{"id":159093,"date":"2025-10-11T12:01:15","date_gmt":"2025-10-11T12:01:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/159093\/"},"modified":"2025-10-11T12:01:15","modified_gmt":"2025-10-11T12:01:15","slug":"una-stella-e-esplosa-dove-in-teoria-non-poteva-succedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/159093\/","title":{"rendered":"Una stella \u00e8 esplosa dove, in teoria, non poteva succedere"},"content":{"rendered":"<p>A oltre 6500 anni luce sopra il piano della Via Lattea, dove lo spazio sembrava vuoto e privo di fenomeni estremi,<strong> \u00e8 esplosa una stella massiccia lasciando dietro di s\u00e9 un guscio di gas e una pulsar in fuga: \u00e8 la storia di Calvera<\/strong>, raccontata in un nuovo studio guidato dall\u2019Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e dall\u2019Universit\u00e0 di Palermo, sottoposto a revisione paritaria e pubblicato sulla rivista Astronomy &amp; Astrophysics. Grazie a osservazioni ai raggi X, radio e gamma, i ricercatori hanno potuto confermare l\u2019associazione tra la pulsar Calvera e un raro resto di supernova, dimostrando che persino le regioni pi\u00f9 periferiche della galassia possono ospitare eventi di questo tipo. \u00abLe stelle massicce si formano quasi esclusivamente sul piano galattico, dove la densit\u00e0 del gas \u00e8 pi\u00f9 alta\u00bb, spiega Emanuele Greco, aggiungendo che<strong> trovarne i resti a simili distanze dal piano \u00e8 \u00abestremamente raro\u00bb e che si tratta di un risultato che ribalterebbe l\u2019idea di zone tranquille e inattive. <\/strong>Tutti risultati che mostrano che anche ai margini della Via Lattea possono celarsi processi energetici intensi.<\/p>\n<p>Fino a oggi, le <strong>supernove<\/strong> \u2013 le esplosioni che segnano la fine della vita delle stelle massicce, cio\u00e8 almeno otto volte pi\u00f9 grandi del Sole \u2013 venivano osservate quasi esclusivamente nel piano galattico, la zona pi\u00f9 densa della Via Lattea dove il gas abbondante favorisce la formazione stellare.<strong> La presenza di un resto di supernova cos\u00ec lontano da quella fascia ha quindi sorpreso gli astronomi<\/strong>. Per individuarlo, il team ha combinato diversi strumenti: il radiotelescopio europeo Lofar \u2013 che nel 2022 aveva rivelato una struttura quasi circolare a bassa frequenza \u2013 il satellite Xmm-Newton dell\u2019Agenzia spaziale europea (Esa) \u2013 che ha fornito dati sui raggi X emessi dal gas caldo \u2013 il telescopio spaziale Fermi \u2013 sensibile ai raggi gamma \u2013 e il Telescopio nazionale Galileo, che ha permesso di rilevare filamenti di idrogeno ionizzato. Insieme, queste osservazioni hanno mostrato che <strong>anche in regioni rarefatte \u2013 cio\u00e8 con poca materia \u2013 possono attivarsi processi capaci di produrre radiazioni molto energetiche, comprese quelle gamma<\/strong>, che di solito richiedono ambienti molto pi\u00f9 densi. La storia evolutiva di Calvera appare quindi legata a una progenitrice che, pur nata vicino al piano galattico, \u00e8 riuscita a spostarsi fino a quote elevate prima di esplodere.<\/p>\n<p><img data-lazyloaded=\"1\" fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-154489 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Figura-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"550\" height=\"584\"  data-\/>Immagine nei raggi X della stella di neutroni Calvera, indicata dal cerchio giallo, e della regione di emissione diffusa oggetto di studio di questo articolo, identificata dall\u2019ellisse bianca. Il materiale responsabile dell\u2019emissione osservata ha una temperatura compresa tra 1 e 10 milioni di gradi Celsius. Crediti: E. Greco, Inaf<\/p>\n<p>In particolare, gli autori hanno <a href=\"https:\/\/www.aanda.org\/articles\/aa\/full_html\/2025\/09\/aa55640-25\/aa55640-25.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">stimato<\/a> che il sistema si trovi a una distanza tra 13.000 e 16.500 anni luce e che abbia un\u2019et\u00e0 compresa fra 10.000 e 20.000 anni,<strong> valori compatibili sia con il guscio di supernova sia con la pulsar Calvera, che oggi mostra un moto di fuga di circa 78 milliarcosecondi all\u2019anno.<\/strong> L\u2019analisi dei raggi X ha rivelato che il gas all\u2019interno del resto di supernova raggiunge temperature di milioni di gradi e che l\u2019esplosione ha incontrato addensamenti locali di materia, capaci di accendere emissioni energetiche nonostante l\u2019ambiente rarefatto. Le osservazioni ottiche hanno inoltre mostrato filamenti di idrogeno ionizzato, ulteriori tracce del passaggio dell\u2019onda d\u2019urto. \u00ab<strong>Abbiamo dimostrato che anche in ambienti apparentemente vuoti possono esserci condizioni sufficienti a generare emissioni X e gamma<\/strong>. Questa scoperta ci invita a guardare con occhi nuovi alle periferie della Via Lattea\u00bb <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/2025\/08\/29\/calvera-esplosione-pulsar-vialattea\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">sottolinea<\/a> Greco, aggiungendo che il legame tra la pulsar e il suo resto di supernova suggerisce dunque che <strong>alcune stelle massicce riescano a sfuggire dal piano galattico<\/strong> e a esplodere in regioni remote, aprendo nuove prospettive sulla dinamica e sulla distribuzione delle supernove nella nostra galassia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" data-lazyloaded=\"1\" alt=\"Avatar photo\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1760184075_553_cropped-firma-author-sq-96x96.png\"  class=\"avatar avatar-96 photo\" height=\"96\" width=\"96\"\/>Roberto Demaio<\/p>\n<p class=\"li-author-box__bio\">Laureato al Dipartimento di Matematica pura ed applicata dell\u2019Universit\u00e0 di Modena e Reggio Emilia e giornalista iscritto all&#8217;Ordine. \u00c8 tra i pi\u00f9 giovani in Italia con tale doppio titolo. Autore del libro-inchiesta Covid. Diamo i numeri?. Per L\u2019Indipendente si occupa principalmente di scienza, ambiente e tecnologia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A oltre 6500 anni luce sopra il piano della Via Lattea, dove lo spazio sembrava vuoto e privo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":159094,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[12803,1537,90,89,195,198,199,197,200,201,36705,18379,194,196,94237],"class_list":{"0":"post-159093","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-astronomia","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-science","13":"tag-science-and-technology","14":"tag-scienceandtechnology","15":"tag-scienza","16":"tag-scienza-e-tecnologia","17":"tag-scienzaetecnologia","18":"tag-scoperta-astronomica","19":"tag-studio-scientifico","20":"tag-technology","21":"tag-tecnologia","22":"tag-via-lattea"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=159093"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/159093\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/159094"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=159093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=159093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=159093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}