{"id":167222,"date":"2025-10-16T06:08:15","date_gmt":"2025-10-16T06:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167222\/"},"modified":"2025-10-16T06:08:15","modified_gmt":"2025-10-16T06:08:15","slug":"israele-trump-e-la-sconfitta-di-hamas-che-smentisce-la-realta-virtuale-delloccidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167222\/","title":{"rendered":"Israele, Trump e la sconfitta di Hamas che smentisce la realt\u00e0 virtuale dell\u2019Occidente"},"content":{"rendered":"<p>Tra la pompa magna di Donald Trump in Israele, e il commovente ritorno a casa degli ultimi ostaggi vivi, il 13 ottobre <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/10\/la-pace-a-gaza-imposta-con-le-armi-e-con-i-dollari\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">\u00e8 stata una giornata bellissima<\/a> per gli israeliani. Umanamente e politicamente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/10\/donald-trump-discorso-knesset-israele-medio-oriente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Il discorso di Trump alla Knesset<\/a> sembrava la puntata finale di un grande tv show degli anni Novanta: l\u2019appello con tanto di complimenti a Marco Rubio, Steve Witikoff e Jared Kushner, pi\u00f9 tante ruffianate, come l\u2019esposizione della figlia Ivanka convertita all\u2019ebraismo, ma anche tanta durezza, ammorbidita da battute, come l\u2019annuncio dell\u2019acquisto di nuovi bombardieri.<\/p>\n<p>Tanti colpi di scena, come l\u2019appello all\u2019unit\u00e0 tra Benjamin Netanyahu e il centrista Yair Lapid; insistenza che suggerisce al governo israeliano una via d\u2019uscita, garantita dagli Stati Uniti, in caso di rottura con gli impresentabili Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir, perfetti candidati capri espiatori.<\/p>\n<p>Di grande effetto anche la contestazione di due parlamentari arabi (ricordiamolo sempre che i palestinesi in Israele votano e hanno dei rappresentanti in parlamento) che, interrompendo il discorso di Trump, sono stati allontanati dall\u2019aula.<\/p>\n<p>Gran colpo di scena la richiesta del presidente degli Stati Uniti al suo omologo israeliano Isaac Herzog di graziare Netanyahu in caso di condanna.<\/p>\n<p>Sebbene il Premier israeliano (a causa pare delle pressioni del presidente turco Recep Erdogan) non si sia recato a Sharm el-Sheik per il summit di pace, il 13 ottobre \u00e8 stato confezionato ad hoc per essere il suo trionfo.<\/p>\n<p>Il rifiuto di Recep Tayyip Erdo\u011fan non va visto tanto come un esercizio di potere, sebbene si tratti del leader che pi\u00f9 di tutti si sta avvantaggiando dei due grandi conflitti (Ucraina e Gaza); dato che il clou del summit \u00e8 stato la firma del piano di Trump da parte di Turchia, Qatar ed Egitto, la presenza del maggior beneficiario (l\u2019odiato Netanyahu) sarebbe stato umiliante per i tre stati mediorientali, pur alleati dell\u2019Occidente, che hanno avuto maggior responsabilit\u00e0 di questa guerra.<\/p>\n<p>I qatarini, si sa bene, hanno ospitato e finanziato Hamas, sostenendone con il proprio conglomerato mediatico Al Jazeera tutta la narrazione.\u2028 Gli egiziani, che vantano normalizzazione con Israele dal 1978, forse per un tacito accordo post golpe tra militari e la Fratellanza Musulmana (madre di Hamas), hanno tollerato o comunque non contrastato a sufficienza il contrabbando sul proprio confine con la Striscia di Gaza (sono stati trovati tunnel carrabili). Infine la Turchia ha offerto ad Hamas un\u2019alternativa diplomatica e strategica rispetto all\u2019asse iraniano.<\/p>\n<p>Uno dei mille ingarbugliamenti nel conflitto arabo-israeliano, sin dalle sue origini, \u00e8 l\u2019evidente incapacit\u00e0 dei Paesi levantini di ammettere una sconfitta pur evidente, firmare una resa chiamata resa e raggiungere una pace che sia una patto invece che una affermazione del favore divino. Questo si sposa perfettamente con certi deliri ideologici occidentali che stanno incubando visioni per cui la forza \u00e8 sempre peccato, la vittoria \u00e8 sempre sconfitta morale e chi non si arrende \u00e8 il vero vincitore perch\u00e9 non soccombe ai fatti.\u2028 Ci\u00f2 alimenta molti meccanismi della guerra mediatica, ormai cognitiva, che le societ\u00e0 chiuse muovono contro le societ\u00e0 aperte (anche se ormai quasi societ\u00e0 socchiuse).<\/p>\n<p>La cifra di Netanyahu nella guerra come nella vittoria (cantata troppo presto) \u00e8 nettamente il cinismo: della narrazione mediatica gliene importa poco, anche di quella processuale.\u2028 Il premier sotto il quale \u00e8 avvenuta la belluina carneficina del 7 ottobre 2023, per salvarsi, doveva diventare il comandante che guidava Israele alla vittoria strategica.<\/p>\n<p>Ebbene, nonostante tutta la narrazione sul \u201csuicidio di Israele\u201d, Netanyahu ha scosso il mondo dimostrando che la spada \u00e8 pi\u00f9 potente del touch screen, cio\u00e8 che la potenza militare crea ancora pi\u00f9 realt\u00e0 e conseguenze fattuali rispetto alla forse troppo inflazionata realt\u00e0 virtuale in cui l\u2019Occidente vive la propria cupio dissolvi.<\/p>\n<p>Agli occhi dei propal ostili al cessate il fuoco, che dimostrano sempre un grande amore per la Palestina che non c\u2019\u00e8, ma un ben minore amore per i palestinesi che ci sono, ci\u00f2 \u00e8 forse pi\u00f9 imperdonabile della mattanza di Gaza.<\/p>\n<p>Basta rilevare il cambio di clima, i riposizionamenti in corso, adesso come gi\u00e0 durante la guerra all\u2019Iran (il lavoro sporco per conto dell\u2019Occidente) che aveva creato una parentesi pi\u00f9 rilassata per Israele.<\/p>\n<p>Del resto la capitolazione di Hamas \u00e8 arrivata nel periodo di maggior pressione per Israele (e quindi di maggior forza mediatica di Hamas che vampirizza il movimento propal), grazie solo all\u2019occupazione di Gaza City (che aveva dimostrato ormai l\u2019impotenza operativa dei terroristi) e all\u2019attacco, pur fallito, in Qatar che ha definitivamente aperto i canali tanto ai consiglieri di Trump quanto alle colombe del mondo arabo.<\/p>\n<p>Netanyahu ha appaltato la narrazione della guerra a Trump, lasciandogli il merito.<\/p>\n<p><strong>La responsabilit\u00e0 di Netanyahu e le scommesse di Sinwar<b\/><\/strong><br \/>Da sempre Netanyahu ha sostenuto, almeno solo teoricamente prima del 7 ottobre, l\u2019idea dell\u2019applicazione della forza per sconfiggere il terrorismo. In netto contrasto con lo scetticismo della maggior parte degli analisti, convinti che la pressione bellica (sul medio e lungo termine) il terrorismo invece lo generi.<\/p>\n<p>Del resto la lunga esperienza governativa di Netanyahu si era caratterizzata solo per occasionali rappresaglie e periodica \u201cpotatura\u201d di Hamas, arrivando addirittura a concedere l\u2019afflusso di ingenti capitali nella Striscia; non solo soldi della solidariet\u00e0 internazionale ma anche finanziamenti e investimenti qatarioti che oramai stanno al centro di uno scandalo politico. Questo \u201cpizzo\u201d doveva in teoria sedare l\u2019irredentismo hamasista, ma l\u2019attacco del 7 ottobre ha fatto crollare questa colpevole illusione.<\/p>\n<p>Illusione che aveva inoltre corroborato una malriposta fiducia nelle potenti tecnologie di sorveglianza, con conseguente demansionamento del Mossad sempre pi\u00f9 escluso dalla questione palestinese.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da dire che segnali di una particolare mobilitazione di Hamas, a inizio estate 2023, erano giunti alle orecchie dello Shin Bet, il servizio d\u2019intelligence militare che si occupa dei territori palestinesi occupati. Netanyahu non prest\u00f2 attenzione a queste notizie, preso invece dalle grandi proteste contro le sue riforme della giustizia (una delle diverse spaccature sociali israeliane su cui Hamas puntava per far implodere lo Stato ebraico).<\/p>\n<p>La dottrina del Mossad, le cui infiltrazioni consistono in una diplomazia selettiva e sotterranea, permetteva invece una comprensione della Striscia di Gaza che il mero monitoraggio militare non potr\u00e0 mai fornire.<\/p>\n<p>Grazie al Mossad (ben accomodato in Libano) si sapeva infatti dei piani di Hezbollah per un attacco da Nord e addirittura dalla Cisgiordania, un\u2019eventualit\u00e0 che avrebbe causato uno shock strategico persino maggiore di quello avvenuto il 7 ottobre con l\u2019impazienza di Yahya Sinwar. Perci\u00f2 tutte le attenzioni e le forze erano rivolte l\u00ec invece che su Gaza.<\/p>\n<p>Sinwar guardava con terrore all\u2019imminente normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Israele, nel quadro degli Accordi di Abramo. Quel piano, avviato nel primo mandato di Trump, ha accelerato il lungo processo di integrazione israeliana nel Medio Oriente certificando il passaggio dei palestinesi da problema politico a noia umanitaria. C\u2019\u00e8 da dire che l\u2019isolamento dei palestinesi \u00e8 innanzitutto dovuto al pessimo giudizio che i vicini arabi sunniti hanno tanto di Hamas quanto dell\u2019Anp.<\/p>\n<p>Mentre Hamas si legava alla Repubblica Islamica dell\u2019Iran, potenza sciita che mira all\u2019egemonia sul Medio Oriente sunnita, Israele si proponeva al posto e in vece degli ingombranti statunitensi come principale deterrente contro le mire degli ayatollah, conquistando cos\u00ec un posto nel cuore delle monarchie del golfo e validandosi come realt\u00e0 meiorientale invece che elemento estraneo occidentale.<\/p>\n<p>L\u2019Anp, con a capo il vecchissimo Abu Mazen, da tantissimi anni non ha pi\u00f9 grande credibilit\u00e0 tra gli stessi palestinesi. Sta in piedi in Cisgiordania solo grazie all\u2019occupazione israeliana che impedisce ad Hamas di spazzarli via come han fatto a Gaza nel 2007. Per questo motivo emiratini, sauditi, giordani ed egiziani non hanno avuto nel recente passato grande voglia di investire su di essa, che rimane comunque un\u2019istituzione riconosciuta dall\u2019Onu e che siede nella Lega Araba.<\/p>\n<p>Il 7 ottobre, Sinwar ha umiliato la capacit\u00e0 militare israeliana per riacquistare valore politico o almeno far perdere punti a Israele. I palazzi arabi per\u00f2 non hanno dato credito alla barbarie di Hamas, che per altro aveva scatenato i suoi alleati dell\u2019Asse della Resistenza: Hezbollah che paralizzava il Libano, gli assurdi Houthi che minacciavano i sauditi all\u2019ingresso del Mar Rosso dallo Yemen straziato e le milizie che infestavano l\u2019Iraq.<\/p>\n<p>Il Piano B di Sinwar era dunque l\u2019appello alle piazze arabe per forzare i loro governanti. Non \u00e8 andata bene neanche questa. Sebbene esista ancora un forte sentimento di solidariet\u00e0 araba verso i palestinesi, unito a un non trascurabile antisemitismo, la giovane societ\u00e0 civile mediorientale \u00e8 abbastanza in sintonia con le classi dirigenti a proposito del processo di normalizzazione con Israele.<\/p>\n<p><strong>I paradigmi della guerra di Gaza<b\/><\/strong><br \/>I primi cinquanta giorni hanno dato sin da subito l\u2019idea di quel che sarebbe stato l\u2019intero conflitto: l\u2019inesorabile martellare di Israele, il viva la muerte di Hamas, la priorit\u00e0 data da Netanyahu alla tenuta del suo governo piuttosto che alla tenuta della societ\u00e0 e della catena di comando israeliane, l\u2019ipocrisia dei vicini arabi, la tensione nel regime iraniano tra minacce e autotutela, l\u2019imbarazzo statunitense in campagna elettorale, una pressione umanitaria impolitica come unica prospettiva unitaria europea, la tregua concessa solo e soltanto con il rilascio di ostaggi.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 con il ruolo, sempre pi\u00f9 unilateralmente ostile, degli apparati delle Nazioni Unite contro Israele. Da subito questi hanno facilitato il gioco di Hamas nel trasformare il diritto internazionale, i corridoi umanitari e persino la diplomazia in campi operativi bellici alla pari dello spazio fisico. Con Hamas invisibile tanto fisicamente sotto la Striscia quanto metaforicamente all\u2019ombra delle diplomazie. Mentre Israele aveva il proprio settentrione paralizzato dall\u2019offensiva di Hezbollah (con decine di migliaia di sfollati), si \u00e8 aperto in maniera virulenta il fronte mediatico (ancora aperto) fomentato dalle evidenze della devastazione e della tragedia nella Striscia. Ci\u00f2 sotto l\u2019impulso di un\u2019informazione duopolizzata tra Al Jazeera e la stampa hamasiana che si avvale di un vastissimo ed eterogeneo sistema di new media, moltiplicato dagli utili influncer propal.<\/p>\n<p>Affrontando la Striscia di Gaza, Israele si \u00e8 trovata davanti una novit\u00e0 ancora senza nome.\u2028Attraverso l\u2019esasperazione della tattica dello scudo umano, Hamas ha creato il pi\u00f9 grande scudo umano della Storia, che \u00e8 allo stesso tempo una giungla del Vietnam e una trappola diplomatica e reputazionale.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 ancora della Corea del Nord, la Striscia di Gaza rappresentava il pi\u00f9 radicale esperimento distopico mai concepito: un\u2019arma biologica tecnologicamente primitiva ma comunque sofisticatissima; in cui il prefisso bio designa non un batterio, ma la vita stessa di una comunit\u00e0 trasformata in dispositivo.<\/p>\n<p>L\u2019urbanistica bellica di Hamas, che sistematizza le infrastrutture militari (gli oltre cinquecento chilometri di tunnel) con quelle civili, ha preparato un bivio tragico per il buon senso d\u2019Israele (strappare i rovi mentre i rovi strappano te o bruciare il roveto con i suoi abitanti?), ma anche una narrazione irresistibile per il senso comune occidentale (l\u2019inversione di Davide e Golia, il paradosso tendenzioso della questione ebraica, la parodia dell\u2019Olocausto, la nuda vita che si ribella al tecnosovrano\u2026).<\/p>\n<p><strong>Lawfare<b\/><\/strong><br \/>Questa sfida, subdolamente ideata da Hamas per eludere il diritto internazionale e addirittura portarlo al parossismo, costringe Israele a rischiare continuamente di commettere crimini pur impiegando metodi legittimi su obiettivi legittimi.<\/p>\n<p>All\u2019ombra (o alla luce?) di normalizzazione dell\u2019eccezionalit\u00e0, espansioni interpretative, errori di valutazione, degradazione del principio di distinzione e via cantando si \u00e8 aperto il fronte giuridico di questo conflitto.<\/p>\n<p>Il procuratore Khan della Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per le leadership di Hamas e del governo israeliano. Come per Putin, oggetto di simile provvedimento, il mandato di arresto limita fortemente la credibilit\u00e0 e l\u2019agibilit\u00e0 politica del governo israeliano.<\/p>\n<p>Pur non essendo riconosciuta da Israele e Stati Uniti, la Corte Penale pretende giustamente (sebbene con diverse ombre procedurali e personalistiche) di poter entrare nel merito di crimini di guerra e crimini contro l\u2019umanit\u00e0 ai danni dei palestinesi.\u2028 I capi d\u2019accusa hanno ricevuto una serie di contestazioni che, al di l\u00e0 dei dettagli tecnici, provano a squalificare il processo come indebita e pericolosa forma di pressione diplomatica.<\/p>\n<p>Parallelamente la Corte internazionale di Giustizia, su iniziativa del Sud Africa, ha aperto una valutazione sul conflitto in corso come possibile genocidio. La corte non si \u00e8 affatto espressa sul merito delle accuse, ma ha fornito semplicemente una serie di misure preventive.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si \u00e8 da poco aggiunta una Commissione dell\u2019Onu, sulla cui composizione sorvoliamo per il momento, che ha prodotto un rapporto sul presunto genocidio che risulta giuridicamente e metodologicamente fragile.<\/p>\n<p>Come spiegato dalla giurista Elena Marchetti, la guerra a a Gaza non dimostra il dolus specialis \u2013 l\u2019intento specifico di distruggere un gruppo in quanto tale \u2013 richiesto per configurare il crimine di genocidio, confondendo la retorica di guerra con la volont\u00e0 di sterminio.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni di funzionari israeliani, spesso tradotte o selezionate in modo arbitrario, vengono usate come \u201cprove\u201d sia dell\u2019intento genocidario sia dell\u2019incitamento al genocidio, in un ragionamento circolare e incoerente. Ma, come stabilito dalla giurisprudenza internazionale da Norimberga al Rwanda, il linguaggio politico o militare, anche se duro o disumanizzante, non costituisce di per s\u00e9 prova dell\u2019intento genocidario.<\/p>\n<p>Ignorando il contesto del 7 ottobre e non considerando spiegazioni alternative plausibili, la Commissione dell\u2019Onu ha fallito il test probatorio richiesto: le sue conclusioni non reggono a un esame giuridico serio e finiscono per far crollare la stessa accusa che intende sostenere.<\/p>\n<p><strong>Obiettivi raggiunti e serendipit\u00e0<b\/><\/strong><br \/>Il gabinetto di guerra israeliano aveva stabilito tre obiettivi all\u2019inizio dei combattimenti: la liberazione degli ostaggi, lo smantellamento delle infrastrutture terroristiche e infine il disarmo e la rimozione di Hamas dal governo della Striscia di Gaza.<\/p>\n<p>Molti analisti, come se si trattasse di stabilire un punteggio a Risiko, provano a valutare l\u2019esito del conflitto sulla base di quell\u2019elenco di cui, attualmente, \u00e8 stato raggiunto solamente la liberazione degli ostaggi.<\/p>\n<p>Per quanto Hamas abbia sottoscritto formalmente il proprio disarmo per lasciar spazio a un\u2019amministrazione tecnocratica di transizione, le dichiarazioni di molti suoi esponenti non fanno sperare bene.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 per\u00f2 da dire che Hamas, se non fosse stato per la vergognosa ed esiziale distrazione del 7 ottobre, non \u00e8 la principale minaccia per Israele. Questa guerra, che ha comunque annichilito e costretto alla resa Hamas, ha ottenuto degli obiettivi molto pi\u00f9 strategici per il presente e per il futuro dello Stato ebraico.<\/p>\n<p>Innanzitutto la vittoria su Hezbollah, la principale minaccia militare ai confini di Israele. Un\u2019operazione che ha stupito il mondo tanto per la chirurgica capacit\u00e0 militare quanto per la formidabile intelligence (i cercapersona esplosivi, che hanno tanto sconvolto il clero sciita da far dare la colpa alla magia nera salomonica).<\/p>\n<p>Il Libano adesso ha una possibilit\u00e0 di riscatto istituzionale, nel nuovo quadro di rapporti regionali. Hezbollah deve ancora essere disarmato, ma l\u2019unit\u00e0 tra sunniti e cristiani nella direzione degli Accordi di Abramo fa sperare bene.<\/p>\n<p>Anche la maleducatissima pressione israeliana sulle truppe Unifil \u00e8 stata una scommessa tanto ideologica quanto pragmatica di Nethanyahu: il vecchio modello di interposizione delle Nazioni Unite a trazione europea diventa facilmente uno schermo per il terrorismo e un limite per le democrazie.<\/p>\n<p>La sconfitta di Hezbollah ha immediatamente portato alla fine del regime di Assad in Siria. L\u2019azione l\u00ec \u00e8 stata pilotata da Erdo\u011fan, a quanto pare con l\u2019aiuto dei servizi ucraini che hanno potuto cos\u00ec infliggere un colpo strategico alla Russia che in Siria teneva navi e interessi importanti, oltre che il derivato prestigio.<\/p>\n<p>Il nuovo governo siriano \u00e8 abominevole, per quanto messo in giacca e cravatta dai turchi: ha dimostrato di aver mantenuto molto del jihadismo da cui proviene. Essendo per\u00f2 al guinzaglio della Turchia, Paese Nato, sicuramente risulta un notevole progresso rispetto alla Repubblica Islamica. Pur essendo passato da significativo partner commerciale di Israele a diretto avversario, Erdo\u011fan vuole portare la Siria nei Patti di Abramo. Se i suoi toni antisraeliani sono solo una manovra consensuale (in Turchia il tema \u00e8 molto sentito), le sue tattiche antisraeliane sono invece molto decise e sincere. Volendo spingersi il pi\u00f9 possibile verso Suez sta cercando di contendere all\u2019Iran il cuore di Hamas, per ripulire e manovrare anche loro; affermando cos\u00ec dai Dardanelli la volont\u00e0 di diventare re dei choke point mediterranei: ricordiamo la sua presenza in Libia e gli interessi in Algeria per bypassare il Marocco via Sahara Occidentale.<\/p>\n<p>Sull\u2019Iran c\u2019\u00e8 poco da dire. Per quanto uranio arricchito possa ancora tenersi in tasca, la Repubblica Islamica esce mortificata dal fallimento di Hamas, dalla sconfitta di Hezbollah, dall\u2019insignificanza degli Houthi (che attirano sempre pi\u00f9 l\u2019insofferenza del resto mondo), dalla penetrabilit\u00e0 dei propri apparati e soprattutto dalla manifesta debolezza militare.<\/p>\n<p>Infine, nonostante le numerose profezie su imminenti guerre civili tra sefarditi e ashkenaziti, tra coloni illegali e arabi israeliani, tra ultraortodossi ed esercito o tra opposizioni e maggioranza, il tessuto sociale israeliano sembra ancora il pi\u00f9 saldo del Medio Oriente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Tra la pompa magna di Donald Trump in Israele, e il commovente ritorno a casa degli ultimi ostaggi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":167223,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,72,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-167222","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-israele","12":"tag-mondo","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-ultime-notizie","16":"tag-ultime-notizie-di-mondo","17":"tag-ultimenotizie","18":"tag-ultimenotiziedimondo","19":"tag-world","20":"tag-world-news","21":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167222","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=167222"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167222\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/167223"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=167222"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=167222"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=167222"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}