{"id":170297,"date":"2025-10-17T21:36:30","date_gmt":"2025-10-17T21:36:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/170297\/"},"modified":"2025-10-17T21:36:30","modified_gmt":"2025-10-17T21:36:30","slug":"la-storia-del-libraio-di-porta-portese-antonio-martino-detto-toto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/170297\/","title":{"rendered":"La storia del libraio di Porta Portese Antonio Martino detto Tot\u00f2"},"content":{"rendered":"<p>\u201cGuarda che cielo, oggi \u00e8 una tavola\u201d mi disse una volta all\u2019alba il banchista di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/porta-portese\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/museo-galleria-arte\/porta-portese\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Porta Portese<\/a><\/strong> con cui lavorai l\u00ec per un anno e mezzo vendendo libri usati: prime edizioni di Gadda, album illustrati di <strong>Saul Steinberg<\/strong>, L\u2019arte della falsificazione dell\u2019arte di Arnau, l\u2019autobiografia di <strong>Carmelo Bene<\/strong>, storia locale italiana dell\u2019800, cose del genere. Porta Portese \u00e8 un mercato allo scoperto dove il vero dominus \u00e8 il meteo. Se diluvia bisogna montare in fretta i teli di protezione e fare a sportellate con i teli dei banchi opposti. Come tutti i mercati simili \u00e8 scoperto anche esistenzialmente. Si impara solo col tempo, che quello che dei banchisti sembra folklore \u2014 un\u2019umanit\u00e0 immediata, disponibile per\u00f2 volubile, all\u2019improvviso silente, naif o spigolosa, \u2014 \u00e8 invece la scorza che serve per sopravvivere a un lavoro a contatto continuo col pubblico. Pubblico che la grande distribuzione del libro non conosce: l\u2019appassionato, il curioso, il ricercatore, il collezionista, l\u2019antiquario e la sua evoluzione, il modern dealer su Instagram. Figure che vivono di ossessioni e attese. Per i venditori, i ritmi di questo mercato sono usuranti, divorano il tempo, la salute, i fine settimana. \u201cA Porta Portese ci si incastra\u201d, mi ha detto senza mezze misure uno che ci lavora fin da ragazzo.\u00a0<\/p>\n<p>Il mercato dei libri\u00a0<\/p>\n<p>Ogni articolo che parla di libri dovrebbe iniziare con un dato: l\u2019Istat definisce \u201clettore forte\u201d \u2013 colui che regge economicamente il mercato \u2013 il cittadino che legge 12 libri l\u2019anno. Nelle librerie da tempo non esiste pi\u00f9 l\u2019offerta di un catalogo (neanche tramite le cosiddette \u201cvecchie giacenze\u201d), gli editori si sono accodati a questa realt\u00e0, in cerca del singolo libro che sbanchi la classifica, un numero primo che raramente rappresenta o trascina la saggistica dello stesso editore. Quando poi si parla di <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/editoria\/2025\/08\/self-publishing-minaccia-mercato-libri-italia\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/editoria\/2025\/08\/self-publishing-minaccia-mercato-libri-italia\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">libri e librai <\/a>del mercato dell\u2019usato, si tocca con mano la valle di lacrime. Nonostante uno degli uomini pi\u00f9 ricchi e influenti al mondo sia un libraio, nelle case non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spazio per l\u2019idea di una biblioteca privata, e anche una libreria fa fatica a trovare una parete libera per gli scaffali.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Il <strong>mercato del libro usato<\/strong> \u00e8 ovviamente un mondo agli antipodi della galassia del nuovo e del suo spasmodico bisogno di emergere. Niente uffici stampa e marketing, recensioni, presentazioni. Zero fascette, reading, festival, vetrine a pagamento. Zero dibattiti sui trend e sulla fine dei libri di carta, perch\u00e9 come diceva <strong>Walter Pedull\u00e0<\/strong>, \u201cnulla \u00e8 pi\u00f9 inedito del gi\u00e0 edito\u201d. I librai dell\u2019usato sono gli unici a sapere quali autori continuano a vendere nel tempo, segreto a cui non accede neanche l\u2019algoritmo impietoso della grande distribuzione.\u00a0<\/p>\n<p>La scomparsa di Antonio Martino, il libraio di Porta Portese\u00a0<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che dietro la scomparsa prematura di un libraio dell\u2019usato si trovano le coordinate di un mondo che non ha ancora ammainato la bandiera. \u00c8 il caso di <strong>Antonio Martino<\/strong>, detto Tot\u00f2, storico libraio romano, presenza insostituibile del mercato di Porta Portese e in quello di recente istituzione, Esquilibri, sotto i portici di piazza Vittorio. La sua libreria \u201cDella Fronda\u201d \u00e8 stata per decenni il punto di riferimento per migliaia di studenti di filosofia di Villa Mirafiori. Era poi passato a San Lorenzo con la sua Libreria Popolare. Coltissimo, trasversale, con una memoria di ferro, ha fatto parte dell\u2019ultima generazione d\u2019oro di librai di Porta Portese, quella che si affaccia nei primissimi Anni \u201890. Aveva il banco a via Angelo Bargoni, ovvero il punto intorno alla vecchia stazione dei treni dove ante 1945 si svilupp\u00f2 il primo embrione del mercato. La tradizione di librai nei mercati \u00e8 lunga, risale fino ai tempi del pi\u00f9 grande mercato popolare, quello di piazza Navona, che dur\u00f2 per secoli.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"762\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/antonio-martino-porta-portese-762x1024.jpg\" alt=\"antonio martino porta portese La storia di Antonio Martino detto Tot\u00f2, leggendario libraio di Porta Portese a Roma\u00a0\" class=\"wp-image-1187286\" style=\"width:840px;height:auto\"  \/>Antonio Martino a Porta PorteseI libri di Porta Portese\u00a0<\/p>\n<p>La Porta Portese libresca \u2013 oggi localizzata in tre strade unite da due slarghi \u2013 \u00e8 una storia popolata ancora ostinatamente dai romani, venditori e clienti. Entrambi si percepiscono come fanno i dublinesi di periferia del film \u201cThe Commitments\u201d: \u201cGli irlandesi sono i pi\u00f9 negri d\u2019Europa. I dublinesi sono i pi\u00f9 negri d\u2019Irlanda. E noi di periferia siamo i pi\u00f9 negri di Dublino\u201d. Entrambi resistono alla voce che vuole \u201cPorta Portese finita\u201d. \u00c8 solo un clich\u00e9. A leggere gli archivi dei giornali, ciclicamente il mercato \u00e8 stato dato per finito, esaurito, devitalizzato. Ricordo ancora il gesto di una signora, scesa da Monteverde a mezzogiorno, che pesc\u00f2 dall\u2019enorme banco l\u2019unico libro senza sovraccoperta e senza frontespizio, e pretendeva di non pagarlo, proprio perch\u00e9 ridotto in forma anonima. Ecco, quella signora annoiata e stizzita cercava il pretesto per liquidare Porta Portese come \u201cinutile safari domenicale\u201d. Lo faceva probabilmente dal 1945.\u00a0<\/p>\n<p>Invece \u00e8 un mercato vivo, con le sue regole, dove gli orari sono fondamentali: un libraio arriva con le proprie casse e il banco da montare, ma prima dell\u2019alba \u00e8 in giro per rigattieri o altri banchi all\u2019ingrosso. \u00c8 cos\u00ec che Porta Portese scava dentro se stessa. Il mercato richiede concentrazione e preparazione perch\u00e9 un libro non si giudica dalla copertina e devi riconoscere i dorsi disposti su banchi da 4 metri, si va in apnea pronti all\u2019incanto. Nel buio, prima dell\u2019alba, ci sono libri che appaiono come bagliori da un altro mondo. La copertina verde peyote della prima edizione del \u201cPasto Nudo\u201d di Burroughs, la sfiori con le dita e sembra una tavoletta da squagliare. Quel vecchio manualetto per programmi Radio Rai, apparentemente anonimo, devi sapere che lo ha redatto <strong>Carlo Emilio Gadda<\/strong>, o lo rimpiangerai per sempre. Ricordo il fulgore mattutino della copertina di \u201cCina e altri orienti\u201d di <strong>Giorgio Manganelli<\/strong>, uno dei libri di viaggio pi\u00f9 belli del \u2018900 italiano, che Adelphi ristamp\u00f2 39 anni dopo la prima e unica edizione Bompiani.\u00a0<\/p>\n<p>Porta Portese oggi\u00a0<\/p>\n<p>Nei decenni sono cambiati gli scenari. La truppa di rigattieri e venditori occasionali e irregolari a cui potevano attingere prima dell\u2019alba si \u00e8 notevolmente ridotta. Prima una casa da svuotare di mobili, quadri e libri finiva al 90% a Porta Portese, negli ultimi anni solo il 20%. La stessa anagrafe del lettore forte era diversa: biblioteche private rimesse in circolo negli anni 90 coprivano i migliori decenni della letteratura del 900. Braccata oggi dalla nuova concorrenza dei mercatini conto terzi, la vera alternativa rottamatrice \u2013 molto pi\u00f9 che eBay \u2013 diffusa nei quartieri di Roma, la Porta Portese dei librai dell\u2019usato ha resistito grazie a templari come Antonio Martino e altri nomi (a cui piace rimanere nell\u2019ombra), consapevoli pure dell\u2019assenza di una nuova domanda di livello. Ma quale pu\u00f2 essere la domanda da <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/professioni-e-professionisti\/politica-e-pubblica-amministrazione\/2025\/01\/analfabetismo-funzionale-cultura-visione\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/professioni-e-professionisti\/politica-e-pubblica-amministrazione\/2025\/01\/analfabetismo-funzionale-cultura-visione\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">lettori forti<\/a> se nessuno \u00e8 interessato a costruire una biblioteca personale? Oggi la prima elegante edizione di \u201cOre giapponesi\u201d, capolavoro di <strong>Fosco Maraini<\/strong>, a mezzogiorno \u00e8 ancora l\u00ec sul banco: un tempo non sarebbe sopravvissuta alle nove del mattino.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019ecosistema dei libri usati in Italia\u00a0<\/p>\n<p>Oltre la perdita umana, la scomparsa di Martino \u00e8 una falla dentro un ecosistema gi\u00e0 fragile, dove ogni banco che scompare non viene sostituito, ma si porta via un lessico, un interlocutore, un archivio vivente, una forma di intelligenza popolare, a cui chiedere informazioni e pareri. Non \u00e8 una questione di libri belli e libri brutti da instagrammare, ma di sapere classicamente inteso. Dieci anni fa, su segnalazione di una vicina di casa, trov\u00f2 di notte un libro in una cassa abbandonata per strada: era l\u2019edizione stampata ad Amsterdam nel 1694 della guida illustrata degli antichi monumenti ed edifici di Roma di <strong>Alessandro Donati<\/strong>. Un pezzo d\u2019antiquariato. Ma in una Roma che perde pezzi di storia pi\u00f9 recente, il suo banco, che fosse a Porta Portese o Piazza Vittorio, non era solo un mucchio di libri nei cartoni, ma un punto di approdo dopo tanto dragare la citt\u00e0, uno dei posti dove non ci si sentiva stranieri a Roma.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Stefano Ciavatta\u00a0<\/p>\n<p><strong>Libri consigliati:\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>(Grazie all\u2019affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)\u00a0<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u201cGuarda che cielo, oggi \u00e8 una tavola\u201d mi disse una volta all\u2019alba il banchista di Porta Portese con&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":170298,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-170297","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=170297"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170297\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/170298"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=170297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=170297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=170297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}