{"id":161489,"date":"2025-10-12T22:10:20","date_gmt":"2025-10-12T22:10:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161489\/"},"modified":"2025-10-12T22:10:20","modified_gmt":"2025-10-12T22:10:20","slug":"tygers-of-pan-tang-spellbound","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161489\/","title":{"rendered":"TYGERS OF PAN TANG &#8211; Spellbound"},"content":{"rendered":"<p>                <img src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" class=\"attachment-band-image size-band-image wp-post-image\" alt=\"\" decoding=\"async\" fetchpriority=\"high\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/TYGERS-OF-PAN-TANG-Spellbound-500x500.jpg\"\/>                <\/p>\n<p>voto<br \/><b>9.0<\/b><\/p>\n<ul class=\"album-details\">\n<li>Band:<br \/>\n                    <a href=\"https:\/\/metalitalia.com\/band\/tygers-of-pan-tang\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">TYGERS OF PAN TANG<\/a>                     <\/li>\n<li>Durata: 00:34:27<\/li>\n<li>Disponibile dal: 10\/04\/1981<\/li>\n<li>Etichetta: <\/li>\n<li>\n                                MCA Records\n                            <\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci sono storie che sembrano scritte da un destino beffardo che pare divertirsi a mescolare, nella vita di alcune band, intuizioni geniali, errori madornali e colpi di fortuna, e ci sono dischi che, a distanza di decenni, riescono ancora a evocare lo Zeitgeist di un\u2019epoca intera. Raramente le band che appartengono alla prima categoria riescono a realizzare opere destinate alla seconda, ma \u00e8 quanto accaduto, nell\u2019arco di un biennio di fuoco, ai Tygers Of Pan Tang, proprio mentre l\u2019heavy metal appena nato plasmava la sua mutevole identit\u00e0.<\/p>\n<p>Nell\u2019Inghilterra del Nord, sulla costa del Tyne and Wear a pochi chilometri da Newcastle, sorge una cittadina di mare chiamata Whitley Bay, che grazie a un ventenne nato in Ghana da padre medico, e trasferitosi qui ancora infante, sarebbe stata destinata a ritagliarsi un posto nella mappa dell\u2019heavy metal britannico. Il ragazzo in questione, un giovane baffuto di nome Robb Weir, nel 1977 mette in moto i Tygers Of Pan Tang, assecondando, nel fiore dei suoi anni, l\u2019impulso tanto ingenuo quanto visionario di contribuire con la sua chitarra a plasmare la voce del nascente heavy metal. Il nome, poi, era tutto un programma: \u00e8 il celebre scrittore Michael Moorcock a stuzzicare i sogni di gloria del giovane chitarrista menzionando, nel suo romanzo \u201cStormbringer\u201d, le tigri di pietra poste a guardia delle montagne immaginarie del Pan Tang.<\/p>\n<p>Dopo un anno e poco pi\u00f9 di una trentina di concerti con un certo Mark Butcher alla voce, presto scomparso dai radar e sostituito dall\u2019ugola ruvida di Jess Cox, la Neat Records (che pubblicher\u00e0 negli anni a seguire i primi album dei Venom) si interessa a loro dando alla luce il sette pollici \u201cDon\u2019t Touch Me There\u201d, con tre brani nello stile di AC\/DC, Ted Nugent e UFO, in cui gi\u00e0 si nota l\u2019urgenza stradaiola e il piglio \u2018do it yourself\u2018 che l\u2019hard rock di fine anni Settanta mutuava dal punk. Questo era il sound che in quei giorni agitava Londra, proveniente perlopi\u00f9 dal Bandwagon Heavy Metal Soundhouse, un locale che ospitava piccoli concerti per qualche centinaio di fedelissimi che si riunivano per ascoltare gruppi emergenti e i dischi selezionati dal presentatore e DJ radiofonico Neal Kay. Fortuna volle che l\u20198 maggio 1979 il giornalista britannico Geoff Barton assistesse a un concerto degli Iron Maiden, con Samson e Angel Witch di supporto. La recensione di quello show, pubblicata sul numero successivo del settimanale Sounds, conteneva il primo riferimento stampato noto alla New Wave of British Heavy Metal. Proprio Barton \u2014 che di l\u00ec a poco sarebbe diventato il fondatore e direttore della leggendaria rivista Kerrang! \u2014 nel dicembre dello stesso anno inser\u00ec i Tygers of Pan Tang in un articolo su Sounds intitolato \u201cOne Over The Eight \u2013 The New Wave of British Heavy Metal Update\u201d. In quelle pagine, dove i primi vagiti della NWOBHM trovarono i primi sogni di gloria, Barton posizion\u00f2 i Tygers accanto a Def Leppard, Iron Maiden e Diamond Head tra le band pi\u00f9 promettenti del momento, alimentando il culto intorno alla formazione e attirando l\u2019attenzione della MCA Records. Fu cos\u00ec che dopo il singolo \u201cRock \u2019N\u2019 Roll Man \/ Alright On The Night\u201d, arriv\u00f2 nel 1980 l\u2019album di debutto \u201cWild Cat\u201d, che esord\u00ec direttamente alla posizione numero 18 della classifica inglese, accompagnato da un\u2019apparizione al Friday Rock Show di Tommy Vance e da un\u2019esibizione al Reading Festival nella giornata con i Whitesnake headliner, allora in uno stato di grazia assoluto. Con i Tygers ormai lanciati, il management decise di spingere verso un cantante pi\u00f9 adatto ad un futuro che immaginava radioso: Jess Cox venne allontanato, aprendo la strada alla svolta che avrebbe condotto a \u201cSpellbound\u201d.<\/p>\n<p data-start=\"3931\" data-end=\"4267\">La scelta del cantante cadde su John Deverill, che, insieme all\u2019ingresso di John Sykes alla chitarra (proveniente dagli Streetfighter, trio in cui gi\u00e0 metteva in mostra doti sovrumane di chitarrista e cantante, lasciando trapelare quella passione viscerale per i Thin Lizzy che segner\u00e0 tutta la sua carriera), preluse al capolavoro. Quando la MCA d\u00e0 alle stampe \u201cSpellbound\u201d, nell\u2019aprile del 1981, la trasformazione della band \u00e8 evidente. La voce di Deverill risulta proverbiale sin dalle prime note di \u201cGangland\u201d: potente, carismatica, capace di unire lirismo e ferocia in un\u2019unica emissione, quasi a prefigurare un\u2019idea di canto heavy metal che allora non esisteva ancora. Nell\u201981 il mondo non aveva ancora conosciuto gli Iron Maiden con Bruce Dickinson \u2014 \u201cThe Number of the Beast\u201d sarebbe arrivato solo l\u2019anno dopo \u2014 mentre Bruce Bruce (cos\u00ec si faceva chiamare ai tempi in cui prestava la sua voce ai Samson) non era ancora assurto agli allori planetari.<br data-start=\"4835\" data-end=\"4838\"\/>In quell\u2019interregno, prima che la NWOBHM trovasse il suo volto definitivo, la voce di Deverill rappresentava una delle espressioni pi\u00f9 alte e mature di quella stagione: elegante, teatrale e al tempo stesso ferina, un perfetto equilibrio tra istinto e disciplina, unione ideale fra l\u2019hard rock vigoroso e teatrale dei Rainbow e quello epico e trionfante degli Iron Maiden degli anni a venire. L\u2019altro nuovo arrivato, John Sykes, era per\u00f2 il vero pezzo da novanta. Con l\u2019atteggiamento di chi sa gi\u00e0 dove vuole arrivare, l\u2019appena ventiduenne Sykes apparve gi\u00e0 dotato di una sensibilit\u00e0 melodica e di una precisione che ancora oggi fanno tremare i polsi di chiunque si cimenti con le sue geometrie chitarristiche. Il suo guitar work, in tutti i brani, nessuno escluso, \u00e8 un\u2019antologia dell\u2019hard and heavy, divorando gli spazi sonori, padroneggiando ritmiche, assoli e anticipando quella rara combinazione di virtuosismo caldo e controllo ritmico che trover\u00e0 compimento in album dove suoner\u00e0 in futuro come \u201cThunder And Lightning\u201d dei Thin Lizzy, negli anni d\u2019oro dei Whitesnake e nell\u2019avventura hard rock dei Blue Murder.<\/p>\n<p data-start=\"5530\" data-end=\"6062\">\u201cSpellbound\u201d \u00e8 un album di fuoco, in cui la band sembra vivere dentro il mondo che aveva contribuito a creare con \u201cWild Cat\u201d, ma con una nuova consapevolezza. Le canzoni sono tutte straordinarie anche perch\u00e9, ricordiamolo, oltre al talento cristallino di John Sykes c\u2019\u00e8 il talento compositivo unico e riconoscibile di Rob Weir, capace di scrivere riff seminali come quello di \u201cTake It\u201d e chorus dalle aperture memorabili. Se \u201cGangland\u201d, con il suo riff tagliente e il ritornello da pugno alzato ha l\u2019onore di aprire le danze, brani come \u201cHellbound\u201c, \u201cSilver And Gold\u201d e \u201cBlackjack\u201d immortalano alcuni dei giri di chitarra pi\u00f9 semplici ed iconici della NWOBHM, mentre \u201cMirror\u201d introduce con disinvoltura la dimensione della power ballad senza mai scadere nel manierismo. In fondo alla scaletta brillano \u201cThe Story So Far\u201d e \u201cTyger Bay\u201d, la prima ha un\u2019apertura da stadio (forse i nostri immaginavano un futuro pi\u00f9 roseo e arene pi\u00f9 grandi per i loro show), la seconda un buon compendio di chitarre impeccabili e voce da manuale, con stop\u2019n\u2019go e riff da capogiro. La vera chicca, tuttavia, \u00e8 la chiusura con \u201cDon\u2019t Stop By\u201d, uno dei brani meglio costruiti, fino a quel momento, dell\u2019intera NWOBHM, con un incedere quasi orchestrale, merito di un lavoro stratificato di chitarre armonizzate a costruirne l\u2019atmosfera che alterna momenti litanici a cariche sfrenate di puro metallo inglese.<\/p>\n<p data-start=\"6064\" data-end=\"6653\">\u201cSpellbound\u201d raggiunse il 33\u00b0 posto in classifica, e il successivo \u2013 e meraviglioso \u2013 \u201cCrazy Nights\u201d, inciso con la stessa formazione e uscito nel novembre dello stesso anno, si ferm\u00f2 \u2018solo\u2019 al 51\u00b0, segnando di fatto la fine dell\u2019et\u00e0 dell\u2019oro dei Tygers. Il successivo \u201cThe Cage\u201d (contenente la loro pi\u00f9 grande hit \u201cLove Potion N. 9\u201d, cover del brano dei The Clovers, unico brano dell\u2019album con la chitarra di Sykes che part\u00ec senza preavviso per unirsi ai Thin Lizzy) tent\u00f2 una godibile via radiofonica, apprezzabile solo se si dimenticano i fasti dei tre lavori precedenti. Poi vennero gli anni bui, due album AOR senza il loro leader Robb Weir, lo scioglimento e infine, nel 1999, la reunion al Wacken con Jess Cox alla voce. Da l\u00ec, dopo diversi cambi di formazione, l\u2019ingresso di Jacopo Meille nel 2004 don\u00f2 nuova vita al gruppo di Robb Weir e, con una serie di album solidi e sinceri, la tigre \u00e8 tornata a ruggire sui palchi di mezzo mondo, con una longevit\u00e0 che poche band della NWOBHM possono vantare. Eppure, a pi\u00f9 di quarant\u2019anni di distanza, \u201cSpellbound\u201d resta il vertice artistico dei Tygers of Pan Tang. Un disco senza compromessi, capace di incarnare pienamente il suo tempo e, allo stesso modo, di superarlo. Non li rese star mondiali, ma consegn\u00f2 il loro nome all\u2019eternit\u00e0 per tutti gli appassionati del metal britannico, garantendo loro quella fama duratura e la dimensione di culto che nessuna classifica avrebbe potuto consegnargli.<\/p>\n<p data-start=\"7081\" data-end=\"7475\">Mentre il mondo saluta John Sykes, scomparso nel dicembre 2024 dopo una lunga lotta contro il cancro, il suo spirito rimane intrappolato proprio fra le pieghe incandescenti di \u201cSpellbound\u201d, perch\u00e9, non bisogna mai dimenticarlo, \u00e8 da l\u00ec, da quel biennio perfetto e irripetibile, che nasce la leggenda di un chitarrista capace di ridare vita, anche se per poco, alla musica di autentiche leggende del rock and roll come Thin Lizzy e Whitesnake.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"voto9.0 Band: TYGERS OF PAN TANG Durata: 00:34:27 Disponibile dal: 10\/04\/1981 Etichetta: MCA Records Ci sono storie che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":161490,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1443],"tags":[203,204,1537,90,89,1538,1539],"class_list":{"0":"post-161489","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-musica","8":"tag-entertainment","9":"tag-intrattenimento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-music","14":"tag-musica"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/161489","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=161489"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/161489\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/161490"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=161489"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=161489"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=161489"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}