{"id":166351,"date":"2025-10-15T16:50:19","date_gmt":"2025-10-15T16:50:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/166351\/"},"modified":"2025-10-15T16:50:19","modified_gmt":"2025-10-15T16:50:19","slug":"taberna-libraria-libreria-e-casa-editrice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/166351\/","title":{"rendered":"\u201cTaberna libraria\u201d, libreria e casa editrice"},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019ampio panorama di aziende organizzate (tabernae instructae) per l\u2019esercizio professionale di un\u2019attivit\u00e0 economica, tra le quali rientrava nel mondo romano, per esempio, la taberna argentaria (la bottega dell\u2019argentarius, il banchiere gestore di una mensa dedicata al commercio del \u201cdenaro\u201d (argentum, cfr., in argomento, F. Ferlaino, Banche e Banchieri nel Mondo Antico, dai Sumeri a Roma imperiale, 2024), risulta interessante delineare la particolare tipologia della taberna libraria, corrispondente all\u2019impresa di produzione e circolazione dei libri.<\/p>\n<p>Si trattava di un complesso aziendale unitario, organizzato come insieme di res (beni\/attrezzature) e homines (uomini\/personale), funzionalmente predisposti alla riproduzione di copie di manoscritti destinati alla pubblicazione ed alla commercializzazione; la locuzione taberna libraria, tra la tarda Repubblica ed il Principato (I secolo a.C. &#8211; I secolo d.C.) indicava sia il locale commerciale dedicato alla vendita dei libri sia il locale commerciale organizzato per l\u2019edizione e la distribuzione di testi di vario genere.<\/p>\n<p>Il termine librarius, correlato alla relativa taberna, \u00e8 l\u2019equivalente latino delle voci greche \u03b2\u03b9\u03b2\u03bb\u03b9\u03bf-\u03b3\u03c1\u03ac\u03c6\u03bf\u03c2 (biblio-gr\u00e1phos) e \u03b2\u03b9\u03b2\u03bb\u03b9\u03bf-\u03c0\u03ce\u03bb\u03b7\u03c2 (biblio-p\u00f3les), che indicavano rispettivamente l\u2019estensore di un testo scritto (scriptor librarius, inteso come redattore, copista, scriba) ed il commerciante e\/o l\u2019editore di libri. <\/p>\n<p>La parola greca \u03b2\u03af\u03b2\u03bb\u03bf\u03c2 (o \u03b2\u03cd\u03b2\u03bb\u03bf\u03c2), b\u00edblos (o b\u00fdblos), indicava il papiro egiziano e gli oggetti ricavati dalle fibre della pianta, tra i quali vi erano i fogli usati come materiale scrittorio; la parola derivata, \u03b2\u03b9\u03b2\u03bb\u03af\u03bf\u03bd, bibl\u00edon, denotava il libro scritto in genere e, inoltre, la \u201cbiblioteca\u201d, significativamente espressa in lingua greca anche con la voce \u03b2\u03b9\u03b2\u03bb\u03b9\u03bf-\u03b8\u03ae\u03ba\u03b7, biblio-th\u00e9ke, \u201cteca\u201d &#8211; \u201cscrigno\u201d per libri, e quindi raccolta\/archivio di testi scritti.<\/p>\n<p>Nell\u2019esperienza romana, le due attivit\u00e0 (commercio librario ed edizione) venivano spesso esercitate congiuntamente, dando cos\u00ec origine alla \u201clibreria editrice\u201d, che ricomprendeva in s\u00e9 le due fondamentali voci latine relative al libro ed alla relativa pubblicazione: il termine liber\/libri indicava, inizialmente, in senso proprio, la sottile membrana sottostante alla corteccia dell\u2019albero, utilizzata per scrivere, ed in seguito, per estensione, lo stesso termine fu utilizzato usualmente per indicare tutti i manoscritti, costituiti da pi\u00f9 fogli, indipendentemente dal materiale scrittorio, che poteva essere il foglio di papiro (charta) o di pergamena (membrana).<\/p>\n<p>Il verbo \u00e8dere, e i correlati termini editio, editor, hanno acquisito in progresso di tempo grande diffusione fino ai giorni nostri, grazie all\u2019ampio profilo semantico, esteso dall\u2019atto creativo di un\u2019opera scritta fino all\u2019emendazione ed edizione del testo; tuttavia, nelle fonti latine, la pubblicazione di un libro veniva anche contrassegnata da altri verbi molto significativi, quali publicare, divulgare, foras dare.<\/p>\n<p>La libreria editrice aveva un assetto aziendale ed una struttura organizzativa pi\u00f9 complessi rispetto alla semplice libreria destinata alla sola vendita dei libri, sia in ordine al personale impiegato, pi\u00f9 ampio e di pi\u00f9 alta specializzazione, sia in ordine alle attrezzature (instrumenta): infatti, essa necessitava della forza-lavoro di copisti (amanuenses), lettori e correttori di testi (anagnostae), rilegatori (glutinatores), nonch\u00e9 di una cospicua dotazione di materiale scrittorio, molto variegato (fogli di carta, tavolette cerate, codici membranacei, calami, etc.), oltre a tavoli per scrivere (mensae) ed arredi per esposizione\/archivio, quali scaffali (nidi), armadi\/credenze (armaria), casse (scrinia).<\/p>\n<p>La sede delle librerie editrici era costituita normalmente da uno o pi\u00f9 locali al piano terra (taberna), aperti verso la strada ed utilizzati per l\u2019esposizione e la vendita dei testi; inoltre, vi erano altri locali, situati nel retro-bottega o nel piano sovrastante, impiegati per il complesso iter editoriale di allestimento delle copie dei libri destinati alla vendita.<\/p>\n<p>In epoca imperiale, le tabernae librariae erano diffuse soprattutto in alcune zone di Roma, quali erano il quartiere dell\u2019Argileto, esteso dalla Suburra al Foro, o il Vico Sandalario, ubicato nelle vicinanze del Colosseo, aree nelle quali risultava concentrato il maggior numero di esercenti il commercio librario.<\/p>\n<p>Tra le librerie editrici operative nell\u2019Urbe nel periodo compreso tra la tarda Res Publica e il Principato (I sec. a.C. &#8211; I sec. d.C.), che risultano essere quelle meglio documentate dalle fonti, ricordiamo in particolare: la taberna libraria di Attico (Tito Pomponio, 110-31 a.C.), della quale ci informa ampiamente il copioso Epistolario di Cicerone (Marco Tullio, 106-43 a.C.); la taberna dei fratelli Sosii, editori di Orazio (Quinto Flacco, 65-8 a.C.); la taberna di Trifone, editore di Marziale (Marco Valerio, 40 d.C.-104 d.C.) e di Quintiliano (Marco Fabio, 35 d.C.-96 d.C.).<\/p>\n<p>Attico, fidato amico di Cicerone, era un ricco capitalista e banchiere, ma pu\u00f2 essere considerato anche uno dei pi\u00f9 importanti editori del mondo romano, se non addirittura il fondatore dell\u2019impresa editoriale: infatti, egli era, al pari di Cicerone, un esponente del ceto equestre, pienamente compatibile con l\u2019attivit\u00e0 editoriale, che richiedeva un\u2019ampia e profonda cultura, nonch\u00e9 la disponibilit\u00e0 di adeguate risorse finanziarie da investire nel processo di produzione e diffusione dei libri.<\/p>\n<p>Dall\u2019Epistolario apprendiamo che Cicerone affid\u00f2 definitivamente ad Attico la pubblicazione di tutti i suoi scritti, dopo il rilevante successo di vendite conseguito dall\u2019orazione Pro Ligario (46 a.C.), la cui edizione era stata curata, appunto, dall\u2019amico Tito Pomponio: <\/p>\n<blockquote>\n<p>Ligarianam praeclare vendidisti. Posthac quicquid scripsero, tibi praeconium deferam.<\/p>\n<p>[Hai venduto benissimo la Ligariana. D\u2019ora in poi ti affider\u00f2 la pubblicazione di qualunque cosa scriver\u00f2.] <\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Cos\u00ec scriveva Cicerone ad Attico (Ad Atticum, 13.12.2) in una lettera redatta nella villa di Arpino il 23 Giugno del 45 a.C.<\/p>\n<p>L\u2019azienda editoriale di Attico, al pari di qualsiasi altra negotiatio (impresa), era un\u2019attivit\u00e0 commerciale con scopo di lucro e che, pertanto, doveva attentamente bilanciare costi di produzione e ricavi di vendita: tale finalit\u00e0 speculativa si pu\u00f2 rintracciare sia nel significato tecnico-giuridico del verbo \u201cvendere\u201d utilizzato da Cicerone nell\u2019epistola appena citata, ma anche, ad esempio, in un\u2019altra lettera scritta ad Anzio nel 59 a.C. (Ad Atticum, 2.4.1) nella quale il grande Avvocato ringrazia l\u2019amico editore per l\u2019invio di un libro di Serapione (matematico e geografo del II secolo a.C.).<\/p>\n<p>In quest\u2019ultima lettera, Cicerone avverte esplicitamente Attico di avere gi\u00e0 \u201cordinato il pagamento\u201d (solvi imperavi) del prezzo del libro \u201cin denaro contante\u201d (praesentem pecuniam), al fine di evitare che l\u2019editore avesse problemi di contabilit\u00e0 e fosse costretto a registrare, nei suoi registri contabili, il relativo \u201cimporto\u201d (expensum) sotto la voce \u201cdoni\u201d (muneribus).<\/p>\n<p>A fronte dei cospicui guadagni realizzati dall\u2019editore, non si verificava di norma una compartecipazione agli utili da parte dell\u2019autore, anche in caso di contribuzione alle spese editoriali: infatti, il vantaggio dell\u2019autore non era economico ma era costituito essenzialmente dalla diffusione di testi di pregio sotto il duplice profilo del contenuto e della veste editoriale, nonch\u00e9 dalla fama, dalla gloria e dagli onori conseguenti, esclusi i casi di vendita &#8211; ad amatori e bibliofili &#8211; di opere inedite, caratterizzate da elevato valore letterario o scientifico.<\/p>\n<p>Il prezzo dei libri posti in vendita era determinato da diversi fattori: la qualit\u00e0 del materiale scrittorio, il livello calligrafico, l\u2019allestimento delle copie (modesto o di lusso), il prestigio dell\u2019autore e dell\u2019editore, il livello generale dei prezzi, l\u2019ipotetica risposta del mercato; un prezzo fissato in misura sproporzionata viene ricordato da Marziale (Epigrammi, 13.3.1-4) con riferimento ad un suo \u201cgracile libello\u201d (Xenia), venduto dall\u2019editore Trifone a ben \u201cquattro sesterzi\u201d (nummis quattor), prezzo verosimilmente esagerato se si considera che nell\u2019Italia romana del I secolo d.C. veniva richiesto in media tale importo per un modius (moggio) di frumento, pari a circa 6,7 kg di derrata alimentare essenziale.<\/p>\n<p>Giova, infine, ricordare un aspetto particolare del commercio librario nel mondo romano: l\u2019attivit\u00e0 economica con fini di lucro veniva esercitata non soltanto tramite la vendita di copie di manoscritti, ma anche tramite il \u201cprestito oneroso\u201d dei libri (l\u2019odierno \u201cnoleggio\u201d), praticato soprattutto per i testi pi\u00f9 antichi, rari e di notevole pregio editoriale, che venivano ricercati ed apprezzati nella cerchia dei bibliofili, disponibili a sostenere al riguardo anche notevoli esborsi monetari.  <\/p>\n<p>Fonti bibliografiche<\/p>\n<p>P.Cerami \u2013 A.Petrucci, Diritto romano commerciale. Profilo storico, 2010.<br \/>P.Cerami, Tabernae librariae. Profili terminologici, economici e giuridici del commercio librario e dell\u2019attivit\u00e0 editoriale nel mondo romano, 2015.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nell\u2019ampio panorama di aziende organizzate (tabernae instructae) per l\u2019esercizio professionale di un\u2019attivit\u00e0 economica, tra le quali rientrava nel&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":166352,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-166351","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166351","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=166351"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/166351\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/166352"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=166351"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=166351"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=166351"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}