{"id":161822,"date":"2025-10-13T03:40:09","date_gmt":"2025-10-13T03:40:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161822\/"},"modified":"2025-10-13T03:40:09","modified_gmt":"2025-10-13T03:40:09","slug":"contributo-fino-a-5-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/161822\/","title":{"rendered":"contributo fino a 5 miliardi"},"content":{"rendered":"<p>Cena a tema, men\u00f9 fisso. La Manovra si scrive &#8211; per ora a matita &#8211; a casa Meloni. Otto di sera, quartiere Eur, Roma. La premier apre le porte ai leader del centrodestra. Arrivano alla spicciolata. Matteo Salvini, Antonio Tajani, Maurizio Lupi. E poi chi ha in mano i cordoni della borsa: Giancarlo Giorgetti, seguito dal viceministro con delega al Fisco Maurizio Leo. Tutti accolti con un cordiale avviso ai naviganti: \u00abLe risorse non sono infinite, dobbiamo chiudere in fretta\u00bb.<\/p>\n<p>LA QUADRA  <\/p>\n<p>Tocca trovare una quadra politica prima che la finanziaria, insieme al Documento programmatico di bilancio, atterri domani in Cdm. Taglio dell\u2019Irpef, rottamazione delle cartelle esattoriali, assegno unico per le famiglie fino alla possibilit\u00e0 prima . E ancora: un contributo dalle banche, volontario sulla carta, nei fatti un po\u2019 meno, per dare ossigeno alla legge di bilancio. Vaste programme. Ammesso che si possa fare tutto. Ancora una volta, dopo il vertice di mercoled\u00ec scorso, i leader arrivano al tavolo imbracciando le bandierine di partito. Salvini ne agita due. La Lega vuole una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali &#8211; pardon, \u201cpace fiscale\u201d &#8211; e la vuole estesa il pi\u00f9 possibile. Ovvero, senza una \u201cfee\u201d da far pagare a chi decide di venire a patti col Fisco italiano. L\u2019ha proposta Fratelli d\u2019Italia: un acconto del 5 per cento da pagare subito per chi ha un debito con lo Stato. E sempre la premier e il partito di via della Scrofa, per non \u201csbracare\u201d sui conti, chiedono di restringere la platea dei beneficiari della rottamazione. Tenendo fuori, per esempio, i \u201crecidivi\u201d, chi ha aderito alle scorse tornate e poi non ha versato quanto dovuto. Prevale la linea prudente, targata Meloni. La rottamazione si far\u00e0 ma sar\u00e0 formato mini: servono paletti stringenti, altrimenti le coperture saltano. La stessa cautela \u00e8 imposta sulla battaglia leghista per le pensioni. Salvini ha studiato la proposta con il fedelissimo Claudio Durigon. L\u2019idea \u00e8 restringere il pi\u00f9 possibile l\u2019aumento dei requisiti per andare in pensione che scatter\u00e0 in automatico dal primo gennaio del 2027, tenendo fuori dallo scatto in avanti di tre mesi categorie come i lavoratori precoci o chi svolge lavori usuranti. Ma anche su questo arriva nei fatti una frenata dal tandem Giorgetti-Meloni. Tajani porta al tavolo la battaglia di Forza Italia per il taglio dell\u2019Irpef. Questione sensibile per la premier che sul sostegno al ceto medio vuole imperniare l\u2019agenda economica del governo in vista delle prossime politiche. Di nuovo, c\u2019\u00e8 il nodo coperture. Probabile che lo sgravio fiscale si fermi ai redditi fino a 50mila euro. Portarlo fino a 60mila, come chiedono gli azzurri, costa troppo: pi\u00f9 di due miliardi di euro extra. Prende forma insomma un\u2019altra Manovra prudente. Complice, come ha ricordato ieri Meloni ai suoi ospiti, il contesto in cui ci si muove. Da un lato la cautela obbligata dai vincoli europei, dall\u2019altro la zavorra dell\u2019aumento delle spese per la Difesa &#8211; richiesto da Trump e dalla Nato &#8211; che incombe sui conti pubblici. Una parte del colloquio a casa della premier \u00e8 dedicata al nodo forse pi\u00f9 intricato. La tassa sulle banche. O \u201ccontributo\u201d, a seconda delle prospettive. Leo arriva al vertice con una risma di fogli. Con Giorgetti si vagliano pi\u00f9 opzioni. Tajani alza il muro di Forza Italia: vietato aumentare le tasse alle banche. Che fare allora? Si andr\u00e0 verso una soluzione concordata, cos\u00ec ordina Meloni alla vigilia del nuovo confronto fra governo e Abi. Tra le ipotesi al vaglio in queste ore, riferiscono fonti qualificate al Messaggero, \u00e8 abbassare la tassa &#8211; oggi al 40% &#8211; che le banche devono pagare se vogliono distribuire agli azionisti le riserve accantonate dal 2023 in poi, quando il governo con la cosiddetta tassa sugli extraprofitti diede agli istituti di credito una doppia opzione: versate la tassa o accantonare le riserve, bloccandone la distribuzione. In altri termini, abbassando la tassa il governo punterebbe a invogliare le banche a distribuire le riserve sotto forma di dividenti e si garantirebbe un gettito extra. Ma restano tante incognite. Il contributo sarebbe, ancora una volta, volontario. E se nei giorni la speranza era di recuperare tre miliardi di euro, nella serata di ieri circolavano voci di un contributo vicino ai 5 miliardi per il settore.<\/p>\n<p>WELFARE  <\/p>\n<p>Capitolo famiglia. Cresce in queste ore il desiderio di potenziare gli interventi gi\u00e0 previsti. Il pacchetto, gi\u00e0 nelle prime stime del Mef, potrebbe sfiorare il miliardo, confermando e rafforzando misure esistenti come il congedo parentale, il bonus per le mamme o le detrazioni fiscali col quoziente familiare. Ma nelle ultime ore si profila un intervento pi\u00f9 ambizioso sull\u2019assegno unico, mentre si vuole far uscire dal calcolo dell\u2019Isee la prima casa.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Risparmio e investimenti, ogni venerd\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cena a tema, men\u00f9 fisso. 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