{"id":160752,"date":"2025-10-12T12:32:08","date_gmt":"2025-10-12T12:32:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/160752\/"},"modified":"2025-10-12T12:32:08","modified_gmt":"2025-10-12T12:32:08","slug":"test-antidoping-da-monfils-a-griekspoor-mensik-e-pegula-le-curiosita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/160752\/","title":{"rendered":"Test antidoping, da Monfils a Griekspoor, Mensik e Pegula: le curiosit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>                                Fasce di reperibilit\u00e0, sorveglianza e cambi di programma: coniugare i controlli con la vita quotidiana non \u00e8 cos\u00ec semplice<\/p>\n<p>\n                                                    Rebecca Saibene\n                            <\/p>\n<p>                    12 ottobre 2025 (modifica alle 14:22)  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Comunicare dove si \u00e8, 365 giorni l\u2019anno. Essere reperibili per un\u2019ora, ogni giorno. Niente cambi di programma improvvisi, niente imprevisti non segnalati. A queste regole devono attenersi i primi 100 tennisti al mondo Atp e Wta, e i primi 10 doppisti, iscritti all\u2019IRTP, il Registered Testing Pool.  I migliori tennisti del mondo sono infatti tenuti a fornire i propri \u201cwhereabouts\u201d: indicazioni su dove si trovano ogni giorno, specificando un\u2019ora precisa in cui saranno reperibili. Questo il sistema di localizzazione che permette alle autorit\u00e0 antidoping di effettuare controlli fuori competizione, senza preavviso.  Si possono saltare fino a due test in un anno. Tre controlli mancati equivalgono a un test positivo. Regole semplici, pensate per tutelare la correttezza dello sport, ma che spesso si scontrano con l\u2019imprevedibilit\u00e0 della vita reale e che per i tennisti rappresentano un vincolo tutt\u2019altro che semplice da gestire. Il Guardian\u00a0ha raccolto gli aneddoti pi\u00f9 curiosi accaduti nel tentativo di conciliare le rigide politiche antidoping con gli imprevisti della quotidianit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>    i controlli pi\u00f9 curiosi\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Per maggiore comodit\u00e0, molti tennisti sono soliti scegliere come fascia di reperibilit\u00e0, la prima fascia oraria selezionabile, tra le 6 e le 7. Orario in cui sono sicuri di ritrovarsi a letto, a casa o in hotel. Ed era in hotel Gael Monfils, rientrato da pochi minuti da una notte brava, quando alle 6 in punto si \u00e8 ritrovato un addetto antidoping fuori dalla porta: &#8220;Sono morente nel mio letto e lo sento arrivare a malapena &#8211; queste le parole del tennista riportate dal quotidiano inglese &#8211; cos\u00ec gli dico &#8216;Non riesco proprio a fare pip\u00ec. So che devi stare con me. Vieni nella mia stanza&#8217;&#8221;. Monfils gli offre una sedia, la sistema davanti al letto e si riaddormenta. Al suo risveglio, dieci ore dopo, il funzionario \u00e8 ancora l\u00ec. Pronto a eseguire il test.  Gli atleti devono infatti attenersi alle rigide procedure dell\u2019Agenzia Mondiale Antidoping: quando arriva il controllo, va portato a termine, anche se ci vogliono ore. E l&#8217;atleta deve essere sorvegliato per tutta la durata della procedutra. Stesso copione per Tallon Griekspoor, che ha raccontato di aver ospitato un funzionario per tre ore sul divano, in attesa del campione d\u2019urina: &#8220;Ci siamo messi a guardare una partita dell\u2019Ajax per passare il tempo&#8221;.<\/p>\n<p>    fuori dall&#8217;orario di reperibilit\u00e0\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Se essere reperibili per un\u2019ora al giorno pu\u00f2 sembrare un\u2019incombenza tutto sommato gestibile, la realt\u00e0 \u00e8 un po\u2019 diversa. I controlli possono infatti avvenire anche fuori dalla fascia di reperibilit\u00e0: se il tennista si trova nelle vicinanze quando l\u2019agente arriva, \u00e8 tenuto a interrompere qualsiasi cosa stia facendo e presentarsi per il test. Anche se si tratta di un giorno speciale.  Lo sa bene Jakub Mensik, richiamato a casa nel giorno della sua cerimonia di diploma per sottoporsi al controllo. O Taylor Fritz, intercettato nella lobby di un hotel subito dopo un volo per Shanghai. &#8220;Ero distrutto dal jet lag \u2013 ha raccontato \u2013 mi spostai in camera con l\u2019addetto, provando a dormire dieci minuti alla volta. Ogni volta mi svegliavo e cercavo di fare pip\u00ec, ma niente&#8221;.  Essere osservati in un momento cos\u00ec intimo non \u00e8 semplice. &#8220;Avere uno sconosciuto che ti guarda mentre fai pip\u00ec \u00e8 una situazione strana&#8221;, ha ammesso Arthur Fils. Jack Draper, invece, prova a mettersi nei panni di chi sta dall\u2019altra parte: &#8220;Non \u00e8 facile neanche per gli addetti, cerco di ricordarlo sempre&#8221;.<\/p>\n<p>    i cambi di programma\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Ma la parte pi\u00f9 complicata, per molti, resta gestire i cambi di programma. Alcuni tennisti si affidano ai propri manager, altri \u2013 come Jessica Pegula \u2013 preferiscono occuparsene in prima persona, vista l\u2019importanza della questione. Ma non sempre tutto fila liscio.  Nel 2016, Madison Keys stava inseguendo gli ultimi punti per qualificarsi alle Finals. Dopo la semifinale persa a Pechino, ha tentato il tutto per tutto per ottenere una wild card al Linz Open: &#8220;Siamo corsi in hotel, abbiamo fatto i bagagli e due ore dopo eravamo su un aereo, ma ho dimenticato di aggiornare la mia posizione. Gli addetti sono arrivati la mattina dopo. Quando siamo atterrati a Linz ho realizzato di aver preso &#8216;uno strike&#8217; e sono scoppiata a piangere&#8221;.  Essere tra i migliori al mondo, a volte, significa anche questo: vivere con un localizzatore addosso.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Fasce di reperibilit\u00e0, sorveglianza e cambi di programma: coniugare i controlli con la vita quotidiana non \u00e8 cos\u00ec&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":160753,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1457],"tags":[99224,3473,16351,7831,3149,2478,99216,15826,99213,8076,2575,99217,822,99218,5316,3074,99219,5969,4036,95229,6139,99220,1537,90,89,3599,99221,2052,3479,7384,4476,132,1290,99222,38174,3522,3338,897,8834,2301,6897,99215,99214,99223,14493,2099,245,244,1273,1898,19346,2641],"class_list":{"0":"post-160752","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-tennis","8":"tag-accaduti","9":"tag-addetti","10":"tag-addetto","11":"tag-ajax","12":"tag-antidoping","13":"tag-arriva","14":"tag-attenersi","15":"tag-cambi","16":"tag-cambi-programma","17":"tag-controlli","18":"tag-controllo","19":"tag-curiosi","20":"tag-devono","21":"tag-devono-attenersi","22":"tag-dieci","23":"tag-fascia","24":"tag-fascia-reperibilita","25":"tag-funzionario","26":"tag-gestire","27":"tag-griekspoor","28":"tag-hotel","29":"tag-imprevisti","30":"tag-it","31":"tag-italia","32":"tag-italy","33":"tag-letto","34":"tag-linz","35":"tag-migliori","36":"tag-minuti","37":"tag-monfils","38":"tag-notte","39":"tag-orario","40":"tag-partita","41":"tag-partita-ajax","42":"tag-pipi","43":"tag-possono","44":"tag-primi","45":"tag-programma","46":"tag-propri","47":"tag-raccontato","48":"tag-regole","49":"tag-reperibili","50":"tag-reperibilita","51":"tag-rigide","52":"tag-semplice","53":"tag-sistema","54":"tag-sport","55":"tag-sports","56":"tag-tennis","57":"tag-tennista","58":"tag-tennisti","59":"tag-test"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160752","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160752"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160752\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/160753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160752"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160752"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160752"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}