{"id":169644,"date":"2025-10-17T13:36:11","date_gmt":"2025-10-17T13:36:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169644\/"},"modified":"2025-10-17T13:36:11","modified_gmt":"2025-10-17T13:36:11","slug":"woody-allen-ho-quasi-90-anni-e-nessun-rimorso-nella-vita-si-prendono-soprattutto-decisioni-giuste-ma-a-quelle-sbagliate-diamo-piu-peso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169644\/","title":{"rendered":"Woody Allen: \u00abHo quasi 90 anni, e nessun rimorso. Nella vita si prendono soprattutto decisioni giuste, ma a quelle sbagliate diamo pi\u00f9 peso\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Matteo Persivale<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Alla soglia dei 90 anni, il regista quattro volte premio Oscar debutta con un romanzo: \u00abBaum, il protagonista, parla molto da solo. Sarebbe stato troppo complicato farci un film&#8230;\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il giovane romanziere esordiente ha un aspetto familiare; gli occhiali dalla montatura nera, la camicia azzurra con i bottoncini sul colletto, il maglioncino beige a V, l\u2019espressione guardinga da scacchista, o da giocatore di poker. Ha una somiglianza impressionante con l\u2019autore di cinquanta film, di pi\u00e9ces teatrali e libri di racconti e un\u2019autobiografia di successo: <b>Woody Allen. Che dice di \u201cnon avere rimpianti\u201d attraverso una vita lunghissima e straordinaria e non sempre facile.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>\u00c8 il debutto letterario dell\u2019anno:<\/b> il primo romanzo alla viglia dei novant\u2019anni che compie in novembre e per il quale gli verr\u00e0 organizzata dalla moglie Soon-Yi e dalle due figlie una festa a sorpresa. La festa, nel frattempo, \u00e8 per i suoi lettori: orbato dei suoi film perch\u00e9 \u00abal momento i finanziamenti per i tipi di film che interessano a me, da realizzare senza condizionamenti sul cast e altro, sono difficili da ottenere\u00bb, <b>il popolo di Allen storicamente pi\u00f9 numeroso in Europa adesso pu\u00f2 leggere Che succede a Baum?<\/b> (la Nave di Teseo).\u00a0<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 un romanzo, proprio adesso?<br \/><b>\u00ab\u00c8 cominciato tutto, come sempre succede, con il personaggio, con l\u2019idea di un personaggio\u00bb spiega Allen a 7.<\/b> \u00abCi ho pensato, l\u2019ho lasciato da parte per un po\u2019, non ho cominciato subito a scrivere. Nel frattempo ho girato un film, ma finita la lavorazione mi sono accorto che continuavo a pensarci. Uno scrittore in crisi, in crisi con la scrittura e con la moglie. Poi, da l\u00ec, si \u00e8 formata una storia. Una storia che utilizzava quel personaggio. <b>Ho trovato che Baum fosse interessante e Baum mi ha portato, mi ha accompagnato, a una storia interessante su di lui.<\/b> Quella storia l\u2019ho seguita tra un film e l\u2019altro, quando avevo tempo per scrivere. La storia si \u00e8 sviluppata progressivamente. Ma tutto \u00e8 nato dal personaggio centrale del libro. Perch\u00e9 un romanzo e non un film? Per scrivere un romanzo bastano carta e penna, scrivo ancora sul blocco, ogni mattina\u00bb.<\/p>\n<p>    L&#8217;idea<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Fin dalla prima pagina del libro il protagonista parla da solo, e questo continua per tutto il romanzo,<\/b> non come un dialogo interiore ma a alta voce \u2013 Baum parla da solo, all\u2019inizio fa ridere ma diventa presto straziante quando si capisce che non pu\u00f2 pi\u00f9 parlare con la moglie che una volta lo trovava geniale e ora lo disprezza. <br \/>\u00abS\u00ec, quel dialogo a alta voce con s\u00e9 stesso \u00e8 stato dall\u2019inizio il nucleo del personaggio. E ho pensato che non sarebbe stato molto pratico utilizzare questo elemento in un film, e non sarebbe stato molto pratico neanche sul palcoscenico, per una pi\u00e9ce. Si potrebbe fare, ma non \u00e8 l\u2019ideale. Ma in un libro, dove puoi muoverti facilmente, con agilit\u00e0, puoi lasciare che la mente di un personaggio vaghi ovunque. E non ci sono neanche le spese di location, set e attori. No, <b>Baum si \u00e8 formato naturalmente come protagonista di un libro. E dopo tanti anni il lavoro, per me, resta una distrazione. <\/b>Mi impedisce di pensare a altro. A cosa? A quel che si sente al telegiornale, al passare del tempo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Da ragazzo, Allen lavor\u00f2 con Mel Brooks (classe 1926) in tv. Brooks, in un\u2019intervista con 7, ha ricordato che la velocit\u00e0 di Allen nel pensare una battuta e metterla per iscritto \u00e8 una cosa che non aveva mai visto prima e non ha pi\u00f9 visto dopo. <b>\u00abS\u00ec, io scrivo molto velocemente. Ma la scrittura non \u00e8 la parte difficile. La parte difficile \u00e8 pensare prima a quel che vuoi dire.<\/b> I testi per un programma tv sono pi\u00f9 lineari, la sceneggiatura di un film richiede di pensare e ripensare prima di scrivere. E quando alla fine arrivo a farlo, \u00e8 tutto molto pi\u00f9 facile perch\u00e9 tutti i problemi sono gi\u00e0 stati risolti. Quando ho lavorato con Mel, era un tipo di lavoro diverso. C\u2019erano tanti scrittori in una stanza (ndr: understatement dell\u2019anno. Si trattava di una \u201cstanza degli scrittori\u201d leggendaria, una squadra di talenti mai pi\u00f9 vista da allora. C\u2019erano Brooks, Allen, Mel Tolkin, Lucille Kallen e Carl Reiner agli ordini di Sid Caesar) e quando ci sono tante persone che parlano, il lavoro \u00e8 corale ed \u00e8 per sua stessa natura pi\u00f9 veloce. In una \u201cstanza degli scrittori\u201d va tutto veloce. Ci\u00f2 che non va veloce \u00e8 la parte prima di scrivere. E poi, quando sai cosa vuoi, s\u00ec, va tutto spedito. E cos\u00ec anche per Mel, e per la maggior parte degli autori che ho conosciuto\u00bb.<\/p>\n<p>    Il cinema<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il cinema \u00e8 corale: montatore, direttore della fotografia, scenografo, e cos\u00ec via: tutte figure con cui discutere.<\/b> Un romanziere lavora solo. \u00abS\u00ec, il cinema \u00e8 difficile perch\u00e9 quando si fa un film tutto \u00e8 cos\u00ec costoso che non si hanno molte opzioni. Ne hai alcune, s\u00ec, ma una volta che le hai esercitate e hai fatto la tua scelta, sei bloccato perch\u00e9 rifare tutto o scegliere qualcos\u2019altro costa troppo. Con un libro, se qualcosa non ti piace, puoi semplicemente strappare la pagina e ricominciare da capo, scegliendo qualcosa di diverso. Scegliere non ti costa nulla. Quindi in realt\u00e0 <b>un romanzo ti fa impazzire perch\u00e9 hai un milione di scelte per ogni piccola cosa che fai.<\/b> In un film o in uno spettacolo teatrale, invece, non hai questa libert\u00e0. Sei automaticamente vincolato da limiti pratici. Ammiro quei romanzieri che hanno scritto grandi libri ai quali hanno lavorato per anni e anni. Ora capisco quale fosse il problema. La possibilit\u00e0 di cambiare sempre tutto, senza fine, volendo\u00bb.<\/p>\n<p>    \u00abNella vita si prendono soprattutto decisioni giuste, solo che quelle sbagliate risuonano di pi\u00f9 dentro di noi\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Una delle cose pi\u00f9 struggenti del romanzo \u00e8 che Allen ci mostra, pagina dopo pagina, che l\u2019intelligenza non ci protegge dalle scelte sbagliate.<\/b> E persone molto intelligenti come Baum continuano a commettere gli stessi errori. In serie. \u00abBeh, in realt\u00e0 si fanno molte pi\u00f9 scelte giuste se ci pensa bene. \u00c8 solo che quelle sbagliate risuonano in modo pi\u00f9 profondo nelle nostre vite, con le loro conseguenze. In realt\u00e0, consideriamo il corso di un anno: si prendono molte, moltissime decisioni, e la maggior parte di esse sono giuste, e la maggior parte sono buone decisioni. Se se ne prende una sbagliata, diventa cos\u00ec dolorosa, cos\u00ec drammatica, e finisce per mettere tutto in ombra. Quindi sembra che prendiamo molte decisioni sbagliate e immagino che nel corso della vita si possa dire che \u00e8 vero, prendiamo molte decisioni sbagliate, ma \u00e8 esagerato dire che non c\u2019\u00e8 equilibrio. \u00c8 una sensazione esagerata, perch\u00e9 si prendono molte pi\u00f9 decisioni giuste. \u00c8 solo che quelle sbagliate sono molto pi\u00f9 dannose. \u00c8 la vita: se si sommano tutte le decisioni sbagliate prese in una esistenza ragionevolmente lunga, sar\u00e0 un numero grande, s\u00ec, ma non in confronto al numero di quelle giuste\u00bb.<\/p>\n<p>    La solitudine<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Asher nella sua solitudine ha un amico, Weinstock, il suo mentore. Ma in un momento di puro Woody Allen<\/b>, l\u2019amicizia prende una piega tale da farci capire che l\u2019universo non si limita a deridere la nostra sofferenza, ma deride anche il nostro tentativo di trovarle un significato. Weinstock lascia tutto e se ne va a suonare musica. \u00abVede, si pu\u00f2 condurre una vita di grande profondit\u00e0 intellettuale e lottare con tutti questi problemi senza risposta e fare del proprio meglio, ma alla fine ci sono certe cose nella vita che non possono essere comprese razionalmente. La musica \u00e8 una di quelle cose positive della vita, ce ne sono molte negative ma la musica \u00e8 una di quelle positive. Immaginavo questo insegnante, questo brillante intellettuale e filosofo, abbandonare una vita passata a cercare di insegnare alle persone, a cercare di capire le cose e a cercare di portare pace nelle situazioni, rendendosi conto di quanto fosse difficile. B E non \u00e8 nemmeno un grande musicista. \u00c8 solo un suonatore di tamburello, ma questo gli d\u00e0 comunque pi\u00f9 piacere che lottare costantemente con domande senza risposta \u2013 anche perch\u00e9 quando queste domande trovano una risposta, le risposte non sono molto incoraggianti\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Weinstock dice che la musica fa emergere la \u00abpersona selvaggia\u00bb che \u00e8 in lui. <\/b>Allen tuttora suona il clarinetto con la sua band. \u00abS\u00ec, mi piace moltissimo la musica. Pensare che \u00e8 qualcosa in cui mi sono imbattuto per caso. <b>Mi \u00e8 sempre piaciuta la musica fin da quando ero piccolo, ma mi sono imbattuto nel jazz quando ero un adolescente<\/b> e ha catturato la mia immaginazione e il mio interesse, e ho continuato a seguirlo, e ha portato infinito piacere nella mia vita. Non devo pensare, non devo preoccuparmi di nulla, posso semplicemente suonare, ed \u00e8 un piacere pre-intellettuale, e come ho detto, \u00e8 stata una parte importante della mia vita\u00bb.<\/p>\n<p>    \u00abAl contrario di quello che pensa la gente, da ragazzo io ero un discreto atleta, tra baseball e atletica\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Baum costruisce un sistema di valori molto complesso e profondo, cita continuamente filosofi, <\/b>ma alla fine la filosofia diventa una prigione. L\u2019unica via d\u2019uscita: la follia. Un\u2019idea devastante. \u00abCertamente gli eventi della sua vita, gli eventi del suo particolare bagaglio emotivo, gli causano un dolore insopportabile. I fattori genetici, le circostanze esterne della sua vita lo portano, alla fine, in un luogo insostenibile, un luogo oscuro\u00bb. <br \/>Baum peraltro continua a innamorarsi della stessa donna, con il tema ricorrente del doppio, dei gemelli. Un personaggio che  decide alla fine di fare la cosa giusta per motivi che moralmente sono opachi, discutibili, forse malvagi. \u00ab\u00c8 complicato. Baum \u00e8, in realt\u00e0, colpevole pi\u00f9 di quanto lasci intendere. Non \u00e8 un uomo cos\u00ec terribile, ma mente a se stesso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il romanzo \u00e8 tanto ricco di idee che potrebbe essere pi\u00f9 lungo<\/b> (un subplot su un caso di presunte molestie poteva essere allargato con facilit\u00e0). \u00abCredo che questo sia il mio ritmo naturale. So che i registi, quelli molto bravi, hanno un ritmo naturale per realizzare film lunghi, si sentono a loro agio nel realizzare film lunghi, mentre il mio modo di vedere le storie \u2013 forse perch\u00e9 la maggior parte dei miei film sono stati comici \u2013 punta alla sintesi, perch\u00e9 la commedia deve muoversi molto velocemente e non ci si addentra granch\u00e9, non ci si possono permettere molte digressioni o molti dettagli. <b>Se lei guarda i vecchi film di Charlie Chaplin, dei fratelli Marx o di Buster Keaton, hanno un ritmo molto veloce, <\/b>e quindi probabilmente il mio ritmo naturale, derivante dal fare commedia, penso, \u00e8 semplicemente veloce, quando scrivo qualcosa, sento che dovrei arrivare al culmine rapidamente, altrimenti il pubblico si alzer\u00e0 e se ne andr\u00e0, si annoier\u00e0. Quindi s\u00ec, il romanzo non \u00e8 molto lungo per questa ragione. Quando scrivi, vuoi solo andare avanti\u2026 In un dramma puoi fermarti, le persone si prendono il loro tempo, fanno grandi discorsi, i loro personaggi si sviluppano nel tempo. In una commedia invece devi continuare a muoverti velocemente, ed \u00e8 semplicemente la mia natura&#8230; Non l\u2019ho deciso io, non ho detto: beh, \u00e8 una commedia, quindi la render\u00f2 veloce. \u00c8 andata cos\u00ec\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Scrive da 70 anni. \u00c8 diventato pi\u00f9 facile? Allen fa una pausa. \u00abNon lo so. Alcune cose diventano pi\u00f9 facili, alcune cose tecniche diventano pi\u00f9 facili, ma ci\u00f2 che non diventa mai pi\u00f9 facile \u00e8 l\u2019ispirazione.<\/b> O arriva o non arriva. Non hai un grande controllo su questo, cerchi solo di fare del tuo meglio, e l\u2019ispirazione o arriva o non arriva, e a volte pensi che arrivi, e poi fai un film o fai qualcosa, e poi non era cos\u00ec ispirato come immaginavi, ma la tecnica acquisita in anni di esperienza ti permette di lavorare con pi\u00f9 sicurezza e pi\u00f9 facilit\u00e0. La vita si evolve. A vent\u2019anni non avrei mai scritto Mariti e mogli perch\u00e9 semplicemente allora non ci avrei pensato, non avevo quella capacit\u00e0. Ma quando sono diventato pi\u00f9 vecchio e ho avuto molta pi\u00f9 esperienza e ho vissuto di pi\u00f9, allora l\u2019ispirazione, sa com\u2019\u00e8, finisce per abbracciare le tue esperienze\u00bb.<\/p>\n<p>    Lo sport<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A parte la musica, la compagnia della moglie e delle figlie e di pochi selezionati amici, la gioia \u00e8 lo sport: <b>\u00abAl contrario di quello che pensa la gente che magari un po\u2019 mi confonde con i personaggi da me interpretati, ero un discreto atleta da ragazzo, tra baseball e atletica.<\/b> E in tutti questi anni lo sport, dal vivo o in tv, mi ha sempre appassionato come spettatore: mi sto godendo in tv i playoff del baseball, che attraversa un momento incredibile. Ma un po\u2019 tutti gli sport, tecnicamente e sotto il profilo atletico, continuano a evolversi, a diventare sempre pi\u00f9 belli. Anche nel basket, nel football, ora succedono cose che non sarebbero mai successe cinquant\u2019anni fa, oggi sono quasi altri sport\u00bb.<\/p>\n<p>    CHI E&#8217;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La vita\u00a0<\/b><br \/>Woody Allen, pseudonimo di Heywood Allen (nato Allan Stewart K\u00f6nigsberg) \u00e8 nato il 30 novembre 1935 nel Bronx, New York, in una famiglia ebraica di origini russo-austriaco-tedesche. Il padre ha lavorato come orafo, poi come cameriere e tassista. La madre faceva la contabile da un fioraio. Appassionato di sport, era abilissimo nei trucchi di magia e gi\u00e0 da adolescente cominci\u00f2 a studiare clarinetto.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La carriera <\/b><br \/>Woody Allen inizia la sua carriera come autore televisivo di pezzi comici poi decide di salire sul palco, con un successo clamoroso. Nel 1965 firma la sua prima sceneggiatura e comincia a comparire in diversi film. Il primo importante ruolo da protagonista \u00e8 nel 1972 con Provaci ancora Sam.<br \/>Durante la sua lunghissima carriera il regista, attore, sceneggiatore, commediografo, musicista e scrittore ha vinto quattro premi Oscar. Nel 1995 ha ricevuto il Leone d\u2019oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-10-17T15:02:40+02:00\">17 ottobre 2025 ( modifica il 17 ottobre 2025 | 15:02)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Matteo Persivale Alla soglia dei 90 anni, il regista quattro volte premio Oscar debutta con un 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