{"id":165868,"date":"2025-10-15T10:32:12","date_gmt":"2025-10-15T10:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/165868\/"},"modified":"2025-10-15T10:32:12","modified_gmt":"2025-10-15T10:32:12","slug":"gli-anni-di-piombo-nelle-lettere-a-gervasia-la-suora-postina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/165868\/","title":{"rendered":"Gli anni di piombo nelle lettere a Gervasia, la &#8220;suora postina&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Una \u00abdonna controcorrente, senza pregiudizi, spesso scomoda, che ha fatto del precetto \u201cvisitare i carcerati\u201d la sua missione\u00bb. Viene presentata cos\u00ec <strong>suor Gervasia Asioli<\/strong> nel libro Una suora all\u2019inferno. Lettere dal carcere a Gervasia Asioli, edito da Marietti 1820. Il volume, curato da <strong>Gabriele Moroni<\/strong> ed <strong>Emanuele Roncalli<\/strong>, raccoglie le lettere indirizzate alla orsolina delle Figlie di Maria Immacolata, scritte da ergastolani, pluriomicidi, ex terroristi, grandi falsari e altri detenuti. Suor Gervasia era chiamata <strong>\u201cmamma dei detenuti\u201d, \u201cbattagliera d\u2019acciaio\u201d, \u201csuora postina di Rebibbia\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Entrare nei cuori difficili<\/p>\n<p><strong>\u00abIl merito di suor Gervasia \u00e8 stato quello di entrare nei cuori, certamente difficili, delle persone che incontrava in carcere<\/strong>. Aveva conquistato la loro fiducia e anche il loro affetto. E parliamo di personaggi assolutamente difficili, controversi, con un passato terribile\u00bb, dice <strong>Gabriele Moroni<\/strong>, uno dei curatori. \u00abLe hanno scritto a lungo terroristi, esponenti dell\u2019estrema destra nera. Ci sono <strong>Gilberto Cavallini<\/strong>, <strong>Giuseppe<\/strong> <strong>Valerio \u201cGiusva\u201d Fioravanti<\/strong>, <strong>Francesca Mambro<\/strong>. Questi detenuti si aprono con lei e svelano un lato privato, personale. C\u2019\u00e8 chi nelle lettere la chiama \u201cGervy\u201d, chi \u201cGervasietta\u201d, chi \u201cFatina mia carissima\u201d. Questa \u00e8 la particolarit\u00e0 del libro, che pone queste persone in una luce diversa, nuova: quella della loro personalit\u00e0, della loro intimit\u00e0\u00bb. Ad esempio, Valerio \u201cGiusva\u201d Fioravanti, terrorista esponente del gruppo eversivo Nuclei armati rivoluzionari, in una lettera parla dell\u2019amore per la moglie Francesca Mambro. <\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Nel libro le lettere sono un continuo rimando agli anni di piombo, ai periodi pi\u00f9 bui della storia della Prima Repubblica, macchiata da attentati, sequestri di persona, omicidi<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Storie di risalite<\/p>\n<p>Nel libro <strong>le lettere sono un continuo rimando agli anni di piombo, ai periodi pi\u00f9 bui della storia della Prima Repubblica, macchiata da attentati, sequestri di persona, omicidi<\/strong>. C\u2019\u00e8 anche un protagonista di una straordinaria storia di risalita. \u00ab<strong>Vincenzo Andraous<\/strong>, un uomo da tre ergastoli poi riuniti in uno e 30 anni di reclusione per omicidi, rapine ed estorsioni. In carcere ha iniziato un percorso, si \u00e8 scoperto poeta. Ha iniziato a raccontare la propria storia nelle scuole e negli oratori. Da 25 anni \u00e8 un operatore comunitario alla Casa del Giovane di Pavia. L\u2019Andraous che scrive a Suor Gervasia \u00e8 ancora in una fase di traghettamento tra il passato e il futuro, che per\u00f2 gi\u00e0 comincia a illuminarsi\u00bb. Per esempio, fa una confessione alla suora quando le parla del suo rimorso per i dolori che ha provocato alla madre, e le comunica l\u2019amore per la figlia Ylenia: \u00abHo la mia Ylenia e mia madre, che per me sono veramente importanti, unici valori veri al mondo ed allora non mi lascio andare\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"720\" alt=\"\" class=\"wp-image-501461 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Suor-Gervasia-con-Giuseppe-Valerio-Giusva-Fioravanti-foto-fornita-da-Emanuele-Roncalli.jpg\"  data-eio-rwidth=\"1080\" data-eio-rheight=\"720\"\/>Suor Gervasia con Giuseppe Valerio \u201cGiusva\u201d Fioravanti<\/p>\n<p>\u00abIo credo fermamente nel paradiso e sono convinta che Gervasia, col suo inconfondibile accento veneto, star\u00e0 perseguitando nostro Signore per far entrare chi, per quello che ha combinato in vita, avrebbe per certo la porta sbarrata\u00bb: cos\u00ec la magistrata e deputata <strong>Simonetta Matone <\/strong>conclude la sua prefazione al volume, che ha titolato Una suora rivoluzionaria. \u00abQueste parole danno la cifra della persona che era suor Gervasia\u00bb, prosegue Moroni. \u00ab<strong>Credo che nei percorsi \u201cpositivi\u201d di alcune delle persone le cui lettere sono nel libro, durante e dopo la detenzione, abbia giocato un ruolo importante, anche la conoscenza e la frequentazione di suor Gervasia<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>Come nasce questo libro<\/p>\n<p>\u00abTutto nasce dal fatto che suor Gervasia scriveva per una rivista che si chiama Amici di Papa Giovanni, dove teneva una rubrica in cui parlava dei detenuti, dei problemi del carcere. Alla sua morte le suore orsoline delle Figlie di Maria Immacolata pensarono di donare il carteggio all\u2019editore della rivista, alla quale collaboro anch\u2019io\u00bb, racconta <strong>Emanuele Roncalli<\/strong>, l\u2019altro curatore del libro. \u00ab<strong>L\u2019editore mi consegn\u00f2 questo baule molto grande, pieno di carte, che rischiava di rimanere in uno scantinato. Un giorno mi sono deciso ad aprirlo e, leggendo i nomi delle persone che avevano scritto le lettere, ho fatto un salto sulla sedia<\/strong>. Ovviamente per avere un\u2019autorizzazione alla pubblicazione di quelle lettere, abbiamo dovuto ricontattare tutte quelle persone\u00bb. <strong>Nel libro sono pubblicate una dozzina di corrispondenze, \u00abper\u00f2 in realt\u00e0 saranno almeno 150 i carteggi che ci sono in questo baule<\/strong>. Siamo riusciti a ricontattare le persone tramite gli avvocati, grazie ad articoli di giornali che dicevano in quali carceri si trovavano, ai quali ho mandato delle lettere per avere una risposta. Tutti mi hanno dato l\u2019autorizzazione a pubblicarle\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1298\" height=\"1920\" alt=\"\" class=\"wp-image-501472 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/moroni-roncalli_cover.jpg\"  data-eio-rwidth=\"1298\" data-eio-rheight=\"1920\"\/><\/p>\n<p>In autostop per andare in carcere<\/p>\n<p>\u00abQuesto libro nasce anche dalla volont\u00e0 di dare immagine a questa figura di religiosa, un personaggio straordinario. <strong>Suor Gervasia faceva l\u2019autostop per andare in carcere<\/strong> <strong>e aiutava i detenuti non solamente con le belle parole, ma anche dando dei contributi, faceva un po\u2019 la postina con i familiari<\/strong>\u00bb. Secondo Roncalli questo libro si pu\u00f2 leggere in due modi, come fossero due facce della stessa medaglia: \u00abDa una parte c\u2019\u00e8 la figura di questa religiosa, dall\u2019altra c\u2019\u00e8 il mondo carcerario. C\u2019\u00e8 ancora un po\u2019 di pietas in questi personaggi, nessuno si autoassolve o vuol entrare nel merito dei fatti che hanno commesso, \u00e8 un po\u2019 come vedere quegli Anni di piombo visti dal di dentro, visti da loro. Quando si parla della strage di Bologna o del delitto di Piersanti Mattarella, ci sono nelle lettere delle ricostruzioni di alcuni fatti, anche legati a questi protagonisti\u00bb.<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>L\u2019editore mi consegn\u00f2 questo baule molto grande, pieno di carte, che rischiava di rimanere in uno scantinato. Un giorno mi sono deciso ad aprirlo e, leggendo i nomi delle persone che avevano scritto le lettere, ho fatto un salto sulla sedia<\/p>\n<p>Emanuele Roncalli<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Tra i detenuti protagonisti delle lettere di Una suora all\u2019inferno \u00abalcuni sono ancora in carcere. Come <strong>Domenico Papalia<\/strong>, che ha 80 anni ed \u00e8 malato di cancro. Con Mambro e Fioravanti ci sentiamo ancora, il loro affetto nei confronti di suor Gervasia dopo tanti anni dalla sua morte \u00e8 ancora molto forte\u00bb. <\/p>\n<p><strong>Suor Gervasia Asioli \u00e8 morta il 28 luglio 2010, all\u2019et\u00e0 di 93 anni<\/strong>. \u00a0<br \/>Il 25 ottobre Una suora all\u2019inferno. Lettere dal carcere a Gervasia Asioli sar\u00e0 presentato a Verona, presso la casa madre delle suore orsoline delle Figlie di Maria Immacolata (sala conferenze di Palazzo Allegri-Ferruzzi), con gli interventi degli autori. \u00abSperiamo di poter presentare presto il volume anche in alcune carceri\u00bb, conclude Roncalli.<\/p>\n<p>Foto fornite da Emanuele Roncalli<\/p>\n<p>                17 centesimi al giorno sono troppi?<\/p>\n<p>Poco pi\u00f9 di un euro a settimana, un caff\u00e8 al bar o forse meno. 60 euro l\u2019anno per tutti i contenuti di VITA, gli articoli online senza pubblicit\u00e0, i magazine, le newsletter, i podcast, le infografiche e i libri digitali. Ma soprattutto per aiutarci a raccontare il sociale con sempre maggiore forza e incisivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una \u00abdonna controcorrente, senza pregiudizi, spesso scomoda, che ha fatto del precetto \u201cvisitare i carcerati\u201d la sua missione\u00bb.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":165869,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,874,2898,1644,938,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-165868","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-carcere","10":"tag-carceri","11":"tag-cultura","12":"tag-detenuti","13":"tag-entertainment","14":"tag-intrattenimento","15":"tag-it","16":"tag-italia","17":"tag-italy","18":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165868","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165868"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165868\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/165869"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165868"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165868"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165868"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}