{"id":159205,"date":"2025-10-11T13:48:11","date_gmt":"2025-10-11T13:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/159205\/"},"modified":"2025-10-11T13:48:11","modified_gmt":"2025-10-11T13:48:11","slug":"giulio-rapetti-mogol-battisti-rifiuto-2-miliardi-da-agnelli-ma-tra-noi-fini-per-delle-quote-azionarie-di-sua-moglie-non-mi-parlo-mai-noi-fascisti-ecco-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/159205\/","title":{"rendered":"Giulio Rapetti Mogol: \u00abBattisti rifiut\u00f2 2 miliardi da Agnelli, ma tra noi fin\u00ec per delle quote azionarie. Di sua moglie non mi parl\u00f2 mai. Noi fascisti? Ecco la verit\u00e0\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Camilla Baresani<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Incontri con star internazionali, giovani talenti (come Mina) portati al successo e in mezzo una vita da romanzo: ora  il grande autore si racconta in un libro: \u00abConoscevo l\u2019inglese perch\u00e9 mio padre mi aveva mandato in Inghilterra 6 mesi.  Riscrissi un testo di Bob Dylan ma lui non approv\u00f2, allora ci incontrammo e io gli chiesi: \u201cMa qual \u00e8 il significato?\u201d. Disse che non lo sapeva nemmeno lui\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per me \u00e8 un po\u2019 una carrambata. Quando mi hanno proposto di intervistare Giulio Rapetti Mogol, non sapevano che ai tempi dell\u2019universit\u00e0 ero stata sua assistente, ed ero diventata amica del figlio Alfredo, mio coetaneo e come me studente di Lettere. Alfredo, nome d\u2019arte Cheope, \u00e8 oggi uno dei pi\u00f9 importanti autori italiani di canzoni. Ma torniamo al padre: Mogol, che naturalmente non mi ricorda, ma io lo ricordo benissimo e non sembra per nulla cambiato, nemmeno fisicamente, lo stesso tono pimpante. La voce, che di solito con l\u2019et\u00e0 si affievolisce invece \u00e8 ancora uguale a quando mi dava disposizioni o mi spiegava il talento di Gianni Bella. Mogol, dopo essersi nascosto tra le parole di tante canzoni di cui chiunque conosce a memoria almeno qualche strofa, ora si racconta in un libro, Senza paura. \u00abDa 60 anni \u00e8 un protagonista della cultura pop italiana: 2mila canzoni, 523 milioni di dischi venduti, terzo al mondo dopo i Beatles ed Elvis\u00bb, dice il retro della copertina.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei non vuole essere definito \u201cparoliere\u201d.<\/b><br \/>\u00abPortate dalle parole, che danno consistenza alla musica, le canzoni arrivano al cuore delle persone. \u201cParoliere\u201d ha un che di circense, di riduttivo, non definisce l\u2019arte di far volare le canzoni. Sono un autore, oppure, come dicono gli anglosassoni, un lyrics writer. E sono un artigiano della prosodia. Scrivere una canzone richiede ispirazione lirica ma pone anche una serie di problemi tecnici: di metrica, di struttura, di accenti\u00bb.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il titolo del libro, Senza paura, a cosa si riferisce?<\/b><br \/>\u00abDa bambino e poi da adolescente il mio veleno era la paura. Ero timido, non corteggiavo le ragazze per senso di inadeguatezza e paura del fallimento. Oggi so che \u00e8 la cosa pi\u00f9 sbagliata: l\u2019unico vero fallimento, in ogni campo, \u00e8 non provare. Avevo un forte desiderio di primeggiare, per\u00f2 mi censuravo. Mi mancava il coraggio di vivere. Quella paura l\u2019ho messa in una canzone e la si percepisce ascoltando I giardini di marzo, con la voce tremante di Lucio Battisti che somatizza l\u2019angoscia e poi la fa erompere nel suo opposto: la speranza, il desiderio di vivere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei racconta la sua infanzia milanese, e poi la Brianza, dove la famiglia si rifugi\u00f2 durante i bombardamenti.<\/b><br \/>\u00abDa bambino l\u2019amore era la mia principale preoccupazione e subito dopo veniva il pallone. A Lambrate, passavamo giornate intere a giocare a calcio per strada. Quando arrivava un\u2019automobile \u2013 quasi mai \u2013 ci precipitavamo a raccogliere da terra i maglioni con cui segnavamo le porte. La Brianza, a Carugo dove eravamo sfollati, mi ha insegnato l\u2019amore per la natura, ed \u00e8 il motivo per cui trent\u2019anni fa ho lasciato Milano e mi sono trasferito in Umbria, dove nel \u201992 ho fondato il Cet, una scuola di musica no profit\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Suo padre Mariano era un musicista.<\/b><br \/>\u00abEra un pianista, e lavorava come impiegato per l\u2019editore musicale Ricordi, che in quegli anni produceva esclusivamente musica classica. Nel dopoguerra emersero il rock e il folk, con artisti come Elvis Presley e Chuck Berry. La diffusione radiofonica delle canzoni e le nuove tecniche di riproduzione resero la musica colta marginale, mentre quella d\u2019intrattenimento divenne un fenomeno di massa. Nel \u201948, mio padre propose agli amministratori delegati della Ricordi di aprire un reparto di musica leggera. Fu cos\u00ec che venne fondata la Radio Record Ricordi, che in soli dieci anni avrebbe superato gli introiti della musica classica\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dopo il diploma in ragioneria, suo padre la mand\u00f2 per sei mesi in Inghilterra.<\/b><br \/>\u00abConoscere l\u2019inglese mi ha cambiato la vita. Mio padre mi assunse a Radio Record Ricordi. Facevo il computer vivente, ossia registravo gli incassi di ogni singola canzone e gestivo i pagamenti. Ma sapevo l\u2019inglese, cosa rarissima ai tempi, e tra una fattura e l\u2019altra mi applicai agli adattamenti dei grandi successi internazionali, di cui la Ricordi deteneva i diritti. Controllavo le traduzioni e adattavo le sillabe al ritmo sincopato dell\u2019inglese. Guadagnavo molto di pi\u00f9, e riuscii a liberarmi dalle mansioni di ragioniere. La Ricordi mi propose di occuparmi della promozione e di fare il talent scout. Fu cos\u00ec che scoprii Giorgio Gaber e Adriano Celentano, per cui scrissi le mie prime canzoni. Grazie, prego, scusi \u00e8 nata dal rifiuto ricevuto da una ragazza in una balera\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel frattempo, aveva conosciuto Mina.<\/b><br \/>\u00abUna grande artista, simpatica, allegra, di una bellezza regale, eccezionale quando si esibiva. L\u2019avevo conosciuta allo Sherazade di Milano, quando ancora si faceva chiamare Baby Gate. Nel \u201960 la convinsi a registrare Il cielo in una stanza di Gino Paoli. Ha cantato 28 mie canzoni, tra cui Briciole di baci, la mia prima canzone, e Amor mio\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel \u201961 lei ha vinto il suo primo Sanremo, con il testo di Al di l\u00e0 interpretato da Betty Curtis e Luciano Tajoli. \u00c8 anche l\u2019anno del debutto a New York di Bob Dylan. <\/b><br \/>\u00abNella notte del suo debutto Dylan ha cambiato la storia della musica leggera. Finita l\u2019era dei cantanti, iniziava quella degli interpreti. Non interessavano le acrobazie delle corde vocali, il virtuosismo. Ci voleva una voce che esprimesse verit\u00e0. Iniziai a lavorare sulle canzoni di Dylan, adattandole in italiano. Dopo Blowin\u2019 in the wind, diventato La risposta \u00e8 caduta nel vento incisa da Luigi Tenco, e approvata da Dylan che controllava tutte le versioni internazionali, mi arriv\u00f2 da tradurre Ballad of a Thin Man. Non ci capivo nulla e riscrissi il testo a modo mio. Dylan non approv\u00f2 ma come traduttore voleva solo me, cos\u00ec mi fissarono un incontro con lui al Mayfair Hotel, a Londra. Gli spiegai che non potevo firmare la traduzione letterale di parole di cui non capivo il senso, e gli chiesi di spiegarmi cosa volesse dire il testo. E Dylan: \u201cYou know what? I don\u2019t understand it either\u201d. Mi confess\u00f2 che nemmeno lui riusciva a capire il significato delle proprie canzoni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Perch\u00e9 il \u201963 \u00e8 stato un anno fondamentale per la musica?<\/b><br \/>\u00abIn Inghilterra usc\u00ec il primo album dei Beatles, Please Please Me. In ogni bar c\u2019era un juke box, e il formato dei dischi a 45 giri li aveva resi accessibili a tutti. Erano il pr\u00eat-\u00e0-porter della canzone. Nacque un genere musicale trasversale, planetario, che inglobava tutti i generi precedenti ed era il prodotto di una vera e propria industria: il pop\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei si definisce \u201cun figlio del pop\u201d.<\/b><br \/>\u00abIl pop ha un posto immenso nella storia sentimentale della societ\u00e0. I ritornelli, che magari sembrano banali, possono diventare la gioia e la consolazione di milioni di vite. Il pop cancella le distinzioni tra alto e basso. Proust ha scritto: \u201cNon disprezzate la musica popolare. Siccome si suona e si canta molto pi\u00f9 appassionatamente di quella colta, a poco a poco si \u00e8 riempita del sogno e delle lacrime degli uomini\u201d\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1965, le presentano un timido ragazzo romano: \u201cPiacere Luscio\u201d. <\/b><br \/>\u00abNon ho mai dimenticato quella c strascicata. La prima canzone che abbiamo scritto insieme \u00e8 Dolce di giorno. Lucio aveva un talento da tecnico del suono ed era un grande sperimentatore. Come Dylan, non aveva la classica bella voce. A volte sembrava che parlasse pi\u00f9 che cantare. Era un po\u2019 afono, con lievi stonature, usava il falsetto. Battisti cantava cos\u00ec come era, per comunicare non per far sentire la voce. Un cantante deve essere credibile. Tenco era stato uno dei primi a cantare cos\u00ec, per farsi credere, non per esibire la voce. All\u2019inizio Lucio voleva scrivere per altri, si vergognava di cantare, ma la sua versione era sempre migliore di quella degli altri, cos\u00ec l\u2019ho convinto. 29 settembre \u00e8 stato il nostro primo grande successo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Poi Non \u00e8 Francesca, Balla Linda, Acqua azzurra, acqua chiara e decine di celebri canzoni.<\/b><br \/>\u00abErano storie che gli ascoltatori colmavano con la propria immaginazione, con personaggi che nascevano dalla mia vita e dalla sua musica. Eravamo diventati una cosa sola. MogolBattisti o BattistiMogol\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli uomini delle sue canzoni erano lontani dall\u2019idea del macho italico conquistatore. Piangono, si emozionano.<\/b><br \/>\u00abHo raccontato uomini come me, emotivamente esposti, a volte anche fragili, messi in crisi dal tab\u00f9 della fedelt\u00e0. E donne indipendenti, libere, audaci. Come le protagoniste di Balla Linda, e Comunque bella\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Negli anni Settanta, lei e Battisti siete stati accusati di essere fascisti.<\/b><br \/>\u00abChi non era schierato era ritenuto fascista. Il silenzio era considerato assenso. Furono contestati persino De Gregori e De Andr\u00e9. Insinuarono che Lucio finanziasse Ordine Nuovo, e che le braccia alzate nella copertina di La collina dei ciliegi fossero saluti romani, mentre per noi quelle braccia tese al cielo avevano un senso mistico. La realt\u00e0 \u00e8 che a Lucio interessava solo la musica, non si \u00e8 mai interessato di politica, e io appartenevo a una cultura socialista e pacifista. Il paradosso fu che, quando nel \u201978 la polizia fece irruzione nel covo brigatista di via Monte Nevoso dove vennero trovati i memoriali di Aldo Moro, si scopr\u00ec su uno scaffale l\u2019intera discografia di Lucio Battisti. I brigatisti ascoltavano le nostre canzoni\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Battisti era tirchio, come si diceva? <\/b><br \/>\u00abMa no, altrimenti non avrebbe fatto il Gran Rifiuto. Nel \u201968 a Londra incontrammo Paul McCartney e il suo staff. Gli proposero di produrlo e organizzare un tour mondiale. Lucio non accett\u00f2 perch\u00e9 avrebbero trattenuto una percentuale molto alta dei profitti, il 25 per cento. Ma il problema non era quello. Non accettava di perdere la sua libert\u00e0, voleva trovare da solo la propria strada. Rifiut\u00f2 proposte di partecipazione a film per cui gli offrivano miliardi. Gianni Agnelli lo fece chiamare perch\u00e9 voleva che Lucio tenesse un concerto al Regio di Torino. Offriva due miliardi, eventualmente anche su conto estero. Lucio li rifiut\u00f2 e rifiut\u00f2 anche di parlare personalmente con Agnelli, che voleva convincerlo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nel 1980, l\u2019ultimo disco con Battisti, Una giornata uggiosa, e poi la separazione. Non vi sopportavate pi\u00f9?<\/b><br \/>\u00abNon ci sono stati litigi. Tutto \u00e8 finito per una questione di principio, per la ripartizione di quote azionarie che, al momento di creare una nuova societ\u00e0, gli chiesi di stabilire al 50 per cento ciascuno. Lui accett\u00f2 subito, ma il giorno dopo aveva cambiato idea. Non so se avesse parlato con qualcuno che l\u2019aveva consigliato diversamente\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Magari la moglie, Grazia Letizia Veronese?<\/b><br \/>\u00abNon lo so e non voglio neanche pensarlo. La conoscevo poco, non c\u2019\u00e8 mai stata occasione di frequentarsi. Era Lucio che veniva da me di solito, io non andavo a casa sua\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Le aveva raccontato l\u2019innamoramento per questa donna? Era un sentimentale?<\/b><br \/>\u00abNo, non ha mai parlato di lei. Ma Lucio di base non parlava di s\u00e9 stesso. Era molto rigoroso e discreto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei invece gli raccontava i suoi amori, i sentimenti? <\/b><br \/>\u00abIo mi raccontavo tramite le canzoni. E comunque ci frequentavamo soprattutto nella settimana all\u2019anno in cui lavoravamo insieme. Una canzone al giorno e facevamo l\u2019album\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci sono stati altri invece interpreti e compositori con cui lei ha avuto pi\u00f9 confidenza emotiva?<\/b><br \/>\u00abL\u2019amicizia l\u2019ho vissuta soprattutto con Pino Mango, un artista di livello mondiale, che purtroppo \u00e8 morto quasi subito. Con lui ho scritto Oro. E con Gianni Bella, un genio della musica. Anche con Riccardo Cocciante. Con lui ho appena finito di scrivere un\u2019opera su San Francesco. In questo campo Cocciante \u00e8 il numero uno al mondo\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>C\u2019\u00e8 una canzone che detesta, o che non rifarebbe pi\u00f9?<\/b><br \/>\u00abHo scritto testi leggeri, divertenti, come Stessa spiaggia, stesso mare. Ma non potrei pentirmene, anche perch\u00e9 ha avuto un successo enorme\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La canzone pi\u00f9 amata? <\/b><br \/>\u00abDormi amore, cantata da Celentano. \u00c8 intensa, parla della mia morte ed \u00e8 dedicata a mia moglie Daniela. Ho visto molte persone, soprattutto donne piangere ascoltandola. E fra le canzoni scritte con Lucio, forse la mia preferita \u00e8 Io vorrei\u2026 Non vorrei\u2026 Ma se vuoi\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Lei ha anche fondato la Nazionale Italiana Cantanti.  <\/b><br \/>\u00abIn 45 anni di partite abbiamo raccolto l\u2019equivalente di 130 milioni di euro che abbiamo donato a bambini sofferenti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>A un certo punto non ha sopportato pi\u00f9 l\u2019inquinamento milanese e, invece di cercare semplicemente una casa in campagna, ha costruito una scuola. <\/b><br \/>\u00abHo girato l\u2019Italia per un anno cercando il luogo ideale, poi nel \u201992 ho trovato un posto meraviglioso in Umbria, in mezzo ai boschi e vicino al borgo medievale di Toscolano. Sono appassionato di architettura, cos\u00ec ho disegnato e costruito un nuovo paese, che \u00e8 la sede del Centro Europeo di Toscolano, una scuola per autori, compositori, cantanti e produttori discografici. Finora abbiamo ne abbiamo diplomati 3mila\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-09T17:10:00+02:00\">11 ottobre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Camilla Baresani Incontri con star internazionali, giovani talenti (come Mina) portati al successo e in mezzo 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