{"id":169184,"date":"2025-10-17T08:13:09","date_gmt":"2025-10-17T08:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169184\/"},"modified":"2025-10-17T08:13:09","modified_gmt":"2025-10-17T08:13:09","slug":"il-gigante-respira-di-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169184\/","title":{"rendered":"il gigante &#8220;respira&#8221; di nuovo"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel cuore arido del <strong>Belucistan iraniano<\/strong>, tra montagne brulle e distese di sabbia, si erge il <strong>Taftan<\/strong>, un colosso di roccia e zolfo alto quasi <strong>4mila metri<\/strong>. Per secoli ha dormito, apparentemente immobile, tanto che gli studiosi lo avevano etichettato come <strong>\u201cvulcano estinto\u201d<\/strong>. Eppure, sotto quella crosta di silenzio, qualcosa si \u00e8 mosso. Un nuovo studio pubblicato su <strong>Geophysical Research Letters<\/strong> ha rivelato che il terreno attorno alla sommit\u00e0 del vulcano si \u00e8 <strong>sollevato di 9 cm in meno di un anno<\/strong>, tra luglio 2023 e maggio 2024. Un dettaglio minuscolo, quasi impercettibile, ma che per i vulcanologi \u00e8 come <strong>sentire il battito del cuore di un gigante addormentato<\/strong>.<\/p>\n<p>Il \u201crespiro\u201d della Terra<\/p>\n<p>A notare per primo il cambiamento \u00e8 stato <strong>Mohammadhossein Mohammadnia<\/strong>, giovane ricercatore iraniano che lavora in Spagna, all\u2019<strong>Istituto di Prodotti Naturali e Agrobiologia (IPNA-CSIC)<\/strong>. Analizzando le immagini satellitari della missione europea <strong>Sentinel-1<\/strong>, Mohammadnia ha scoperto che una porzione del terreno vicino al cratere del Taftan si stava gonfiando lentamente, come se il vulcano stesse trattenendo il fiato.<\/p>\n<p>Gas, magma o entrambi?<\/p>\n<p>Gli studiosi hanno calcolato che il fenomeno proviene da una profondit\u00e0 di <strong>circa 500-600 metri<\/strong>, molto pi\u00f9 in alto rispetto al <strong>serbatoio magmatico principale<\/strong>, situato a oltre <strong>3,5 km <\/strong>nel sottosuolo.<\/p>\n<p>Due le ipotesi pi\u00f9 probabili:<\/p>\n<ul>\n<li>Un <strong>accumulo di gas<\/strong> nel sistema idrotermale del vulcano, che gonfia il terreno come una bolla in espansione;<\/li>\n<li>Un <strong>piccolo movimento di magma<\/strong> che, risalendo parzialmente, avrebbe spinto i gas verso la superficie.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In entrambi i casi, si tratta di un <strong>cambiamento reale <\/strong>nel \u201csistema di tubazioni\u201d sotterranee. E sebbene non ci sia alcuna indicazione di un\u2019eruzione imminente, il messaggio \u00e8 chiaro: <strong>il Taftan non \u00e8 estinto.<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 un pericolo, ma un campanello d\u2019allarme<\/p>\n<p>Il vulcanologo <strong>Pablo Gonz\u00e1lez<\/strong>, supervisore dello studio, ha invita alla prudenza, evidenziando che non si vuole creare allarmismo. \u00c8 stato scoperto un segnale che indica il vulcano sta accumulando energia, e ci\u00f2 implica che andrebbe monitorato con pi\u00f9 attenzione. Il punto \u00e8 che prima o poi dovr\u00e0 rilasciare quella pressione, magari in modo tranquillo, magari no.<\/p>\n<p>Inoltre, il Taftan si trova in una zona <strong>remota e instabile<\/strong>, al confine tra Iran e Pakistan, dove la presenza di <strong>gruppi armati e tensioni politiche<\/strong> rende difficile installare sensori e sistemi di allerta. Per questo, i ricercatori si affidano quasi esclusivamente ai <strong>satelliti<\/strong>: gli occhi spaziali che scrutano la Terra anche nei luoghi pi\u00f9 inaccessibili.<\/p>\n<p>Fumarole, zolfo e antichi misteri<\/p>\n<p>Anche senza eruzioni recenti, il Taftan non \u00e8 del tutto quieto: dalla sua cima fuoriescono <strong>fumarole cariche di zolfo<\/strong>, tanto intense da essere percepite fino alla citt\u00e0 di <strong>Khash<\/strong>, a 50 kmdi distanza. Gli antichi popoli del deserto consideravano queste esalazioni come <strong>il respiro degli spiriti della montagna<\/strong>, oggi sappiamo che sono i gas di un sistema idrotermale ancora attivo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sorprende \u00e8 la scala temporale: il vulcano non erutta da <strong>circa 710mila anni<\/strong>. Eppure, il suo motore interno sembra non essersi mai del tutto spento.<\/p>\n<p>Dormiente, non estinto<\/p>\n<p>Secondo la definizione scientifica, un vulcano \u00e8 <strong>estinto<\/strong> se non ha avuto attivit\u00e0 dall\u2019inizio dell\u2019Olocene, circa <strong>11.700 anni fa<\/strong>. Ora per\u00f2 gli esperti preferiscono parlare di <strong>vulcano dormiente<\/strong>: silente per millenni, ma potenzialmente capace di risvegliarsi. La natura non segue le nostre definizioni temporali: 700mila anni per noi sembrano un\u2019eternit\u00e0, mentre per un vulcano \u00e8 solo un lungo sonno.<\/p>\n<p>Il risveglio del Taftan non \u00e8 solo una curiosit\u00e0 geologica. \u00c8 anche <strong>un promemoria<\/strong>: il nostro pianeta \u00e8 vivo, dinamico, e capace di sorprenderci quando meno ce l\u2019aspettiamo. In una regione dove la scienza fatica ad arrivare, il lavoro di un piccolo gruppo di ricercatori e di satelliti in orbita ci ricorda che <strong>anche i giganti addormentati possono respirare di nuovo<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel cuore arido del Belucistan iraniano, tra montagne brulle e distese di sabbia, si erge il Taftan, un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":169185,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196,6277],"class_list":{"0":"post-169184","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia","19":"tag-vulcani"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169184","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169184"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169184\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/169185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169184"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169184"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169184"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}