{"id":163388,"date":"2025-10-14T00:01:20","date_gmt":"2025-10-14T00:01:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/163388\/"},"modified":"2025-10-14T00:01:20","modified_gmt":"2025-10-14T00:01:20","slug":"incentivi-auto-elettriche-2025-cosa-succedera-se-non-si-utilizzano-i-fondi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/163388\/","title":{"rendered":"Incentivi auto elettriche 2025: cosa succeder\u00e0 se non si utilizzano i fondi"},"content":{"rendered":"<p>                                Gli stringenti requisiti da rispettare per avere accesso al bonus mettono a rischio l&#8217;impiego dei 597 milioni di euro disponibili sulla base del Pnrr. Soldi che, se non saranno esauriti, l&#8217;Italia dovr\u00e0 forse restituire alla Ue<\/p>\n<p>\n                                                    Emilio Deleidi\n                            <\/p>\n<p>                    13 ottobre &#8211; 14:45  &#8211; MILANO<\/p>\n<p class=\"paragraph\" spellcheck=\"true\">Il 15 ottobre dovrebbe aprirsi la possibilit\u00e0 di accedere agli incentivi statali per l&#8217;acquisto di auto elettriche, ma le modalit\u00e0 di fruizione dei fondi sono questa volta <b>molto pi\u00f9 restrittive<\/b> rispetto ad analoghe iniziative del passato. Vale la pena ricordare, infatti, che<b> il bonus \u00e8 riservato soltanto all&#8217;acquisto di vetture elettriche<\/b> e non, come in passato, in senso pi\u00f9 ampio a basse emissioni, come le ibride plug-in o alcuni modelli ibridi. Inoltre, per averne diritto <b>bisogna risiedere in una delle &#8220;aree urbane funzionali&#8221; definite dall&#8217;Istat<\/b>, ossia in una citt\u00e0 o nel suo territorio limitrofo caratterizzato da elevati flussi di pendolarismo (circa 1.900 comuni su un totale di 7.900); <b>bisogna rottamare un veicolo con omologazione fino a Euro 5 <\/b>di cui si \u00e8 proprietari da almeno sei mesi (o lo \u00e8 un familiare); bisogna <b>disporre di un reddito Isee<\/b> fino a un massimo di 30mila euro per ottenere un bonus da 11mila euro e tra 30 e 40mila euro per godere di quello da 9mila euro. Infine, <b>l&#8217;auto elettrica acquistata non deve costare pi\u00f9 di 42.700 euro<\/b>, Iva inclusa ma optional esclusi, e ci si deve registrare personalmente su una piattaforma informatica del ministero dell&#8217;Ambiente, cos\u00ec da ottenere un voucher da consegnare al concessionario (che, in passato, svolgeva la pratica). La propriet\u00e0 del veicolo, inoltre, dovr\u00e0 essere mantenuta per almeno due anni, pena la restituzione del contributo: una clausola voluta per evitare speculazioni commerciali.<\/p>\n<p>    limiti stringenti\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Come si vede, questa volta i paletti sono tanti: \u00e8 vero che <b>al bonus sono ammesse anche le microimprese<\/b> (con fatturato fino a due milioni di euro e un massimo di dieci dipendenti), che possono beneficiarne per l&#8217;acquisto di veicoli commerciali elettrici con massa fino a 3,5 tonnellate, ma \u00e8 vero anche che pure per loro ci sono requisiti che pongono limitazioni. Tutto questo fa s\u00ec che esista il rischio concreto che l&#8217;importante dotazione di fondi stanziati per l&#8217;iniziativa, pari a <b>597,320 milioni di euro provenienti dal Pnrr<\/b>, il Piano nazionali di ripresa e resilienza finanziato dall&#8217;Unione europea, possa non venire esaurita entro la scadenza prevista, <b>il 30 giugno 2026<\/b>. E che cosa potr\u00e0 accadere, in una simile ipotesi? Per primo bisogna ricordare che queste risorse erano state all&#8217;inizio dedicate dal Piano all&#8217;installazione di colonnine pubbliche per la ricarica delle auto elettriche: i relativi bandi si sono rivelati un flop, ci\u00f2 ha indotto l&#8217;esecutivo a dirottare i fondi sulle vetture. Difficile, quindi, se non impossibile che l&#8217;Ue consenta ulteriori trasferimenti del denaro ad altri scopi. <b>Il decreto dell&#8217;8 agosto del 2025<\/b>, che disciplina l&#8217;iniziativa, prevede la possibilit\u00e0 d&#8217;incrementare la dotazione con risorse provenienti da altre misure del Pnrr, ma non dice nulla sulla possibilit\u00e0 di mancato utilizzo del denaro disponibile: si possono solo formulare delle ipotesi.<\/p>\n<p>    via stretta\u2014 \u00a0<\/p>\n<p class=\"paragraph is-inline\" spellcheck=\"true\">Per la gestione dei fondi residui si deve restare nel ristretto quadro delle direttive e delle linee guida di rendicontazione relative al Pnrr, che prevedono in linea generale strumenti come la riprogrammazione e la riallocazione delle risorse su progetti affini a quello non portato a compimento. Questa possibilit\u00e0 &#8211; come si \u00e8 detto &#8211; <b>\u00e8 gi\u00e0 stata per\u00f2 utilizzata<\/b> per porre rimedio al fallimento dei bandi di assegnazione delle somme stanziate per potenziare la rete di ricarica con colonnine installate su strade urbane ed extraurbane, andati quasi deserti. A questo punto si possono configurare altri scenari, il peggiore dei quali prevede <b>la restituzione dei fondi non utilizzati<\/b> (o addirittura dell&#8217;intera dotazione, comprese le risorse gi\u00e0 erogate) all&#8217;Unione europea da parte dello Stato italiano, inadempiente rispetto agli scopi e ai tempi imposti dal Pnrr. Un&#8217;ipotesi molto negativa anche sul piano dell&#8217;immagine internazionale, che potrebbe essere scongiurato, in linea teorica, attraverso una negoziazione con Bruxelles e la Commissione europea al fine di ottenere almeno una proroga della scadenza oltre il 30 giugno 2026, nella speranza di godere di una risposta sia pur tardiva del mercato. In alternativa, il governo potrebbe intervenire in corso d&#8217;opera (ma non senza difficolt\u00e0 legislative) per <b>allentare alcune delle condizioni restrittive<\/b> imposte per l&#8217;ottenimento del bonus e cercare cos\u00ec di favorirne l&#8217;utilizzo. Da escludere, invece, \u00e8 l&#8217;accantonamento delle risorse residue per future iniziative, come accaduto in passato, perch\u00e9 non rientrerebbero nel meccanismo degli stanziamenti previsti dal Pnrr sulla base di contributi provenienti dall&#8217;Unione europea.<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Gli stringenti requisiti da rispettare per avere accesso al bonus mettono a rischio l&#8217;impiego dei 597 milioni di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":163389,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[2842,178,839,2765,181,9012,2333,3439,587,177,43373,3710,3874,76942,18435,724,2697,7325,1148,36672,21512,6402,20614,2460,1537,90,89,4781,1285,23276,489,7041,975,5092,7901,3522,2440,26298,23972,25316,100627,16067,12589,2441,10332,1270,1438,100628,3712,3713],"class_list":{"0":"post-163388","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-acquisto","9":"tag-affari","10":"tag-almeno","11":"tag-auto","12":"tag-auto-elettriche","13":"tag-bandi","14":"tag-base","15":"tag-bisogna","16":"tag-bonus","17":"tag-business","18":"tag-colonnine","19":"tag-commerciali","20":"tag-denaro","21":"tag-dotazione","22":"tag-elettriche","23":"tag-euro","24":"tag-europea","25":"tag-fondi","26":"tag-giugno","27":"tag-godere","28":"tag-incentivi","29":"tag-iniziativa","30":"tag-iniziative","31":"tag-ipotesi","32":"tag-it","33":"tag-italia","34":"tag-italy","35":"tag-linea","36":"tag-massimo","37":"tag-ottenere","38":"tag-passato","39":"tag-pena","40":"tag-piano","41":"tag-pnrr","42":"tag-possibilita","43":"tag-possono","44":"tag-prevede","45":"tag-provenienti","46":"tag-requisiti","47":"tag-restituzione","48":"tag-restrittive","49":"tag-ricarica","50":"tag-ricordare","51":"tag-rischio","52":"tag-risorse","53":"tag-rispetto","54":"tag-scadenza","55":"tag-scopi","56":"tag-unione","57":"tag-unione-europea"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/163388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=163388"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/163388\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/163389"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=163388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=163388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=163388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}