{"id":169969,"date":"2025-10-17T17:33:16","date_gmt":"2025-10-17T17:33:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169969\/"},"modified":"2025-10-17T17:33:16","modified_gmt":"2025-10-17T17:33:16","slug":"nel-suo-nuovo-libro-cristina-rivera-garza-racconta-le-sue-tre-cose-preferite-le-ragazze-i-viaggi-il-disagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/169969\/","title":{"rendered":"Nel suo nuovo libro, Cristina Rivera Garza racconta le sue tre cose preferite: le ragazze, i viaggi, il disagio"},"content":{"rendered":"<p class=\"is-boxed centered article-body\">Ho incontrato Cristina Rivera Garza al LET\u2019S \u2013 Museo della Letteratura di Trieste, la cornice perfetta per parlare del suo nuovo libro, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.edizionisur.it\/prodotto\/terrestre\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Terrestre<\/a> (Edizioni Sur). Davanti all\u2019ingresso del museo in piazza Hortis ci sono la statua di Svevo ed il presidio permanente di Non una di meno in memoria delle vittime di femminicidio. Un lungo filo con appesi i pa\u00f1uelos fucsia con i nomi delle vittime. Prima di entrare al museo Cristina si ferma a fare una fotografia. L\u2019autrice, premio Pulitzer per L\u2019invincibile estate di Liliana \u00e8 a Trieste per il festival letterario della Barcolana, Un Mare di Racconti.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Punti di vista multipli, tempi dislocati, giochi intertestuali: non sempre lineare, talvolta malinconico, impegnativo ma anche evocativo. I testi oscillano tra finzione e non-finzione. L\u2019autrice stessa definisce alcune parti \u201cno ficci\u00f3n especulativa\u201d. Parte da dati reali (ricordi, fatti, paesaggi) ma lascia che la scrittura vada oltre, esplori le possibilit\u00e0, le tensioni fra ci\u00f2 che \u00e8 accaduto e ci\u00f2 che potrebbe essere, ci\u00f2 che si immagina. I racconti di cui \u00e8 composto Terrestre si muovono su spostamenti reali: a piedi, in autobus, in treno, attraverso vari luoghi (in Messico e altrove). Il viaggio non \u00e8 solo geografico: \u00e8 anche un muoversi dentro se stessi, attraverso il desiderio, la memoria, il corpo, gli spazi negati. Le protagoniste sono ragazze o giovani donne che desiderano uscire da spazi imposti, esplorare, percepire il mondo. La loro amicizia \u00e8 un atto di resistenza, un modo di esistere insieme nonostante la paura e gli ostacoli. La violenza non \u00e8 mai assente: non \u00e8 sempre esplicitamente descritta, ma spesso \u00e8 presente come minaccia o come dimensione che definisce chi pu\u00f2 muoversi, dove, come.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Ha definito Terrestre come il lato b di L<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>invincibile estate di Liliana,<\/strong><strong> cosa <\/strong><strong>intende<\/strong><strong>?<br \/><\/strong>L\u2019invincibile estate di Liliana \u00e8 un\u2019esplorazione del femminicidio di mia sorella Liliana Rivera Garza, avvenuto il 16 luglio 1990. In questo libro ho viaggiato per la citt\u00e0, ho fatto ricerche sui suoi documenti, ho posto l\u2019accento sulla sua vita e, ovviamente, ho indagato sul femminicidio in quanto tale, sul crimine. Mi sono resa conto, mentre parlavo del libro alle conferenze o mentre tenevo lezioni, che le giovani donne, e i giovani lettori in generale, stavano abbracciando Liliana in un modo che mi ha sorpreso. Ho cominciato a pensare che queste giovani donne fossero interessate al senso di indipendenza e libert\u00e0 di Liliana. Ho pensato che dovevo loro, a queste lettrici, un\u2019altra storia. Dovevo prestare attenzione alle giovani donne di quel tempo, quelle che non erano state uccise, quelle che non erano cadute vittime del femminicidio. Cosa avevano fatto? Era questo che mi chiedevo. Come erano riuscite ad affrontare la vita? Che tipo di strade avevano aperto per tutte noi? Cos\u00ec ho iniziato a pensare a Terrestre.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Terrestre \u00e8 un libro ibrido, come lo descriverebbe a chi ancora non l\u2019ha letto?<br \/><\/strong>\u00c8 un libro che mi piace descrivere come plasmato e influenzato dall\u2019amicizia e dal desiderio. Penso che entrambi questi aspetti siano estremamente urgenti e necessari in un momento come quello che stiamo vivendo. Soprattutto l\u2019amicizia tra donne, la sorellanza. In un\u2019epoca di odio, come la nostra, penso che l\u2019amicizia in generale e la sorellanza in particolare, possano essere un modo per resistere, un modo per immaginare soluzioni alternative, mondi alternativi.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>In Terrestre, le giovani donne protagoniste viaggiano da sole. Hanno paura, ma decidono di essere pi\u00f9 forti della paura. Viaggiare da sole per le donne \u00e8 un atto politico?<br \/><\/strong>\u00c8 sempre un atto politico. La partecipazione delle donne alla vita pubblica \u00e8 stata storicamente oggetto di controversie. Le donne sono state relegate alla sfera domestica, alla sfera privata. Anche solo vagare nello spazio pubblico comporta disagio, rischio, pericolo in alcuni casi. Queste donne provano paura. Sanno che stanno trasgredendo, che stanno entrando in un territorio sconosciuto, o almeno in un territorio conteso. Ma lo fanno comunque, perch\u00e9 sono coraggiose, amano il rischio e sono avventurose.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Nel racconto \u201cUccellacce\u201d, le ragazze raffigurate come due airone, fanno autostop. Alcuni uomini dicono loro \u2018State attente, non tutti gli uomini sono come me\u2019. Loro per\u00f2 affrontano il rischio lo stesso. Lei ha mai viaggiato in autostop in Messico?<br \/><\/strong>Certo che s\u00ec. S\u00ec, l\u2019ho fatto, in quegli anni. Ma la \u201cguerra alla droga\u201d, cos\u00ec erroneamente chiamata, ha conquistato gran parte del territorio messicano. Oggi \u00e8 impossibile per le generazioni pi\u00f9 giovani prendere uno zaino e fare l\u2019autostop, almeno in Messico. \u00c8 diventata una questione di vita o di morte. In un momento in cui si d\u00e0 cos\u00ec tanta importanza ai confini e ai muri, penso che partire e viaggiare sia sicuramente una sfida. La nostra libert\u00e0 e le nostre possibilit\u00e0 vengono limitate ma dobbiamo mantenerle vive in un mondo come questo.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"_23 size-large wp-image-229763 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/cristina-rivera-garza-terrestre-800x1246.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1246\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Lei \u00e8 cresciuta vicino al confine tra Stati Uniti e Messico, mentre oggi siamo qui, vicino al confine tra Italia e Slovenia, e quella che era una volta la Jugoslavia. Pensa che un futuro in cui le persone sono libere di spostarsi sia possibile o sia solo un\u2019utopia<\/strong><strong>?<br \/><\/strong>Dobbiamo crederci. Abbiamo bisogno di un pensiero utopico. Altrimenti, sarebbe assolutamente scoraggiante. Se non sfidassimo il pensiero neoliberista, quello che enfatizza solo l\u2019individualit\u00e0 e il profitto, e rimanessimo entro quei limiti, allora non staremmo davvero pensando. Dobbiamo credere che esista un altro modo di essere, anche se \u00e8 molto difficile. Penso che sia questo che ci insegna la letteratura. Attraverso l\u2019immaginazione, sappiamo che qualunque cosa stia accadendo in questo momento non doveva andare cos\u00ec, e se \u00e8 cos\u00ec, non deve essere per sempre, giusto?<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Ancora pi\u00f9 del viaggio in s\u00e9, in questo libro tratta il desiderio. Il desiderio di potersi muovere, spostare, scoprire. C<\/strong><strong>ome <\/strong><strong>si sente in questo periodo storico, vivendo tra il Messico e gli Stati Uniti?<br \/><\/strong>La situazione negli Stati Uniti mi preoccupa molto. Mi fa infuriare. Provengo da una famiglia di migranti, generazioni di persone che hanno attraversato il confine tra Stati Uniti e Messico per migliorare la loro vita. Quindi \u00e8 una questione che mi tocca da vicino. Quando guardo i telegiornali, vedo la violenza e la crudelt\u00e0 che vengono esercitate su persone che vengono negli Stati Uniti per lavorare e per offrire molto a questo Paese in termini di economia, cultura e lingua. Mi preoccupa e, soprattutto, mi rattrista che un Paese con cos\u00ec tanto potenziale stia decidendo di isolarsi e di seguire i suoi peggiori istinti.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>In Lavoro sul campo\u00a0scrive: \u00abVeniamo da lontano, veniamo dai libri che portiamo sottobraccio\u00bb. Quali sono i libri che l\u2019hanno portata qui oggi?<br \/><\/strong>Ce ne sono molti, fortunatamente. Penso che ogni singolo buon libro che ho letto abbia contribuito a cambiamenti e trasformazioni, persino a mutazioni nella mia vita. Ma devo dire che oggi sono stata particolarmente felice quando abbiamo visitato la stanza di James Joyce. \u00c8 un autore importante per me. Essere in questo posto \u00e8 fantastico. Ho letto, ovviamente, scrittori messicani. Juan Rulfo e Rosario Castellanos sono stati fondamentali per la mia vita. Ma anche Virginia Woolf e Marguerite Duras.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Quali sono secondo lei le domande pi\u00f9 importanti che la letteratura dovrebbe porsi in questo momento?<br \/><\/strong>Quello che stiamo facendo. Porre domande, far riflettere le persone. Penso che una delle pi\u00f9 grandi fortune della letteratura, o comunque delle sue possibilit\u00e0, sia quella di generare pensiero critico e, con un po\u2019 di fortuna, anche pratica critica. Una volta entrati nel regno dell\u2019immaginazione, si capisce con certezza che le cose possono essere diverse. Questo pensiero nasce dalla lettura e dal mettersi nei panni degli altri, dal vivere ci\u00f2 che altre persone potrebbero aver vissuto. Questo \u00e8 ci\u00f2 che la narrativa ci permette di fare. Le domande che nascono da quell\u2019esperienza sono politicamente rilevanti, culturalmente importanti e anche inevitabili.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Nei testi di Terrestre la lingua \u00e8 corpo, gesto, atto di resistenza. Come lavora sulla lingua per renderla uno spazio vitale, non solo descrittivo?<br \/><\/strong>Vivo negli Stati Uniti da pi\u00f9 di 30 anni ormai. Ho scritto principalmente in spagnolo, ma anche in inglese. Non credo che sarei la scrittrice che sono oggi senza quell\u2019esperienza. Ho la convinzione che la lingua non sia naturale ma pu\u00f2 intrattenere e sollevare domande. Credo che sia cos\u00ec che si arriva a lavorare con la lingua come entit\u00e0 vivente, in continuo cambiamento e che pone continuamente domande stimolanti.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\"><strong><b>\u24e2 <\/b>Il viaggio in Terrestre \u00e8 viaggio fisico e interiore. Viaggiare ci fa capire che tutto \u00e8 in movimento e che dobbiamo essere in grado di dire addio alle cose e a volte anche alle nostre convinzioni o a ci\u00f2 che riteniamo giusto.<br \/><\/strong>\u00c8 proprio questa l\u2019idea alla base di questo libro, Terrestre. Non si tratta di viaggi legati al turismo, non sono viaggi instagrammabili. Volevo parlare del senso di disagio che deriva dal viaggiare, dal mettersi in posizioni vulnerabili che suscitano domande che altrimenti richiederebbero molto pi\u00f9 tempo per arrivare. Affrontare le nostre differenze in termini di geografia e demografia, \u00e8 un percorso verso il pensiero critico. Viaggiare ci insegna a lasciar andare, a dire addio. Penso di aver iniziato a scrivere perch\u00e9 nella mia famiglia eravamo una specie di nomadi. Ci spostavamo continuamente da un posto all\u2019altro. Il mio profondo desiderio di rimanere in contatto con le persone dei luoghi che avevamo lasciato mi ha portato a scrivere lettere, poi un diario e poi qualcos\u2019altro. Penso che anche il mio viaggiare sia legato al profondo desiderio di rimanere in contatto. E questo, nel mio caso, mi ha portato a scrivere, mentre in altri casi potrebbe portare alla pittura, alla musica o altro. Ma nel mio caso, la risposta \u00e8 stata la scrittura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ho incontrato Cristina Rivera Garza al LET\u2019S \u2013 Museo della Letteratura di Trieste, la cornice perfetta per parlare&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":169970,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,10515,1609,3965],"class_list":{"0":"post-169969","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-letteratura","15":"tag-libri","16":"tag-personaggi"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169969\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/169970"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}