{"id":160870,"date":"2025-10-12T13:56:13","date_gmt":"2025-10-12T13:56:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/160870\/"},"modified":"2025-10-12T13:56:13","modified_gmt":"2025-10-12T13:56:13","slug":"la-formula-1-da-noi-serviva-il-manico-ora-tanti-simulatori-di-guida-e-computer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/160870\/","title":{"rendered":"La Formula 1? &#8220;Da noi serviva il manico, ora tanti simulatori di guida e computer&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>\n                    Al Festival dello Sport di Trento, sotto i riflettori il binomio passione e audacia che unisce generazioni e discipline: dalla pista di Formula 1 alle sfide individuali che plasmano i campioni. In un contesto dove lo sport diventa racconto e mito, due nomi emergono con forza opposta ma complementare: Mika H\u00e4kkinen e Jacques Villeneuve. Attraverso le loro storie \u2013 di trionfi, rischi e carattere \u2013 si racconta non solo lo spettacolo della velocit\u00e0, ma anche il volto umano che batte dietro il casco. L\u2019occasione \u00e8 quella dei 75 anni della Formula 1, celebrati a Trento. La morale, anticipata dai due ex campioni, suona cos\u00ec: oggi contano pi\u00f9 computer e simulatori, ai nostri tempi contava di pi\u00f9 il manico.<br \/>&#13;<br \/>\nMika H\u00e4kkinen, il \u201cFlying Finn\u201d, due volte campione del mondo con la McLaren nel 1998 e nel 1999, resta uno dei simboli della Formula 1 degli anni d\u2019oro: talento puro, controllo glaciale e quella capacit\u00e0 rara di rendere la velocit\u00e0 un gesto elegante. Accanto a lui, un altro nome che evoca una dinastia leggendaria: Jacques Villeneuve, canadese, figlio dell\u2019indimenticato Gilles. Campione del mondo nel 1997 con la Williams, chiuse idealmente il cerchio di una storia familiare segnata dal coraggio. Pilota irrequieto e fuori dagli schemi, ha attraversato la Formula 1 con lo stesso spirito libero che poi lo ha portato alla musica e ai microfoni dei commenti da bordopista.            <\/p>\n<p>                                                                                                                    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/NE12102025-670_imagefullwide.jpg\" class=\"img-responsive center-block\" style=\"border: 0px  ;\" alt=\"\" title=\"\"\/><\/p>\n<p>\n                                                    [<br \/>\nNicola Eccher &#8211; Archivio Ufficio Stampa PAT]\n                        <\/p>\n<p class=\" text-justify\">\n\u00a0\u00abMia figlia vive la mia stessa passione, corre con i kart\u00bb, racconta H\u00e4kkinen. \u00abQuando vado a vederla mi sale un\u2019ansia terribile: quei kart arrivano anche a 130 all\u2019ora. Io ormai sono troppo vecchio per seguirli dal punto di vista tecnico\u00bb. Ricorda cos\u00ec anche la sua prima vittoria: \u00abMi serviva vincere. Avevo avuto molta sfortuna negli anni precedenti. Ho iniziato nel \u201991, poi nel \u201995 sono stato a lungo in ospedale dopo una frattura al cranio. Da allora, quando ho vinto, ho svoltato: ho ritrovato fiducia in me stesso. Jerez \u201997 fu un grande momento. E poi i due titoli con la McLaren, uno dopo l\u2019altro. Oggi quella squadra ha ritrovato energia: tutti sanno cosa fare. Servono qualit\u00e0 e potenza adeguata. I giovani piloti comunicano in modo diverso, ma stanno facendo un lavoro fantastico. Norris e Piastri sono velocissimi, hanno caratteri opposti e questo serve a creare equilibrio nel team. In Formula 1 non si vince da soli. Oggi si lavora molto con i simulatori: un tempo facevamo test infiniti, era tutta un\u2019altra cosa\u00bb.<br \/>Villeneuve, dal canto suo, racconta una visione diversa ma complementare. \u00abMio figlio si chiama Gilles, come il nonno. Ha la passione dei motori, ma io lo lascio libero: non credo che un bambino debba essere un piccolo professionista. Deve poter fare le proprie esperienze. Non sono d\u2019accordo che il kart debba essere, come oggi, un passaggio obbligato\u00bb. Sulla sua prima vittoria sorride: \u00abIn Germania sono sempre stato solo davanti, non nego di essermi persino annoiato. La 500 Miglia di Indianapolis invece \u00e8 la storia: mi ha dato una soddisfazione molto pi\u00f9 grande. In Formula 1 Schumacher era l\u2019uomo da battere: difficile superarlo, difendeva la posizione con aggressivit\u00e0. Io ho sempre avuto una grande passione per i motori, non solo per la F1: l\u2019importante \u00e8 divertirsi. Il simulatore? Strumento fantastico, ma non ti fa capire bene i limiti. Il rischio \u00e8 poi di farti male in pista\u00bb.<br \/>Alla domanda su chi sia oggi il pi\u00f9 veloce, H\u00e4kkinen e Villeneuve non hanno dubbi: Max Verstappen. \u00abLui ha un vantaggio\u00bb, osserva il finlandese, \u00abnessuno nel team gli mette pressione. Non c\u2019\u00e8 un pilota al suo livello nella Formula 1 di oggi\u00bb. E sul futuro concordano entrambi: la Formula 1 del 2026 sar\u00e0 una sfida interessante, ma l\u2019innovazione non deve mai far dimenticare lo spirito che anima questo sport, quello del rischio, del coraggio e, soprattutto, del piacere di guidare.<\/p>\n<p>                            (gt)<\/p>\n<p>             Immagini<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Al Festival dello Sport di Trento, sotto i riflettori il binomio passione e audacia che unisce generazioni e&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":160871,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1454],"tags":[22948,1770,683,1771,1537,90,89,22947,22949,22951,245,244,22946,22950],"class_list":{"0":"post-160870","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-f1","8":"tag-comunicati","9":"tag-f1","10":"tag-formula-1","11":"tag-formula1","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-provincia-autonoma-di-trento","16":"tag-radio-news","17":"tag-riviste","18":"tag-sport","19":"tag-sports","20":"tag-ufficio-stampa","21":"tag-web-tv"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160870","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=160870"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/160870\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/160871"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=160870"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=160870"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=160870"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}