{"id":16923,"date":"2025-07-29T22:59:20","date_gmt":"2025-07-29T22:59:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/16923\/"},"modified":"2025-07-29T22:59:20","modified_gmt":"2025-07-29T22:59:20","slug":"matisse-il-maestro-e-marguerite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/16923\/","title":{"rendered":"Matisse, il maestro e Marguerite"},"content":{"rendered":"<p><strong>Parigi<\/strong> <\/p>\n<p>Marguerite \u00e8 il tempo che passa: il profilo di bronzo di una bambina di otto anni; lo sguardo di una dodicenne con il vestito rosso fauve che legge un libro; l\u2019adolescente che scrive; la giovane donna con il foulard nero al collo per nascondere la cicatrice di una tracheotomia; quella con il gatto in grembo; la signora al sole di Nizza e la combattente che torna, rinata, dall\u2019inferno. <strong>Marguerite<\/strong>, Margot per chi la ama, non \u00e8 solo la figlia di <strong>Henri Matisse,<\/strong> ma via via ne \u00e8 la modella, l\u2019assistente, l\u2019agente, la destinataria di tante lettere, l\u2019alter ego silenzioso e deciso: \u00abNoi abbiamo un sistema nervoso dello stesso tipo\u00bb, le dice lui. <\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/robinson\/2024\/11\/25\/news\/matisse_un_viaggio_chiamato_pittura-423721305\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Matisse, un viaggio chiamato pittura<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/autori\/cristiana_campanini\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Cristiana Campanini<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t25 Novembre 2024<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/robinson\/2024\/11\/25\/news\/matisse_un_viaggio_chiamato_pittura-423721305\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/084644887-50d02c0d-e6b1-4fdb-b6c7-d7ae9d89fd59.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>A Parigi, la mostra <strong>Matisse et Marguerite \u2013 Le regard d\u2019un p\u00e8re<\/strong> al <strong>Mus\u00e9e d\u2019Art Moderne<\/strong> (a cura di Isabelle Monod-Fontaine, H\u00e9l\u00e8ne de Talhou\u00ebt e Charlotte Barat-Mabille, fino al 24 agosto) indaga per la prima volta una relazione rimasta per tanti anni sotto gli occhi di tutti \u2013 centinaia i dipinti con le sembianze di lei sparsi nei musei del mondo \u2013 ma mai analizzata a fondo. Qui un percorso composto da pi\u00f9 di 110 opere, che comprende anche documenti e fotografie, ricostruisce un pezzo di storia del Novecento, e non solo dell\u2019arte. <\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/154837733-75117efb-c84a-49c4-9c83-31d672b4972d.jpg\" alt=\"Henri Matisse,\u00a0Marguerite con un gatto nero\u00a0(1910 circa)&#10;\u00a0&#10;\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>Henri Matisse,\u00a0Marguerite con un gatto nero\u00a0(1910 circa)<br \/>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>Marguerite Matisse<\/strong> nasce il 31 agosto 1894. La madre, <strong>Caroline Joblaud<\/strong>, posa a pi\u00f9 riprese per il pittore allora ventiquattrenne, ma la relazione finisce e Henri riconosce la bambina. La vede regolarmente, di fatto \u00e8 un ragazzo padre, se ne prende cura come all\u2019epoca accadeva raramente. L\u20198 gennaio 1898, l\u2019artista sposa <strong>Am\u00e9lie Parayre<\/strong> che lavora in un negozio di cappelli. Dopo pochi mesi, la coppia accoglie in casa Margot che da allora crescer\u00e0 con loro e con i fratelli in arrivo: Jean e Pierre. Ma nella casa-atelier al quinto piano del numero 19 di quai Saint-Michel, a Parigi, <strong>Marguerite<\/strong> diventa qualcosa di pi\u00f9, \u00e8 la \u201cpiccola amica cara\u201d del suo pap\u00e0, l\u2019unica presenza fissa autorizzata nello studio, il volto attraverso cui <strong>Matisse<\/strong> perfeziona e sperimenta la sua tecnica. \u00abPrendo dalla natura quello che mi \u00e8 necessario. Combino minuziosamente tutti gli effetti. Non raggiungo mai il risultato di getto, ma si tratta di un lungo lavoro di riflessione\u00bb. La figlia \u00e8 il punto di partenza di questa riflessione: i disegni lo dimostrano, quelle tante variazioni su uno stesso soggetto \u2013 il volto di lei, in questo caso \u2013 che sono parte necessaria del processo di conoscenza di Henri: accadr\u00e0 anche con i suoi capolavori notissimi, dal Pescatore alla Danza, portati a termine in pi\u00f9 versioni. <\/p>\n<p><strong>Margot <\/strong>\u00e8 quello che<strong> Jean-Pierre L\u00e9aud<\/strong> sar\u00e0 nei film di <strong>Fran\u00e7ois Truffaut.<\/strong> L\u2019<strong>Antoine<\/strong><strong> Doinel<\/strong> della saga inaugurata da I 400 colpi \u00e8 infatti un corpo che cambia nel tempo davanti alla macchina da presa, come l\u2019erede di Matisse fa sulla tela. In pochissimi, nella storia dell\u2019arte, sono stati protagonisti della produzione di un unico artista per mezzo secolo. La consapevolezza del colore sar\u00e0 tale nella ragazza che lei stessa si lancer\u00e0 nell\u2019avventura della pittura. Ecco un autoritratto, una natura morta, Nizza vista dall\u2019alto.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/154855181-99ab5c31-f1be-4e95-9043-892e5c6eb96a.jpg\" alt=\"Henri Matisse, Margot\u00a0(estate 1906)&#10;\u00a0&#10;\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>Henri Matisse, Margot\u00a0(estate 1906)<br \/>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Trentenne, espone in una collettiva parigina di artiste, alla <strong>Galerie Barbazanges<\/strong> in<strong> Faubourg Saint-Honor\u00e9.<\/strong> Rinuncia alla carriera di pittrice, preferisce disegnare abiti, forse per pudore, forse per non dover combattere con l\u2019ombra del genitore. Per lui continua a posare nella prima met\u00e0 degli anni Venti: tra le falesie di \u00c8tretat; affacciata alla finestra, mentre ammira una regata a Nizza; nel dipinto La Terrasse \u00e8 vestita all\u2019orientale e divide la scena con la modella <strong>Henriette Darricarr\u00e8re<\/strong>, che, coperta solo dalla cinta in gi\u00f9, la guarda mentre tiene un violino: Margot qui non \u00e8 solo la figlia del pittore, ma un elemento integrante del suo immaginario, persino di quella costruzione esotica tutta personale \u2013 oggi impensabile \u2013 che \u00e8 parte della fortuna del francese.  <\/p>\n<p>Nel 1924, Henri realizza alcuni veloci ritratti di lei, che intanto ha sposato lo scrittore <strong>Georges Duthuit.<\/strong> Sono disegni istantanei, alcuni appaiono su un quaderno in una teca della mostra. Per vent\u2019anni saranno gli ultimi. Ma la relazione tra i due non si interrompe, tutt\u2019altro. Lei diventa la curatrice delle esposizioni paterne, la custode delle opere \u2013 lo sar\u00e0 fino alla morte, nel 1982; lui se ne va nel 1954 \u2013, sorveglia la tiratura delle incisioni, organizza l\u2019evento alla <strong>galleria Tannhauser<\/strong> di Berlino, nel 1930, e poi la retrospettiva dell\u2019anno successivo presso <strong>Georges Petit.<\/strong> Non potr\u00e0 visitare la monografica che il MoMA di New York dedica al padre nel 1931 perch\u00e9 il 14 novembre nasce il figlio Claude. <\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/154845073-311331e1-5a90-4218-bdb0-7b11e4de32b2.jpg\" alt=\"Henri Matisse, Mademoiselle Matisse\u00a0con un cappotto scozzese a quadri (primavera 1918)&#10;\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>Henri Matisse, Mademoiselle Matisse\u00a0con un cappotto scozzese a quadri (primavera 1918)<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Poi, le pagine pi\u00f9 nere della storia del Novecento entrano anche a <strong>casa Matisse.<\/strong> Nel maggio 1940, con l\u2019avanzata dei tedeschi, tanti francesi ripiegano verso sud. Henri ripara a Nizza. Spaventata dall\u2019avvento dei nazisti, Margot spedisce Claude al seguito di amici di famiglia negli Stati Uniti. Ma prima, a Marsiglia, il bambino pu\u00f2 incontrare suo nonno. \u00c8 in questa occasione che il pittore schizza velocemente una serie di immagini del nipote che sono forse tra gli oggetti pi\u00f9 commoventi esposti al <strong>Mus\u00e9e de l\u2019Art Moderne:<\/strong> un souvenir disperato che il maestro consegner\u00e0 alla figlia per riempire la distanza. Passeranno sei anni, prima del prossimo ritratto di quello che sar\u00e0 ormai un adolescente con gli occhi grandi e l\u2019espressione grave della madre. <\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/robinson\/2023\/09\/03\/news\/henri_matisse_scultura_mostra_man_nuoro-413066790\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Henri Matisse, lo scultore inaspettato<\/a><\/p>\n<p>\t\tGregorio Botta<\/p>\n<p>\t\t\t03 Settembre 2023<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/robinson\/2023\/09\/03\/news\/henri_matisse_scultura_mostra_man_nuoro-413066790\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/162151690-f13d328b-100a-4a61-974a-2d85e0921450.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Intanto, nell\u2019autunno del 1943, <strong>Marguerite <\/strong>entra nella Resistenza: \u00abSono fatta della stessa materia dei guerrieri\u00bb, scrive. Il 13 aprile 1944 \u00e8 arrestata a Rennes dalla Gestapo, torturata e portata verso la Germania il 3 agosto. Il suo treno si ferma a <strong>Belfort:<\/strong> viene rilasciata miracolosamente il 26 e presa in carico dalla Croce Rossa. Il padre ignora dove sia, lei raggiunge a piedi la Svizzera, poi la Francia, lo rassicura sulla sua sorte con una cartolina il 10 ottobre. Si rivedono, finalmente, nella seconda settimana del gennaio 1945. Per una decina di giorni si ritrovano faccia a faccia ogni pomeriggio, riprendono la posizione che fu loro cos\u00ec familiare: un pittore e la sua modella, un genitore di fronte alla sua bambina scampata al male assoluto. <strong>Marguerite <\/strong>rivela a Henri l\u2019orrore di quello che lui chiama \u201cla casa della morte\u201d. Il pittore ricorder\u00e0: \u00abRivedo ancora le quasi due settimane trascorse insieme durante le quali mi identificavo a tal punto con i tuoi ricordi da esserne totalmente annientato. \u00c8 cos\u00ec che non ho potuto fare il tuo ritratto, pur avendo davanti a me carta bianca e carboncino sotto mano pressoch\u00e9 ogni giorno\u00bb. Nonostante tutto, tenta di disegnarla ancora una volta. Due carboncini esposti ne sono la testimonianza. Il primo \u00e8 un\u2019immagine tremolante, toccante, dalla quale emerge il viso di una nuova Margot, un fantasma che riprende lentamente sembianze umane: \u00abTi ho trovata talmente cambiata\u00bb, le scrive. \u00c8 \u00abtrasformata, tranquilla, soddisfatta, ringiovanita\u00bb, telegrafa al figlio Pierre. Il maestro ritrova la sua Margherita e la guarda ancora una volta, come un padre guarda una figlia che consegna, finalmente, alla storia.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Parigi Marguerite \u00e8 il tempo che passa: il profilo di bronzo di una bambina di otto anni; lo&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":16924,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-16923","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16923","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16923"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16923\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16924"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16923"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16923"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16923"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}