{"id":162429,"date":"2025-10-13T12:07:12","date_gmt":"2025-10-13T12:07:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162429\/"},"modified":"2025-10-13T12:07:12","modified_gmt":"2025-10-13T12:07:12","slug":"moderna-ed-eterna-la-redenzione-della-pittura-italiana-nel-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162429\/","title":{"rendered":"Moderna ed eterna. La redenzione della pittura italiana nel nostro tempo"},"content":{"rendered":"<p>da Parma<\/p>\n<p>Le inaugurazioni delle mostre d&#8217;arte, soprattutto se a carattere istituzionale, possono risultare sfinenti. Troppi discorsi, troppo pubblico, troppa distrazione, poco interesse intorno alle opere. La mondanit\u00e0 sfavorisce la concentrazione. Non per niente infatti la vita vera e propria di un&#8217;esposizione inizia il giorno dopo. A quel punto ci vanno le persone veramente interessate, quelle che vogliono ammirare i quadri, non i d\u00e9collet\u00e9.<\/p>\n<p>Volendo essere presente all&#8217;anteprima di Bella figura &#8211; Pittura italiana d&#8217;oggi a cura di Camillo Langone, a Parma, complesso monumentale della Pilotta, aperta al pubblico dal 10 ottobre al 30 novembre, avevo messo in conto la presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, con tutto il contorno di guardaspalle, accompagnatori, sindaco, uno o pi\u00f9 assessori, alti graduati dell&#8217;arma dei carabinieri e della finanza, sorveglianti, poliziotti in borghese, demi monde della provincia, vescovi, funzionari, segretari, mogli, amanti, imprenditori, fotografi, giornalisti, presenzialisti assortiti avidi d&#8217;inquadrature.<\/p>\n<p>Ma una volta smaltiti i discorsi di rito, \u00e8 bastato aspettare che gli istinti si agglutinassero intorno alla persona del ministro e, subito dopo, intorno alla tavola di un buffet particolarmente ricco di prodotti locali, dalla spalla cotta allo gnocco fritto, dal culatello al parmigiano.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 arte per quanto sublime che possa competere con il richiamo del ventre. Deve essere una reazione atavica: dove c&#8217;\u00e8 un centro di potere o una fonte di nutrimento per il corpo, l\u00e0 si concentra l&#8217;energia collettiva. Quale occasione migliore quindi per approfittare in senso opposto dei flussi e godersi in quasi totale solitudine la sfilata dei dipinti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una mostra di pittura figurativa. Celebra l&#8217;immagine della figura umana. Contiene 44 opere quasi tutte di grandi dimensioni di 18 artisti italiani viventi. &#8220;Non intende rappresentare e non rappresenta la totalit\u00e0 dell&#8217;arte italiana vivente. Non ne \u00e8 un campione. \u00c8 pittura figurativa che celebra la figura umana. Ma se deve rifarsi a dei modelli, questi sono Raffaello e Parmigianino, non Francis Bacon&#8221;, sottolinea Langone. I suoi criteri estetici sono chiari, sono quelli che illustra da anni nel suo lavoro di ricerca in giro per l&#8217;Italia per il progetto Eccellenti Pittori. Le grandi tele di Giovanni Gasparro ne sono un esempio. Il ritratto di Adele Barbetta, o la rappresentazione spettacolare e drammatica di San Michele Arcangelo non solo non deformano i corpi, ma ne celebrano la trionfante plasticit\u00e0. La Sacra famiglia di Rocco Normanno \u00e8 un paradigma di proporzioni armoniche.<\/p>\n<p>Le enormi composizioni (2 metri per 2) di Omar Galliani, matita su tavola, Nel sonno I, Nel sonno II e Nel sonno III sono apoteosi di bellezza femminile abbandonata all&#8217;eternit\u00e0 del cosmo. La mostra \u00e8 articolata in due grandi sezioni: il Moderno e l&#8217;Eterno. Una si propone di rendere la testimonianza dell&#8217;oggi a favore dei posteri; la seconda \u00e8 il dominio dell&#8217;atemporalit\u00e0, del classicismo, non sfida il tempo ma accoglie l&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Due sezioni speciali sono dedicate rispettivamente al ritratto e all&#8217;arte sacra. Ritratto di Dulcinea del parmigiano Enrico Robusti assolve al compito di cristallizzare nel tempo lo sguardo e la postura di una donna, rendendola immortale. Poi, pensiamoci bene: l&#8217;olio su tela, nella suo bidimensionalit\u00e0 che \u00e8 quasi la stessa dello schermo di un computer, \u00e8 molto meno volatile. Resister\u00e0 di pi\u00f9 all&#8217;entropia, non gli si potr\u00e0 mai staccare la spina.<\/p>\n<p>Daniele Vezzani con Beatrice e Marta propone il canone estetico della femminilit\u00e0 pronta a dare la vita. Una donna incinta \u00e8 assorta nel futuro.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio la vita a non mancare mai, in questi lavori. La carne, il gesto, la passione. Anche nel Ritrovamento del corpo di Pasolini, di Nicola Verlato, una tela di dimensioni ciclopiche, tecnicamente perfetta, si respirano allo stesso tempo confusione, cordoglio, incredulit\u00e0, disperazione, ma anche il cinismo dei voyeur.<\/p>\n<p>Nel clima di un&#8217;arte contemporanea che spesso sembra avere come unico fine seminare la disperazione e il nichilismo, la bella pittura ha una finzione redentiva.\n<\/p>\n<p> Langone cita una frase di Walter Otto, storico delle religioni: &#8220;Al mondo nulla ha dimostrato di essere pi\u00f9 produttivo dell&#8217;immagine del divino&#8221; e aggiunge: &#8220;Nulla \u00e8 pi\u00f9 fecondo dell&#8217;immagine del divino e dell&#8217;umano, nulla \u00e8 pi\u00f9 utile e soccorrevole della figura&#8221;.<\/p>\n<p>Insomma, per capire tutto questo valeva la pena rinunciare al prosciutto crudo e alla stretta di mano del consigliere comunale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"da Parma Le inaugurazioni delle mostre d&#8217;arte, soprattutto se a carattere istituzionale, possono risultare sfinenti. 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