{"id":161090,"date":"2025-10-12T16:53:10","date_gmt":"2025-10-12T16:53:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161090\/"},"modified":"2025-10-12T16:53:10","modified_gmt":"2025-10-12T16:53:10","slug":"il-dramma-di-itzik-padre-di-uno-degli-ostaggi-di-hamas-quando-mio-figlio-tornera-da-gaza-finira-anche-la-mia-prigionia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161090\/","title":{"rendered":"Il dramma di Itzik, padre di uno degli ostaggi di Hamas: \u00abQuando mio figlio torner\u00e0 da Gaza, finir\u00e0 anche la mia prigionia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Sal Emergui<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il racconto, l&#8217;angoscia, la speranza. Il 7 ottobre 2023 era stato rapito anche il suo altro figlio, Iair, poi rilasciato: non gli ha mai chiesto particolari del suo sequestro, e nemmeno lui gli ha raccontato nulla.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Questo articolo \u00e8 stato pubblicato da El Mundo, traduzione di Rita Baldassarre\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">TEL AVIV &#8211; \u00ab<b>Questo luned\u00ec spero di riabbracciare Eitan. Per la prima volta in due anni riesco ad accennare un sorriso<\/b>, perch\u00e9 sembra proprio che ci siamo, anche se abbiamo avuto quell\u2019impressione gi\u00e0 in svariate occasioni in passato\u00bb, dice Itzik Horn, che in un difficile equilibrio tra euforia e cautela gi\u00e0 si rallegra per il ricongiungimento con il figlio, prigioniero di Hamas dal 7 ottobre del 2023.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo gli accordi del piano di Trump per una tregua nella Striscia di Gaza, <b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/diretta-live\/25_ottobre_12\/gaza-notizie-in-diretta-sull-accordo-di-pace-israele-hamas.shtml\" title=\"Gaza, notizie in diretta sull&#039;accordo di pace Israele - Hamas | Vance: siamo sul punto di riportare a casa gli ostaggi. Netanyahu: pronti ad accoglierli\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019organizzazione islamista ha tempo fino a domani per consegnare i 48 ostaggi ancora trattenuti<\/a><\/b>, con la priorit\u00e0 assoluta per i 20 che sono ancora in vita.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Problemi di salute, dovuti a un complesso trapianto di rene, e l\u2019ansia accumulata hanno lasciato il segno su questo israelo-argentino di 73 anni, che confessa: <b>\u00abQuando Eitan torner\u00e0 da Gaza, finir\u00e0 anche la mia prigionia\u00bb<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dal giorno del rapimento di due dei suoi tre figli, Eitan e Iair, durante l\u2019attacco del 7 ottobre, Horn \u00e8 riuscito ad abbozzare un sorriso fugace solo una volta<\/b>, lo scorso 15 febbraio. Quel giorno la famiglia riebbe indietro Iair, dopo 498 giorni di prigionia, ma Eitan perse il suo maggior sostegno, rimasto solo e <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_11\/20-ostaggi-vivi-hamas-gaza-chi-sono-0352ed85-3ab1-45f9-8f86-a140acd2axlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">incarcerato nei tunnel dei terroristi<\/a>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abFisicamente, Iair \u00e8 qui con noi, ma la testa e il cuore sono rimasti a Gaza, accanto a Eitan\u00bb, commenta l\u2019uomo a \u00abEl Mundo\u00bb, nelle ore drammatiche che precedono l\u2019annunciato ricongiungimento familiare. <b>Non gli ha chiesto particolari del suo sequestro, e nemmeno Iair gli ha raccontato nulla<\/b>. In entrambi i casi, la volont\u00e0 \u00e8 quella di proteggersi a vicenda.<\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nato 38 anni fa in Argentina e oggi residente a Kfar Saba, durante quel funesto sabato nero Eitan era ospite in casa di Iair nel kibbutz Nir Oz, a due passi dalla frontiera con la Striscia di Gaza. <b>Per tre settimane, furono annoverati tra i dispersi. Quando si seppe che invece erano tra gli ostaggi, la famiglia festeggi\u00f2 la notizia<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A inizio settimana, quando Trump ha annunciato l\u2019accordo per la tregua in una Gaza martoriata, Horn stava dormendo. \u00abMi sono svegliato, ho preso il telefono e ho letto 300 messaggi su WhatsApp. Continuavo a leggere, e ogni volta mi sembrava di capire di meno. Ho acceso la televisione e parlavano, parlavano, finch\u00e9 qualcuno ha detto che<b> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_10\/tela-trump-20-ore-accordo-5aaf24a4-42dc-4329-9fe0-08cebe6a1xlk.shtml\" title=\"La tela di Trump: le 20 ore che hanno portato all&#039;accordo. L&#039;incontro decisivo all&#039;Onu e il peso degli affari (privati) dei mediatori\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">l\u2019accordo era stato approvato<\/a><\/b>. Mi sono vestito in fretta e furia per scendere in piazza, qui, a Tel Aviv, prima di rendermi conto di aver infilato due calzini di colore diverso\u00bb, ricorda.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abSi dice che il successo ha molti padri mentre il fallimento \u00e8 orfano. In questo caso, <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_ottobre_10\/accordo-pace-israele-hamas-gaza-3f3e643b-55f6-4b02-89e9-25e2cfa65xlk.shtml\" title=\"Cosa dice l\u2019accordo di pace Israele-Hamas per Gaza: le armi, i detenuti, il ritiro, la tempistica (non chiara)\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il successo ha un solo padre, e si chiama Donald Trump. \u00c8 per questo che ci sentiamo piuttosto tranquilli<\/a>\u00bb, commenta, prima di tornare alla cautela: \u00abFino all\u2019ultimo fischio dell\u2019arbitro, la partita non \u00e8 finita\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Malgrado tutto, conserva il senso dell\u2019umorismo. \u00abPer taluni, pu\u00f2 sembrare umorismo macabro. Quando tutti e due i miei figli erano laggi\u00f9 e mi chiedevano che cosa gli avrei detto al momento del rilascio, rispondevo: &#8220;Hanno esagerato con la dieta!&#8221; Un certo senso dell\u2019umorismo ci ha consentito, a noi tutti, di andare avanti. Quando \u00e8 stato rapito, Iair pesava 120 kg, ed \u00e8 tornato che ne pesava 70. Le donne liberate, che avevano trascorso un paio di giorni con lui, mi dicevano che era contento di essere dimagrito, perch\u00e9 finalmente avrebbe trovato una fidanzata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abDue giorni dopo la liberazione di Iair, Hamas fece circolare un video raccapricciante della cosiddetta festa di commiato dei due fratelli nel tunnel. \u00c8 questo il tipo di individui con cui abbiamo a che fare\u2026 ma ancor pi\u00f9 sinistro \u00e8 stato il video recente di quel povero ragazzo, Evyatar, ridotto a pelle e ossa. <b>Per arrivare a tanto, bisogna essere profondamente malvagi<\/b>\u00bb, denuncia Horn.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Si riferisce al video che mostra un certo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_agosto_04\/intervista-cugino-ostaggio-hamas-0ba45d55-6cac-4857-8a22-84ce76139xlk.shtml\" title=\"Il cugino di Evyatar David, ostaggio di Hamas: \u00abNel video non lo riconosco. Ho paura che muoia, il suo fisico \u00e8 al limite\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Evyatar David<\/a>, <b>ormai scheletrico, costretto a scavare la propria tomba in un tunnel nella Striscia di Gaza<\/b>. Questo giovane era stato sequestrato assieme ad un amico d\u2019infanzia, Guy Gilboa-Dalal, durante il Festival Nova, dove due amici comuni sono stati massacrati. Quel video fece rabbrividire i suoi cari, ma almeno era un segnale di vita.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Hamas e altri gruppi palestinesi hanno sequestrato 251 persone in poche ore nel sud di Israele<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dopo varie operazioni di salvataggio, ma soprattutto dopo due accordi di tregua, restano ancora 48 prigionieri<\/b>. Di costoro, nove provengono dal kibbutz Nir Oz, quattro dal kibbutz Be\u2019eri, due dal kibbutz Kfar Azza e altri due dal kibbutz Nir Yitzhak. Un ostaggio proviene dalla citt\u00e0 di Nahal Oz, mentre altri undici sono poliziotti e soldati. I rimanenti sono stranieri (da Tanzania, Thailandia e Nepal). Quindici sono gli ostaggi prelevati dal Festival Nova.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tra di loro, un\u2019unica donna<\/b>. Inbar Haiman era arrivata all\u2019alba a Nova, lavorava per l\u2019organizzazione. Quando cominci\u00f2 l\u2019attacco, la giovane di Haifa si nascose sotto il palco, e di l\u00ec scambi\u00f2 messaggi con il fratello e il fidanzato. Poi fu costretta a uscire dal nascondiglio. Quando i terroristi l\u2019afferrarono, Haiman tent\u00f2 di opporre resistenza. Ma poi fecero fuoco contro di lei e con le mani insanguinate caricarono il suo corpo sulla motocicletta per condurla a Gaza, secondo alcuni testimoni oculari.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abCantavano e ballavano attorno a lei\u00bb, aveva denunciato la zia, Hannah Cohen, che esige la restituzione del corpo affinch\u00e9 venga sepolto in patria.<br \/>Se Haiman era una tifosa accanita del Maccabi Haifa e i fratelli Horn del Hapoel Beer Sheva, i gemelli Gali e Ziv Berman tifano per il Maccabi di Tel Aviv. Rapiti dal kibbutz Kfar Azza, lavorano nel mondo dello spettacolo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Altri due fratelli sono ancora prigionieri, gli israelo-argentini Ariel e David Cunio, sequestrati con le loro famiglie a Nir Oz. La moglie di David e le loro bambine gemelle sono state liberate a novembre del 2023, mentre la fidanzata di Ariel, Arbel Yehud, \u00e8 rientrata a febbraio, dopo 482 giorni di prigionia.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Yulie Ben Ami era compagna di scuola di Ariel Cunio. Ma il suo rapporto con il 7 ottobre \u00e8 molto pi\u00f9 drammatico. Difatti \u00e8 sopravvissuta al massacro nel kibbutz Be\u2019eri, dove pi\u00f9 di cento persone hanno perso la vita. I genitori, Ohad e Raz, furono sequestrati. Mentre quest\u2019ultima \u00e8 stata liberata in occasione della prima tregua, il marito ha fatto ritorno dopo 491 giorni di prigionia. \u00abIl mio carceriere, psicologo di professione, aveva capito che stavo tentando di stabilire un contatto con lui, quando gli rivolsi qualche domanda sulla sua famiglia, ma subito mi disse:<b> &#8220;Non farti illusioni, io ti odio. Adesso ho ricevuto l\u2019ordine di proteggerti, ma se ricevo l\u2019ordine di ammazzarti, non ti ammazzo con la pistola, ma con il coltello&#8221;<\/b>\u00bb, secondo la testimonianza resa a Canal 12.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Yulie capisce benissimo quello che provano i familiari che aspettano i loro cari. \u00abLa speranza del ricongiungimento fa a pugni con il timore che forse non succeder\u00e0, perch\u00e9 siamo abituati a questi inganni. \u00c8 un ottimismo circospetto, quello che proviamo. <b>In Israele tutti ci auguriamo che sia la fine, una volta per tutte, per poter ricominciare a sorridere<\/b>\u00bb, spiega a \u00abEl Mundo\u00bb, aspettando il rientro dei corpi di quattro residenti del suo kibbutz.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Tra di loro, il corpo di Saar Baruj, che era stata la sua maestra. Quando le faccio presente lo scambio con i prigionieri palestinesi di Israele, condannati all\u2019ergastolo per attentati, risponde: \u00abIsraele sta pagando un prezzo altissimo, ma \u00e8 costretto a farlo, a causa del tremendo fallimento del 7 ottobre. <b>Solo quando verranno restituiti tutti gli ostaggi, potremo ricominciare a pensare dove sta andando questo paese<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Einav Zangauker, un volto oggi pi\u00f9 conosciuto di quello di molti ministri<\/b>, lotta senza risparmiarsi per la liberazione del figlio Matan, sequestrato nel kibbutz Nir Oz assieme alla fidanzata, gi\u00e0 liberata, la israelo-messicana Ilana Gritzewsky. <b>Zangauker, da elettore tradizionale di Netanyahu si \u00e8 trasformato nel suo avversario pi\u00f9 acerrimo<\/b>, tanto nelle piazze quando nelle reti sociali.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Horn condivide le critiche, confermando che <b>il primo ministro israeliano si sarebbe guardato bene dal firmare la tregua per la liberazione degli ostaggi se non fossero intervenute le pressioni di Trump.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella cosiddetta \u00abpiazza degli ostaggi\u00bb a Tel Aviv, l\u2019angoscia si \u00e8 trasformata in timidi sorrisi, appena accennati. Nel punto in cui \u00e8 stata collocata una macchinina in ricordo di Kfir Bibas (assassinato dopo nove mesi di prigionia) e la fotografia di un tunnel di Hamas, migliaia di persone si riuniscono ogni sabato per protestare e chiedere il rilascio degli ostaggi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Stasera lo hanno fatto per festeggiare l\u2019accordo e ringraziare gli emissari di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, accolti come eroi in una piazza pubblica che spera di cambiare presto di nome.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-12T18:26:20+02:00\">12 ottobre 2025 ( modifica il 12 ottobre 2025 | 18:26)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Sal Emergui Il racconto, l&#8217;angoscia, la speranza. 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