{"id":168215,"date":"2025-10-16T18:08:17","date_gmt":"2025-10-16T18:08:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/168215\/"},"modified":"2025-10-16T18:08:17","modified_gmt":"2025-10-16T18:08:17","slug":"eraldo-affinati-la-scuola-per-me-era-un-inferno-per-questo-cerco-di-renderla-un-paradiso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/168215\/","title":{"rendered":"Eraldo Affinati: \u00abLa scuola per me era un inferno, per questo cerco di renderla un paradiso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Si intitola Per amore del futuro. Educare oggi il nuovo libro di <strong>Eraldo Affinati,<\/strong> insegnante, scrittore, fondatore insieme alla moglie Anna Luce Lenzi della\u00a0<a href=\"http:\/\/www.scuolapennywirton.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Penny Wirton<\/a>, una scuola gratuita di italiano per stranieri che oggi conta 65 sedi in Italia.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Un titolo che contiene insieme una promessa e una responsabilit\u00e0. Ma oggi l\u2019insegnante ha cos\u00ec poco riconoscimento sociale che non lo vuole fare pi\u00f9 nessuno. Davvero serve insistere ancora sulla dimensione di senso, quasi vocazionale dell\u2019insegnamento? Non rischiamo di parlare solo a chi \u00e8 gi\u00e0 convinto e fa gi\u00e0 l\u2019insegnante in un certo modo?<\/p>\n<p>In questo ultimo libro, gemello del precedente,\u00a0Testa, cuore e mani. Grandi educatori a Roma (Libreria Editrice Vaticana 2025) cerco di riflettere, a partire dalla mia lunga esperienza come docente di lettere \u2013 prima negli istituti professionali di Stato, poi alla scuola Penny Wirton \u2013 sulle sfide educative che abbiamo di fronte, non solo nell\u2019ambito dell\u2019istruzione pubblica, anche in famiglia e, in senso pi\u00f9 generale, in ogni comunit\u00e0 sociale. Mi sono chiesto chi sia il maestro oggi, come dovremmo gestire l\u2019inquietudine adolescenziale, come fare per sollevare la valutazione dal peso precettistico che ancora si porta dietro, cosa significa scegliere e perch\u00e9, nell\u2019azione pedagogica, non dovremmo agire da soli, in che senso la rivoluzione digitale ci impone di cambiar rotta. In particolare ragiono sulle motivazioni del volontariato.\u00a0Uno dei miei fari di orientamento in tutto questo sono state le ragazze i ragazzi che vengono a fare da noi i tirocini formativi, che oggi non si chiamano pi\u00f9 Pcto ma \u201cformazione scuola-lavoro\u201d. \u00c8 stata proprio una liceale di San Benedetto del Tronto, Carla Vittoria, che qualche anno fa, quando le chiesi perch\u00e9 secondo lei uno dovrebbe fare l\u2019insegnante, mi stup\u00ec dicendo: \u00abPer amore del futuro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Nel libro scrive che \u00abeducare \u00e8 esporsi al rischio dell\u2019altro\u00bb. Cosa intende? \u00c8 una frase che sposta l\u2019asse, che toglie l\u2019educazione dal piano delle metodologie e la riporta al cuore della relazione con l\u2019altro. Mi pare che la scuola italiana stia andando in un\u2019altra direzione\u2026<\/p>\n<p>Tutti i grandi educatori e le grandi educatrici del passato, da Maria Montessori ad Alberto Manzi, da don Lorenzo Milani a monsignor Carroll Abbing, per citare solo quelli pi\u00f9 recenti, ci hanno spiegato che, prima ancora dei metodi, conta la qualit\u00e0 della relazione umana che si realizza in aula o nei suoi pressi. Ancora oggi, \u00e8 vero, continuiamo a non ascoltarli, perlomeno non in modo strutturale, ma solo attraverso sperimentazioni estemporanee pur presenti nel nostro Paese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1200\" alt=\"Scuola Penny Wirton di Roma\" class=\"wp-image-502023 lazyload\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Scuola-Penny-Wirton-di-Roma.jpeg\"  data-eio-rwidth=\"1600\" data-eio-rheight=\"1200\"\/>Scuola Penny Wirton di Roma<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Per\u00f2 questo vuol dire \u2013 cito sempre dal libro \u2013 vivere la mortificazione dell\u2019energia sprecata, l\u2019avventura di chi ricomincia daccapo. Il maestro per lei rappresenta quella relazione speciale, priva di riscontri oggettivi e di compensi, l\u2019azione a fondo perduto di chi crede in ci\u00f2 che fa, a prescindere dall\u2019obiettivo raggiunto i mancato. Concretamente, questo quanto pesa? E allora\u2026 perch\u00e9 farlo?<\/p>\n<p>Dal ragazzo bocciato e ribelle che si trasforma in assistente volontario alla Penny Wirton, spingendomi a tesserne un paradossale elogio, fino a Daniela, costretta all\u2019immobilit\u00e0 permanente a causa di una grave malattia, che decide di venire da noi a insegnare l\u2019italiano a un immigrato appena arrivato dallo Sri Lanka\u2026 avrei tante cose belle da raccontare! Di qualcuna parlo nel libro. Ma ci\u00f2 che mi resta di pi\u00f9 non sono le vittorie, bens\u00ec i fallimenti. \u00c8 stato quando ho sbagliato che ho imparato di pi\u00f9. A volte mi sono lasciato trascinare dalla passione e ho smarrito l\u2019equilibrio necessario. Ecco perch\u00e9, nel momento in cui vedo gli stessi miei errori nelle nostre volontarie, penso di poter dare consigli utili. Dobbiamo restare sempre lucidi di fronte alla fragilit\u00e0 nostra e altrui, anche perch\u00e9 educare chiama in causa grovigli spesso irrisolti che non riguardano la sola generazione che abbiamo di fronte: nei problemi di uno scolaro spesso affiorano tensioni dal nostro passato. Noi, come educatori e genitori, questo non dovremmo mai dimenticarlo.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Lei parla anche di \u201cvalutazione come cura\u201d. Un\u2019espressione insolita. Come si inserisce nel dibattito in corso sulla valutazione, con spinte da un lato per la valutazione formativa e dall\u2019altro sul ritorno del voto?\u00a0<\/p>\n<p>Di questo tema cruciale parlo nel capitolo intitolato\u00a0\u201cA ingranaggi scoperti\u201d,\u00a0ma anche in\u00a0\u201cLa stazione di partenza\u201d. In sintesi: noi come docenti non dovremmo mai tenere le carte coperte, quindi niente domande-trabocchetto fatte apposta per far sbagliare l\u2019alunno, come invece faceva la professoressa contro la quale si scagli\u00f2 il priore di Barbiana, mai gettare nel cestino la risposta sbagliata accontentandosi di quella giusta. Si tratta di premiare il movimento che registriamo nei nostri alunni, dal punto in cui si trovano quando li conosciamo, prima ancora dei traguardi da notificare. Dobbiamo sapere che il nostro lavoro inizia quando i risultati non ci sono, non quando va tutto bene: per questo non dobbiamo lasciare indietro nessuno, perch\u00e9 ogni apprendimento ha una sua forma e un suo tempo. Fermo restando che gli obiettivi non vanno mai abbassati. Dobbiamo essere sempre ambiziosi. Mai rinunciatari.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.vita.it\/newsletter\/dire-fare-baciare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"\" class=\"wp-image-334190 lazyload\" width=\"609\" height=\"221\"  src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/NL_SDECARLI.png\"  data-eio-rwidth=\"825\" data-eio-rheight=\"300\"\/><\/a><\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">\u00abGli alunni che hai avuto ti restano dentro per sempre\u00bb: qual \u00e8 il suo?\u00a0<\/p>\n<p>Si chiamava Fabietto, aveva la sindrome di Down. Ogni volta che arrivavo a scuola mi saltava addosso. Una volta rimbalz\u00f2 sul mio petto e cadde per terra. Il sorriso che mi regal\u00f2 rialzandosi in piedi un po\u2019 frastornato \u00e8 uno dei gioielli interiori della mia vita.<\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Alla fine del libro c\u2019\u00e8 un dizionario per una scuola nuova. La sua parola qual \u00e8? Dopo tanti anni di scuola, davvero lei continua a credere che educare possa \u201ccambiare il mondo\u201d?\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-style-default\">Cambiare il mondo no, non lo penso. Cambiare una persona s\u00ec, questo \u00e8 possibile. Ecco perch\u00e9 fra le 28 definizioni che ho raccolto dalle professoresse che vennero ad ascoltarmi nel monastero di Cellole, scelgo la parola \u201cpace\u201d, citando la declinazione che ne abbiamo dato:\u00a0 \u00abNon mero ideale, sentimento irenico, ingenuo e utopico, bens\u00ec operativit\u00e0, impegno continuo e fattivo, in grado di mettere in circolo, valori, idee e strategie concrete\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"424\" height=\"655\" alt=\"\" class=\"wp-image-502036 lazyload\" style=\"width:304px;height:auto\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/9788892248946_0_0_424_0_75.jpg\" data-eio-rwidth=\"424\" data-eio-rheight=\"655\"\/><\/p>\n<p class=\"is-style-domanda\">Sabato 18 sar\u00e0 a \u201c<a href=\"https:\/\/www.bergamoincontra.com\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/BGI_Programma_25.pdf\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Bergamo Incontra<\/a>\u201d, che quest\u2019anno\u00a0\u00e8 dedicato a\u00a0\u201cCi\u00f2 che inferno non \u00e8\u201d: un invito a riconoscere il bene che resiste anche nei luoghi pi\u00f9 oscuri della storia e della vita personale di ciascuno. Oggi la scuola pare inferno a tanti docenti e tanti ragazzi.\u00a0Oggi molti insegnanti vivono un senso di smarrimento. Cosa direbbe loro? E alla fatica dei ragazzi, invece?\u00a0<\/p>\n<p>Sia ai docenti, sia ai ragazzi direi che quando avevo 15 anni per me la scuola era un inferno. Ma forse proprio per questa ragione ho cercato di renderla un piccolo paradiso.<\/p>\n<p>Foto da Eraldo Affinati<\/p>\n<p>                Cosa fa VITA?<\/p>\n<p dir=\"ltr\">Da 30 anni VITA \u00e8 la testata di riferimento dell\u2019innovazione sociale, dell\u2019attivismo civico e del Terzo settore. Siamo un\u2019impresa sociale senza scopo di lucro: raccontiamo storie, promuoviamo campagne, interpelliamo le\u00a0imprese, la politica e le istituzioni per promuovere i valori dell\u2019interesse generale e del bene comune. Se riusciamo a farlo \u00e8\u00a0 grazie a chi decide di sostenerci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si intitola Per amore del futuro. 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