{"id":169595,"date":"2025-10-17T13:03:13","date_gmt":"2025-10-17T13:03:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169595\/"},"modified":"2025-10-17T13:03:13","modified_gmt":"2025-10-17T13:03:13","slug":"desiderare-di-giorgio-vallortigara-e-il-fragile-esercizio-di-essere-se-stessi-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169595\/","title":{"rendered":"\u201cDesiderare\u201d di Giorgio Vallortigara e il fragile esercizio di essere s\u00e9 stessi"},"content":{"rendered":"<p>                  <img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/desiderare_vallortigara.jpg\" alt=\"Libro Desiderare di Giorgio Vallortigara\" title=\"Libro Desiderare di Giorgio Vallortigara\"\/><\/p>\n<p>Ci sono momenti, leggendo <a href=\"https:\/\/www.marsilioeditori.it\/libri\/scheda-libro\/2979302\/desiderare\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Desiderare<\/a>, il primo romanzo di Giorgio Vallortigara edito da Marsilio, in cui ci si sorprende a trattenere il respiro. Non succede nei classici colpi di scena da thriller, quando il cattivo ti sorprende alle spalle o parte la sparatoria, anche perch\u00e9 qui si smentisce Anton \u010cechov e il fucile (o meglio, la pistola) fa solo una timida apparizione per dare la scusa per illustrare il principio di permanenza dell\u2019oggetto.<br \/>A tenere con il fiato sospeso \u00e8 l\u2019atmosfera generale, perch\u00e9 piano piano emerge che ogni personaggio, a modo suo, vive sull\u2019orlo di un precipizio, e solo microscopiche contingenze fanno la differenza tra rimanere in equilibrio ed essere risucchiati dal buio.<\/p>\n<p>\u00c8 un romanzo \u201ctutto nervi\u201d, che vive di immagini e di momenti che possono cambiare tutto: una mano poggiata sulla spalla al momento giusto, un patio in ombra con una brocca di limonata, la funivia sospesa su Erice, il selciato del Liston padovano percorso solo sulle fasce chiare.<br \/>Chiariamolo subito: Vallortigara sa scrivere, lo si capisce dalla prima pagina: lo stile \u00e8 accurato senza mai essere ridondante, il lessico \u00e8 ricercato ma non pomposo, le descrizioni hanno una precisione quasi sensoriale, gli ambienti, che si tratti di un hotel sul mare, di un&#8217;aula universitaria o di un corridoio tra uffici, sono descritti con una tale attenzione che il lettore ha l&#8217;impressione di esserci davvero, fisicamente, mentalmente e persino olfattivamente. La scrittura, insomma, non si limita a &#8220;dire&#8221; le cose, ma le fa accadere davanti agli occhi.<\/p>\n<p>Due binari principali e tante digressioni<\/p>\n<p><strong>Il libro procede seguendo due filoni: il primo \u00e8 quello che potremmo chiamare \u201cthriller cognitivo\u201d:<\/strong> due morti, forse suicidi, forse no, conferenze scientifiche, spostamenti per l\u2019Europa, una Contessa con il\u00a0 cranio trapanato, rivelazioni a strappi e la sensazione di non riuscire ad afferrare qualcosa, che sia una verit\u00e0, un ricordo, un sentimento.<\/p>\n<p><strong>Il secondo filone \u00e8 quello del metaromanzo<\/strong>: Itzhak, il protagonista, sta scrivendo la storia di Douglas Spalding, precettore del fratello di Bertrand Russel, scienziato ottocentesco alle prese con imprinting, pulcini e moralismi vittoriani.<br \/>I due binari non procedono in parallelo: ogni tanto si incrociano, altre volte sembrano divergere per chilometri, e al lettore tocca colmare lo scarto.<\/p>\n<p>Ne vale la pena, proprio per le virt\u00f9 letterarie che avevamo gi\u00e0 intuito leggendo i saggi di Vallortigara, per lo stile terso senza essere sciatto, ricco senza compiacimento e capace di inanellare riferimenti senza perdere la tenuta della frase.<br \/>Entrambi i filoni, ma soprattutto il primo, sono intervallati da digressioni storico-scientifiche, a volte anche artistiche. Alcune sono funzionali alla trama, altre rimandano pi\u00f9 al romanzo filosofico, un\u2019opera narrativa che usa la storia, i personaggi e le situazioni come strumenti per esplorare idee.<\/p>\n<p>Ambientazione e personaggi<\/p>\n<p>In questo romanzo le descrizioni sono di una grandissima precisione visiva: la Cappella degli Scrovegni, ad esempio, diventa un prisma per guardare dentro il cervello, il teatro anatomico del Bo non \u00e8 un feticcio universitario, ma il palcoscenico perfetto per una scena d\u2019azione; la funivia di Erice \u00e8 l\u2019istante in cui la sospensione nello spazio racconta la sospensione della coscienza. <strong>Non ci sono paesaggi \u201cdi contorno\u201d: tutto entra nell\u2019anatomia della storia,<\/strong> e anzi le descrizioni si integrano molto meglio di alcune digressioni.\u00a0<\/p>\n<p>Anche i personaggi sono ben studiati, a loro modo tutti dotati di una certa ambiguit\u00e0:<strong>\u00a0<\/strong>Itzhak \u00e8 l\u2019osservatore che tiene insieme la scienza e l\u2019emozione; Sylvia, una misteriosa laureata in matematica, \u00e8 la figura catalizzatrice: intelligente, spiazzante, a tratti spietata; Patrick de Gray, profondamente carismatico nella sua freddezza, ha un talento luminoso che lo fa brillare ma, nel contempo, non aderire a nulla. Personaggi che restano nella memoria e che vorremmo conoscere di pi\u00f9, dietro a tutti i loro non detti che si rivelano, in parte, soltanto alla fine.<\/p>\n<p>Memoria e desiderio: cosa ci rende ci\u00f2 che siamo?<\/p>\n<p>Il cuore teorico (ed emotivo) del libro riguarda l\u2019essenza degli esseri umani e <strong>una delle domande pi\u00f9 antiche del mondo: <\/strong><strong>che cosa ci rende noi stessi?<\/strong> Vallortigara la affronta da scienziato, ma Itzhak la restituisce da narratore, attraverso le vite dei personaggi, ciascuno dei quali sembra costruito per mettere alla prova un\u2019ipotesi diversa. Se pensiamo di essere il nostro corpo, come reagiremmo sapendo che le nostre cellule si rinnovano periodicamente? E se fossimo le nostre idee, cosa succederebbe se disgraziatamente dovessimo cambiarle? Forse siamo la somma dei nostri ricordi, ma allora cosa resta quando la memoria si sfilaccia? E se invece la nostra essenza fosse legata alla possibilit\u00e0 di desiderare, che cosa accadrebbe se il desiderio si spegnesse, o se venisse manipolato?<\/p>\n<blockquote><p>\n        \u201c<br \/>\n        <strong>    Abitare il presente, senza mai convocare al tribunale della coscienza neanche una singola reminiscenza, con le sue marcature di cosa, dove e quando, pena la cancellazione definitiva, \u00e8 un supplizio impossibile da infliggersi<br \/>\n<\/strong><br \/>\n                        Giorgio Vallortigara<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il romanzo non d\u00e0 risposte definitive, ma mette in crisi il confine tra identit\u00e0 e continuit\u00e0, tra ci\u00f2 che proviamo e ci\u00f2 che ricordiamo di aver provato. I personaggi oscillano tra la nostalgia di un io perduto e la tentazione di diventare altro o forse niente. Patrick, in particolare, sembra disposto a tutto per poter riaprire la finestra di plasticit\u00e0 del cervello adulto, cio\u00e8 quella fase, tipica degli infanti, in cui le connessioni neurali sono estremamente flessibili e l\u2019apprendimento \u00e8 quasi illimitato, ma a che prezzo? Non facciamo spoiler.<\/p>\n<p>E se non pu\u00f2 esserci identit\u00e0 senza memoria, manca ancora qualcosa: un vettore che la orienti, un movimento, una spinta, il desiderare, per l\u2019appunto. La memoria ci tiene insieme, il desiderio ci muove in avanti e poi sar\u00e0 la memoria a cucire i minuti in biografie, a dare peso a un odore, a un gesto, a una frase ascoltata dieci anni prima e rimasta l\u00ec, come un seme. Il rapporto \u00e8 bidirezionale: senza memoria il desiderio si schiaccia sull\u2019istante e si spegne; senza desiderio la memoria diventa vuoto inventario. \u00c8 un equilibrio delicatissimo, e il romanzo mostra cosa accade quando qualcuno decide di spostare l\u2019ago.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non un semplice romanzo?<\/p>\n<p>Capita spesso che validissimi scienziati decidano di cimentarsi nella scrittura di romanzi senza averne i mezzi stilistici. Sotto sotto lo sanno benissimo, e per distrarre il lettore infarciscono il testo di excursus che potrebbero vivere agevolmente in saggi autonomi, anche due o tre, che sono quelli che hanno imparato a scrivere bene. Come si diceva, questo non \u00e8 il caso di Vallortigara, il cui stile suggerisce una solida frequentazione di letteratura di livello, e una rielaborazione che rende il tutto anche originale.<\/p>\n<p>Nel romanzo viene menzionata una scrittrice che si lamenta dell\u2019invasione di campo di chi scrittore non \u00e8, e invece forse, dovendo fare una critica a questo libro, c\u2019\u00e8 da chiedersi perch\u00e9 quest\u2019invasione di campo non sia stata pi\u00f9 netta, perch\u00e9 l\u2019autore non abbia per una volta abbandonato, almeno parzialmente, i panni dello scienziato per indossare quelli del romanziere, visto che ha ampiamente dimostrato di averne le capacit\u00e0.<\/p>\n<p>A volte le digressioni di cui abbiamo parlato sovrastano la scena: capita pi\u00f9 di una volta che la linea del thriller cognitivo venga sospesa a favore di parentesi che inserite in un saggio sarebbero stimolanti, ma che qui invece vanno a interrompere il flusso di un romanzo che, gi\u00e0 cos\u00ec, richiederebbe tutta l\u2019attenzione dei lettori. Proprio quando la tensione cresce, quando ci si avvicina a capire chi sia davvero Patrick, o cosa Sylvia stia cercando di ottenere, o che cosa \u00e8 successo a Vittorio, ecco che il testo devia, e non per andare da un&#8217;altra parte del romanzo, ma per alzarsi in volo verso un altro piano: quello delle considerazioni filosofiche, degli excursus sulla storia delle neuroscienze, dei riferimenti colti. Il che non \u00e8 di per s\u00e9 un male, ma qui il problema non \u00e8 la profondit\u00e0 del pensiero, \u00e8 l&#8217;effetto che produce sul lettore immerso nella narrazione: <strong>\u00e8 come essere trasportati via da una stanza in cui stava succedendo qualcosa di cruciale, per essere portati in un&#8217;aula a seguire una lezione<\/strong>.<\/p>\n<p>Le lezioni di Vallortigara sono illuminanti, chi ha letto i suoi saggi lo sa bene. Eppure alcuni lettori di romanzi potrebbero sentirsi sovraccaricati da queste digressioni sovrapposte alla trama principale e potrebbero chiedersi perch\u00e9 far perdere il filo quando quel filo terrebbe perfettamente gi\u00e0 da solo? \u00c8 probabile che Vallortigara non lo faccia n\u00e9 per modestia n\u00e9 per inciampo tecnico, ma per un progetto che prevede che la scienza pesi sul corpo della trama, lasciando ai lettori il compito di riannodare i fili.<\/p>\n<p>Desiderare su un\u2019isola deserta<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un compito che chiede molto al lettore in termini di attenzione, ma offre anche qualcosa in cambio. Prima di leggere questo libro, insomma, dobbiamo valutare onestamente quante energie mentali siamo disposti a dedicargli per cogliere i riferimenti nelle digressioni solo apparentemente fuori tema, per scovare il gioco matematico dietro alla progressione dei capitoli, per fare un\u2019esegesi degli intenti dei personaggi per capirli fino in fondo.<\/p>\n<p>Desiderare \u00e8 un libro che va letto attentamente per poterlo apprezzare come merita, un romanzo forse non troppo adatto ai ritmi frenetici di oggi. Per\u00f2 ci d\u00e0 l\u2019occasione per trovare finalmente una risposta all\u2019insidiosa domanda che capita di sentirsi rivolgere durante un aperitivo: quale libro porteresti su un\u2019isola deserta?<br \/>Questo \u00e8 il candidato perfetto: a differenza dei classici pageturner\u00a0questo libro rende meglio sul lungo termine e probabilmente ogni volta che lo si rilegge lo si comprende un po\u2019 di pi\u00f9, trovandoci sempre qualcosa di nuovo.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci sono momenti, leggendo Desiderare, il primo romanzo di Giorgio Vallortigara edito da Marsilio, in cui ci si&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":169101,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,103766,204,1537,90,89,1609,103767,3544,12361],"class_list":{"0":"post-169595","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-giorgio-vallortigara","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-libri","16":"tag-marsilio","17":"tag-romanzo","18":"tag-thriller"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169595","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169595"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169595\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/169101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169595"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169595"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169595"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}