{"id":162551,"date":"2025-10-13T13:29:09","date_gmt":"2025-10-13T13:29:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162551\/"},"modified":"2025-10-13T13:29:09","modified_gmt":"2025-10-13T13:29:09","slug":"il-docufilm-sui-libri-vietati-e-la-battaglia-per-i-diritti-civili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/162551\/","title":{"rendered":"il docufilm sui libri vietati e la battaglia per i diritti civili"},"content":{"rendered":"<p>La nuova guerra culturale americana \u00e8 servita.<strong> The Librarians<\/strong>, il documentario di <strong>Kim A. Snyder<\/strong>, titolo di punta del <strong>Film Festival dei Diritti Umani di Lugano<\/strong> (FFDUL, dal 12 al 19 ottobre), \u00e8 un inquieto affresco su quella che pare una battaglia, almeno per noi italiani, di difesa del sano principio democratico della libert\u00e0 di parola e, ci si permetta, di lettura.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti \u00e8 roba che gira attorno all\u2019oramai celeberrimo <strong>Primo emendamento<\/strong>, nonch\u00e9 ai foschi presagi di censura su servizi e beni pubblici pluralisti. In pratica nel 2021 l\u2019allora deputato repubblicano della Camera dei rappresentanti del Texas, <strong>Matt Krause<\/strong> (oggi non pi\u00f9 in carica ndr), si \u00e8 inventato una lista di 850 (!) libri che \u201cpotrebbero mettere in imbarazzo o far vergognare qualcuno\u201d a causa di un \u201clinguaggio pornografico o sessualmente esplicito\u201d. Ca va sans dire che nel mirino finiscono alcuni classici come i romanzi di <strong>Margaret Atwood<\/strong>, Le regole della casa del sidro di <strong>John Irving,<\/strong> ma anche titoli che riguardano tematiche razziste (la storia del <strong>Ku Kux Klan<\/strong>, il caso <strong>Roe vs Wad<\/strong>e) e una vagonata di testi recenti riguardo tematiche LGBTQ+ e transgender (titoli per bambini piccoli tipo <strong>Marlon Bundo<\/strong> dove due coniglietti maschi adottano un coniglietto orfano).<\/p>\n<p>Krause dapprima chiede ai distretti scolastici in quali biblioteche si trovano questi testi e quanto sono costati, infine tramite il governatore Abbott, repubblicano anche lui, ne intima l\u2019allontanamento dagli scaffali. Ed \u00e8 qui che di fondo inizia <strong>The Librarians,<\/strong> con le testimonianze delle bibliotecarie che si sono opposte, messe per traverso, che hanno combattuto questo attacco politico che, gratta gratta, dietro alle Moms of Liberty che riempiono di gente le riunioni dei consigli scolastici texani per togliere libri \u201cporno\u201d dalle biblioteche scolastiche in difesa dei figli, sembra organizzato nei minimi dettagli dall\u2019organizzazione conservatrice cristiana Patriot Mobile.<\/p>\n<p>Snyder usa le bibliotecarie (tutte donne, e tutte bianche peraltro ndr) come soggetto politico del racconto, fa incarnare ad ognuna di loro contraddizioni socio-culturali familiari, e grazie al loro impegno etico disegna per riflesso questa sorta di potere sordo e sotterraneo che pi\u00f9 che bruciare libri in piazza (bisognerebbe andarci piano sia con i roghi nazisti che con soprattutto il Bradbury di Fahrenheit 451) li fa in alcuni casi mettere nelle scansie pi\u00f9 nascoste, in altri li etichetta con la targhetta arcobaleno rendendo predominanti i titoli a sfondo religioso, in altri ancora li copre con grossi cartoni o strisce di divieto. E visto che molte bibliotecarie si oppongono e<strong> smerciano libri vietati sottobanco<\/strong> ecco fioccare una massa di licenziamenti, nonch\u00e9 di minacce fisiche e psicologiche, e perfino la messa in discussione della loro preparazione professionale (\u201csono idonee a scegliere i titoli da far leggere a minorenni in primis bambini?\u201d). La furia censoria ha il suo epicentro in parecchie contee del Texas, ma si \u00e8 allargata in Louisiana, Idaho e perfino New Jersey dove \u00e8 stato vietato Lawn boy di Evison, romanzo a sfondo gay.<\/p>\n<p>Certo, le forzature retoriche e storiche alla <strong>Michael Moore<\/strong> nel film della Snyder non mancano. Come la frase di <strong>Eisenhower<\/strong> sulla libert\u00e0 di pensiero e lettura che non viene declamata per intero oppure come viene \u201criassunto\u201d il caso Board of education di Island Tree vs. Pico del 1982 quando la <strong>Corte Suprema<\/strong> dovette decidere se il consiglio scolastico potesse vietare <strong>La scimmia pensa<\/strong> di Desmond Morris e <strong>Mattatoio n.5<\/strong> di Kurt Vonnegut, ritenuti \u201cantiamericani e osceni\u201d, e scelse sostanzialmente di non decidere con un verdetto ambiguo e in pareggio. The Librarians rimane comunque un lavoro di sfoltente scavo su una questione sociale infiammabile che divide la popolazione statunitense dalla notte dei tempi, una sorta di aggiornamento arcobaleno all\u2019eterna diatriba creazionista da cui tutto negli Usa dipende. Qua e la, del resto, emergono dettagli storico antropologici curiosi, difficilmente incasellabili in un classico scontro novecentesco sinistra\/destra, proprio come quando una bibliotecaria per insultare i dirigenti scolastici censori urla ai quattro venti, come un Trump qualsiasi: \u201cNon siamo una nazione comunista\u201d. Tra le produttrici esecutive del film c\u2019\u00e8 <strong>Sarah Jessica Parker<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La nuova guerra culturale americana \u00e8 servita. The Librarians, il documentario di Kim A. 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