{"id":160342,"date":"2025-10-12T07:21:11","date_gmt":"2025-10-12T07:21:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/160342\/"},"modified":"2025-10-12T07:21:11","modified_gmt":"2025-10-12T07:21:11","slug":"ciuccio-per-adulti-moda-virale-o-sintomo-di-una-societa-in-regressione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/160342\/","title":{"rendered":"Ciuccio per adulti: moda virale o sintomo di una societ\u00e0 in regressione?"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi mesi, il \u201cciuccio per adulti\u201d \u00e8 diventato un oggetto virale: venduto su piattaforme online, esibito da influencer, mostrato con ironia o orgoglio nei video su TikTok. Dalla Cina al Brasile, fino agli Stati Uniti, sempre pi\u00f9 persone dichiarano di usarlo come rimedio contro stress, insonnia e ansia. Una tendenza che lascia perplessi e fa intravedere qualcosa di pi\u00f9 profondo: una societ\u00e0 che sembra regredire, anzich\u00e9 maturare.<\/p>\n<p>Il gesto di succhiare un ciuccio richiama i primi mesi di vita, quando l\u2019infante non ha ancora accesso alla parola e trova sollievo nella suzione. Per l\u2019adulto che lo riscopre, non si tratta di gioco ma di un rifugio: un modo per calmarsi quando il peso del vivere appare insopportabile. \u00c8 ci\u00f2 che in psicoanalisi possiamo definire regressione simbolica: un ritorno a un gesto primitivo per difendersi dall\u2019angoscia.<\/p>\n<p>La psicoanalisi ci ricorda che i sintomi non appartengono solo al singolo, ma sono sempre anche sociali. In questo caso, il mercato ha intercettato un bisogno e lo ha trasformato in un oggetto da vendere: il ciuccio diventa prodotto di massa, con tanto di varianti colorate e di design. Non \u00e8 una cura, ma una risposta consumistica a un disagio diffuso, che rinforza la dipendenza anzich\u00e9 affrontarne le cause.<\/p>\n<p>In fondo, il ciuccio \u00e8 un feticcio che prova a colmare un vuoto. Ma quel vuoto, in quanto mancanza, \u00e8 ci\u00f2 che fonda il desiderio e la possibilit\u00e0 di crescere. Una societ\u00e0 che spinge gli adulti verso il ciuccio mostra la propria difficolt\u00e0 a tollerare l\u2019incompiutezza, il rischio, l\u2019incertezza. Si preferisce un sollievo immediato, anche infantile, piuttosto che confrontarsi con il lavoro psichico e relazionale che l\u2019ansia richiedere.<\/p>\n<p>Per questo il fenomeno del \u201cciuccio per adulti\u201d va letto come un sintomo sociale. \u00c8 il segnale di una societ\u00e0 che infantilizza i suoi membri, li mantiene in uno stato di dipendenza e li invita a tamponare il disagio con oggetti pronti all\u2019uso. Il problema non \u00e8 il ciuccio in s\u00e9, ma ci\u00f2 che rappresenta: la difficolt\u00e0 di diventare adulti in un mondo che, paradossalmente, non vuole adulti ma consumatori eternamente bambini.<\/p>\n<p>Come psicoanalista, credo che la vera sfida non sia giudicare chi usa il ciuccio, ma interrogare ci\u00f2 che il gesto mette in scena. \u00c8 il segno di un malessere che non trova parola. La psicoanalisi ci ricorda che nessun oggetto \u2013 per quanto rassicurante \u2013 potr\u00e0 mai colmare il vuoto strutturale che abita ogni essere umano. \u00c8 proprio accettando quella mancanza, e dandole parola, che si apre lo spazio di una vera progressione.<\/p>\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un ulteriore nodo: che adulti possono essere questi soggetti, se loro stessi rimangono ancorati a un bisogno infantile? Il genitore, per definizione, dovrebbe aiutare il figlio a separarsi, a tollerare l\u2019assenza e a fare i conti con il limite. Se per\u00f2 l\u2019adulto si rifugia nel ciuccio, rischia di non incarnare quella funzione simbolica, diventando pi\u00f9 \u201ccompagno di gioco\u201d che guida. In questo senso, il ciuccio per adulti non riguarda solo chi lo usa, ma mette in questione il futuro stesso della trasmissione tra le generazioni: come crescere figli autonomi, se gli adulti stessi restano bloccati in una forma di adultescenza?<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 questa moda, al di l\u00e0 della curiosit\u00e0 o dell\u2019ironia, ci interroga come societ\u00e0. Non si tratta di un capriccio individuale, ma di un sintomo collettivo: quello di un mondo che fatica a crescere, che preferisce un sollievo immediato alla fatica di pensare, e che rischia cos\u00ec di lasciare i propri figli senza veri adulti a cui guardare.<\/p>\n<p><strong>Chiara Baratelli, psicoanalista lacaniana e sessuologa<\/strong><\/p>\n<p>\t\t\t\tGrazie per aver letto questo articolo&#8230;<\/p>\n<p>Da 20 anni\u00a0<a class=\"vglnk\" href=\"https:\/\/www.estense.com\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Estense.com<\/a>\u00a0offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettivit\u00e0. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicit\u00e0 dei privati non sempre \u00e8 sufficiente.<br \/>Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilit\u00e0. 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