{"id":167670,"date":"2025-10-16T11:55:09","date_gmt":"2025-10-16T11:55:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167670\/"},"modified":"2025-10-16T11:55:09","modified_gmt":"2025-10-16T11:55:09","slug":"questuomo-dovrebbe-avere-lalzheimer-da-25-anni-perche-non-si-e-ammalato-la-storia-di-doug-whitney","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167670\/","title":{"rendered":"Quest&#8217;uomo dovrebbe avere l&#8217;Alzheimer da 25 anni. Perch\u00e9 non si \u00e8 ammalato? La storia di Doug Whitney"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Cristina Marrone<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Undici fratelli di Doug Whitney &#8211; ex meccanico navale &#8211; hanno sviluppato la malattia prima dei 50 anni. Lui, pur con una massiccia presenza di placche amiloidi nel cervello, ha mantenuto una perfetta salute cognitiva. Gli scienziati stanno studiando i suoi geni<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Era destinato a sviluppare la <b>malattia di Alzheimer <\/b>in giovante et\u00e0: una particolare mutazione su un gene<a href=\"\"> noto come\u00a0 <\/a><a href=\"\">PSEN2<\/a> lo avrebbe dovuto condannare a sviluppare la malattia neurodegenerativa<b> entro i 50 anni.<\/b>\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La madre dell&#8217;uomo, meccanico sulle grandi navi, aveva trasmesso questa mutazione a 11 dei 13 figli e tutti avevano sviluppato demenza.\u00a0 Eppure lui,<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/d41586-025-00398-4\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> a differenza di tutta la sua famiglia ha raggiunto i suoi 76 anni <\/a>senza alcun declino cognitivo. Il suo caso di\u00a0\u00abresistenza\u00bb all&#8217;Alzheimer giovanile \u00e8 stato descritto dalla rivista <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41591-025-03494-0\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Nature Medicine<\/a>. Si tratta del <b>terzo caso al mondo<\/b> finora documentato.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Buona salute cognitiva<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La<b> mutazione sul gene PSEN2<\/b>, a<b> trasmissione ereditaria<\/b>, induce il cervello a produrre una forma di proteina amiloide pi\u00f9 incline a creare aggregati neurotossici e a sviluppare la malattia di Alzheimer prima dei 50 anni.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La famiglia di Doug, con la sfortunata mutazione, \u00e8 seguita dal 2011 in uno studio denominato <a href=\"https:\/\/www.alzheimers.gov\/clinical-trials\/dominantly-inherited-alzheimer-network-dian\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Dominantly Inherited Alzheimer Network (DIAN) <\/a>con l&#8217;obiettivo di individuare biomarcatori che possono contribuire allo sviluppo dell&#8217;Alzheimer in chi \u00e8 portatore di mutazioni che predispongono alla malattia.\u00a0\u00c8 la famiglia pi\u00f9 numerosa degli Stati Uniti ad avere una mutazione genetica che causa l&#8217;Alzheimer.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando l&#8217;uomo, all&#8217;et\u00e0 di 61 anni si \u00e8 presentato alla Washington University di St. Louis (Missouri) dove \u00e8 in corso la ricerca il team di neurologi, guidato da Jorge Llibre-Guerra, questi \u00e8 rimasto molto sorpreso nel vederlo in<b> perfetta salute cognitiva <\/b>pur con la terribile mutazione sul gene PSEN2.\u00a0<\/p>\n<p>    Il cervello pieno di placche di beta amiloide<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non solo, l&#8217;aspetto pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che<b> il cervello del paziente era pieno di placche beta amiloide<\/b>, sintomo pi\u00f9 tipico dell&#8217;Alzheimer, ritenuto la causa della morte neuronale e dei danni cognitivi dovuti alla malattia.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La PET ha inoltre evidenziato che il cervello del paziente presentava<b> un moderato accumulo di grovigli di proteina tau <\/b>(anche questo \u00e8 segno di Alzheimer) ma solo all&#8217;interno dei neuroni del lobo occipitale, deputato alle funzioni visive, zona non colpita dalla malattia neurodegenerativa.<\/p>\n<p>    Resistenza all&#8217;Alzheimer<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel corso di dieci anni, Llibre-Guerra e i suoi colleghi hanno eseguito <b>test di memoria e altre valutazioni cognitive <\/b>per determinare se l&#8217;uomo fosse davvero resistente all&#8217;Alzheimer. Negli anni non ha mostrato alcun segno di decadimento e anzi, con<b> la pratica ha migliorato alcuni esercizi<\/b>.\u00a0<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ma che cosa ha protetto questo paziente da una sorte che sembrava segnata?<\/b> Attraverso l&#8217;analisi genetica \u00e8 emerso che il paziente non aveva varianti protettive individuate in passato in altri pazienti (come ad esempio la<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/24_giugno_20\/alzheimer-la-variante-che-protegge-dal-declino-cognitivo-chi-e-predisposto-alla-malattia-precoce-04e322fd-1092-4b86-9f9c-5d31e9bb1xlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> variante genetica del gene Reln<\/a>\u00a0o Christchurch\u00a0) ma aveva <b>nove varianti genetiche assenti nei suoi familiari con la mutazione PSEN2 e demenza precoce<\/b>. Sei di queste varianti non erano mai state associate all&#8217;Alzheimer, ma hanno un legame con funzioni che possono contribuire alla malattia come la neuroinfiammazione e il ripiegamento delle proteine.<\/p>\n<p>    Bassa infiammazione neuronale<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I ricercatori ipotizzano che una<b> combinazione di varianti genetiche (non ancora determinate)\u00a0<\/b>insieme a <b>fattori ambientali <\/b>(\u00e8 stato esposto a <b>calore elevato <\/b>in quanto meccanico di motori diesel di grandi navi)<b>\u00a0<\/b>e <b>corretto stile di vita<\/b> potrebbero spiegare <b>perch\u00e9 quell&#8217;uomo ha resistito alla demenza cos\u00ec a lungo<\/b>.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il paziente tra l&#8217;altro presentava un <b>basso livello di di infiammazione neuronale<\/b> rispetto alla maggior parte di pazienti con Alzheimer, come se<b> il suo sistema immunitario stesse reagendo in modo meno aggressivo alla presenza di placche amiloidi<\/b>. I risultati vanno contro la teoria prevalente secondo cui l&#8217;amiloide \u00e8 il principale fattore scatenante del morbo di Alzheimer: in questo caso <b>la malattia non si \u00e8 sviluppata nonostante la presenza massiccia di placche amilioidi nel cervello<\/b> e dunque la teoria non sarebbe valida per tutti.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo Llibre-Guerra impedire alla tau di diffondersi nel cervello potrebbe essere sufficiente a ritardare o addirittura fermare lo sviluppo della demenza.<\/p>\n<p>    I due precedenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Due anni fa era stato raccontato sempre su<a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41591-023-02318-3\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> Nature Medicine<\/a> il caso di un <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/24_giugno_20\/alzheimer-la-variante-che-protegge-dal-declino-cognitivo-chi-e-predisposto-alla-malattia-precoce-04e322fd-1092-4b86-9f9c-5d31e9bb1xlk.shtml?refresh_ce\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">paziente colombiano<\/a>: anche lui aveva una variante predisponente all&#8217;Alzheimer,\u00a0 PSEN1, e avrebbe dovuto sviluppare la malattia neurodegenerativa entro i 40 anni. Invece ha proseguito a lavorare nella sua officina fino a 60 anni e ha cominciato a manifestare i primi sintomi di declino cognitivo intorno ai 67 anni.<b> Nel suo caso a proteggerlo era stata una variante del gene Reln.\u00a0<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nel 2019 alcuni ricercatori statunitensi di Boston  avevano descritto ancora su <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41591-019-0611-3.epdf?sharing_token=ThbZ9_z5uDNyXae1wsanGdRgN0jAjWel9jnR3ZoTv0MD-VV86aAAyEwkkG6LIbiRdl1gDXOz3el6NPWbJcYPfjiCmGXigDL0NI5E66tH2bpTSUNKHpmx1j45VlfEOW1x6a1r05eNG4aVj7nhVjnlONHfR_lji8nJBNX7Gc2vY-jHGeirOlycOk9bp3OAW447nfq_NsvF-EZEYRtILXqszkrnuliS37mVAQ6IgWK0DgM%3D&amp;tracking_referrer=www.washingtonpost.com\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\">Nature Medicine<\/a> il caso di un&#8217;altra paziente capace di difendersi dallo stesso destino. La memoria di questa donna ha iniziato a calare solo all\u2019et\u00e0 di 70 anni. A proteggerla \u00e8 stata un<b>\u2019altra mutazione genetica soprannominata Christchurch APOE3<\/b> (dal nome della citt\u00e0 neozelandese dove \u00e8 stata scoperta): sebbene il suo cervello fosse intasato di placche amiloidi era relativamente libero dalla proteina tau. La donna madre di quattro figli e con un anno appena di istruzione alle spalle aveva una buona forma cognitiva: la protezione di cui beneficiava non poteva derivare da un&#8217;elevata scolarit\u00e0, ma dipendere invece da un fattore biologico. Le analisi genetiche della paziente hanno rivelato una mutazione estremamente rara: due copie della variante APOE3 entrambe con una mutazione nota come Christchurch.\u00a0<b> La doppia mutazione l&#8217;ha protetta, nonostante la scomoda eredit\u00e0 della famiglia.<\/b><\/p>\n<p>    Un \u00abunicorno scientifico\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il signor Whitney \u00e8 un <b>caso unico<\/b> e non facile da studiare. Capire davvero che cosa lo abbia protetto non \u00e8 semplice, con milioni di varianti genetiche che ogni individuo possiede e nessun caso analogo da raffrontare. Eppure, grazie alla disponibilit\u00e0 della sua famiglia a sottoporsi agli esami, allo stesso tempo offre un potenziale incredibile per fornire nuove informazioni cruciali per la ricerca.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-16T12:40:08+02:00\">16 ottobre 2025 ( modifica il 16 ottobre 2025 | 12:40)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Cristina Marrone Undici fratelli di Doug Whitney &#8211; ex meccanico navale &#8211; hanno sviluppato la malattia prima&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":167671,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[10302,2537,2998,103041,103042,5143,25979,103054,6090,1048,2094,103055,103043,2140,12592,13819,790,1278,2727,53069,5774,12752,31790,2152,1909,10398,21799,96321,77,239,1537,90,89,103044,103045,370,56532,8888,1223,22507,103046,103047,103048,103049,55084,6224,83409,103050,8158,48285,240,103051,53068,53072,56535,12514,48364,103052,103053],"class_list":{"0":"post-167670","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-alcun","9":"tag-altra","10":"tag-alzheimer","11":"tag-amiloide","12":"tag-amiloidi","13":"tag-analisi","14":"tag-beta","15":"tag-beta-amiloide","16":"tag-buona","17":"tag-causa","18":"tag-cervello","19":"tag-cervello-paziente","20":"tag-christchurch","21":"tag-cognitiva","22":"tag-cognitivo","23":"tag-contribuire","24":"tag-corso","25":"tag-davvero","26":"tag-declino","27":"tag-declino-cognitivo","28":"tag-demenza","29":"tag-descritto","30":"tag-doug","31":"tag-eta","32":"tag-famiglia","33":"tag-gene","34":"tag-genetica","35":"tag-genetiche","36":"tag-guerra","37":"tag-health","38":"tag-it","39":"tag-italia","40":"tag-italy","41":"tag-llibre","42":"tag-llibre-guerra","43":"tag-malattia","44":"tag-malattia-neurodegenerativa","45":"tag-meccanico","46":"tag-medicine","47":"tag-mutazione","48":"tag-mutazione-gene","49":"tag-nature","50":"tag-nature-medicine","51":"tag-neurodegenerativa","52":"tag-neuronale","53":"tag-paziente","54":"tag-placche","55":"tag-placche-amiloidi","56":"tag-presenza","57":"tag-proteina","58":"tag-salute","59":"tag-salute-cognitiva","60":"tag-sviluppare","61":"tag-sviluppare-malattia","62":"tag-tau","63":"tag-variante","64":"tag-varianti","65":"tag-varianti-genetiche","66":"tag-whitney"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167670","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=167670"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167670\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/167671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=167670"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=167670"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=167670"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}