{"id":161669,"date":"2025-10-13T00:50:15","date_gmt":"2025-10-13T00:50:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161669\/"},"modified":"2025-10-13T00:50:15","modified_gmt":"2025-10-13T00:50:15","slug":"una-nuova-stanza-tutta-per-se-rileggere-oggi-il-classico-divertito-e-furibondo-di-virginia-woolf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161669\/","title":{"rendered":"Una &#8220;nuova&#8221; stanza tutta per s\u00e9: rileggere oggi il classico &#8220;divertito e furibondo&#8221; di Virginia Woolf"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t<strong>Chiamatemi Mary<\/strong><\/p>\n<p>Ma<strong> si \u00e8 mai visto un classico che inizia con un \u201cma\u201d?<\/strong> Certo, non c\u2019\u00e8 testo che nasca classico: se lo diventa, accade nell\u2019incontro con chi lo legge, lo cita, lo travisa magari, lo ascolta e scopre che non finir\u00e0 mai di dire quello che ha da dire. E attraverso tutti questi <strong>strapazzi<\/strong> gli infonde vita, come nei miti antichi succede a certe statue che incominciano a vivere per la forza infusa dall\u2019ammirazione. <strong>Una stanza tutta per s\u00e9<\/strong> \u00e8 a tutti gli effetti un <strong>classico<\/strong>: continua a parlarci mentre sta per compiere un secolo. <strong>\u00c8 un classico anche perch\u00e9 citato talvolta a sproposito<\/strong>; perch\u00e9 leggerlo significa scoprirlo diverso da come lo immaginavamo. Il suo titolo viene tirato in ballo con una frequenza degna di una frase fatta; ma nella conversazione comune emerge dimezzato il nocciolo essenziale del discorso che Virginia Woolf, con cavalleresca cortesia di conferenziera, si prefigge di donare al suo pubblico, ovvero la sacrosanta verit\u00e0 che \u201cse vuole scrivere romanzi, una donna deve avere del denaro e una stanza tutta per s\u00e9\u201d.<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/virginia-woolf-femminismo-728812\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"\" le=\"\" tre=\"\" ghinee=\"\" l=\"\" del=\"\" saggio=\"\" di=\"\" virginia=\"\" woolf=\"\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Virginia-Woolf-410x226.jpg\" class=\"lazyload ewww_webp_lazy_load\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"226\" src-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Virginia-Woolf-410x226.jpg.webp\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p><strong>La rendita non si menziona quasi mai. Si parla solo della stanza<\/strong>: un po\u2019 sar\u00e0 perch\u00e9 il testo venne alla luce con questo titolo definitivo, a sostituire il pi\u00f9 scialbo Le donne e il romanzo. Un po\u2019, forse, perch\u00e9 nonostante tutto continua a pesare sulla vita delle donne un certo tab\u00f9 finanziario. Il<strong> pubblico di studentesse<\/strong> cui si rivolgeva in origine Virginia Woolf nel corso di cent\u2019anni si \u00e8 dilatato, sorpassando i confini di geografie trasformate, di gerarchie sovvertite da emancipazioni che proprio questo saggio ha contribuito a incoraggiare. Ma<strong> persiste il problema di un divario salariale<\/strong> da cui si dipanano, per le donne, pesanti conseguenze sociali, economiche, intellettuali. Rimane traccia di un antico pregiudizio religioso sulla presentabilit\u00e0 del denaro, come anche di una struttura giuridica patriarcale che, bench\u00e9 smantellata dalla legge, emette ancora le radiazioni della sua presenza venefica. Per fortuna, ci sono testi la cui lettura funziona proprio da antidoto a questi miasmi. E Una stanza tutta per s\u00e9 \u00e8 <strong>un contravveleno formidabile<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8, del resto, <strong>uno di quei libri che, come sassi lanciati in uno stagno, imprimono una vibrazione che increspa l\u2019acqua in circoli sempre pi\u00f9 larghi<\/strong>, finch\u00e9 la perturbazione non si allarga alle rive e nemmeno un centimetro della superficie, cos\u00ec calma fino all\u2019impatto col ciottolo, pu\u00f2 mantenere lo stato d\u2019inerzia iniziale. \u00c8, soprattutto, <strong>un libro bello: beffardo, divertito, furibondo, con compassata eleganza sovverte la crudelt\u00e0 impersonale di secoli di sopruso<\/strong>.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1480426 lazyload ewww_webp_lazy_load\" alt=\"nuova edizione Una stanza tutta per s\u00e9\" width=\"320\" height=\"491\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuova-edizione-Una-stanza-tutta-per-se.jpg\"  data- data-eio-rwidth=\"536\" data-eio-rheight=\"822\" src-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuova-edizione-Una-stanza-tutta-per-se.jpg.webp\" srcset-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/nuova-edizione-Una-stanza-tutta-per-se.jpg.webp 536w, https:\/\/www.illibraio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/nuova-edizione-Una-stanza-tutta-per-se-348x533.jpg.webp 348w, https:\/\/www.illibraio.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/nuova-edizione-Una-stanza-tutta-per-se-160x246.jpg.webp 160w\"\/><\/p>\n<p><strong>Chiamarlo saggio sarebbe riduttivo<\/strong>, a meno di intendere il saggio nella sua forma pi\u00f9 spericolata, pi\u00f9 eccentrica e pi\u00f9 antica, ovvero quella in cui lo modell\u00f2 l\u2019esorbitante energia dello spirito di<strong> Michel de Montaigne<\/strong> alla fine del Cinquecento, mentre le donne \u2013 le signore e signorine di cui Virginia Woolf cercher\u00e0 di immaginare le vite, furiosamente compulsando i libri, firmati da uomini, che trova negli scaffali della biblioteca \u2013 consumavano, nell\u2019adempiere a doveri e cure imposte, i loro giorni: giorni di cui, perci\u00f2, non rimane segno se non nell\u2019alveo dell\u2019invenzione popolare, che tiene traccia delle parole tessute insieme in filastrocche, nenie, fiabe, ma non dei nomi. Le vite di queste signore e signorine vanno ricostruite per via di pura immaginazione, perch\u00e9 non \u00e8 stato loro permesso di essere autrici, perch\u00e9 non hanno avuto una voce cui fosse concesso di dire io e raccontarsi.<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/saggistica\/femminismo-libri-da-leggere-1397286\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"Femminismo: libri classici e contemporanei da leggere - La guida\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/iStock-1220167694-410x233.jpg\" class=\"lazyload\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"233\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p><strong>Come invece \u00e8 concesso a un Montaigne, che difatti inventa la forma saggistica ariosa e mutevole in cui, tre secoli e mezzo pi\u00f9 tardi, Virginia Woolf intesser\u00e0 il suo pensiero<\/strong>, trascendendo biografia, autobiografia, inchiesta e riflessione. Una stanza tutta per s\u00e9 \u00e8 una magnifica fricassea di pensieri, un capriccio e uno studio sulla storia della letteratura in cui il dato pi\u00f9 pragmatico, pi\u00f9 fisico, pi\u00f9 quotidiano della vita \u2013 il denaro, certo; ma pure il cibo \u2013 occupa un posto preminente. \u00c8 anche questa una rivendicazione orgogliosa: gli scrittori raramente dedicano qualche parola a descrivere portate di salmone e carne d\u2019anatra, osserva la narratrice invitata a pranzo in un college maschile dell\u2019immaginaria cittadina di Oxbridge, crasi fra le due roccaforti britanniche della formazione universitaria. Ma a spingerla a rompere l\u2019omert\u00e0 sul tema, a considerare l\u2019importanza del vitto facendolo rientrare nella traiettoria concettuale della relazione fra donne e romanzo, non sar\u00e0 quel tripudio di pernici e vini prelibati, bens\u00ec la parca cena servita la sera al college femminile, la zuppa esangue che lascia intravedere il piatto in trasparenza, la fame che persiste, e la considerazione che \u201cnon si pu\u00f2 pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si \u00e8 cenato bene\u201d.<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/virginia-woolf-gita-al-faro-836828\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"La vita e i libri di Virginia Woolf, scrittrice femminista\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1AVirginia-Woolf-1030x615-410x226.jpg\" class=\"lazyload ewww_webp_lazy_load\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"226\" src-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/1AVirginia-Woolf-1030x615-410x226.jpg.webp\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p><strong>Torniamo per\u00f2 all\u2019inizio, alla prima pagina, anzi alla prima parola<\/strong>. All\u2019avversativa che spezza il periodo prima ancora che cominci: \u201cBut, you may say\u2026\u201d \u00c8 un intoppo, un ostacolo contro cui fa attrito il pensiero, ma anche l\u2019ingresso all\u2019avventura; il primo passo su un sentiero che si inerpica fra r\u00eaverie, fantasia bibliografica e ricostruzione storica, rassegna gastronomica e polemica. La voce che comincia dal ma non mira a inamidate, austere pomposit\u00e0 professorali: \u00e8 una voce proteiforme che fa della divagazione un incanto, che cambia di continuo passo e tono; che s\u2019illanguidisce nella passeggiata su un edenico prato riservato a membri del college e studiosi (tutti maschi), da cui il custode accorre infatti a cacciarla, con un comico zelo che non riesce per\u00f2 a zittirla, questa voce irriducibile. La quale prosegue il racconto, si arrochisce nella collera, si distende nell\u2019ironia. \u00c8 una voce giovane: le sue parole arrivano fresche anche dalle profondit\u00e0 della biblioteca del British Museum, cos\u00ec simile a una gran fronte convessa e calva, alle teste degli autori degli innumerevoli libri sulle donne firmati da mano maschile che la narratrice consulta, sentendosi niente pi\u00f9 che \u201cun pensiero\u201d dietro quella fronte cos\u00ec seria. E poi si alza ancora, la voce, a tessere \u2013<strong> un po\u2019 come fa Aristotele nella Metafisica, quando ricostruisce la tradizione dei primi anni di vita della filosofia<\/strong> \u2013 una ragnatela di corrispondenze e rimandi fra le tracce lasciate dalle scrittrici: quelle che hanno potuto firmare i loro lavori, malgrado le limitazioni che hanno precluso loro l\u2019accesso alla \u201cintegrit\u00e0\u201d romanzesca da cui la letteratura prende slancio; e quelle i cui nomi sono ipotesi, perch\u00e9 la storia ce li consegna solo in questa forma.<\/p>\n<p><strong>La femminilit\u00e0 intesa come virt\u00f9 da esercitarsi sotto tutela maschile \u00e8 stata, nei secoli, un\u2019autentica forma di oppressione<\/strong>; il ricatto della mancata autonomia di spazio, tempo e denaro, ha imposto a generazioni di donne un silenzio che ne rende giovane la tradizione letteraria, com\u2019era giovane la tradizione filosofica ai tempi di Aristotele. Perci\u00f2, in contrasto con la pedanteria paternalistica sciorinata nei titoli dei troppi libri scritti sulle donne, ma non dalle donne, suona tanto pi\u00f9 deliziosa questa voce narrante di folletto, che non si lascia acchiappare, rompe schemi retorici e intanto rivendica le condizioni materiali della libert\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p>\t\tScopri la nostra pagina Linkedin<\/p>\n<p><strong>L\u2019autonomia finanziaria d\u00e0 forma a questa libert\u00e0 perch\u00e9 annulla il risentimento<\/strong>, permette di scrivere inseguendo il piacere e non una qualche forma di riscatto. Woolf abbozza una genealogia della morale come affrancamento dalle piccinerie che troppo a lungo hanno tenuto sotto scacco le donne, sorvegliate e ricattate; ma, invece di costruire un ragionamento tutto teorico intorno all\u2019importanza dell\u2019autodeterminazione economica e intellettuale, la racconta come un\u2019esperienza di vita. Cosicch\u00e9 gli accidenti pi\u00f9 pragmatici dell\u2019esistenza prendono una sfumatura di poesia particolare proprio dalla concretezza che finalmente \u00e8 loro attribuita: negare alla vita vino e calore, o la miriade di minuscole epifanie che le danno forma, o al pensiero il privilegio di superare i cancelli chiusi, equivarrebbe a condannarsi a non mangiare che le famigerate brodaglie trasparenti servite al college femminile, e tenersi per dolce le prugne con la crema, \u201clegnose come il cuore di un taccagno\u201d. La meschinit\u00e0 del corpo \u00e8 meschinit\u00e0 del cuore: ne abbiamo avuto abbastanza, \u00e8 ora di buttare all\u2019aria convinzioni e convenzioni inveterate. E, per esempio, iniziare un ragionamento con un \u201cma\u201d: come una conversazione interrotta. Perch\u00e9 non si contano le interruzioni che hanno punteggiato le conversazioni, le imprese, le opere delle donne che compaiono in Una stanza tutta per s\u00e9.<\/p>\n<p><strong>Jane Austen<\/strong>, per esempio, scrive nella stanza di soggiorno, fra chiacchiericci e scalpiccii (\u201call\u2019inizio dell\u2019Ottocento nelle case della classe media c\u2019era un\u2019unica stanza adibita a soggiorno\u201d), e al cigolio della porta che annuncia l\u2019arrivo di un visitatore si affretta a coprire il manoscritto con un foglio di carta assorbente.<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/case-museo-scrittori-scrittrici-1470645\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"Viaggio tra le case museo di scrittori e scrittrici\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/casa-museo-scrittori-scrittrici-410x247.jpg\" class=\"lazyload ewww_webp_lazy_load\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"247\" src-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/casa-museo-scrittori-scrittrici-410x247.jpg.webp\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>\u201cLe donne non hanno mai una mezz\u2019ora \u2026 che possano considerare tutta per loro\u201d, lamenta Florence Nightingale. Nell\u2019alienazione continua del tempo e dello spazio delle donne, quanto talento si sar\u00e0 dissipato? Le canzoni, le filastrocche, le litanie con cui si cullano i bambini, le fiabe raccontate per ingannare il buio della notte, sono state, con ogni probabilit\u00e0, cucite da voci di donne. Voci anonime, dimenticate, hanno trovato e composto insieme le parole, hanno consacrato i loro sforzi a un immenso movimento invisibile di cui in superficie non \u00e8 affiorato che qualche sparuto nome isolato; e talvolta \u00e8 pure uno pseudonimo. Ma<strong> a che prezzo? Lo sanno George Eliot, che dovette scontare la riprovazione del mondo per una convivenza sconveniente, le sorelle Bront\u00eb confinate alla brughiera, Aphra Behn che per prima si guadagn\u00f2 da vivere scrivendo. E certo Jane Austen<\/strong> che, se non avesse dovuto coprire il manoscritto con la carta assorbente all\u2019ingresso di qualsiasi estraneo, chiss\u00e0 fino a dove si sarebbe potuta spingere.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1302091\" class=\"wp-image-1302091 lazyload ewww_webp_lazy_load\" alt=\"Virginia Woolf GettyEditorial 05-02-2020\" width=\"527\" height=\"290\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Virginia-Woolf-GettyEditorial-05-02-2020.jpg\"  data- data-eio-rwidth=\"750\" data-eio-rheight=\"413\" src-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Virginia-Woolf-GettyEditorial-05-02-2020.jpg.webp\" srcset-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Virginia-Woolf-GettyEditorial-05-02-2020.jpg.webp 750w, https:\/\/www.illibraio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Virginia-Woolf-GettyEditorial-05-02-2020-410x226.jpg.webp 410w, https:\/\/www.illibraio.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/Virginia-Woolf-GettyEditorial-05-02-2020-190x105.jpg.webp 190w\"\/><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1302091\" class=\"wp-caption-text\">Virginia Woolf (GettyEditorial 05-02-2020)<\/p>\n<p>E tutte le altre?<strong> Le altre sono fatiche e talenti che non hanno trovato lo spiraglio da cui emergere<\/strong>. Sono nomi nemmeno scritti nell\u2019acqua; nomi che devono essere inventati, perch\u00e9 soltanto l\u2019immaginazione pu\u00f2 supplire all\u2019oblio. E la genialit\u00e0 esiste solo in forma di ipotesi, e qualche volta persino l\u2019ipotesi \u00e8 impossibile. \u00c8 il caso di Judith Shakespeare, immaginaria sorella di William: figura d\u2019invenzione (cui Woolf attribuisce quello che in realt\u00e0 fu il nome di una figlia del drammaturgo), modellata come prova controfattuale dell\u2019attrito che soffoca il genio femminile. Difatti Judith, pur \u201cmeravigliosamente dotata\u201d, non pu\u00f2 seguire la propria vocazione creativa se non sfuggendo a imposizioni sociali che la vorrebbero sposa dedita al lavoro domestico: lei scappa, invece, e la solitudine cui la fuga la condanna ne far\u00e0 la preda di un seduttore. E quando si scopre incinta, si suicida.<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/selby-wynn-schwartz-le-figlie-di-saffo-1456351\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"L'omaggio (in frammenti) di Selby Wynn Schwartz alle \u201cfiglie di Saffo\u201d\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Le-figlie-di-Saffo-di-Selby-Wynn-Schwartz-410x214.jpg\" class=\"lazyload ewww_webp_lazy_load\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"214\" src-webp=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Le-figlie-di-Saffo-di-Selby-Wynn-Schwartz-410x214.jpg.webp\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p><strong>Ecco perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec importante che questo libro inizi con un \u201cma\u201d<\/strong>. Altrettanto importante \u2013 e bizzarro \u2013 \u00e8 che nelle prime pagine di questo testo scritto in origine per una conferenza, la conferenziera domandi a chi ascolta di dimenticare il suo nome, e si inabissi in una piccola folla di Mary: \u201cEccomi, dunque (chiamatemi Mary Beton, Mary Seton, Mary Carmichael o con qualunque altro nome vi aggradi \u2013 non \u00e8 questo che importa)\u201d. Come in un prisma, l\u2019io narrante si rifrange nelle figure delle protagoniste di una famosa ballata scozzese del XVI secolo, che canta le dame di compagnia della regina di Scozia e si intitola Mary Hamilton: il suo nome non appare che nel titolo, ma \u00e8 lei \u2013 destinata a suicidarsi per essere rimasta incinta, proprio come l\u2019evanescente Judith Shakespeare \u2013 la voce della canzone. La bizzarria dell\u2019apostrofe assume un nuovo senso se consideriamo che per molti secoli rinunciare al proprio nome \u00e8 stato per le donne un atto dovuto, il pegno pagato all\u2019istituto del matrimonio. <strong>E l\u2019io della narratrice scompare in una pluralit\u00e0 di voci e di fatiche, nel racconto della prosaica consunzione quotidiana<\/strong>. Se Una stanza tutta per s\u00e9 \u00e8 \u201cun\u2019autobiografia economica mascherata\u201d, come ha scritto Hermione Lee, \u00e8 anche un libro universale, che si realizza nel dissolversi dell\u2019io in una voce polifonica. Di fronte all\u2019impossibilit\u00e0 di rintracciare una vera e propria tradizione letteraria femminile, e alla conseguente difficolt\u00e0 di trovare una lingua comune \u2013 paragonabile a quella che condividono e parlano i romanzieri, i drammaturghi, i poeti e i saggisti, forti della compatta tradizione che loro, invece, hanno a disposizione \u2013 il saggio di Virginia Woolf si trasforma in una rivendicazione della libert\u00e0 creativa, dell\u2019invenzione, addirittura del gioco.<\/p>\n<p>Il prato su cui il custode trafelato corre incontro alla narratrice rappresenta, con molto realismo, la concretezza di un limite imposto. Ma<strong> proprio a partire da quel divieto, il pensiero inafferrabile, sognante e linguacciuto, della nuova Eva cacciata dal giardino accademico si tramuta in un\u2019elegia dello sconfinamento<\/strong>. In un vagabondaggio che, paradossalmente, trascende la stanza tutta per s\u00e9 nella possibilit\u00e0 di un allargarsi infinito dell\u2019orizzonte, sotto il segno di quel famoso pensiero di Pascal secondo il quale i mali della terra derivano dal non sapere, gli uomini, restarsene chiusi in una stanza: per cui si inventano le guerre, e la caccia, e la continua sfida distruttiva ai propri simili, e quella bramosia di onori che Virginia Woolf condensa nell\u2019espressione dell\u2019istinto di possesso.<\/p>\n<p>\t\t\tPu\u00f2 interessarti anche<\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/scrittura\/flusso-di-coscienza-1452631\/\" class=\"ila-image\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n\t\t\t\t\t<img decoding=\"async\" alt=\"Il flusso di coscienza: che cos'\u00e8 e come usarlo ispirandosi alla grande letteratura\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/flusso-di-coscienza-410x251.jpg\" class=\"lazyload\" data-eio-rwidth=\"410\" data-eio-rheight=\"251\"\/><br \/>\n\t\t\t\t<\/a><\/p>\n<p>Questa <strong>scorribanda del pensiero<\/strong>, che si chiude con l\u2019immagine quasi messianica di un futuro trionfante in cui il coro delle voci si faccia davvero plurale, e maschile e femminile trascolorino nell\u2019androgino, superamento dialettico delle opposizioni che storicamente hanno imprigionato la parola \u2013 come nella fantasticheria di Orlando, uno dei pi\u00f9 grandi romanzi mai scritti sul tormento e l\u2019estasi della creativit\u00e0 \u2013 \u00e8 un lussureggiante esercizio di liberazione.<\/p>\n<p><strong>Non \u00e8 insomma un saggio sulla stanza come spazio di clausura<\/strong> ma, al contrario, sull\u2019apertura che l\u2019autonomia, spaziale ed economica, sola, permette. Mostra con una forza plastica impressionante cosa significa oltrepassare i confini, e infatti prende la sua forma specifica nel superamento del proprio limite: fondendo forma e contenuto, poetica e pragmatica della parola, nella dialettica di una trasformazione in corso. \u00c8 buffo, e molto appropriato, che il coronamento di questa straordinaria impresa intellettuale, della stesura febbrile di questo testo il cui manoscritto si ecliss\u00f2 in una catalogazione erronea, sia il suo esito pi\u00f9 materiale. Anzi: architettonico. I proventi di Una stanza tutta per s\u00e9 furono infatti tramutati in un\u2019estensione \u2013 una stanza per la scrittrice \u2013 alla casa dei coniugi Woolf. Mentre scrivo queste righe finali, negli ultimi giorni dell\u2019estate del 2025, un\u2019amica di ritorno da una vacanza inglese mi manda una fotografia<strong>. \u00c8 il piano terra di Monk\u2019s House<\/strong>. E mi confessa, nel messaggio a didascalia dell\u2019immagine, di essere entrata nel giardino, e aver rubato una mela. Nessun custode, per fortuna, \u00e8 accorso a cacciarla.<\/p>\n<p>\t\tScopri il nostro canale Telegram<\/p>\n<p><strong>UNA STANZA TUTTA PER S\u00c9<\/strong> \u2013 Pubblicato per la prima volta nel 1929, <strong>Una stanza tutta per s\u00e9<\/strong> nasce da una serie di conferenze tenute da <a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/autori\/virginia-woolf\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Virginia Woolf<\/strong><\/a> (1882 \u2013 1941) nei college femminili di Cambridge e, nonostante gli anni trascorsi dalla pubblicazione, riesce a essere ancora oggi attuale e incisivo nel discorso pubblico. In queste pagine Woolf non si limita a denunciare l\u2019esclusione delle donne dal mondo letterario e intellettuale, ma evidenzia come alcune autrici, Jane Austen su tutte, siano riuscite a combattere la visione patriarcale ed emergere con il proprio lavoro. Il 14 ottobre <strong>Bur \u2013<\/strong> <strong>Rizzoli<\/strong> porta in libreria una nuova edizione di questo classico, curata da <strong>Egle Costantino<\/strong> e con la prefazione di <strong>Ilaria Gaspari<\/strong> \u2013 proposta qui sopra.<\/p>\n<p><strong>L\u2019AUTRICE \u2013\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/autore\/ilaria-gaspari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Ilaria Gaspari<\/a><\/strong>, scrittrice, \u00e8 nata a Milano. Ha studiato filosofia alla Scuola Normale di Pisa e si \u00e8 addottorata con una tesi sulle passioni all\u2019universit\u00e0 Paris 1 Panth\u00e9on Sorbonne. Dal 2015\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/author\/ilaria-gaspari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-auth=\"NotApplicable\" data-safelink=\"true\" data-linkindex=\"0\"><b>collaboratrice di\u00a0<\/b><strong>ilLibraio.it<\/strong><\/a>, scrive per diverse testate e collabora con radio, tv e scuole di scrittura.<\/p>\n<p>Nel 2015 \u00e8 uscito il suo primo romanzo,\u00a0Etica dell\u2019acquario\u00a0(Voland). Ha poi pubblicato\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/ilaria-gaspari-ragioni-e-sentimenti-879438\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-auth=\"NotApplicable\" data-safelink=\"true\" data-linkindex=\"1\">Ragioni e sentimenti \u2013 L\u2019amore preso con filosofia<\/a>\u00a0<\/strong>(Sonzogno),\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/lezioni-felicita-ilaria-gaspari-1001134\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-auth=\"NotApplicable\" data-safelink=\"true\" data-linkindex=\"2\"><b>Lezioni di felicit\u00e0. Esercizi filosofici per il buon uso della vita<\/b><\/a>\u00a0(Einaudi) e, sempre con Einaudi,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/saggistica\/libro-ilaria-gaspari-emozioni-1401305\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-auth=\"NotApplicable\" data-safelink=\"true\" data-linkindex=\"3\"><strong>Vita segreta delle emozioni<\/strong><b>.<\/b><\/a>\u00a0Nel 2022 per Giulio Perrone editore \u00e8 uscito\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/berlino-ingeborg-bachmann-1420435\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-auth=\"NotApplicable\" data-safelink=\"true\" data-linkindex=\"4\"><strong>A Berlino \u2013 Con Ingeborg Bachmann nella citt\u00e0 divisa<\/strong><\/a>. Con Emons, (e con il sostegno dell\u2019Institut Fran\u00e7ais Italia), sempre nel 2022, ha curato e condotto il podcast<strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/emonsaudiolibri.it\/audioserie-e-podcast\/chez-proust\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer nofollow\" data-auth=\"NotApplicable\" data-safelink=\"true\" data-linkindex=\"5\">Chez Proust<\/a><\/strong>.\u00a0Per la collana digitale\u00a0Quanti\u00a0di Einaudi ha inoltre pubblicato il saggio breve\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/dautore\/botanica-della-bellezza-1428480\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>Cenerentole e sorellastre \u2013 Una botanica della bellezza<\/strong><\/a>.<\/p>\n<p>Guanda a marzo 2024 ha pubblicato il suo secondo romanzo,\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/libri\/ilaria-gaspari-la-reputazione-9788823533691\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>La reputazione<\/strong><\/a>, in cui la scrittrice affronta temi stringenti della nostra contemporaneit\u00e0. Da poco \u00e8 tornata in libreria con il racconto lungo\u00a0<a href=\"https:\/\/www.illibraio.it\/news\/narrativa\/lhotel-del-tempo-perso-non-rubare-ilaria-gaspari-1471258\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\"><strong>L\u2019hotel del tempo perso \u2013 Non rubare<\/strong><\/a>, un giallo a tinte filosofiche che omaggia Agatha Christie e le sue atmosfere, uscito in una nuova collana Rizzoli ispirata ai dieci comandamenti.<\/p>\n<p>\t\tScopri le nostre Newsletter<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Chiamatemi Mary Ma si \u00e8 mai visto un classico che inizia con un \u201cma\u201d? 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