{"id":158815,"date":"2025-10-11T08:27:09","date_gmt":"2025-10-11T08:27:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/158815\/"},"modified":"2025-10-11T08:27:09","modified_gmt":"2025-10-11T08:27:09","slug":"francia-lo-choc-dei-leader-dopo-lincontro-con-macron-i-conteggi-su-lecornu-le-3-domande-il-gelo-eravamo-allibiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/158815\/","title":{"rendered":"Francia, lo choc dei leader dopo l&#8217;incontro con Macron: \u00abI conteggi su Lecornu, le 3 domande, il gelo. Eravamo allibiti\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Stefano Montefiori<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">I retroscena della riunione tra la sinistra e la \u00abbase comune\u00bb. L&#8217;arrivo, le sedie non assegnate, le domande di Macron: \u00abVolete la dissoluzione? La base comune esiste ancora? Quali compromessi siete pronti a fare?\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da almeno un paio di giorni si era capito che Emmanuel Macron non voleva  un premier di sinistra, ma c\u2019hanno provato fino all\u2019ultimo, anche ieri. <b>Olivier Faure (socialisti), Marine Tondelier (ecologisti), Fabien Roussel (comunisti) e gli altri <\/b>hanno pranzato in una brasserie a due passi dall\u2019Eliseo opportunamente chiamata \u00abMatignon\u00bb  (il palazzo sede del primo ministro), poi sono andati insieme alla riunione convocata da Macron, e vederli arrivare in gruppo nel cortile dell\u2019Eliseo ha subito fatto la differenza, almeno di tono, rispetto ai  leader<b> della morente \u00abbase comune\u00bb<\/b>, i vari Edouard Philippe (Horizons), Gabriel Attal (partito in teoria presidenziale Renaissance), e anche Retailleau e Wauquiez entrambi dei R\u00e9publicains, tutti arrivati da soli, accigliati, a qualche minuto di distanza l\u2019uno dall\u2019altro.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La segretaria ecologista Marine Tondelier ha svelato poi a tarda sera sulla rete all news Bfm  <b>i retroscena della riunione<\/b>, lei che c\u2019era. Un racconto sicuramente di parte, ma utile comunque per capire certi meccanismi all\u2019opera in queste ore drammatiche per la democrazia francese.  \u00abUna volta entrati all\u2019Eliseo c\u2019\u00e8 una sorta di anticamera, dove si aspetta che arrivino  tutti gli invitati. Poi ci fanno entrare nel salone degli Ambasciatori, dove siamo gi\u00e0 stati altre volte per riunioni di emergenza, per esempio sull\u2019Ucraina. E l\u00ec, prima sorpresa, non ci sono posti assegnati. Di solito ognuno vede il proprio nome sulla sedia da occupare, e spesso \u00e8 interessante capire in base a quale logica i posti vengono assegnati. Stavolta, invece, niente. Quindi, in attesa che arrivi Macron,  ci troviamo come in una specie di escape game,  <b>dobbiamo sederci e gi\u00e0 per fare questo dobbiamo cooperare, metterci d\u2019accordo<\/b>. Cerco di rompere il ghiaccio dicendo \u201c\u00e8 un occasione per voi della base comune per  mostrare di esistere ancora,  cominciate pure a sedervi accanto al presidente\u201d, ma nessuno si muove, fingono di non avermi sentita. Io mi siedo davanti a  Macron, Fabien Roussel (il comunista) alla sua sinistra cos\u00ec come Olivier Faure (il socialista), il che \u00e8 utile perch\u00e9 cos\u00ec possiamo scambiarci gli sguardi  mentre Macron parla\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abAtmosfera molto formale, tutti ascoltano quando il presidente ha la parola anche perch\u00e9 tutti cercano di capirci qualcosa, per esempio  <b>Gabriel Attal \u00e8 arrivato alla riunione senza alcuna idea di quello che sarebbe successo<\/b> e di quel che Macron avrebbe detto, il che \u00e8 curioso se pensiamo che Attal \u00e8 il capo del partito presidenziale. Tutti pendiamo dalle labbra del presidente per capire che vuole fare ma rimaniamo  delusi perch\u00e9  pone solo  tre domande: <b>volete la dissoluzione? La base comune esiste ancora? Quali compromessi siete pronti a fare?<\/b> Ognuno risponde, noi con i colleghi di sinistra  rivendichiamo  il primo ministro perch\u00e9 \u00e8 evidente che la \u201cbase comune\u201d non esiste pi\u00f9,  ma dopo quel che \u00e8 successo e tutte queste parole Macron dice   \u201cho ascoltato tutti, aritmeticamente loro (centro e destra) sono 210, voi (sinistra) siete 191, dunque sono loro a vincere\u201d\u00bb. Edouard Philippe, il primo premier di Macron, che due giorni fa ha chiesto le dimissioni del presidente, non dice  una parola. \u00abDopo una settimana di attacchi e insulti reciproci, <b>nessuno di loro ha osato contraddire il presidente<\/b>\u00bb, conclude Tondelier.  <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_10\/francia-macron-prova-il-lecornu-bis-il-premier-accetto-per-dovere-691e6ac8-3bc6-4aab-beda-c5ef35e25xlk.shtml\" title=\"Francia, Macron prova il Lecornu-bis. Il premier: \u00abAccetto per dovere\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Auguri al (di nuovo) premier Lecornu<\/a>.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-11T09:15:21+02:00\">11 ottobre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Stefano Montefiori I retroscena della riunione tra la sinistra e la \u00abbase comune\u00bb. 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