{"id":162549,"date":"2025-10-13T13:28:17","date_gmt":"2025-10-13T13:28:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162549\/"},"modified":"2025-10-13T13:28:17","modified_gmt":"2025-10-13T13:28:17","slug":"francesco-jodice-lopera-fotografica-deve-andare-oltre-la-cronaca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162549\/","title":{"rendered":"Francesco Jodice: \u201cL&#8217;opera fotografica deve andare oltre la cronaca\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Il documentario &#8220;Oltre il confine&#8221; racconta\u00a0la storia di Mimmo e Francesco Jodice, padre e figlio, protagonisti della fotografia. &#8220;Entrambi ci poniamo in relazione con il tempo&#8221;. Intervista<\/p>\n<p>Non \u00e8 infrequente che la trasmissione da padre in figlio di un\u2019arte o di un mestiere avvenga come per contagio. <strong>Pi\u00f9 per assorbimento dell\u2019atmosfera che per comodit\u00e0, pi\u00f9 per emulazione che per imitazione. Cos\u00ec \u00e8 stato tra Mimmo e Francesco Jodice, <\/strong>protagonista il primo della <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/cultura\/2025\/08\/07\/news\/la-fotografia-come-mestiere-gianni-berengo-gardin-e-morto-a-94-anni-7990963\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">fotografia italiana<\/a> elevata a linguaggio artistico internazionale, continuatore il secondo in ambito cosmopolita dove ha coltivato molteplici procedure visuali. Se per il padre fu Napoli l\u2019ispirazione primaria, per il figlio non c\u2019\u00e8 stato riferimento geografico ma una ricerca dall\u2019America al Giappone.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Mimmo e Francesco sono riuniti in un racconto in cui la storia di famiglia si confonde con i rispettivi lavori nel documentario di Matteo Parisini \u201cOltre il confine\u201d, che sar\u00e0 proiettato il 16 ottobre in anteprima mondiale alla ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Non ebbe paura di intraprendere un sentiero gi\u00e0 calcato da suo padre?<\/p>\n<p>Cominciai a fotografare tardi, a ventinove anni, solo dopo gli studi di architettura urbanistica, ma non fu un tuffo improvviso quanto un progressivo desiderio maturato lentamente. Ero cresciuto tra 15 mila volumi dedicati alla cultura delle immagini, con una massima famigliare che parafrasando Nanni Moretti avrebbe potuto essere: \u201cChi osserva male pensa male\u201d. A cena guardavamo la televisione e se la fotografia di un programma era scadente pap\u00e0 cambiava canale. Non subii pressioni n\u00e9 dissuasioni circa il futuro e solo dopo i primi successi le strade artistiche mia e di mio padre s\u2019incrociarono.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Ricorda un episodio?<\/p>\n<p>Nel 2011 andai a trovare i miei genitori per annunciare una bella notizia: il Museo del Prado mi aveva chiesto di tenere una mostra personale. Pap\u00e0 rispose che aveva una notizia anche lui: al Louvre lo avevano invitato per la stessa cosa nei giorni successivi. Cos\u00ec tutto il carrozzone famigliare part\u00ec da Napoli per Madrid e da l\u00ec per Parigi, da uno Jodice all\u2019altro.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Perch\u00e9 and\u00f2 a vivere a Milano?<\/p>\n<p>Quando tornai da Tokyo, dove avevo insegnato visual culture alla facolt\u00e0 di architettura, pensai che Milano fosse un hub da cui spostarmi sarebbe stato pi\u00f9 semplice. Nel periodo seguente vissi col borsone sempre pronto: il mio progetto itinerante \u201cWhat We Want\u201d fu realizzato in circa 180 metropoli nei cinque continenti. Mio padre invece non ha mai voluto prescindere dal genius loci: ha attinto da Napoli tutta la potenza emozionale che ha documentato e trasfigurato. Una relazione viscerale sviluppata sin dagli anni Sessanta, dai tempi di \u201cLe mani sulla citt\u00e0\u201d di Rosi al passaggio di personaggi come Warhol e Beuys nelle gallerie cittadine, al racconto del colera, del terremoto, ai suoi lavori sul Mediterraneo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Lei invece rivendica un focus sul rapporto tra arte e geopolitica. Come fotografa questo periodo cos\u00ec agitato da tumulti emozionali collettivi?<\/p>\n<p>La cronaca a caldo comporta una visceralit\u00e0 verso cui m\u2019impongo un filtro, una distanza intellettuale. Non sono un reporter sul campo, la mia macchina non ha la tracolla. Rispetto l\u2019impegno giornalistico ma preferisco quello frutto di un esame ponderato, con una meticolosa documentazione spoglia dell\u2019emotivit\u00e0 che accompagna l\u2019immediatezza. Con le opere fotografiche formulo una grammatica della domanda per coinvolgere lo spettatore nella elaborazione della sua risposta. Mi ritengo un costruttore di dubbi che suscitano partecipazione.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 pericolosa l\u2019ubriacatura di immagini cui siamo sottoposti? Quanto e come trasformano l\u2019arte della fotografia?<\/p>\n<p>Oggi sono tutti bulimici produttori oltre che consumatori. \u00c8 un fatto acquisito che non giudico ma accetto e non credo alla demonizzazione dei social. Sono le immagini di tutti a poter essere importanti e i ragazzi hanno un approccio completamente diverso rispetto agli studenti che seguivano le lezioni mie o di mio padre trent\u2019anni fa. Allora credevano che la fotografia fosse strumento di verit\u00e0 oggettiva, oggi la trattano come un giocattolo dentro la scatola dell\u2019arte, come una rappresentazione svincolata dalla verosimiglianza.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Quale sar\u00e0 la prossima evoluzione?<\/p>\n<p>Quella che segue alla Generazione Z non si chieder\u00e0 pi\u00f9 se un\u2019immagine \u00e8 vera o falsa, perch\u00e9 con l\u2019avvento dell\u2019Intelligenza artificiale gi\u00e0 non siamo in grado di discernere gli scatti realizzati in qualche posto dalle opere create in forma di fotografia. L\u2019impossibilit\u00e0 di distinguere render\u00e0 indispensabile dubitare e in fondo non lo trovo un male. Al contrario, \u00e8 sempre un gran bene smettere di avere fiducia cieca in un linguaggio per abituarsi a indagare pi\u00f9 approfonditamente la realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Come cavalca i cambiamenti?<\/p>\n<p>Pi\u00f9 vado avanti meno produco. Proprio perch\u00e9 ogni giorno vengono condivise centinaia di milioni di immagini, metto al mondo le mie con turbamento. Sono un artista avaro, come mio padre. Nell\u2019ultima mostra a San Francisco, frutto di viaggi dal 2014 al 2022, ho esposto appena cinquanta foto. Per otto anni di lavoro sono pochissime. D\u2019altronde alla potenza di un messaggio non occorre la prolificit\u00e0: Picasso con il solo quadro di Guernica raccont\u00f2 la guerra civile spagnola.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Cosa accomuna la fotografia sua e di suo padre?<\/p>\n<p>Entrambi ci poniamo in relazione con il tempo. Lui guardando al passato, io proiettandomi verso il futuro. Scrutiamo dalle lenti opposte ma nello stesso cannocchiale, sempre oltre l\u2019istantaneit\u00e0. Le nostre foto non aspirano al qui e ora, quanto piuttosto a liberarsene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il documentario &#8220;Oltre il confine&#8221; racconta\u00a0la storia di Mimmo e Francesco Jodice, padre e figlio, protagonisti della fotografia.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":162550,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-162549","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=162549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/162549\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/162550"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=162549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=162549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=162549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}