters]<br \/>elettronica<\/strong><\/p>\n<p>In un mondo mutevole, imprevedibile e turbolento, una cosa su cui possiamo sempre contare \u00e8 un nuovo album degli <strong>Orb<\/strong>, con la prossima vacanza per la mente sempre a portata di mano. In quello che \u00e8 probabilmente il milionesimo LP guidato dal veterano dell\u2019elettronica <strong>Alex Paterson<\/strong>, in collaborazione con l\u2019ormai affermato ragazzo prodigio <strong>Michael Rendall<\/strong>, il gruppo ispiratore e produttivo ancora una volta mantiene le promesse, con uno dei loro migliori lavori. \u201cStavo facendo un sogno, e in questo sogno c\u2019era una scala mobile che scendeva dalle nuvole, sulla quale c\u2019erano buddisti e hipster che viaggiavano verso il basso, e a farmi cenno di scendere dall\u2019alto c\u2019era <strong>Roger Eno<\/strong>. Quando mi sono svegliato, ho trovato un suo messaggio in cui mi chiedeva se ci andava di collaborare ancora, quindi lui \u00e8 presente nel disco, insieme ad altri amici. Registrare l\u2019album e suonare nei recenti concerti \u00e8 stata un\u2019esperienza piacevole, felice e terapeutica, soprattutto grazie a <strong>Michael Rendall,<\/strong> un genio che riesce a fare qualsiasi cosa gli venga in mente. Abbiamo un rapporto meraviglioso e simpatico sia in studio che sul palco. Nel complesso, la durata, l\u2019arco e l\u2019energia di Buddhist Hipsters rispecchiano uno dei preferiti dei nostri fan, U.F. Orb\u201c.<\/p>\n<p><strong>YELLOWCARD \u2013 \u201cBetter Days\u201d<br \/>[Better Noise Music]<br \/>pop-punk<\/strong><\/p>\n<p>Quando i <strong>Yellowcard<\/strong> hanno detto addio, lo hanno fatto sul serio. Le luci si sono spente su una delle band pop-punk e alt-rock pi\u00f9 amate degli anni 2000 con intenzionalit\u00e0 e autenticit\u00e0. Concludendo con un tour d\u2019addio, i <strong>Yellowcard<\/strong> hanno lasciato la scena nel modo \u201cgiusto\u201d, con grazia, gratitudine e definitivit\u00e0. Ma la storia non era finita. L\u2019eredit\u00e0 ha aperto una breccia. Sull\u2019onda di una rinascita che ha visto il tour mondiale per il ventesimo anniversario di \u201cOcean Avenue\u201d apparire su Forbes e una riconciliazione che ha portato tutti e quattro i membri in pace con la loro eredit\u00e0 e tra loro, i<strong> Yellowcard<\/strong> hanno appena realizzato il disco pi\u00f9 ambizioso ed emotivamente coinvolgente della loro carriera. \u201cBetter Days\u201d, il primo album della band in quasi un decennio, \u00e8 stato prodotto da <strong>Travis Barker<\/strong> dei <strong>blink-182<\/strong>, che ha anche suonato la batteria in ogni traccia.<\/p>\n<p><strong>HAAI \u2013 \u201cHUMANiSE\u201d<br \/>[Mute]<br \/>elettronica<\/strong><\/p>\n<p><strong>HAAi <\/strong>torna con il suo secondo album audace e brillante, \u201cHUMANiSE\u201d, che esplora il punto di equilibrio tra la distopia guidata dalle macchine e l\u2019utopia ricca di emozioni. In tutti i suoi lavori, <strong>Teneil <\/strong>ha sempre cercato di conquistare nuove frontiere nella musica elettronica e nel nuovo album approfondisce ulteriormente questo tema. \u201cHUMANiSE\u201d riflette su cosa significhi essere umani in un mondo sempre pi\u00f9 digitale, in cui l\u2019intelligenza artificiale minaccia di eclissare tutto e i nostri schermi ci separano gli uni dagli altri. Il risultato \u00e8 un\u2019opera ambiziosa ed emozionante: un passo avanti dal punto di vista sonoro e una netta evoluzione rispetto al suo album di debutto del 2022, \u201cBaby, We\u2019re Ascending\u201d. Dopo aver trascorso anni dietro la consolle, <strong>HAAi<\/strong> porta anche la sua voce in primo piano in un potente cambiamento verso la vulnerabilit\u00e0 e l\u2019espressione di s\u00e9. La sua voce, incredibilmente delicata, conferisce una nuova dimensione alle sue produzioni cinetiche.<\/p>\n<p><strong>THE ANTLERS \u2013 \u201cBlight\u201d<br \/>[Transgressive]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p>Gli <strong>Antlers<\/strong>, l\u2019amata band e progetto discografico di <strong>Peter Silberman<\/strong>, pubblicano il loro attesissimo nuovo album, \u201cBlight\u201d, in uscita per Transgressive Records. \u201cBlight\u201d pone molte domande senza offrire risposte facili. Nel corso di nove nuove canzoni, il fondatore e principale autore dei <strong>The Antlers, Silberman<\/strong>, riflette sulle nostre tendenze passivamente distruttive: l\u2019inquinamento causato dalla distrazione, lo spreco inconsapevole e la devastazione involontaria del mondo naturale. Ma nonostante i temi pesanti, \u201cBlight\u201d \u00e8 tutt\u2019altro che un ascolto punitivo. Con i suoi arrangiamenti avventurosi e il suo slancio persistente, sembra pi\u00f9 un\u2019odissea iridescente.<\/p>\n<p><strong>WEAKENED FRIENDS \u2013 \u201cFeels Like Hell\u201d<br \/>[Don Giovanni]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>In un momento in cui prevale l\u2019indifferenza e i cantanti sussurrano apatia invece di urlare i propri sentimenti, \u201cFeels Like Hell\u201d offre un antidoto irresistibile.<strong> Sonia<\/strong> canta di tutto ci\u00f2 che minaccia di uccidere lo spirito \u2013 il profondo nichilismo di fronte al capitalismo globale \u2013 con uno spirito che non pu\u00f2 essere ucciso. La voce di <strong>Sonia<\/strong> immagina mondi migliori, liberi da restrizioni e sorveglianza. Qui non c\u2019\u00e8 autocensura: <strong>Sonia<\/strong> non ha paura di urlare fino a quando la gola non le si infiamma, e <strong>Annie<\/strong> non ha paura di ballare durante l\u2019apocalisse. Appoggiandosi al rock e al post-pop-punk con cuore e riverenza, si esibiscono con una libert\u00e0 di cui molti oggi si sentono privati.<\/p>\n<p><strong>JACOB COLLIER \u2013 \u201cThe Light For Days\u201d<br \/>[Decca]<br \/>pop<\/strong><\/p>\n<p>J<strong>acob Collier <\/strong>torna con \u201cThe Light For Days\u201d, un lavoro essenziale ed emotivamente coinvolgente che riflette il nucleo tranquillo della sua arte. Registrato in soli quattro giorni nella stessa stanza in cui la sua carriera ha preso il volo, \u201cThe Light For Days\u201d privilegia l\u2019intimit\u00e0 rispetto alla grandiosit\u00e0, mettendo in risalto la voce inconfondibile di Jacob e il suo rapporto sempre pi\u00f9 profondo con la chitarra.<\/p>\n<p><strong>LANY \u2013 \u201cSoft\u201d<br \/>[LANY]<br \/>pop<\/strong><\/p>\n<p>I <strong>Lany<\/strong> hanno conquistato silenziosamente il mainstream alle loro condizioni, affermandosi come una delle band pi\u00f9 onnipresenti, imprevedibili e indiscutibili di questa era. Con miliardi di stream, arene leggendarie esaurite e il plauso unanime della critica, il gruppo di Los Angeles, certificato disco di platino, continua a sfornare inni da stadio, sostenuti da una scrittura impeccabile e dalla personalit\u00e0 fuori dal comune dell\u2019enigmatico frontman e cantautore <strong>Paul Jason Klein<\/strong>. I <strong>Lany<\/strong> pubblicano il loro nuovissimo album \u201cSoft\u201d. Dal punto di vista tematico e visivo, \u201cSoft\u201d \u00e8 un album ricco di tensioni, un contrasto intenzionale tra duro e morbido. La durezza tangibile, letterale, fisica si contrappone alla morbidezza metaforica, relazionale. Dal punto di vista sonoro, l\u2019album esplora queste stesse tensioni: gran parte della morbidezza e della vulnerabilit\u00e0 dei testi che hanno caratterizzato la carriera acclamata dei <strong>Lany<\/strong>, ora con un tocco pi\u00f9 duro e coraggioso nella produzione.<\/p>\n<p><strong>MIVERGOGNO \u2013 \u201cHappy\u201d<br \/>[Dischi Sotterranei]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>A distanza di tre anni dall\u2019ultimo disco \u201cFilippine\u201d, <strong>MIVERGOGNO<\/strong> torna con un concept album che solo all\u2019apparenza parla di felicit\u00e0. Le 10 tracce che compongono \u201cHappy\u201d rincorrono questo sentimento senza mai davvero raggiungerlo. La felicit\u00e0 resta un miraggio, un\u2019incognita. Ogni canzone incarna alla perfezione la sostanza di questo lavoro. Un disco diretto e conciso che, se si \u00e8 disposti ad addentrarvisi, si rivela denso di significato. Fatto di sudore e lacrime punk rock, quasi fosse un processo di purificazione. <strong>MIVERGOGNO<\/strong> \u00e8 crudo e ironico, tenero e spietato, sincero e bugiardo, spesso dannato ma sempre estremamente lucido, pieno di contrasti e moltitudini che esprimono una strana bellezza. E con questo album ci dimostra, con autoironia, che nonostante le domande esistenziali, non bisogna per forza darsi delle risposte.<\/p>\n<p><strong>MADISON CUNNINGHAM \u2013 \u201cAce\u201d<br \/>[Verve]<br \/>folk<\/strong><\/p>\n<p>La cantautrice e polistrumentista <strong>Madison Cunningham<\/strong> pubblica \u201cAce\u201d, il suo terzo album in studio con la Verve Forecast e attesissimo seguito dell\u2019album \u201cRevealer\u201d (2022), vincitore di un Grammy. Scritto quasi interamente nell\u2019agosto 2024, \u201cAce\u201d \u00e8 un disco che parla dell\u2019amore in tutte le sue sfaccettature: smettere di amare, avere il cuore spezzato e poi innamorarsi di nuovo. L\u2019album, in cui <strong>Cunningham<\/strong> \u00e8 co-produttore insieme a <strong>Robbie Lackritz (Feist, Rilo Kiley, Bahamas, Peach Pit)<\/strong>, crea canzoni intime che sono tanto giocose quanto riflessive.<\/p>\n<p><strong>THE BESNARD LAKES \u2013 \u201cThe Besnard Lakes are the Ghost Nation\u201d<br \/>[Full Time Hobby]<br \/>post-rock<\/strong><\/p>\n<p>Nel loro nuovo album \u201cThe Besnard Lakes are the Ghost Nation\u201d, i <strong>The Besnard Lakes<\/strong> di Montreal tornano con il loro post-rock psichedelico, ma questa volta con una nota di leggerezza e ottimismo. Unici tra i loro colleghi dall\u2019aria accigliata, i T<strong>he Besnard Lakes<\/strong> non hanno paura di unire sonorit\u00e0 ricche e ricercate al piacere mieloso dei successi radiofonici del passato: l\u2019estasi dei <strong>My Bloody Valentine<\/strong> intrecciata al romanticismo dei <strong>Fleetwood Mac.<\/strong> Immaginate i sognanti <strong>Beach House<\/strong> cavalcare le dinamiche dei <strong>Led Zeppelin<\/strong>, con armonie vocali sfacciatamente androgine; un mondo sonoro melodico ma imponente.<\/p>\n<p><strong>POP WILL EAT ITSELF \u2013 \u201cDelete Everything\u201d<br \/>[Rumjoint]<br \/>indie-pop-rock<\/strong><\/p>\n<p>Formatisi a met\u00e0 degli anni Ottanta nelle Midlands, non solo continuano a nutrirsi di pop, ma lo rigurgitano in un caos di idee elettrizzanti nel loro nuovo album \u201cDelete Everything\u201d.Il loro ottavo disco li vede ulteriormente affinare, definire e decostruire il loro mix di rock industriale, techno loop da loop, hip hop e punk rock in una serie di accattivanti inni fantascientifici. Ancora creativi, ancora nel loro mondo, i <strong>Pop Will Eat Itself <\/strong>hanno cancellato tutto e ricominciato da capo.<\/p>\n<p><strong>DEPOOKAN \u2013 \u201cSang et Cendre\u201d<br \/>[RadiciMusic Records]<br \/>world<\/strong><\/p>\n<p>Una seconda opera di inediti che segna un ritorno dentro la nuova scena world alternativa. Un\u2019opera particolare, sfaccettata, multiforme, storie e racconti fantastici che escono da una linea spazio-temporale per raggiungere l\u2019ascoltatore sotto forma di alchimia di voce e suono, ora ancestrale, ora rituale, magico, arcaico, oscuro\u2026eppure vicino, intensamente forte, come il suo titolo. Da ascoltare alle prime luci dell\u2019alba, alle prime luci della sera, in un respiro. La sonorit\u00e0 dell\u2019Underground \u00e8 certamente quella che pi\u00f9 si adatta alla loro forma sonora, dove la voce, l\u2019elettronica e gli strumenti antichi trovano un luogo dove incontrarsi. A <strong>Susy Berni<\/strong> anche la maternit\u00e0 delle performance visive, della grafica social, art work e dell\u2019 immagine dei <strong>DePookan.<\/strong><\/p>\n<p><strong>MASSAGE \u2013 \u201cCoaster\u201d<br \/>[Prefect Records]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p>Sono passati quattro anni dall\u2019ultima pubblicazione discografica dei <strong>Massage<\/strong>, gruppo indie-pop di punta di Los Angeles. Ora tornano con \u201cCoaster\u201d, un album magistrale di 10 tracce in cui la band affronta i cambiamenti e le incertezze dell\u2019et\u00e0 adulta nell\u2019unico modo che conosce: insieme, cinque amici di lunga data, sfornando una \u2018Perfect Pop Song\u2019 dopo l\u2019altra. \u201cSiamo stati etichettati come \u2018jangle pop\u2019 e accorpati al \u2018fog pop\u2019\u201c, dice <strong>Andrew Romano<\/strong>, chitarrista e cantante. \u201cCi siamo persino definiti \u2018college rock\u2019. Ma non siamo mai riusciti a inserirci davvero da nessuna parte. Penso che i Coaster siano il luogo in cui abbracciamo questa via di mezzo. Siamo un gruppo pop, puro e semplice. Non vogliamo solo ricordarvi qualche altra band. Vogliamo scrivere canzoni che non potete dimenticare\u201c.<\/p>\n<p><strong>PERTURBATOR \u2013 \u201cAge Of Aquarius\u201d<br \/>[Nuclear Blast]<br \/>synth-darkwave<\/strong><\/p>\n<p>Nel sesto album dei <strong>PERTURBATOR<\/strong>, \u201cAge of Aquarius\u201d \u2013 il primo di <strong>James Kent <\/strong>per la Nuclear Blast \u2013 l\u2019artista offre una versione pi\u00f9 incisiva dei suoi primi lavori malinconici, mettendo in mostra la sua musica pi\u00f9 sicura e tematicamente raffinata fino ad oggi. Mentre il suo album precedente, \u201cLustful Sacraments\u201d del 2021, trattava di cattive abitudini e dipendenze, \u201cAge of Aquarius\u201d esplora come l\u2019individualismo, il conflitto e la guerra siano forze sociali interconnesse e dominanti. Brutale e sublime al tempo stesso, l\u2019album sembra l\u2019equivalente musicale di un urlo nel vuoto esistenziale.<\/p>\n<p><strong>ASAF AVIDAN \u2013 \u201cUnfurl\u201d<br \/>[Telmavar]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p>A cinque anni dalla sua ultima pubblicazione, <strong>Asaf Avidan<\/strong> torna alla ribalta con \u201cUnfurl\u201d, il suo nuovo album in uscita il 10 ottobre. Registrato nei leggendari Miraval Studios e con la partecipazione di un\u2019orchestra di 40 musicisti, \u201cUnfurl\u201d \u00e8 un lavoro affascinante, arricchito da influenze cinematografiche. Mescolando elementi hip-hop con riferimenti al mondo di <strong>Hitchcock, Asaf Avidan<\/strong> supera i confini di genere e crea un\u2019atmosfera unica. Rimanendo fedele alla sua immagine di artista eclettico, si cimenta nel rap pur rimanendo fedele alle sue origini folk, rock e jazz. <strong>Asaf Avidan<\/strong> ci regala un album intimo e audace, che ci accompagna in un profondo viaggio introspettivo.<\/p>\n<p><strong>OTHER LIVES \u2013 \u201cVolume V\u201d<br \/>[PIAS]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVolume V\u201d arriva cinque anni dopo il loro quarto album \u201cFor Your Love\u201d, un disco curato con amore ma poi travolto dalla pandemia di Covid. Il titolo indica l\u2019ultimo capitolo della storia di <strong>Other Lives<\/strong>, il loro quinto album di grande profondit\u00e0 musicale ed emotiva. Fin dalle prime note del brano di apertura e singolo principale \u201cMystic\u201d, \u00e8 chiaro che l\u2019ampiezza cinematografica dei loro arrangiamenti e delle loro melodie \u00e8 aumentata di diversi livelli dinamici, con una portata orchestrale pi\u00f9 completa e un dramma pi\u00f9 imponente nelle otto canzoni e nei due brani strumentali dell\u2019album \u2013 prova della voglia della band di continuare a progredire mantenendo l\u2019essenza di ci\u00f2 che rende gli <strong>Other Lives <\/strong>cos\u00ec unici e irresistibili.<\/p>\n<p><strong>THE WYTCHES \u2013 \u201cTalking Machine\u201d<br \/>[Alcopop]<br \/>hard rock<\/strong><\/p>\n<p>I <strong>Wytches<\/strong> tornano con il loro ultimo album incendiario, \u201cTalking Machine\u201d. Il quartetto di Brighton porta con s\u00e9 una valanga di nuovi paesaggi sonori influenzati dall\u2019indiscutibile psichedelia, insieme a un tour piacevolmente lungo. \u201cHo visto il termine \u2018Talking Machine\u2019 in un libro che stavo leggendo su Thomas Edison\u201c, riflette il cantante Kristian. \u201cEra un soprannome per i grammofoni. Ho pensato che fosse abbastanza appropriato come titolo per un album, ma immagino che, come molte persone, anche io abbia pensato molto all\u2019intelligenza artificiale e ho visto un collegamento anche l\u00ec. <strong>Thomas Edison<\/strong> organizzava questi eventi chiamati Tone Tests in cui dimostrava quanto fossero avanzate le registrazioni audio ingannando il pubblico facendogli credere che stesse ascoltando musicisti che suonavano dal vivo, ma in realt\u00e0 era tutto preregistrato e riprodotto da un grammofono. La gente temeva che molti lavori nell\u2019industria dell\u2019intrattenimento e non solo sarebbero stati sostituiti dalla tecnologia, proprio come sta succedendo ora\u201c.<\/p>\n<p><strong>JAY SOM \u2013 \u201cBelong\u201d<br \/>[Lucky Number]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>Lasciando che il quinquennio di vita e lavoro trascorso dall\u2019uscita di \u201cAnak Ko\u201d nel 2019 influenzasse non solo le sue canzoni ma anche il suo processo creativo, <strong>Melina Duterte<\/strong>, alias <strong>Jay Som<\/strong>, ha aperto la sua musica a se stessa e ai suoi ricordi, scrivendo canzoni che rivisitano i suoni della sua giovinezza con il beneficio della sua esperienza come musicista, produttrice e performer. Nessun album precedente di <strong>Jay Som<\/strong> suona come \u201cBelong\u201d, un avvincente set di 11 canzoni sull\u2019autodefinizione e, beh, sull\u2019appartenenza, che oscilla tra hit power-pop sovralimentate e ballate nebulose, tra curiosit\u00e0 elettroniche e inni da accendini accesi.<\/p>\n<p><strong>THE NECKS \u2013 \u201cDisquiet\u201d<br \/>[Northern Spy]<br \/>experimental<\/strong><\/p>\n<p>In \u201cDisquiet\u201d, i <strong>Necks<\/strong> espandono il loro suono coinvolgente e mutevole su tre dischi e pi\u00f9 di tre ore di intensit\u00e0 labirintica e paziente. Questo \u00e8 il loro ventesimo album in studio e segna il 39\u00b0 anno di attivit\u00e0 della band. Registrati e scolpiti meticolosamente, i quattro brani estesi di \u201cDisquiet\u201d vedono <strong>Tony Buck, Chris Abrahams e Lloyd Swanton<\/strong> spingersi ai limiti estremi della loro intuizione collettiva, costruendo e svelando strutture ipnotiche con una concentrazione microscopica. \u00c8 presente il consueto arsenale di pianoforte, contrabbasso e batteria, e tutto ci\u00f2 che sta in mezzo, suoni indefiniti e fonti oscure. La musica stessa sembra allungare il tempo e questa presentazione sfida le idee di sequenzialit\u00e0. Si potrebbe sostenere che i <strong>The Necks<\/strong> siano una modalit\u00e0 di scoperta tanto quanto una band. Per quanto riguarda il suono stesso, la caratteristica moderazione e la profondit\u00e0 strutturale dei <strong>The Necks<\/strong> rimangono, con sottili cambiamenti tonali, motivi in evoluzione e fasi turbolente di rumori acuti e propulsivi, tensioni di sorpresa sommessa e intenzionalit\u00e0 senza pari \u2013 come sempre, espansivi e coinvolgenti.<\/p>\n<p><strong>GERARDO BALESTRIERI \u2013 \u201cCanzoni di rabbia e guerra\u201d<br \/>[autoproduzione]<br \/>cantautorato<\/strong><\/p>\n<p>Un disco di canzoni necessarie, inevitabili in questo clima di incertezza e spavento. Un disco che nasce cos\u00ec, sull\u2019onda di un\u2019urgenza espressiva, quando parole e musica diventano incontenibili. \u201cUn disco di canzoni che non avrei voluto scrivere. Perch\u00e9 vorrei cantare l\u2019allegria, la festa e l\u2019abbondanza \u2013 dice nell\u2019introduzione il cantautore, di origini napoletane e veneziano di adozione \u2013 e invece non \u00e8 tempo\u201c. Otto brani di canzone d\u2019autore dal piglio rock, con riferimenti blues, punk e echi di mediterraneo, dove si fanno spazio anche una ballad e un valzer \u201celettrico\u201d.<\/p>\n<p><strong>TESTAMENT \u2013 \u201cPara Bellum\u201d<br \/>[Nuclear Blast]<br \/>metal<\/strong><\/p>\n<p>Ogni generazione \u00e8 segnata da una grande guerra. Potrebbero volerci anni prima che si manifesti pienamente, ma il guerriero esperto sa che la preparazione \u00e8 tutto. \u201cPara Bellum\u201d, il quattordicesimo album dei <strong>Testament <\/strong>e il primo in cinque anni, \u00e8 sia un grido di battaglia che un\u2019osservazione dell\u2019alleanza instabile dell\u2019umanit\u00e0 con le proprie creazioni, riflettendo il caos moderno attraverso una musica urgente, tagliente e risolutamente umana.<\/p>\n<p><strong>NIGHTBUS \u2013 \u201cPassenger\u201d<br \/>[Melodic]<br \/>elettronica<\/strong><\/p>\n<p>Sfarfallando nell\u2019ultravioletto, c\u2019\u00e8 un luogo sfuggente dove la pillola blu incontra quella rossa, gli alti diventano bassi e il giorno si fonde con la notte. \u00c8 in questi spazi liminali dove tutto \u00e8 possibile che troverete i <strong>Nightbus <\/strong>e il loro ipnotico album di debutto \u201cPassenger\u201d. Il destino avverso, l\u2019incertezza e le opportunit\u00e0 si nascondono negli angoli oscuri della loro esistenza torbida, con tappe intermedie quali dissociazione, codipendenza e dipendenza, prima di raggiungere la destinazione finale: un barlume di speranza. \u201cPassenger\u201d \u00e8 un viaggio notturno nel nostro io interiore, con tutti i segreti, le fantasie, le vergogne e le paure che normalmente non vengono a galla. Musicalmente strizza l\u2019occhio a <strong>New Order, The XX, The Knife, Chromatics, The Cure, Everything But The Girl, Massive Attack, Portishead, Burial, Molchat Doma, Siouxsie Sioux <\/strong>e altri ancora!<\/p>\n<p><strong>FINI TRIBE \u2013 \u201cThe Sheer Action of Fini Tribe: 1982-1987\u201d<br \/>[Shipwrecked Industries]<br \/>alt-pop<\/strong><\/p>\n<p>I Fini Tribe, iconici musicisti anticonformisti scozzesi degli anni \u201980, pubblicano \u201cThe Sheer Action of Fini Tribe: 1982-1987\u2033: questa colossale antologia include la loro leggendaria sessione con <strong>John Peel <\/strong>del 1985, i singoli originali da 12 pollici (tra cui \u201cDetestimony\u201d) e i singoli WaxTrax!, insieme a brani live inediti, tutti rimasterizzati con cura e prodotti dai membri della band. \u201cThe Sheer Action of Fini Tribe\u201d \u00e8 la prima retrospettiva curata e progettata dai membri della band. Comprende una ricca collezione di fotografie d\u2019archivio, un saggio del membro originale <strong>Andy McGregor<\/strong>, che ha anche disegnato la copertina e saggi della loro amica di lunga data <strong>Shirley Manson<\/strong> (Garbage, Goodbye Mr. MacKenzie) e dell\u2019autore <strong>Alastair McKay<\/strong>, uno dei primi sostenitori della band. Influenzati da <strong>Throbbing Gristle, Wire, Can, Captain Beefheart<\/strong> e numerose band funk angolari sostenute da J<strong>ohn Peel, <\/strong>hanno anche attinto dal cinema moderno, dalla letteratura e dall\u2019arte che abbondava nella citt\u00e0 dei festival.<\/p>\n<p><strong>WAX JAW \u2013 \u201cIt Takes Guts!\u201d<br \/>[Born Losers Records]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIt Takes Guts!\u201d racchiude gioia e sofferenza nello stesso respiro. Esplorando temi quali dipendenza, liberazione sessuale e autostima, il disco di debutto dei <strong>Wax Jaw<\/strong> trasmette il coraggio, la determinazione e la sincerit\u00e0 necessari per combattere i propri demoni interiori. Nonostante i temi pesanti, \u201cIt Takes Guts!\u201d abbraccia con ironia le contraddizioni della vita e la catarsi che deriva dalla scelta di essere sexy o volgari quando se ne ha voglia. L\u2019autenticit\u00e0 e l\u2019autonomia non sono facili da ottenere, ma la crescita emotiva non deve essere necessariamente un\u2019esperienza tormentata. La band fonde brani punk dinamici e dal ritmo serrato con testi carichi di emozioni, ispirando i fan a cercare il proprio cuore mentre sudano sulla pista da ballo. La strumentazione del disco rispecchia la sua dualit\u00e0 lirica, cucendo insieme riff punk frastagliati e ballabilit\u00e0 new wave. \u00c8 una musica che invita sia al movimento che all\u2019introspezione, con ogni traccia costruita per colpire nel segno e far saltare gli altoparlanti.<\/p>\n<p><strong><br \/>MASSIMO SILVERIO \u2013 \u201cSurtum\u201d<br \/>[Okum]<br \/>sperimentale, folk<\/strong><\/p>\n<p>Come per il precedente album anche \u201cSurt\u00f9m\u201d \u00e8 cantato nella lingua dei luoghi natii di <strong>Massimo Silverio<\/strong>. Proprio l\u2019artista racconta: \u201cMi sono chiesto: in quale luogo si conserva la memoria? Questa domanda mi ha portato a cercare quel punto in cui reale e metafisico si toccano, si incontrano. Un luogo in cui immagino che ogni azione, ogni gesto, vadano a depositarsi una volta che la loro eco si \u00e8 spenta ed \u00e8 rimasto solo il silenzio. L\u2019accesso a questo luogo, potrebbe forse nascondersi sulla nostra stessa pelle, sui luoghi, le case, i boschi, i prati o le montagne o qualunque altro luogo quando entra in contatto con il nostro cuore, con la nostra anima?\u201c. \u201cSurt\u00f9m\u201d \u00e8 un viaggio di pace e grazia, una lenta discesa nella natura oscura dell\u2019uomo, un album con cui <strong>Massimo Silverio<\/strong> cerca di esorcizzare i tempi oscuri di violenza e odio che stiamo vivendo.<\/p>\n<p><strong>HANNAH FRANCES \u2013 \u201cNested in Tangles\u201d<br \/>[Fire Talk]<br \/>avant-folk<\/strong><\/p>\n<p>Dopo il suo album \u201cKeeper of the Shepherd\u201d del 2024, acclamato dalla critica, <strong>Hannah Frances<\/strong> arriva a \u201cNested in Tangles\u201d. Intrecciando avant-folk, rock progressivo e jazz, la compositrice, cantante, chitarrista e poetessa <strong>Frances<\/strong> oscilla tra l\u2019abile intimit\u00e0 e la magnifica vastit\u00e0 del suo mondo interiore con la lucidit\u00e0 e l\u2019incisivit\u00e0 sia del fuoco che dell\u2019acqua. Ancorata alla sua caratteristica abilit\u00e0 vocale e al fingerpicking poliritmico percussivo che ha consolidato in \u201cKeeper of the Shepherd\u201d, <strong>Frances<\/strong> evolve e sfida le proprie narrazioni e musicalit\u00e0. \u201cNested in Tangles\u201d offre un ritratto riflessivo di virtuosismo e vulnerabilit\u00e0 viscerale, senza paura dell\u2019intensit\u00e0, senza paura della tenerezza.<\/p>\n<p><strong>LORELLE MEETS THE OBSOLETE \u2013 \u201cCorporal\u201d<br \/>[Sonic Cathedral]<br \/>psych rock, post-punk<\/strong><\/p>\n<p>I <strong>Lorelle Meets The Obsolete<\/strong> tornano con il loro settimo album, \u201cCorporal\u201d. \u00c8 il lavoro migliore e pi\u00f9 feroce del duo messicano fino ad oggi, che vede i due artisti potenziare il loro post-punk psichedelico con un nuovo motore elettronico. Il paragone pi\u00f9 ovvio in termini di atmosfera e modalit\u00e0 \u00e8 il classico \u201cXTRMNTR\u201d dei<strong> Primal Scream<\/strong>, un altro disco che ha elaborato conflitti personali e politici e li ha vomitati sotto forma di musica dance distorta. \u201cCorporal\u201d, come suggerisce il titolo, \u00e8 tutto incentrato sul corpo. \u201cIl corpo \u00e8 ci\u00f2 che porta il peso dello stress, della stanchezza, della tristezza. \u00c8 il corpo che il sistema distrugge per primo\u201c, spiega <strong>Lorena. <\/strong>\u201cInconsciamente, mentre componevamo l\u2019album, i nostri corpi cercavano gioia nelle canzoni. Riconnettersi con il piacere \u00e8 diventato un modo per aprire nuove dimensioni, un modo per fuggire, pur rimanendo presenti\u201d.<\/p>\n<p><strong>ELEPHANT BRAIN \u2013 \u201cAlmeno Per Ora\u201d<br \/>[Woodworm]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>Anticipato dal singolo \u201cImpareremo a perdere\u201d, il terzo album degli <strong>Elephant Brain<\/strong>, registrato da <strong>Marco Romanelli<\/strong> e prodotto da <strong>Jacopo Gigliotti<\/strong>, \u00e8 un disco che nasce per abitare il tempo presente, riconoscendone la fragilit\u00e0 e la forza, come uno spazio in cui il passato smette di essere solo dolore e il futuro inizia a farsi possibile. Il cuore del progetto \u00e8 il tempo, vissuto come tensione tra memoria e trasformazione, come quella linea sottile che separa ci\u00f2 che \u00e8 stato da ci\u00f2 che potrebbe ancora essere. Le tracce si muovono lungo questo confine, attraversando ci\u00f2 che resta, ci\u00f2 che manca e ci\u00f2 che pu\u00f2 ancora nascere. Non c\u2019\u00e8 un ritorno nostalgico al passato, n\u00e9 una fuga in avanti: c\u2019\u00e8 piuttosto la volont\u00e0 di fermarsi, anche solo per un momento, e riconoscere il valore di quello che si \u00e8 vissuto. \u201cAlmeno per ora\u201d. La musica diventa cos\u00ec uno strumento di resistenza e cura, per celebrare il qui e ora. Ogni suono, ogni parola \u00e8 una traccia lasciata sul terreno instabile della memoria, non per ricostruire ci\u00f2 che \u00e8 andato perso, ma per trovare nuove forme di senso. Il disco non propone soluzioni, ma invita a restare in ascolto del presente, come luogo possibile di guarigione e di futuro.<\/p>\n<p><strong>MARCO GIONGRANDI \u2013 \u201cWhen Birds Call in the Darkness\u201d<br \/>[Costello\u2019s Records]<br \/>indie-folk<\/strong><\/p>\n<p>La semplicit\u00e0 del raccontarsi a cuore aperto incontra l\u2019infinito accumularsi di volti, immagini e ricordi; <strong>Marco Giongrandi<\/strong> torna con il suo nuovo LP, \u201cWhen Birds Call in the Darkness\u201d, regalandoci un disco dal sapore dolce e accogliente. 8 tracce concepite attraverso un percorso che parte da una scrittura profondamente poetica per poi attraversare sensazioni e sentimenti sfaccettati, collettivamente riunite in un viaggio dal sound maturo e accuratamente levigato. I brani si muovono con lentezza, riempiendosi di rapporti (\u201cMaria and the Sea\u201d, \u201cLong Wait\u201c), luoghi (\u201cDrawings\u201d, \u201cGraveyard\u201d) e pensieri fuggevoli (\u201cWe\u2019ll Be Leaves\u201d); il risultato \u00e8 un disco che rimane vicino al cuore, scaldandolo e confortandolo. Una magia che va assaporata piano, senza correre. Emozioni che entrano sottopelle.<\/p>\n<p><strong>GARGANE \u2013 \u201cZemian\u201d<br \/>[SIGLA\/Senza Dubbi]<br \/>jazz, swing<\/strong><\/p>\n<p>\u201cZemian\u201d \u00e8 il nuovo disco di <strong>Gargane<\/strong>, un lavoro che mescola jazz, swing, sonorita gitane e teatralita urbana in un mosaico musicale travolgente e imprevedibile. Un viaggio sonoro che suona come una colorata festa popolare e si muove fra strade vive e piazze pulsanti. \u201cZemian\u201d \u00e8 il secondo album dell\u2019artista emiliano, registrato in presa diretta con <strong>Davide Cristiani<\/strong> presso il Groundfloor Studio di Modena per mantenere intatta l\u2019energia dell\u2019esecuzione. E\u2019 un lavoro corale, fatto di mescolanze e sinergie, con un approccio che dialoga con il teatro e la poesia in fase di scrittura, in cui ogni brano suona come un frammento di una citt\u00e0 immaginaria. Le voci si incontrano sotto i portici e i lampioni storti, panchine fredde si alternano a improvvisi slanci di umanit\u00e0. San Zemian, il patrono cittadino da nome al disco, segna il giorno della festa, della fiera in cui tutto e\u2019 permesso: la musica scende in strada e racconta il mondo dal basso, tra caos e meraviglie.<\/p>\n<p><strong>GUITAR \u2013 \u201cWe\u2019re Headed To The Lake\u201d<br \/>[Julia\u2019s War Recordings]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>Fondendo elementi dello slacker rock degli anni \u201990, del post-punk e del beatmaking, i <strong>Guitar<\/strong> raggiungono risultati straordinari, stimolando il proprio pubblico a riflettere pi\u00f9 a fondo su ci\u00f2 che realmente desidera dalla musica. La risposta \u00e8 che hanno bisogno di pi\u00f9 <strong>Guitar<\/strong>. Nel suo libro Il processo, Franz Kafka ha scritto: \u201cDa un certo punto in poi non si pu\u00f2 pi\u00f9 tornare indietro. Quello \u00e8 il punto che deve essere raggiunto\u201d. Con \u201cWe\u2019re Headed to The Lake\u201d, abbandonano le convenzioni dello shoegaze moderno e creano qualcosa di molto pi\u00f9 simile ai gruppi alternativi degli anni \u201990 come <strong>Teenage Fanclub e Guided By Voices.<\/strong><\/p>\n<p><strong>DROPKICK MURPHYS \u2013 \u201cFor The People\u201d<br \/>[Dummy Luck Music]<br \/>punk-rock<\/strong><\/p>\n<p>Il nuovo album dei <strong>Dropkick Murphys<\/strong>, \u201cFor The People\u201d, dimostra coraggio e sicurezza, denunciando le ingiustizie che avvengono negli Stati Uniti con la forza e la potenza che richiamano le prime radici punk rock dei <strong>Dropkick Murphys.<\/strong> \u201cFor The People\u201d \u00e8 pi\u00f9 di un titolo. \u00c8 una posizione sincera, una dichiarazione di chi \u00e8 questa band e di chi \u00e8 sempre stata. La copertina dell\u2019album, di grande impatto emotivo, \u00e8 stata creata dallo Studio Number One, lo studio di design del famoso artista sociale\/politico <strong>Shepard Fairey,<\/strong> mentre l\u2019album \u00e8 stato prodotto e mixato da <strong>Ted Hutt<\/strong>, collaboratore di lunga data dei <strong>Dropkick Murphys.<\/strong> \u201cFor The People\u201d \u00e8 all\u2019altezza del momento: un\u2019espressione di umanit\u00e0 in un\u2019epoca di incessante disumanizzazione, una promessa di speranza in un\u2019era alimentata dalla paura, una dichiarazione di solidariet\u00e0 in un\u2019epoca di disunione, una sfida ai ciarlatani e ai demagoghi che cercano di dividerci per il proprio potere.<\/p>\n<p><strong>BLACK EYES \u2013 \u201cHostile Design\u201d<br \/>[Dischord]<br \/>no wave<\/strong><\/p>\n<p>A pi\u00f9 di 20 anni dalla registrazione del loro ultimo album, \u201cCough\u201d, i <strong>Black Eyes<\/strong> tornano con \u201cHostile Design\u201d. L\u2019album \u00e8 composto da sei brani inediti, scritti subito dopo i concerti di reunion della band nell\u2019aprile 2023. \u201cHostile Design\u201d \u00e8 stato registrato negli studi Tonal Park in tre giorni, con <strong>Ian MacKaye<\/strong> che ha ripreso il suo ruolo di produttore e <strong>Don Godwin<\/strong> come tecnico del suono. La strumentazione torna alla formazione di \u201cCough\u201d con due batterie, basso, chitarra e sassofono, ma aggiunge alcuni elementi nuovi. Il doppiaggio multicanale dal vivo, ormai uno standard dei loro concerti, \u00e8 stato integrato nelle esibizioni, cos\u00ec come i trigger elettronici della batteria e i campioni, oltre a qualche passaggio occasionale di clarinetto basso.<\/p>\n<p><strong>LITTLE PIECES OF MARMELADE \u2013 \u201cMexican Sugar Dance\u201d<br \/>[Astralmusic]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>Anticipato dalla folle visione di \u201cFamily Therapy\u201d, \u201cMexican Sugar Dance\u201d \u00e8 un disco che nasce non per strategia, non per mestiere, ma per bisogno. Interamente scritto, composto, registrato e prodotto dai <strong>LPOM<\/strong> \u2013 duo composto da <strong>DD <\/strong>e <strong>Frankie Wah <\/strong>\u2013 nel loro studio a Filottrano (Ancona), \u00e8 un album che non cerca compromessi, non si adatta e non si scusa. Dodici tracce nate senza calcoli, spontanee, vive, urgenti, canzoni la cui forza \u00e8 in una scrittura istintiva e in una ricerca sonora autentica, che non rincorre le mode ma prova a travolgerle, come un istante congelato a mano, grezzo e sfaccettato, che riflette la forza cruda e sorprendente della dimensione dal vivo, molto cara ai <strong>LPOM<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>GLASS EGG \u2013 \u201cvisions &amp; ecstasies\u201d<br \/>[autoproduzione]<br \/>dream-pop<\/strong><\/p>\n<p><strong>glass egg <\/strong>\u00e8 il frutto dell\u2019immaginazione dream pop della cantautrice e produttrice <strong>Emilia Glaser<\/strong>, originaria di Seattle. Cresciuta nella Snoqualmie Valley, appena fuori Seattle, <strong>Emilia<\/strong> ha iniziato a scrivere canzoni tra i fiumi solitari e nebbiosi della valle e la scena indie del Pacific Northwest degli anni 2010. L\u2019aggiunta di<strong> Julian Stefanzick <\/strong>al basso e alle percussioni ha ampliato il regno sonoro di <strong>glass egg<\/strong> fino alla sua versione attuale. Onnipresente e indefinibile allo stesso tempo, il timbro di <strong>glass egg<\/strong> riprende i motivi dei beniamini del dream pop come i <strong>Cocteau Twins<\/strong> e i <strong>Chromatics<\/strong>, ma si sposta in direzioni alternative e meno raffinate, come se fosse afflitto da un dolore crescente. Ruotando attorno a temi quali la teoria nel e del processo artistico, le coscienze effimere e l\u2019analisi dei molti contesti dell\u2019amore, le canzoni di \u201cvisions &amp; ecstasies\u201d sono tanto nebulose quanto personali.<\/p>\n<p><strong>ANGEL FACE \u2013 \u201cOut In The Street\u201d<br \/>[Slovenly]<br \/>garage rock<\/strong><\/p>\n<p>Gli <strong>Angel Face <\/strong>di Tokyo sono davvero instancabili e quindi ecco il loro secondo album completo, \u201cOut In The Street\u201d! Il power-pop anthemico di questo genere non \u00e8 mai stato cos\u00ec intenso. Il frontman <strong>Hercules<\/strong> scava nel profondo, mentre tagliano, colpiscono e calciano con quel tipo di abbandono spericolato che solo i rocker pi\u00f9 posseduti possono evocare. I dieci brani infuocati e originali che compongono questo album sono il sogno pi\u00f9 sfrenato di ogni giovane delinquente appassionato di musica, dal martellante \u201cDays in the Haze\u201d al ritornello da cantare a squarciagola \u201cLet\u2019s Go\u201d.<\/p>\n<p><strong>AVERY TUCKER \u2013 \u201cPaw\u201d<br \/>[Sunkiss]<br \/>cantautorato<\/strong><\/p>\n<p>\u201cPaw\u201d \u00e8 stato registrato tra Livingston, nel Montana, e Encino, in California, e ha preso forma grazie alla collaborazione di amici e spiriti affini: il co-produttore <strong>Alaska Reid<\/strong>, sopratutto, ha svolto un ruolo fondamentale nell\u2019aiutare <strong>Tucker<\/strong> a rimanere istintivo ed evitare l\u2019autocensura. \u201cMi ha incoraggiato a non rifuggire dalla crudezza dei miei testi. Invece di abbellire le canzoni con la produzione, mi ha spinto a servire lo spirito delle canzoni\u201c.<\/p>\n<p><strong>THE TELEPHONE NUMBERS \u2013 \u201cScarecrow II\u201d<br \/>[Slumberland Records]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>I <strong>Telephone Numbers<\/strong> si sono affermati come una parte fondamentale della fertile scena musicale indie di San Francisco, condividendo membri con <strong>The Reds, Pinks &amp; Purples<\/strong> e <strong>The Umbrellas<\/strong> e sfoggiando una tavolozza musicale che spazia dal jangle pi\u00f9 tradizionale dei <strong>Byrds<\/strong> al power-pop influenzato dai Lemonheads, fino alla raffinatezza pop di band come <strong>The Go-Betweens<\/strong> e <strong>The Church.<\/strong> \u201cScarecrow II\u201d \u00e8 il loro secondo album e rappresenta un enorme passo avanti per la band. Registrato da <strong>Alicia Vanden Heuvel<\/strong> agli Speakeasy Studios di San Francisco, questo insieme di canzoni \u00e8 pi\u00f9 profondo e ricco, mettendo in primo piano i loro brani ingegnosi e le loro melodie incantevoli, aggiungendo al mix dosi giuste di tromba, violino e organo. Con \u201cScarecrow II\u201d i <strong>Telephone Numbers<\/strong> hanno creato un disco traboccante di calore, un\u2019esplorazione sincera del pop tradizionalista che appare fresca, vitale ed essenziale.<\/p>\n<p><strong>FLOCK OF DIMES \u2013 \u201cThe Life You Save\u201d<br \/>[Sub Pop]<br \/>art-pop<\/strong><\/p>\n<p>\u201cThe Life You Save\u201d \u00e8 il terzo album dei <strong>Flock of Dimes<\/strong>, il progetto solista della polistrumentista e produttrice<strong> Jenn Wasner.<\/strong> Negli ultimi decenni, sia come <strong>Flock of Dimes<\/strong>, sia come met\u00e0 dell\u2019amato duo<strong> Wye Oak,<\/strong> sia attraverso una delle sue numerose collaborazioni con <strong>Bon Iver, Sylvan Esso<\/strong> e una lunga lista di altri grandi della musica, l\u2019ampio catalogo di<strong> Jenn Wasner<\/strong> mostra il suo talento nel bilanciare autenticit\u00e0 e schiettezza con un\u2019inconfondibile sensibilit\u00e0 fuori dal comune. Il suo modo di scrivere canzoni l\u2019ha sempre contraddistinta come un\u2019osservatrice attenta, una narratrice profondamente empatica e riflessiva con la capacit\u00e0 di sondare la memoria, il dolore e i traumi irrisolti, un velo di sincopi o chitarre fuori tempo che portano una canzone in un luogo silenziosamente prodigioso. \u201cThe Life You Save\u201d riesce in qualche modo a sembrare visceralmente crudo e vulnerabile, ma sopra di esso aleggia un senso di tranquilla pace, un bagliore di saggezza acquisita con il senno di poi, o forse di accettazione. \u00c8 la storia di come ci si sente ad essere intrappolati tra due mondi: quello da cui si proviene e quello in cui si \u00e8 fuggiti; della convinzione che in qualche modo si possano portare con s\u00e9 le persone che si amano in questo luogo; del dolore di rendersi conto che l\u2019unica persona che si pu\u00f2 salvare \u00e8 se stessi.<\/p>\n<p><strong>DUST \u2013 \u201cSky Is Falling\u201d<br \/>[Kanine]<br \/>indie-rock<\/strong><\/p>\n<p>Il gruppo punk australiano <strong>dust <\/strong>pubblica il suo album di debutto \u201cSky is Fallingon\u201d con la Kanine Records. Fondendo strumentazioni frastagliate e paesaggi sonori malinconici in un\u2019identit\u00e0 viscerale e trasgressiva, il batterista <strong>Kye Cherry<\/strong>, il bassista <strong>Liam Smith<\/strong>, il sassofonista <strong>Adam Ridgway<\/strong> e i due vocalist\/chitarristi <strong>Justin Teale e Gabriel Stove<\/strong> hanno sviluppato un sound che \u00e8 al tempo stesso catartico e provocatorio. Nel 2024, i <strong>dust<\/strong> hanno iniziato a riformare il loro sound, abbracciando inflessioni free-jazz e chitarre ricche di riverbero attraverso i singoli, strizzando l\u2019occhio allo shoegaze e allo sperimentalismo. L\u2019evoluzione dei<strong> dust <\/strong>continua nel loro album di debutto \u201cSky Is Falling\u201d. Il loro sound, basato sulla sfida ai generi e sulla reinvenzione \u2013 shoegaze e sperimentazione elettronica affiancati da arrangiamenti di sassofono sfuggenti e linee di chitarra abrasive \u2013 \u00e8 saldamente radicato nella malinconia e nell\u2019introspezione. Una propulsione anarchica che denota estremi alla <strong>Geese<\/strong> o <strong>Double Virgo<\/strong>, con felici riferimenti ai classici <strong>Sonic Youth e My Bloody Valentine.<\/strong><\/p>\n<p><strong>LONG FLING \u2013 \u201cLong Fling\u201d<br \/>[autoproduzione]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p>I pilastri della scena indie di Amsterdam <strong>Pip Blom e Willem Smit<\/strong>, rispettivamente autrice e voce dei <strong>Pip Blom<\/strong> e mente creativa dei <strong>Personal Trainer<\/strong>, dopo un decennio di collaborazioni intermittenti hanno deciso di unire le forze per lanciare un nuovo progetto: <strong>Long Fling.<\/strong> L\u2019album \u00e8 una collezione di brani affascinanti e anticonformisti, caratterizzati da chitarra e drum machine, con influenze kraut-rock, che toccano argomenti quotidiani come calzini, scarpe e il fascino di stare a casa. A differenza dei duetti tipici, <strong>Long Fling<\/strong> non si concentra sulle armonie o sui tradizionali scambi vocali. <strong>Pip e Willem<\/strong> si scambiano invece le battute su arrangiamenti minimali e melodici che riflettono la loro sensibilit\u00e0 comune. Le canzoni sono dirette ma spesso giocose, plasmate da un mix di chitarre, drum machine e testi improvvisati.<\/p>\n<p><strong>TRILLION \u2013 \u201cFeel Alright\u201d<br \/>[Not Another Shoegaze Record]<br \/>shoegaze<\/strong><\/p>\n<p>I <strong>trillion<\/strong> sono una band shoegaze composta da sei elementi (tre chitarre) che condividono l\u2019amore per il caos sonoro, il desiderio di creare paesaggi sonori perfetti e un\u2019ossessione malsana per i pedali della chitarra. Le melodie dei <strong>trillion<\/strong> uniscono linee di basso trascinanti, batteria martellante e doppia voce, sovrapponendole a fuzz e riverbero multistrato per creare un muro di suono cascante e fragoroso che cattura l\u2019attenzione dell\u2019ascoltatore.<\/p>\n<p><strong>FEMALE GENIUS \u2013 \u201cJagged and Fractured\u201d<br \/>[Earth Libraries]<br \/>art-rock<\/strong><\/p>\n<p><strong>Julie Hair <\/strong>\u00e8 stata una figura fondamentale nella scena artistica e musicale underground di New York sin dai primi anni \u201980 con band come <strong>Bite Like A Kitty<\/strong> e dei <strong>3 Teens Kill 4<\/strong>: impossibile trascurare il suo lavoro che fonde sensibilit\u00e0 politica, sonorit\u00e0 sperimentali e uno spirito profondamente collaborativo. <strong>Female Genius<\/strong> rappresenta l\u2019ultima evoluzione dell\u2019arte senza compromessi di <strong>Hair.<\/strong> Il loro prossimo album promette testi incisivi, umorismo sottile e un approccio senza filtri al suono, un\u2019estensione dell\u2019impegno di <strong>Hair<\/strong> verso l\u2019autenticit\u00e0.<\/p>\n<p>\n<iframe title=\"Spotify Embed: Jagged and Fractured\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/1KK6SiZNTuNsj2Yvj1D1mi?si=f08119dfc8df47a3&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/p>\n<p><strong>BABYGIRL \u2013 \u201cStay Here Where It\u2019s Warm\u201d<br \/>[Arts &amp; Crafts]<br \/>indie-pop<\/strong><\/p>\n<p>La dualit\u00e0 tra il luogo del comfort e la sua perdita \u00e8 al centro emotivo di \u201cStay Here Where It\u2019s Warm\u201d, l\u2019atteso album di debutto della band di Toronto <strong>Babygirl.<\/strong> Meticolosamente costruito e accuratamente modellato, \u00e8 un disco caldo che parla di intimit\u00e0 fugace, rifugio emotivo e imparare a lasciar andare. Pop-rock degli anni 2000, slacker rock degli anni \u201990, shoegaze, jangle e dream-pop mescolati insieme. \u201cSpesso utilizziamo le nostre influenze e poi le trasformiamo nel modo pi\u00f9 pop possibile\u201c, affermano. Il loro approccio \u00e8 in parte omaggio, in parte decostruzione. \u201cCi piace inserire le nostre canzoni come cavalli di Troia\u201c, dicono, introducendo enormi ritornelli pop in un sound indie filtrandoli attraverso una lente di morbidezza e malinconia.<\/p>\n<p><strong>BLAWAN \u2013 \u201cSickElixir\u201d<br \/>[XL]<br \/>techno, elettronica, noise<\/strong><\/p>\n<p>Uno dei dischi tech-noise pi\u00f9 attesi del 2025: <strong>Blawan <\/strong>si immerge in un cantiere di ritmi ruggenti e atonalit\u00e0 scomposte, incerte e sbilanciate tra techno e rozze mutazioni grindcore.<\/p>\n<p><strong>EMILY A. SPRAGUE \u2013 \u201cCloud Time\u201d \u201c<br \/>[Rvng Intl.]<br \/>ambient, sperimentale<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCloud Time\u201d di <strong>Emily A. Sprague<\/strong>, registrato durante un attesissimo tour di debutto in Giappone nell\u2019autunno del 2024, traccia un viaggio audio-spirituale attraverso il tempo e lo spazio.<\/p>\n<p>\n<iframe title=\"Spotify Embed: Cloud Time\" style=\"border-radius: 12px\" width=\"100%\" height=\"352\" frameborder=\"0\" allowfullscreen allow=\"autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/5iy3l3dbcmJUDgwLcb1I9D?si=npQHE-_8TMmd-kt-4YKdSw&#038;utm_source=oembed\"><\/iframe>\n<\/p>\n<p><strong>FEEO \u2013 \u201cGoodness\u201d<br \/>[AD 93]<br \/>sperimentale, ambient, drone<\/strong><\/p>\n<p><strong>Theodora Laird<\/strong>, produttrice londinese che si nasconde dietro il moniker <strong>Feeo<\/strong>, mette a segno un debutto poetico e impeccabile, sovrapponendo una potente voce in stile <strong>Beth Gibbons<\/strong> a droni e sonorit\u00e0 ambient afose e silenziosamente psichedelici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Da qualche anno ormai il venerd\u00ec \u00e8 il giorno della settimana consacrato alle uscite discografica. Quale migliore modo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":157359,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-157358","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157358"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157358\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/157359"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157358"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157358"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}