{"id":167435,"date":"2025-10-16T09:08:15","date_gmt":"2025-10-16T09:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167435\/"},"modified":"2025-10-16T09:08:15","modified_gmt":"2025-10-16T09:08:15","slug":"carnevali-a-scuola-con-i-classici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167435\/","title":{"rendered":"Carnevali: a scuola con i classici"},"content":{"rendered":"<p>Partiamo dal titolo, che \u00e8 quanto mai azzeccato: Il teatro tiene banco. Azzeccato perch\u00e9 lucidamente ambiguo: da una parte allude al banco di scuola, e infatti \u00e8 di teatro per le scuole che il volume tratta; dall\u2019altra \u00e8 una piccola, puntuta provocazione al mondo dei grandi, grandissimi media planetari, facendo balenare il sospetto che, anzich\u00e9 ridotto al rango di nobile decaduto, come ritenuto dai pi\u00f9, il linguaggio teatrale conservi una forza in grado di tenere banco anche al presente, primeggiando per vitalit\u00e0 e capacit\u00e0 di rivolgersi in maniera non stereotipata agli adolescenti, in grado di trasformare il piccolo \u2013 non abbiamo milioni di follower\u2026 \u2013 in profondo. Eccola qui, l\u2019antologia di testi teatrali firmata da Davide Carnevali, che in seguito a svariati premi nazionali e riconoscimenti internazionali, si situa con felice autorevolezza nel panorama della drammaturgia italiana, tradotto e pubblicato in diverse lingue, dalla Francia all\u2019Argentina alla Romania. Eccetera. Ora questo bel libro, edito dal Saggiatore con la prefazione di Marco Balzano, raccoglie nove opere teatrali nate all\u2019interno del progetto omonimo del Piccolo Teatro dedicato alle scuole e realizzato dal 2022 al 2025, dove la sfida \u00e8 stata quella di presentare, durante tre stagioni, tre spettacoli differenti all\u2019anno: uno pensato per le scuole elementari, uno per le scuole medie e uno per gli istituti superiori. Ed \u00e8 evidente che, fatta salva la limpida autorialit\u00e0 di Carnevali i testi siano il frutto di un processo collettivo in cui hanno giocato la loro parte la pi\u00f9 importante istituzione del teatro italiano e la guida illuminata del suo direttore Claudio Longhi, gli attori Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell\u2019Utri, Diana Manea e Giulia Trivero, a pieno titolo co-autrici e co-autori dei \u201ccopioni\u201d, e di tante altre significative figure (organizzatrici, scenografi, costumiste, fonici, macchinisti, sarte e attrezziste), tutte preziose per il loro apporto, come sottolinea lo stesso Carnevali nella sua introduzione al volume: \u201cIl testo era pre-scritto\u201d, ci informa, \u201cma non doveva essere pre-scrittivo: \u00e8 in prova dunque che si sono andate costruendo queste opere, da un lavoro comune che ha coinvolto in alcune occasioni anche Virginia Landi, come assistente di regia, e Micol Jalla, come assistente volontaria. Lo spettacolo non \u00e8 mai la semplice messa in scena di un testo, ma il frutto di un lavoro di ensemble, che comprende tutte le maestranze; e dunque \u00e8 rimasta la loro traccia all\u2019interno di questi testi.\u201d<\/p>\n<p>Parole sante, soprattutto perch\u00e9 pronunciate dall\u2019architetto primo di questo polittico drammaturgico. E d\u2019altronde, che cosa di pi\u00f9 esaltante, in tempi di individualismo malato, di un autentico processo collettivo? Della scommessa di costruire cattedrali nel piatto deserto che ci attornia? Siamo schiacciati tra il superficiale essere massa anonima, milioni di followers che cliccano e cliccano e cliccano, e il non-essere di sterminate solitudini depresse. Che cliccano e cliccano e cliccano. Qui c\u2019 \u00e8 invece un noi, il teatro, che divertendo e divertendosi interroga e richiede l\u2019alleanza di un altro noi, la scuola. Attrici e attori, drammaturghi, insegnanti, studentesse e studenti: tutti insieme. Mescolati. E tale alleanza viene richiesta all\u2019insegna del gioco, una delle cose pi\u00f9 serie che ci siano al mondo. E cosa intendiamo per gioco? Chiamiamo a confortarci alcuni tra i massimi pensatori dell\u2019Occidente. Platone: \u201cL\u2019origine del gioco \u00e8 nei saltelli dei cuccioli di animali.\u201d Splendida. Saltelli, corpi. E Sant\u2019Agostino: \u201cNutre l\u2019anima solo ci\u00f2 che la rallegra.\u201d Siete d\u2019accordo, cari insegnanti? Non potete non esserlo, visti i giganti in questione. Entrambe le definizioni hanno un forte retrogusto dionisiaco, quel dio del teatro che, secoli e secoli orsono come nel terzo millennio, celebra i suoi misteri \u201cintrecciando cose gravi e cose buffe\u201d. E la citazione \u00e8 di Aristofane, un altro monumento, uno che inizi\u00f2 a scrivere a diciotto anni. Contro la guerra. Un adolescente infuriato, come tanti oggi nelle piazze d\u2019Italia. Come quelli per cui sono state scritte queste nove drammaturgie, la cui variet\u00e0 e ricchezza si evidenzia gi\u00e0 dai titoli, e trame sottintese. Carnevali si aggira con maestr\u00eca nel labirinto dei classici, siano essi fiabe, poemi epici, letteratura o teatro, attraversandoli come si attraversa un fiume, nuotandoci dentro. Sprofondando e riemergendo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" alt=\"k\" data-entity-type=\"file\" data-entity-uuid=\"4623b285-8ae9-4b07-9a71-172d2fa45ec0\" height=\"199\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Hero_Il_teatro_banco_24_25_1920x490.png\" width=\"780\" loading=\"lazy\"\/><br \/>\nElaborazione immagine \u00a9 Riccardo Frati.<\/p>\n<p>Si comincia con La favolosa battaglia dei topi e delle rane, liberamente tratta da Omero, da Leopardi e dalla cronaca della guerra in Ucraina. Che fissa, diciamo cos\u00ec, i paletti che sorreggeranno l\u2019intero triennio: il teatro \u00e8 invenzione di una realt\u00e0 altra, \u00e8 una \u201cscatola magica\u201d dove se io dico \u2013 con le parole, con un cartello appeso al collo, usando i linguaggi che mi sembrano pi\u00f9 convincenti \u2013 che un attore \u00e8 un topo e un\u2019attrice una rana, i due umani diventano davvero, per magia, un topo e una rana. Si fissa il principio brechtiano dello stare sul crinale tra incanto e disincanto, principio che sta come emblema di tutta questa avventura, dove anche i piccoli spettatori sono coinvolti a esprimere un giudizio nel finale, a diventare essi stessi attori: ricordandoci tutti che le invenzioni di Bertolt Brecht (lo straniamento, il coinvolgimento del pubblico, il post drammatico etc.) non le ha inventate lui, le ha solo ripresentate a tutti noi. Tali invenzioni nascono con Aristofane e Plauto e il teatro comico antico, verranno portate avanti dalle sacre rappresentazioni medievali, saranno poi sviluppate da Moli\u00e8re e Shakespeare, dal teatro didattico dei gesuiti e dalla Commedia dell\u2019Arte, fino appunto al drammaturgo tedesco. Fino a noi. Orlando hater e Angelica furiosa porta in scena lo stesso Ludovico Ariosto: l\u2019epica cavalleresca viene reinventata mescolando poesia e linguaggio dei social, e Orlando, in preda ai sentimenti tipici degli adolescenti, fatica a riconoscersi nei panni dell\u2019eroe: nel confronto con un\u2019Angelica lei s\u00ec furiosa\u2026 affronta le questioni legate alla parit\u00e0 di genere e agli stereotipi della mascolinit\u00e0. Il primo triennio si chiude con Antigone in cattedra: la tragedia prende vita durante l\u2019ora di supplenza di Creonte, un professore ad interim nella classe dei Tebani, e la sua protagonista fa i conti con le ferite aperte della societ\u00e0 patriarcale. Nel corso del triennio gli spettacoli per gli istituti superiori si sono sempre svolti nelle scuole milanesi, scelta significativa in grado di creare magia nei luoghi stessi della realt\u00e0, con gli attori e le attrici sedute tra i banchi insieme agli studenti, chiamati in causa sui nodi che affliggono la loro quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>Il secondo anno La meravigliosa avventura di Ci\u00e0ula nella caverna intreccia la novella di Pirandello alle suggestioni platoniche del mito della caverna: per far percepire ai bambini le profondit\u00e0 della \u201cscatola magica\u201d \u2013 che qui ritorna \u2013 li si fa passare attraverso le gallerie sotterranee che uniscono il Teatro Studio Melato al Teatro Strehler: e sempre pi\u00f9 evidente diventa quel che si diceva dianzi, ovvero che in questo progetto la scrittura drammaturgica \u00e8 inseparabile da quella scenica, che lo spazio scelto o un\u2019intenzione registica ispirano i dialoghi, cos\u00ec come il pubblico a cui ci rivolge, come le tecniche utilizzate, in questo caso il teatro d\u2019ombre. Dante Alighieri, nella Guida pratica per orientarsi nella selva oscura, \u00e8 un adolescente disorientato che si rivolge alla psicologa della scuola: \u00e8 lei che, insieme all\u2019amata Beatrice e all\u2019amico Virgilio, lo invita a non fuggire davanti alle difficolt\u00e0 e a proseguire quel cammino complicato ma affascinante che \u00e8 la vita. Se Ezra Pound affermava, con una definizione insuperata, che \u201cDante is the everyman\u201d, ovvero che Dante siamo tutti noi, in qualsiasi luogo e qualsiasi tempo, la figura smarrita nella \u201cselva oscura\u201d pu\u00f2 legittimamente e doverosamente incarnarsi in un ragazzino di oggi, aiutandolo a investigare le sue paure. I Sei personaggi in cerca di followers ritornano fisicamente a scuola, nelle classi del liceo, \u00e8 ancora Pirandello a essere preso di mira e a farci prendere la mira: i sei personaggi infatti entrano in aula cercando non l\u2019autore, ma dei followers che diano conferma alla loro esistenza partendo da un like.<\/p>\n<p>Viaggio fantastico nel (sotto)suolo apre il terzo anno con uno spettacolo sui generis, nato all\u2019interno di un progetto europeo e dalla collaborazione con il Politecnico di Milano e il professor Paolo Pileri. Oggetto della ricerca era il suolo, la sua fragilit\u00e0 e la sua importanza nell\u2019ecosistema. Qui si prendono come spunto le Operette morali di Leopardi conducendo i bambini e le bambine a mettere in discussione l\u2019antropocentrismo malato della nostra epoca, a ripensare una pi\u00f9 armonica convivenza con tutte le specie che abitano il nostro pianeta, per arrivare a \u201csentire\u201d, come dice in chiusura il folletto-guida, \u201cil battito della Terra.\u201d In Quel ladro del lago di Como i bravi manzoniani sono dei maranza che bullizzano all\u2019entrata gli spettatori e le spettatrici: \u201cquesto spettacolo non s\u2019ha da fare.\u201d Tutto nasce da un \u201ccappellino rubato\u201d: e sono certo che Alessandro Manzoni non possa che essere felice nel vedere il suo capolavoro smembrato e fatto a pezzi e poi fatto resuscitare per una storia di vittime e di violenza che, in omaggio alla sua immensa e spesso mal compresa ironia, \u201cfinisce bene\u201d. Il teatro comico goldoniano e la sua trilogia per la villeggiatura vengono invece utilizzati e rovesciati per stabilire un rapporto pi\u00f9 vero con il pubblico: togliersi la maschera \u00e8 il primo passo per aprirsi e condividere ansie e timori, soprattutto in un periodo complesso come quello tra la fine del ciclo scolastico obbligatorio e l\u2019ingresso nel mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Una volta terminata la lettura delle nove drammaturgie, emerge, come da uno sguardo panoramico dall\u2019alto, la variet\u00e0 di spunti e l\u2019unit\u00e0 profonda di concezione e prassi che le legano: non c\u2019\u00e8 mai, in questi testi, un furore iconoclasta contro la tradizione, semmai un affettuoso riabbracciarla, non allontanandosi affatto dai monumenti. Utilizzando senza timore il linguaggio quotidiano degli adolescenti, quello dei \u201craga\u201d e degli instagram, mettendo in opera i dispositivi del metateatro, la scrittura stratificata e sapiente di Davide Carnevali semmai ci avvicina a quegli amati antenati, come se suggerisse, a noi e ai giovanissimi a cui si rivolge: e ora andatevele a leggere nell\u2019originale, quelle antiche, preziose storie che qui vi abbiamo ripresentato. Vedrete, non sar\u00e0 tempo perso. \u00a0 \u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Partiamo dal titolo, che \u00e8 quanto mai azzeccato: Il teatro tiene banco. Azzeccato perch\u00e9 lucidamente ambiguo: da una&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":167436,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,102881,203,204,1537,90,89,1609,4887],"class_list":{"0":"post-167435","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-davide-carnevali","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-libri","16":"tag-teatro"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167435","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=167435"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167435\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/167436"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=167435"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=167435"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=167435"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}