{"id":162042,"date":"2025-10-13T07:37:17","date_gmt":"2025-10-13T07:37:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162042\/"},"modified":"2025-10-13T07:37:17","modified_gmt":"2025-10-13T07:37:17","slug":"la-rivincita-di-simone-cantarini-linquieto-che-sfido-guido-reni-come-la-mostra-di-urbino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162042\/","title":{"rendered":"La rivincita di Simone Cantarini, l&#8217;inquieto che sfid\u00f2 Guido Reni. Com&#8217;\u00e8 la mostra di Urbino"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/178p_federico-giannini.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Federico Giannini<\/a><br \/>\n                     (Instagram: <a href=\"https:\/\/instagram.com\/federicogiannini1\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">@federicogiannini1<\/a>), scritto il 12\/10\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Recensioni mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/marche.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Marche<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/urbino.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Urbino<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-barocca.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">arte barocca<\/a> <\/p>\n<p>\n                La Galleria Nazionale delle Marche di Urbino, con la mostra \u201cSimone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\u201d restituisce al pittore marchigiano la sua autonomia e la sua grandezza. Non pi\u00f9 un allievo di Guido Reni, ma un maestro capace di fondere classicismo e naturalismo in una pittura lirica, colta e moderna. La recensione di Federico Giannini.            <\/p>\n<p>Sono passati settantacinque anni esatti da quando Francesco Arcangeli s\u2019augurava l\u2019arrivo d\u2019una \u201cbuona giornata\u201d anche per Simone Cantarini, \u201cun nome ignoto ai pi\u00f9, il nome d\u2019uno scolaro di breve vita del ben pi\u00f9 famoso Guido Reni\u201d. E riesce ancora difficile sostenere che il nome del Pesarese sia uscito dall\u2019anonimato per la pi\u00f9 parte del pubblico. Tuttavia \u00e8 certo che, da quel 1950, Cantarini ha avuto almeno un paio di buone giornate importanti: la prima nel 1997, quando Andrea Emiliani, alla testa d\u2019un folto gruppo di studiosi, organizz\u00f2 nel giro di pochi mesi un paio d\u2019importanti mostre (una a Pesaro, l\u2019altra a Bologna) e sanc\u00ec la definitiva riscoperta d\u2019un artista che non ha mai conosciuto misure di mezzo, n\u00e9 da vivo, n\u00e9 da morto. La seconda \u00e8 la mostra della Galleria Nazionale d\u2019Urbino, curata da Anna Maria Ambrosini Massari, Yuri Primarosa e Luigi Gallo, che si chiude quest\u2019oggi e che s\u2019\u00e8 posta l\u2019obiettivo dichiarato di proseguire quest\u2019operazione d\u2019allontanamento della figura di Simone Cantarini dalla luce riflessa di Guido Reni (del quale poi, peraltro, sarebbe divenuto rivale: era il 1637 quando Cantarini rifiut\u00f2 bruscamente una correzione su una sua pala, la Trasfigurazione oggi alla Pinacoteca Vaticana, da parte del maestro, che gli aveva pure procurato l\u2019incarico, e ne consegu\u00ec una violenta rottura), al fine di restituirgli tutta quell\u2019autonomia, tutta quella qualit\u00e0, tutta quell\u2019originalit\u00e0 che gli sono dovute, con la precisa idea, scrive Ambrosini Massari nel catalogo, di \u201cpresentare l\u2019artista [\u2026] nella sua ricchezza e variet\u00e0 di registri stilistici e di poetica, partecipe a pieno delle pi\u00f9 importanti occasioni di aggiornamento del suo tempo e che si confronta a vasto raggio con la cultura figurativa pi\u00f9 avanzata e su vasta scala, a stretto contatto con alcuni dei centri da cui irraggiavano le pi\u00f9 singolari novit\u00e0, come Bologna e Roma, e non solo\u201d.<\/p>\n<p>Lo scarso appeal di Simone Cantarini viene in parte anche dal laconico e ambiguo giudizio che Carlo Cesare Malvasia d\u00e0 della sua pittura nella Felsina pittrice: \u201cFu insomma il pi\u00f9 grazioso coloritore e il pi\u00f9 corretto disegnatore ch\u2019abbia avuto il nostro secolo e ch\u2019abbia imitato Guido, del quale forse fu pi\u00f9 amoroso e galante, se non cos\u00ec nobile e ben fondato\u201d. Vero che Malvasia, il quale pure aveva conosciuto Cantarini in vita (erano quasi coetanei e per qualche tempo furono in rapporti molto stretti), aveva cercato di non sbilanciarsi, di comporre un giudizio che con tutta probabilit\u00e0 doveva avvertire corretto, equilibrato, oggettivo. Ci\u00f2 nondimeno, aveva finito per appiccicare a Cantarini quell\u2019etichetta di semplice imitatore di Guido Reni che, per secoli, non sarebbe pi\u00f9 riuscito a scucirsi di dosso, pur seguitando a raccogliere una certa, cospicua considerazione specie da quella parte della critica che ha continuato a coltivare un sincero, appassionato apprezzamento nei suoi riguardi. Che per\u00f2 Cantarini, al di l\u00e0 delle sue doti di \u201cgrazioso coloritore\u201d e \u201ccorretto disegnatore\u201d, fosse qualcosa pi\u00f9 che un eccellente allievo di Guido lo aveva gi\u00e0 stabilito Francesco Arcangeli nel 1950, in un suo saggio pionieristico, non pi\u00f9 lungo di quattro pagine, in cui attribuiva al Pesarese un \u201cingegno da produrre una nuova bellezza \u2018simile\u2019, ma non pedissequa, a quella del Reni\u201d: un sentimento, avrebbe poi esplicitato Emiliani nel catalogo della mostra di Bologna, \u201cdi bellezza malinconica che non era mai entrato tra le mura d\u2019un\u2019accademia formale, d\u2019una poesia della retorica, qual era al contrario quella di Guido Reni\u201d. Una lettura non dissimile, del resto, da quella che Ambrosini Massari e Primarosa, avendo a mente le pitture sacre di Simone Cantarini, hanno fornito ai visitatori della mostra urbinate, parlando d\u2019una pittura \u201celegiaca\u201d <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/opere-e-artisti\/l-elegia-sacra-di-simone-cantarini\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">di cui s\u2019\u00e8 ampiamente detto su queste pagine<\/a>, una pittura di sguardi e silenzi, una pittura che trasfigura il sacro in poesia dell\u2019anima lontana dall\u2019enfasi monumentale di tanta pittura secentesca. Cantarini \u00e8 per\u00f2 un pittore di contraddizioni, capace d\u2019una pittura intrisa di bellezza classica, una bellezza che ad Arcangeli ricordava la Grecia antica, capace d\u2019una pittura che aveva confidenza con l\u2019idea di Raffaello e con la grazia di Federico Barocci ed era al contempo sensibile al naturalismo che, sulla scorta della rivoluzione caravaggesca, s\u2019era diffuso nella sua terra natale, nelle Marche di Giovan Francesco Guerrieri, nelle Marche attraversate da Orazio Gentileschi, e capace financo d\u2019intuizioni fulminanti e improvvise che gli derivano dal contatto con le opere d\u2019un Carlo Bononi o d\u2019un Guido Cagnacci, per nominare un paio d\u2019artisti che certo non si possono dire punti di riferimento di Cantarini, ma che un\u2019eco stentorea hanno lasciato in certi fulgidi episod\u00ee della sua produzione.<\/p>\n<p>Merito principale della mostra di Urbino, senza tener conto degl\u2019inediti e degli aggiornamenti, \u00e8 dunque quello d\u2019aver presentato in tutte le sue forme l\u2019estro radicale, cosciente, attento, visionario, elegiaco d\u2019un pittore versatile che, certo, non avr\u00e0 ancora raggiunto (e probabilmente non raggiunger\u00e0 mai) la fama d\u2019un Guido Reni, men che meno quella d\u2019un Caravaggio, ma che trova buona parte della sua grandezza in questa sua \u2018pittura di confine\u2019, la potremmo dire, originale bench\u00e9 non rivoluzionaria e per\u00f2 praticata con qualit\u00e0 eccelsa, in questa sua poetica, scriveva Emiliani, \u201csospesa sul discrimine tra antico e attuale, nel tramando artistico e di storia cui questa provincia italiana ancora si alimenta, e l\u2019affiorare delle novit\u00e0 che frequenti, suggestive, si legano ad apparizioni colme della seduzione dell\u2019attualit\u00e0\u201d. C\u2019\u00e8 poi da domandarsi se davvero i destini di Simone Cantarini debbano ancor essere considerati indissolubilmente legati a quelli d\u2019una provincia pur vitale e colorita come la intendeva Emiliani, e in particolare a quella terra di confine dove pure, al tempo del Pesarese, si misuravano le istanze che percorrevano il piano romagnolo partendo dalla Bologna dei Carracci e quelle che invece scendevano dai colli marchigiani: la mostra di Urbino d\u00e0 semmai conto dell\u2019apertura, dell\u2019ampiezza d\u2019orizzonti d\u2019un artista che aveva saputo modellare il suo linguaggio giovandosi di quel che aveva visto a Roma, a Venezia, a Bologna. L\u2019esito non far\u00e0 di Cantarini un pittore cosmopolita: la sua produzione \u00e8 del resto circoscritta a un ambito limitato e a una zona periferica (per\u00f2, fosse stato romano, fiorentino o anche bolognese, per quanto Malvasia avesse cercato di considerarlo un pittore felsineo e non un oriundo, oppure se Urbino non fosse diventata periferia nel volgere di pochissimo tempo, quando Simone non aveva ancora vent\u2019anni, forse oggi avremmo scritto un\u2019altra storia: si pensi alla considerazione di cui oggi gode Federico Barocci). Ma di sicuro le immagini che ci ha lasciato son sufficienti ad allontanare il rischio che possa esser considerato artista provinciale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-1.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-2.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-3.jpg\" width=\"750\" height=\"620\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-4.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-5.jpg\" width=\"750\" height=\"750\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-6.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-7.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-8.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" title=\"Allestimenti della mostra Simone Cantarini. Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/allestimenti-mostra-simone-cantarini-9.jpg\" width=\"750\" height=\"500\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Simone Cantarini (1612-1648). Un giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma&#13;<\/p>\n<p>La mostra di Urbino procede per temi anzich\u00e9 seguendo la vita di Simone Cantarini, come aveva fatto la mostra di Bologna del 1997 che a oggi rimane ancora la pi\u00f9 grande rassegna monografica su di lui, stante anche il fatto che in quell\u2019occasione era stato esposto al pubblico un nutrito corpus di disegni (Cantarini \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi disegnatori del Seicento), che Ambrosini Massari e Primarosa hanno deliberatamente escluso dalla rassegna della Galleria Nazionale delle Marche per concentrarsi unicamente sulla pittura (chi abbia voluto per\u00f2 conoscere il Cantarini \u2018grafico\u2019 ha potuto vedere una selezione di acqueforti al secondo piano di Palazzo Ducale, dove sono rimasti alcuni dei suoi grandi dipinti che fanno parte della collezione permanente). Una scelta, quella della costruzione dell\u2019itinerario espositivo per nuclei tematici, che s\u2019insinua nel solco d\u2019una pratica piuttosto diffusa (purtroppo, ad avviso di chi scrive), e che certo ha i suoi svantaggi e i suoi limiti, primo su tutti quello di non rendere agevolmente comprensibile nei suoi sviluppi (specie a chi non conosce nei dettagli la pittura del Pesarese) il cammino d\u2019un artista che non ha avuto un percorso lineare e che non \u00e8 certo dei pi\u00f9 semplici, dei pi\u00f9 potabili. Il rischio, per esempio, \u00e8 che un visitatore distratto non s\u2019accorga di quanto fosse precoce il genio di Simone Cantarini, dacch\u00e9 la sua sorprendente Adorazione dei Magi oggi alla Quadreria di Palazzo Magnani a Bologna \u00e8 opera che realizz\u00f2 quando aveva grosso modo sedici, diciassette anni, ed \u00e8 esposta, in quella che \u00e8 forse la sezione pi\u00f9 entusiasmante della rassegna, in mezzo a cose dipinte anche molto tempo dopo: varr\u00e0 la pena rammentare che fino a poco tempo fa l\u2019Adorazione era addirittura considerata opera dell\u2019ultimissima fase della sua attivit\u00e0 (cos\u00ec la riteneva Emiliani: un prodotto del Cantarini pi\u00f9 che trentenne), ma alcuni documenti scoperti di recente hanno consentito di fissare la sua datazione alle prime fasi della sua carriera. Dall\u2019altra parte, l\u2019itinerario per temi \u00e8 utile da un lato a dimostrare quanto Simone Cantarini fosse in grado d\u2019offrire alla sua clientela inattese variazioni sugli stessi soggetti anche nel giro di pochissimo tempo, e quanto la sua pittura fosse intelligentemente permeabile a tutto ci\u00f2 che le girava attorno.<\/p>\n<p>E che Simone Cantarini fosse in grado d\u2019assorbire di tutto \u00e8 un\u2019evidenza che risulta fin dalle opere esposte nella prima sezione, centrata sulla ritrattistica, ovvero il genere in cui il Pesarese si form\u00f2, guardando alle penetranti indagini di Claudio Ridolfi che fu tra i suoi primi maestri, com\u2019\u00e8 attestato dal Ritratto del cardinale Antonio Barberini iunior di Palazzo Barberini, eseguito quando l\u2019artista aveva diciott\u2019anni e che a Urbino \u00e8 esposto per la prima volta accanto ad altri due ritratti del Barberini, entrambi attribuiti a Cantarini da Ambrosini Massari, Una consuetudine col soggetto che poi Cantarini avrebbe approfondito in pi\u00f9 occasioni, anche pi\u00f9 avanti nel corso della sua carriera: basti ammirare la delicata Allegoria della pittura dove s\u2019avverte qualche reminiscenza di Bononi, e soprattutto l\u2019intenso Ritratto di Eleonora Albani Tommasi (che proprio quest\u2019anno \u00e8 stato concesso alla Galleria Nazionale delle Marche in comodato da Intesa Sanpaolo), difficile da spiegare senza presumere una certa frequentazione della pittura romana di primo Seicento, probabilmente approfondita di persona con un viaggio nell\u2019Urbe Eterna.<\/p>\n<p>La sezione sulle \u201celegie sacre\u201d giunge a dimostrare (con uno scenografico rivolgimento sottolineato pure dagli allestimenti, che lasciano la penombra della prima sala e portano il pubblico verso un corridoio pi\u00f9 illuminato) che Simone Cantarini era in grado di guardare anche alle pi\u00f9 dolci atmosfere d\u2019un Federico Barocci se non d\u2019un Raffaello (si vedano l\u2019inedita Sacra Famiglia o la Madonna col Bambino della Collezione Caprotti per avere un formidabile sunto del Cantarini pi\u00f9 intimo): \u00e8 in questa seconda sala che si d\u00e0 conto della versatilit\u00e0 di Simone Cantarini, della sua capacit\u00e0 di fondere in una sintesi tutta personale e senza pari \u201cla voce pi\u00f9 aulica di Guido Reni con quella pi\u00f9 terrena del naturalismo post-caravaggesco\u201d, scrive Ambrosini Massari, e non senza farsi talvolta trascinare dall\u2019entusiasmo momentaneo per i raggiungimenti d\u2019un qualche collega, come si nota guardando il San Giacomo in gloria in cui sono evidenti, per chi conosce la pittura del Seicento, i richiami a Guido Cagnacci, segnatamente alla sua Maddalena portata in cielo che oggi s\u2019ammira nelle due versioni di Palazzo Pitti e di Monaco di Baviera. Quella sintesi di cui s\u2019\u00e8 detto \u00e8 invece da apprezzare, per esempio, in un dipinto come la Madonna col Bambino in gloria e i santi Barbara e Terenzio, che Simone dipinse diciottenne per la chiesa di San Cassiano a Pesaro e nella quale s\u2019\u00e8 voluto persino vedere un autoritratto dell\u2019artista (sulla base del riscontro con l\u2019Autoritratto ch\u2019\u00e8 esposto nella prima sala), che avrebbe dato il suo volto al patrono della sua citt\u00e0 natale: \u00e8 opera in cui, scriveva Ambrosini Massari nel catalogo della mostra del 1997, \u201cil linguaggio difficile del classicismo bolognese \u00e8 [\u2026] filtrato da stimoli diversi, anche di provenienza emiliana, ma naturalista: Guerrieri da un lato, Annibale Carracci e Ludovico [\u2026] e Carlo Bononi\u201d. Frutto di varie contaminazioni \u00e8 anche la Immacolata Concezione coi santi Giovanni evangelista, Nicola da Tolentino ed Eufemia, che guarda alla Lombardia di Savoldo, alle atmosfere della pittura veneta, alle Marche del solito Guerrieri e financo, secondo alcuni, alle stravaganze di Lorenzo Lotto. E tutto senza mai rischiare il pastiche, perch\u00e9 le infinite modulazioni di Cantarini intervengono su di una partitura solida, formatasi nelle Marche ma germogliata e messa definitivamente a punto nella Bologna dei Carracci e di Guido Reni, e il risultato \u00e8 una sintesi personale, che conosce certo alti e bassi, ma ch\u2019\u00e8 riconoscibile per via di quella sua finezza esecutiva, di quell\u2019intensit\u00e0 espressiva, di quella tensione che s\u2019avverte dietro ogni sua figura, dietro ogni passaggio dalla luce all\u2019ombra, quasi come se qualcosa stesse per arrivare a sconquassare una quiete gravida d\u2019irrequietezza, che si regge su di un equilibrio precario.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (1631 circa; olio su carta incollata su tela, 48 \u00d7 36 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, inv. 4685)\" title=\"Simone Cantarini, Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (1631 circa; olio su carta incollata su tela, 48 \u00d7 36 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, inv. 4685)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-ritratto-antonio-barberini-corsini.jpg\" width=\"750\" height=\"1004\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (1631 circa; olio su carta incollata su tela, 48 \u00d7 36 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini, inv. 4685)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (1631 circa; olio su tela, 80 \u00d7 64 cm; Roma, collezione privata)\" title=\"Simone Cantarini, Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (1631 circa; olio su tela, 80 \u00d7 64 cm; Roma, collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-ritratto-antonio-barberini-coll-priv.jpg\" width=\"750\" height=\"969\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (1631 circa; olio su tela, 80 \u00d7 64 cm; Roma, collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini (attr.), Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (ante 1636; olio su tela, 59 \u00d7 47 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, inv. 317)\" title=\"Simone Cantarini (attr.), Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (ante 1636; olio su tela, 59 \u00d7 47 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, inv. 317)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-attr-ritratto-antonio-barberini.jpg\" width=\"750\" height=\"1024\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini (attr.), Ritratto del cardinale Antonio Barberini junior (ante 1636; olio su tela, 59 \u00d7 47 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, inv. 317)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Autoritratto (1634-1635; olio su tela, 92 x 79 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini - Galleria Corsini)\" title=\"Simone Cantarini, Autoritratto (1634-1635; olio su tela, 92 x 79 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini - Galleria Corsini)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-autoritratto.jpg\" width=\"750\" height=\"877\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Autoritratto (1634-1635; olio su tela, 92 x 79 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Palazzo Barberini &#8211; Galleria Corsini)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Allegoria della pittura (1633-1635 circa; olio su tela, 78 \u00d7 52 cm; Citt\u00e0 di San Marino, Museo di Stato)\" title=\"Simone Cantarini, Allegoria della pittura (1633-1635 circa; olio su tela, 78 \u00d7 52 cm; Citt\u00e0 di San Marino, Museo di Stato)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-allegoria-della-pittura.jpg\" width=\"750\" height=\"891\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Allegoria della pittura (1633-1635 circa; olio su tela, 78 \u00d7 52 cm; Citt\u00e0 di San Marino, Museo di Stato)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Ritratto di Eleonora Albani Tommasi (1635-1638 circa; olio su tela, 105 \u00d7 89 cm; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, in comodato dalla Collezione Banca Intesa Sanpaolo, inv. 13710)\" title=\"Simone Cantarini, Ritratto di Eleonora Albani Tommasi (1635-1638 circa; olio su tela, 105 \u00d7 89 cm; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, in comodato dalla Collezione Banca Intesa Sanpaolo, inv. 13710)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-ritratto-di-eleonora-albani-tommasi.jpg\" width=\"750\" height=\"900\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Ritratto di Eleonora Albani Tommasi (1635-1638 circa; olio su tela, 105 \u00d7 89 cm; Urbino, Galleria Nazionale delle Marche, in comodato dalla Collezione Banca Intesa Sanpaolo, inv. 13710)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 93,5 \u00d7 75 cm; Collezione privata)\" title=\"Simone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 93,5 \u00d7 75 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-sacra-famiglia-collezione-privata.jpg\" width=\"750\" height=\"915\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 93,5 \u00d7 75 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Madonna della rosa (1642; olio su tela, 127,8 \u00d7 96,3 cm; Milano, Collezione Tommaso Caprotti)\" title=\"Simone Cantarini, Madonna della rosa (1642; olio su tela, 127,8 \u00d7 96,3 cm; Milano, Collezione Tommaso Caprotti)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-madonna-della-rosa.jpg\" width=\"750\" height=\"1005\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Madonna della rosa (1642; olio su tela, 127,8 \u00d7 96,3 cm; Milano, Collezione Tommaso Caprotti)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Adorazione dei Magi (1628-1630 circa; olio su tela, 208,5 \u00d7 154,5 cm; Bologna, UniCredit Art Collection, Quadreria di Palazzo Magnani)\" title=\"Simone Cantarini, Adorazione dei Magi (1628-1630 circa; olio su tela, 208,5 \u00d7 154,5 cm; Bologna, UniCredit Art Collection, Quadreria di Palazzo Magnani)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-adorazione-dei-magi.jpg\" width=\"750\" height=\"943\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Adorazione dei Magi (1628-1630 circa; olio su tela, 208,5 \u00d7 154,5 cm; Bologna, UniCredit Art Collection, Quadreria di Palazzo Magnani)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, San Giacomo in gloria (1642-1644 circa; olio su tela, 215 \u00d7 144 cm; Rimini, Museo della Citt\u00e0 \u201cLuigi Tonini\u201d, inv. 102 PQ)\" title=\"Simone Cantarini, San Giacomo in gloria (1642-1644 circa; olio su tela, 215 \u00d7 144 cm; Rimini, Museo della Citt\u00e0 \u201cLuigi Tonini\u201d, inv. 102 PQ)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-san-giacomo-in-gloria.jpg\" width=\"750\" height=\"1186\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, San Giacomo in gloria (1642-1644 circa; olio su tela, 215 \u00d7 144 cm; Rimini, Museo della Citt\u00e0 \u201cLuigi Tonini\u201d, inv. 102 PQ)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Madonna con Bambino e i santi Barbara e Terenzio (1630 circa; olio su tela; Milano, Pinacoteca di Brera)\" title=\"Simone Cantarini, Madonna con Bambino e i santi Barbara e Terenzio (1630 circa; olio su tela; Milano, Pinacoteca di Brera)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-madonna-bambino-santi-barbara-terenzio.jpg\" width=\"750\" height=\"1140\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Madonna con Bambino e i santi Barbara e Terenzio (1630 circa; olio su tela; Milano, Pinacoteca di Brera)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Immacolata Concezione coi santi Giovanni evangelista, Nicola da Tolentino ed Eufemia (1632-1635 circa; olio su tela, 244 \u00d7 140 cm; Bologna, Pinacoteca Nazionale, inv. 435)\" title=\"Simone Cantarini, Immacolata Concezione coi santi Giovanni evangelista, Nicola da Tolentino ed Eufemia (1632-1635 circa; olio su tela, 244 \u00d7 140 cm; Bologna, Pinacoteca Nazionale, inv. 435)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-immacolata-concezione-santi.jpg\" width=\"750\" height=\"1194\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Immacolata Concezione coi santi Giovanni evangelista, Nicola da Tolentino ed Eufemia (1632-1635 circa; olio su tela, 244 \u00d7 140 cm; Bologna, Pinacoteca Nazionale, inv. 435)&#13;<\/p>\n<p>Se la sala che raduna tutti i ritratti di santi offre una panoramica del Cantarini pi\u00f9 verista, pi\u00f9 vicino alla pittura caravaggesca, talora filtrata da Guerrieri (cos\u00ec sembra guardando il Rinnegamento di san Pietro), talaltra invece mitigata dall\u2019idealismo reniano (come \u00e8 nel San Girolamo della Fondazione Bemberg di Tolosa), ma mai del tutto aderente ai modi del Merisi (per dimostrarlo interviene un San Girolamo di Bartolomeo Manfredi ch\u2019\u00e8 invece tutto intriso della pittura di Caravaggio), il capitolo seguente offre al pubblico un affondo sul processo creativo dell\u2019artista, e in particolare sul suo uso di dipingere, di uno stesso lavoro, \u201cda un lato versioni perfettamente finite, chiare e luminose, dall\u2019altro prove pi\u00f9 introspettive e apparentemente incompiute, spesso condotte con toni bruni e terrosi\u201d (cos\u00ec Yuri Primarosa). In mostra, tre coppie di dipinti son state appaiate per comporre curiosi dittici che dimostrano questo singolare modo d\u2019operare: il raffronto tra le due versioni del San Girolamo in lettura nel deserto, in particolare, palesa forse pi\u00f9 d\u2019ogni altro, da un lato, lo sperimentalismo d\u2019un pittore ch\u2019era sempre alla costante ricerca di novit\u00e0, e dall\u2019altro anche l\u2019inquietudine d\u2019un artista dalla sensibilit\u00e0 che oggi, ai nostri occhi, appare di strabiliante modernit\u00e0, una modernit\u00e0 che vive e pulsa specialmente nella versione pi\u00f9 terrosa, con quelle pennellate corsive, col paesaggio che pare lasciato allo stato di abbozzo, con l\u2019insieme che trasmette quasi un senso di non finito.<\/p>\n<p>Variazioni sull\u2019alternanza tra classicismo e naturalismo animano ancora la penultima sala della rassegna, dove spicca, sempre sul tema dei \u201cdittici\u201d, l\u2019accostamento tra la levigatissima Sacra Famiglia della Galleria Colonna e quella invece pi\u00f9 ruvida della Galleria Corsini, e dov\u2019\u00e8 proposto anche un dialogo con Valentin de Boulogne nel confronto tra i due San Giovanni Battista: un inedito quello di Cantarini, di cui si conoscevano sinora le derivazioni (merito dunque a Primarosa per averne rinvenuto il prototipo). Il finale \u00e8 invece riservato alle produzioni a tema mitologico e profano: di particolare interesse, in quest\u2019ultima sezione, oltre all\u2019incompiuto Filosofo col compasso di recente attribuzione (\u00e8 comparso in asta solo nove anni fa, con generica assegnazione ad artista del XVII secolo), la presenza dell\u2019Ercole e Iole, capolavoro \u201critrovato\u201d, per adoperare lo stesso aggettivo dei curatori, che viene esposto per la prima volta al pubblico. \u201cRitrovato\u201d perch\u00e9 si tratta, probabilmente, d\u2019un dipinto citato e celebrato da Carlo Cesare Malvasia come opera addirittura in grado di superare Guido Reni e persino Raffaello, \u201ctanto giusta, graziosa, che non si pu\u00f2 guardare senza pericolo di commozione\u201d, opera che \u201cva lodata assai\u201d. \u00c8, effettivamente, uno dei prodotti pi\u00f9 squisiti dell\u2019ultima parte della carriera di Simone Cantarini, una delle sue pi\u00f9 sottili, delicate interpretazioni dell\u2019idealismo reniano, oltre che uno dei vertici e delle maggiori novit\u00e0 della mostra di Urbino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Rinnegamento di san Pietro (1635-1640; olio su tela, 101 \u00d7 80 cm; Pesaro, collezione privata)\" title=\"Simone Cantarini, Rinnegamento di san Pietro (1635-1640; olio su tela, 101 \u00d7 80 cm; Pesaro, collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-rinnegamento-di-san-pietro.jpg\" width=\"750\" height=\"917\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Rinnegamento di san Pietro (1635-1640; olio su tela, 101 \u00d7 80 cm; Pesaro, collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, San Girolamo in meditazione (1638-1642 circa; olio su tela, 100 \u00d7 94 cm; Tolosa, Fondation Bemberg, inv. 1186)\" title=\"Simone Cantarini, San Girolamo in meditazione (1638-1642 circa; olio su tela, 100 \u00d7 94 cm; Tolosa, Fondation Bemberg, inv. 1186)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-san-girolamo-in-meditazione.jpg\" width=\"750\" height=\"798\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, San Girolamo in meditazione (1638-1642 circa; olio su tela, 100 \u00d7 94 cm; Tolosa, Fondation Bemberg, inv. 1186)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, San Girolamo in lettura nel deserto (1635-1640 circa; olio su tela, 71 \u00d7 58 cm; Modena, collezione Paride e M. Luisa Gasparini)\" title=\"Simone Cantarini, San Girolamo in lettura nel deserto (1635-1640 circa; olio su tela, 71 \u00d7 58 cm; Modena, collezione Paride e M. Luisa Gasparini)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-san-girolamo-in-lettura-nel-deserto-1.jpg\" width=\"750\" height=\"948\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, San Girolamo in lettura nel deserto (1635-1640 circa; olio su tela, 71 \u00d7 58 cm; Modena, collezione Paride e M. Luisa Gasparini)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, San Girolamo in lettura nel deserto (1635-1640; olio su tela, 85 \u00d7 60 cm; Pesaro, collezione privata)\" title=\"Simone Cantarini, San Girolamo in lettura nel deserto (1635-1640; olio su tela, 85 \u00d7 60 cm; Pesaro, collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-san-girolamo-in-lettura-nel-deserto-2.jpg\" width=\"750\" height=\"875\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, San Girolamo in lettura nel deserto (1635-1640; olio su tela, 85 \u00d7 60 cm; Pesaro, collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 65 \u00d7 53 cm; Roma, Galleria Colonna, inv. 46)\" title=\"Simone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 65 \u00d7 53 cm; Roma, Galleria Colonna, inv. 46)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-sacra-famiglia-colonna.jpg\" width=\"750\" height=\"874\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 65 \u00d7 53 cm; Roma, Galleria Colonna, inv. 46)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 51 \u00d7 60 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, inv. 520)\" title=\"Simone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 51 \u00d7 60 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, inv. 520)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-sacra-famiglia-barberini.jpg\" width=\"750\" height=\"911\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Sacra Famiglia (1640-1642 circa; olio su tela, 51 \u00d7 60 cm; Roma, Gallerie Nazionali di Arte Antica, Galleria Corsini, inv. 520)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, San Giovanni Battista nel deserto (1637-1640 circa; olio su tela, 220 \u00d7 135 cm; Collezione privata)\" title=\"Simone Cantarini, San Giovanni Battista nel deserto (1637-1640 circa; olio su tela, 220 \u00d7 135 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-san-giovanni-battista-nel-deserto.jpg\" width=\"750\" height=\"1167\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, San Giovanni Battista nel deserto (1637-1640 circa; olio su tela, 220 \u00d7 135 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Filosofo con compasso (Euclide?) (1645-1648 circa; olio su tela, 104 \u00d7 86,3 cm; Minerbio, Castello di San Martino in Soverzano, Collezione Michelangelo Poletti)\" title=\"Simone Cantarini, Filosofo con compasso (Euclide?) (1645-1648 circa; olio su tela, 104 \u00d7 86,3 cm; Minerbio, Castello di San Martino in Soverzano, Collezione Michelangelo Poletti)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-filosofo.jpg\" width=\"750\" height=\"906\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Filosofo con compasso (Euclide?) (1645-1648 circa; olio su tela, 104 \u00d7 86,3 cm; Minerbio, Castello di San Martino in Soverzano, Collezione Michelangelo Poletti)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Simone Cantarini, Ercole e Iole (1642-1646; olio su tela, 182 \u00d7 120 cm; Collezione privata)\" title=\"Simone Cantarini, Ercole e Iole (1642-1646; olio su tela, 182 \u00d7 120 cm; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/simone-cantarini-ercole-e-iole.jpg\" width=\"750\" height=\"1146\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nSimone Cantarini, Ercole e Iole (1642-1646; olio su tela, 182 \u00d7 120 cm; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p>Sar\u00e0 opportuno evidenziare che una delle chiavi per capire questa mostra \u00e8 offerta dal suo sottotitolo: \u201cUn giovane maestro tra Pesaro, Bologna e Roma\u201d. Una specificazione di rara finezza, completezza e intelligenza, dacch\u00e9 include tutta la novit\u00e0 dello sguardo che questa mostra, pur con un percorso non dei pi\u00f9 immediati, ha rivolto a Simone Cantarini. \u201cGiovane\u201d, perch\u00e9 il tema della sua precocit\u00e0 \u00e8 ineludibile. \u201cMaestro\u201d, perch\u00e9 si smetta di considerarlo un semplice prodotto della bottega reniana e si cominci a riconoscere la sua statura, ch\u2019\u00e8 pi\u00f9 propriamente quella di maestro autonomo, di artista indipendente, di pittore che ha lasciato sulla pittura del suo tempo un\u2019eco certo territorialmente limitata, ma comunque presente, dagli allievi diretti come Lorenzo Pasinelli e Flaminio Torri fino ad arrivare ad affascinare, a distanza di decenn\u00ee, persino un Donato Creti e un Giuseppe Maria Crespi, ovvero i due astri della pittura bolognese d\u2019inizio Settecento. \u201cPesaro, Bologna e Roma\u201d, infine, sono qualcosa pi\u00f9 che mere coordinate geografiche, qualcosa pi\u00f9 che le tappe del breve cammino di Simone Cantarini: sono la prova dell\u2019ampiezza delle sue vedute, sono i punti cardinali che consentono di sottrarlo alla dimensione d\u2019artista di provincia.<\/p>\n<p>Forse per\u00f2 la grandezza di Simone Cantarini \u00e8 da cogliere anche altrove. In quegli abbozzi che prefigurano uno sguardo che travalica la sua epoca, in quei doppi dai toni dimessi e terragni, in quella frenesia inquieta che caratterizza tutta la sua attivit\u00e0, in quella sua continua, perenne insoddisfazione. La mostra di Urbino ha avuto il merito di non essersi concessa troppo ai biografismi e di non aver ceduto a romanticismi, ma \u00e8 inevitabile pensare all\u2019Autoritratto del Pesarese come a una sorta d\u2019epitome della sua grandezza. Simone Cantarini sembra essere tutto l\u00ec, in quel dipinto non finito in cui si raffigura con gli occhi infossati che trasmettono tutta quella sicurezza che lo avrebbe portato anche agli eccessi, con quelle strisciate di pennello che definiscono in maniera sommaria le maniche del giuppone da cui escono due polsini di lino candido a guidare lo sguardo verso le mani sottili, affusolate e inanellate che stringono non il pennello e la tavolozza, come le convenzioni volevano, ma la matita e il taccuino, simbolo di creativit\u00e0, d\u2019indagine, di ricerca. Segno che non voleva essere riconosciuto sulla base d\u2019una tradizione, ma rivendicava, e pure con orgoglio, quella libert\u00e0 ch\u2019\u00e8 propria dei grandi artisti. C\u2019\u00e8 forse allora una speranza che un domani la fama di Simone Cantarini possa eguagliare quella di Guido Reni e di altri artisti noti non soltanto alle cerchie degli specialisti: ma questa fiammella dovr\u00e0 passare necessariamente per il riconoscimento di questa sua libert\u00e0, di questa sua sensibilit\u00e0 che ci appare oggi cos\u00ec moderna.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n<p>                        <img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/federico-giannini.jpg\" title=\"Federico Giannini\" alt=\"Federico Giannini\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Federico Giannini<\/strong><\/p>\n<p>Nato a Massa nel 1986, si \u00e8 laureato nel 2010 in Informatica Umanistica all\u2019Universit\u00e0 di Pisa. Nel 2009 ha iniziato a lavorare nel settore della comunicazione su web, con particolare riferimento alla comunicazione per i beni culturali. Nel 2017 ha fondato con Ilaria Baratta la rivista Finestre sull\u2019Arte. Dalla fondazione \u00e8 direttore responsabile della rivista. Collabora e ha collaborato con diverse riviste, tra cui Art e Dossier e Left, e per la televisione \u00e8 stato autore del documentario Le mani dell\u2019arte (Rai 5) ed \u00e8 stato tra i presentatori del programma Dorian \u2013 L\u2019arte non invecchia (Rai 5). Al suo attivo anche docenze in materia di giornalismo culturale (presso Universit\u00e0 di Genova e Ordine dei Giornalisti), inoltre partecipa regolarmente come relatore e moderatore su temi di arte e cultura a numerosi convegni (tra gli altri: Lu.Bec. Lucca Beni Culturali, Ro.Me Exhibition, Con-Vivere Festival, TTG Travel Experience).<\/p>\n<p>    <script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Federico Giannini (Instagram: @federicogiannini1), scritto il 12\/10\/2025 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Arte antica &#8211; Marche &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":162043,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,60157,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,2993,6052,11000],"class_list":{"0":"post-162042","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-antica","10":"tag-arte-barocca","11":"tag-arte-e-design","12":"tag-arteedesign","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-design","16":"tag-entertainment","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-marche","22":"tag-seicento","23":"tag-urbino"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162042","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162042"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162042\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/162043"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162042"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162042"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162042"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}