{"id":165092,"date":"2025-10-14T22:49:11","date_gmt":"2025-10-14T22:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/165092\/"},"modified":"2025-10-14T22:49:11","modified_gmt":"2025-10-14T22:49:11","slug":"loriginale-la-copia-nascosta-i-sospetti-il-giallo-dei-monet-della-collezione-agnelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/165092\/","title":{"rendered":"L&#8217;originale, la copia nascosta, i sospetti. Il giallo dei Monet della collezione Agnelli"},"content":{"rendered":"<p>Al centro della complessa vicenda ereditaria che coinvolge la <strong>famiglia Agnelli<\/strong>, \u00e8 emersa la presenza di tre versioni di <strong>un\u2019opera di Claude Monet<\/strong>, ma solo una sarebbe l\u2019originale. L&#8217;opera in questione \u00e8 \u201cLe Gla\u00e7on n. 2\u201d, dipinto battuto all\u2019asta nel 2013 da Sotheby\u2019s per 16 milioni di euro. La sua provenienza risale alla galleria Duhamel di Parigi ed \u00e8 stato in passato esposto in un museo grazie all\u2019impresario Marc Restellini.<\/p>\n<p>L\u2019interesse per il quadro coinvolge diversi soggetti: Lapo Elkann, la Procura di Roma, Margherita Agnelli e un anonimo cliente della casa d\u2019aste. Come riporta Il Fatto Quotidiano, \u00e8 proprio <strong>sull\u2019identit\u00e0 dell\u2019originale<\/strong> che ruotano dubbi e indagini. Nel 2013, quando il Monet veniva venduto da <strong>Sotheby\u2019s<\/strong>, un dipinto simile si trovava a Villa Frescot, a Torino, in usufrutto a <strong>Marella Agnelli<\/strong>, madre di Margherita, morta nel 2019. Al momento dell\u2019accesso alla villa dopo la morte della madre, Margherita Agnelli dichiara di non aver trovato il quadro e presenta una denuncia alla Procura di Milano. Ritiene che l\u2019opera, insieme ad altri dipinti, sia stata sottratta dai<strong> figli John, Lapo e Ginevra<\/strong>, con cui \u00e8 impegnata da anni in una disputa legale sull\u2019eredit\u00e0 di famiglia.<\/p>\n<p>L\u2019indagine condotta dal pubblico ministero Eugenio Fusco porta in Svizzera, dove si scopre che il dipinto sarebbe stato custodito in un caveau presso il porto franco di Chiasso, gestito dal mercante d\u2019arte Gabriele Martino. Tuttavia, al momento dell\u2019accesso da parte delle autorit\u00e0 svizzere, l\u2019opera non \u00e8 pi\u00f9 presente. Il procedimento si conclude con un\u2019archiviazione. Poi, nel 2024, le indagini riprendono. La Guardia di Finanza effettua <strong>un sequestro<\/strong> presso un caveau del Lingotto, dove viene ritrovata una versione del Monet, che per\u00f2 risulta essere una copia realizzata nel 2008. L\u2019attenzione si sposta allora su una residenza svizzera, Chesa Alkyone, un tempo appartenente alla famiglia Agnelli. Secondo documenti acquisiti dalla Procura, l\u2019originale si troverebbe l\u00ec.<\/p>\n<p>Gli inquirenti pongono interrogativi sulla movimentazione dell\u2019opera all\u2019estero, che, in quanto bene artistico di rilevante valore, avrebbe richiesto specifiche autorizzazioni doganali. La mancanza di tali autorizzazioni pu\u00f2 costituire reato, con pene previste fino a 8 anni di reclusione, oltre alla confisca del bene. L&#8217;inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Stefano Opilio, accende i riflettori anche su un inventario datato 20 ottobre 2003 &#8211; intitolato \u201cArt Frescot\u201d &#8211; che certifica la presenza del Monet nella residenza torinese poco dopo la morte dell\u2019avvocato Gianni Agnelli.<\/p>\n<p>Ulteriori elementi emergono da <strong>scambi di e-mail<\/strong> sequestrati alla segretaria personale di John Elkann, Monica Montaldo. In uno dei messaggi si legge: \u201cL\u2019originale del Monet era quindi a Frescot ed \u00e8 stato sostituito da una copia?\u201d. In un\u2019altra comunicazione si fa riferimento alla gestione dell\u2019eventuale esportazione dell\u2019opera: \u201cPer il Monet non esiste (importazione, ndr) temporanea, il dr Martino si \u00e8 preso un giorno per valutare come approcciare la pratica\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2013, Sotheby\u2019s aveva effettivamente venduto un \u201cGla\u00e7on n. 2\u201d, e al Fatto la casa d\u2019aste ha precisato: \u201cSiamo sicuri che tutte le procedure siano state seguite\u201d.\n<\/p>\n<p> Nello stesso anno, John Elkann aveva avuto un contatto diretto con Sotheby\u2019s: in una mail, l\u2019istituto chiedeva l\u2019invio dell\u2019opera a New York per un confronto con un altro esemplare, aggiungendo: \u201cSar\u00e0 nostra cura provvedere alle spese di spedizione e assicurazione\u201d. Il dipinto avrebbe quindi viaggiato dalla Svizzera agli Stati Uniti, per poi fare ritorno in Europa. Attualmente, l\u2019opera sarebbe nella disponibilit\u00e0 di Lapo Elkann. Forse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Al centro della complessa vicenda ereditaria che coinvolge la famiglia Agnelli, \u00e8 emersa la presenza di tre versioni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":165093,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,10899,88306,101703,204,1537,90,89,717,88234],"class_list":{"0":"post-165092","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-eredita","16":"tag-gianni-agnelli","17":"tag-ginevra-elkann","18":"tag-intrattenimento","19":"tag-it","20":"tag-italia","21":"tag-italy","22":"tag-john-elkann","23":"tag-lapo-elkann"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165092"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165092\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/165093"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}