{"id":167816,"date":"2025-10-16T13:38:24","date_gmt":"2025-10-16T13:38:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167816\/"},"modified":"2025-10-16T13:38:24","modified_gmt":"2025-10-16T13:38:24","slug":"immergersi-in-una-biblioteca-umana-permette-di-smontare-i-falsi-miti-sulla-salute-mentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/167816\/","title":{"rendered":"Immergersi in una \u201cbiblioteca umana\u201d permette di smontare i falsi miti sulla salute mentale"},"content":{"rendered":"<p>Nel foyer del teatro milanese Franco Parenti ci sono 14 persone sedute. Di fronte a ognuna di loro una sedia vuota. Tutti indossano la stessa maglietta rossa con la scritta \u201clibro umano\u201d sul petto: il posto libero \u00e8 riservato a chi decider\u00e0 di ascoltare la loro storia.\u00a0<\/p>\n<p>In occasione della Giornata mondiale della salute mentale, il 10 ottobre 2025, Fondazione Empatia Milano ha organizzato a met\u00e0 mese una \u201chuman library\u201d o \u201cbiblioteca umana\u201d. I 14 \u201clibri\u201d sono in realt\u00e0 persone che hanno conosciuto o stanno ancora vivendo situazioni di disagio mentale. Le storie di ciascuno sono riassunte in un catalogo con un titolo rappresentativo e un sommario descrittivo. I visitatori possono scegliere quale \u201clibro umano\u201d ascoltare, in un incontro di mezz\u2019ora, faccia a faccia, seduti uno di fronte all\u2019altro.\u00a0<\/p>\n<p>Come spiega Cristina Savino, formatrice e portavoce di Fondazione Empatia Milano, ente promotore dell\u2019evento, \u201cl\u2019obiettivo dell\u2019iniziativa, nata in Danimarca nel 2000, \u00e8 quello di smontare i falsi miti che circondano il tema della salute mentale e di chi lo vive o in prima persona o per lavoro o relazione familiare, e cambiare la narrazione della malattia: non pi\u00f9 riportata da tecnici, ma dal basso, da chi ci \u00e8 passato\u201d.<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>Tra i 14 libri le prospettive sono molto diverse. Per alcuni la malattia \u00e8 oggi un ricordo. Come per Enrico, che per pi\u00f9 di vent\u2019anni ha sofferto di gioco d\u2019azzardo patologico. All\u2019inizio, appena diciassettenne, le scommesse sui cavalli erano un divertimento. Poi la dipendenza lo ha portato a giocarsi i soldi delle polizze affidatigli dai suoi clienti, senza nemmeno pi\u00f9 essere interessato a vincere o perdere, perch\u00e9 tanto il giorno dopo si ricominciava da capo. \u201cA 37 anni mi hanno chiuso i rubinetti, nessuno si fidava pi\u00f9 di me. Con imbarazzo ho per la prima volta chiesto aiuto e con il gruppo dei giocatori anonimi, e tanta pazienza, ho compreso la radice emozionale di questa malattia che, dietro al gioco d\u2019azzardo, nasconde un problema di co-dipendenza e, finalmente, ne sono uscito\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"227203\" data-permalink=\"https:\/\/altreconomia.it\/immergersi-in-una-biblioteca-umana-permette-di-smontare-i-falsi-miti-sulla-salute-mentale\/_dsc0085\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/altreconomia.it\/app\/uploads\/2025\/10\/DSC0085-scaled.jpg?fit=1704%2C2560&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1704,2560\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"_DSC0085\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/altreconomia.it\/app\/uploads\/2025\/10\/DSC0085-scaled.jpg?fit=200%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/altreconomia.it\/app\/uploads\/2025\/10\/DSC0085-scaled.jpg?fit=681%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-227203 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/DSC0085-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"1704\" height=\"2560\"  \/>Il \u201clibro umano\u201d Luca racconta la sua storia \u00a9 Francesca Bellini<\/p>\n<p>Per Tommaso invece la schizofrenia rappresenta il presente: \u201cChiedere \u2018sei guarito\u2019 \u00e8 la domanda sbagliata. La malattia psichiatrica non va via, non c\u2019\u00e8 guarigione. Quello su cui si pu\u00f2 lavorare \u00e8 la stabilit\u00e0, vivere giorno per giorno e con l\u2019aiuto del gruppo diurno e delle medicine mantenere un equilibrio\u201d. <\/p>\n<p>Come osserva Tommaso, nessuno si azzarderebbe a discriminare o isolare una persona diabetica perch\u00e9 per tutta la vita \u00e8 costretta a prendere delle medicine, in quanto malattia cronica. Per un malato mentale per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec e agli sguardi compassionevoli e pietistici si alternano gli scherni e la paura. \u201cA tutti quelli che mi trattano come fossi un bambino rispondo provocatoriamente \u2018sono pazzo non scemo\u2019. Le persone pensano al disagio psichiatrico come una colpa, un problema. Perch\u00e9 mi devo vergognare di quella che \u00e8 una malattia? C\u2019\u00e8 tanta ignoranza e tanta paura. Anche nella ricerca di un impiego, appena si menziona il tema, i datori di lavoro si ritraggono ed \u00e8 a priori un \u2018no\u2019. C\u2019\u00e8 molta pi\u00f9 attenzione e comprensione verso chi ha una disabilit\u00e0 fisica. Ma io mi chiamo Tommaso e non voglio essere un\u2019etichetta\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Il tema della vergogna e del senso di colpa \u00e8 ricorrente, non solo per chi vive in prima persona la malattia, ma anche per i familiari che accompagnano chi sta attraversando quel disagio, la cui storia \u00e8 molto spesso inascoltata. Maria Luisa ha riconosciuto per la prima volta il proprio malessere attraverso quello dei suoi due figli. Nonostante i tanti viaggi e la laurea in Matematica, in anni in cui non era cos\u00ec comune per le donne studiare, non aveva mai sentito parlare di salute mentale, obbligandosi a ignorare i segnali di forte malinconia che provava. Quando per\u00f2 i suoi figli si sono entrambi ammalati ha capito che dietro il loro dolore c\u2019era la sua storia e per la prima volta ha chiesto aiuto. \u201cMio padre \u00e8 morto quando avevo due anni. Nessuno in quel periodo mi ha mai chiesto come mi sentissi, c\u2019era l\u2019idea che i bambini piccoli non soffrono. Tutta la mia vita \u00e8 stata una fuga, caratterizzata da sfide e sport estremi per non pensare al vuoto che avevo dentro. Ai miei figli ho trasmesso quest\u2019ansia da prestazione, diventando per loro un modello inarrivabile\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>Con la psicoanalisi multifamiliare Maria Luisa affronta quel dolore e per la prima volta riesce a piangere davanti a qualcuno. Quel momento per lei \u00e8 l\u2019epifania, un cambio di vita e di sguardo verso i suoi figli e s\u00e9 stessa. \u201cNon c\u2019\u00e8 senso di colpa oggi per quello che \u00e8 successo, ma riconoscimento del dolore. Attraverso la terapia di gruppo, ho imparato ad avere piet\u00e0 di me e a perdonarmi\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>La consapevolezza di quanto il disagio mentale non colpisca solo la persona malata, ma l\u2019intero nucleo familiare, \u00e8 il motore che spinge Maria Luisa a essere la presidente dell\u2019associazione Psiche Lombardia, nata per accompagnare altri genitori, che non trovano supporto nelle strutture sanitarie, in percorsi di cura e guarigione.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"227195\" data-permalink=\"https:\/\/altreconomia.it\/immergersi-in-una-biblioteca-umana-permette-di-smontare-i-falsi-miti-sulla-salute-mentale\/_dsc0080\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/altreconomia.it\/app\/uploads\/2025\/10\/DSC0080-scaled.jpg?fit=1702%2C2560&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1702,2560\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;4.8&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D3200&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1760182269&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;40&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;3200&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.02&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"_DSC0080\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/altreconomia.it\/app\/uploads\/2025\/10\/DSC0080-scaled.jpg?fit=199%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/altreconomia.it\/app\/uploads\/2025\/10\/DSC0080-scaled.jpg?fit=681%2C1024&amp;ssl=1\" class=\"wp-image-227195 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/DSC0080-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"1702\" height=\"2560\"  \/>La biblioteca umana allestita al teatro Franco Parenti, sabato 11 ottobre \u00a9 Francesca Bellini<\/p>\n<p>Molti dei libri umani presenti fanno parte dei due progetti AccogliMi Plus e R3 insieme per Recovery, co-finanziati dal Comune di Milano e implementati da diverse organizzazioni del terzo settore, tra cui la Cooperativa lotta contro l\u2019emarginazione. Per Davide Motto, responsabile area salute mentale di quest\u2019ultima e portavoce del Cnca Lombardia, di cui la cooperativa fa parte, la forza delle biblioteche umane sta proprio nelle storie raccontate che in un modo unico riescono a permettere alle persone che partecipano, come libri umani e come visitatori, di creare un momento di spontanea condivisione e intimit\u00e0, lontano dalle distrazioni della quotidianit\u00e0.\u00a0<\/p>\n<p>Le reazioni di chi si siede sulla sedia come ascoltatore sono infatti sorprendenti. C\u2019\u00e8 chi si commuove, chi abbraccia il \u201clibro\u201d, chi si scambia numeri di telefono. \u201cLa cosa pi\u00f9 bella \u00e8 che portando questo format in diversi luoghi della citt\u00e0 (sono state sedi di iniziative come questa il Museo del Novecento, il Mudec e la sede della Regione Lombardia, solo per citarne alcune) si possono raggiungere tantissime persone che non hanno necessariamente una correlazione con la salute mentale e non fanno parte del giro degli operatori o delle famiglie dei beneficiari. Questo -conclude Motto- ci permette davvero di fare un passo avanti per rompere il muro del pregiudizio\u201d.<\/p>\n<p>\u00a9\u00a0riproduzione riservata\u00a0<\/p>\n<p>\n                Il tuo supporto aiuta a proteggere l&#8217;indipendenza di Altreconomia.<br \/>\n                Qualsiasi donazione, piccola o grande, \u00e8 fondamentale per il nostro futuro.\n            <\/p>\n<p>            <a href=\"https:\/\/altreconomia.it\/dona\/\" class=\"btn d-print-none\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Sostieni<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel foyer del teatro milanese Franco Parenti ci sono 14 persone sedute. 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