{"id":170354,"date":"2025-10-17T22:12:19","date_gmt":"2025-10-17T22:12:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/170354\/"},"modified":"2025-10-17T22:12:19","modified_gmt":"2025-10-17T22:12:19","slug":"polonia-una-chiesa-sulle-spine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/170354\/","title":{"rendered":"Polonia: una Chiesa sulle spine"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-103918\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/polonia.jpeg\" alt=\"polonia\" width=\"720\" height=\"405\"  \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recente assemblea generale dei vescovi polacchi (Danzica, 13-15 ottobre) ha affrontate alcuni temi per lo pi\u00f9 conflittivi nel contesto del paese: migrazioni, commissione sugli abusi, insegnamento religioso a scuola, catechesi parrocchiale. Memorie importanti sono state i 60 anni dalla storica lettera dei vescovi polacchi a quelli tedeschi sul perdono reciproco e l\u2019approvazione del Concilio Vaticano II della dichiarazione Nostra aetate (dialogo con i monoteismi e, in particolare, con l\u2019ebraismo), a cui si \u00e8 aggiunto il ricordo dei 100 anni della diocesi di Danzica.<\/p>\n<p>Consenso in calo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019aspra divisione che attraversa il Paese da un paio di decenni, fra laicit\u00e0 illuministica e tradizionalismo autocratico filo-cattolico, ha messo in difficolt\u00e0 la Chiesa, erede di un enorme deposito di fiducia legata alla fine del regime comunista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019erosione rapida del consenso \u00e8 testimoniata dalle ricerche sociologiche e dal numero delle aggressioni al clero. Secondo l\u2019istituto di sondaggi Ibris, la fiducia degli adulti nella Chiesa \u00e8 scesa di 4 punti in un anno: dal 30 al 26% a cui si aggiunge un 21% di \u00abquasi\u00bb sfiduciati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La relativa volatilit\u00e0 dei pareri \u00e8 confermata da un\u2019indagine condotta dal prestigioso istituto di statistica della Chiesa su un migliaio di preti. I risultati presentati alla conferenza OSCE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) a Varsavia il 14 ottobre parlano di un 49,7% che ha sub\u00ecto qualche forma di aggressione (verbale il 41%, online il 34%). L\u201981% degli intervistati non denuncia episodi di aggressione per sfiducia verso lo stato e per timore delle procedure burocratiche. Il 96% indica nei media una delle fonti della disistima per il clero e la Chiesa e il 91% rimanda ai crescenti conflitti ideologici della societ\u00e0 polacca. Il 72% indica la questione abusi come motivo delle distanze. Nel 2024 sono stati uccidi due preti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sfavore della Chiesa suonano anche le recenti disposizioni che limitano l\u2019autonomia e la credibilit\u00e0 delle fonti informative cattoliche, in particolare la stimata agenzia di informazione Kai i cui vertici si sono dimessi per protesta (cf. qui su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/polonia-vescovi-normalizzare-i-media-cattolici\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">SettimanaNews<\/a>).<\/p>\n<p>Difesa dei migranti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un contesto sociale teso che le manifestazioni pubbliche contro l\u2019immigrazione testimoniano. Migliaia di persone sono scese in piazza a Varsavia l\u201911 ottobre al grido \u00abla Polonia resti polacca\u00bb, guidate da Jaros\u0142aw Kaczy\u0144ski, capo del partito di opposizione PiS e considerato vicino al sentire maggioritario dei vescovi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019irritazione diffusa si allarga anche verso gli ucraini fuggiti dalla guerra. Dopo tre anni, la loro presenza (un milione e mezzo di persone) \u00e8 considerata un peso insopportabile. Tanto da indurre il Governo filo-europeo di Donald Tusk a chiedere e ottenere la sospensione del patto migratorio dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna dare atto ai vescovi di una significativa resistenza verso le spinte xenofobe. Nella dichiarazione finale dell\u2019assemblea si dice:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abI vescovi richiamano la necessit\u00e0 di un atteggiamento cristiano di ospitalit\u00e0 verso i nuovi arrivati, in particolare rifugiati e migranti [\u2026]. Nel pieno rispetto e sostegno dei principi di sicurezza applicabili, la loro integrazione nella societ\u00e0 ospitante rimane la risposta pi\u00f9 appropriata alle parole del Salvatore\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confermano l\u2019invito \u00aba opporsi fermamente a tutte le manifestazioni di sfruttamento economico dei rifugiati e dei migranti per scopi politici e interessi particolari, fomentando sentimenti xenofobi nella societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spinta xenofoba \u2013 secondo i media \u2013 \u00e8 stata ulteriormente alimentata dall\u2019elezione alla presidenza della repubblica del conservatore Karol Nawrocki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un episodio conferma l\u2019indirizzo episcopale, e cio\u00e8 la resistenza del vescovo Krzysztof Zadarko di Kozalin davanti alle manifestazioni popolari e al voto del consiglio comunale contro il Centro integrazione stranieri destinato all\u2019assistenza legale, linguistica, educativa oltre che materiale e psicologica agli emigrati. Non c\u2019\u00e8 alcuna aggressione alla popolazione locale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00abNon vedo minacciose manifestazioni di stranieri o musulmani come ci viene fatto credere per spaventarci. Vedo invece marce inquietanti piene di parole, dichiarazioni e slogan carichi di odio e contrapposizioni. Questo dovrebbe inquietarci [\u2026]. In conformit\u00e0 con gli insegnamenti della Chiesa ricordiamo a tutti che ogni migrante, ogni straniero, \u00e8 tenuto a rispettare le nostre leggi, le nostre regole, la nostra cultura, il nostro benessere e la nostra lingua\u00bb.<\/p>\n<p>La commissione zoppa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vescovi sono costretti sulla difensiva\u00a0a proposito del tema degli abusi degli ecclesiastici e, in particolare, sul difficile e complicato avvio della commissione indipendente di indagine che dovrebbe coprire con le sue ricerche i decenni dagli anni\u00a0Settanta in poi. Sembrava ormai pronta con il consenso delle vittime e l\u2019attesa positiva dell\u2019opinione pubblica (cf. qui su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/vescovi\/polonia-abusi-indietro-tutta\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">SettimanaNews<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il processo \u00e8 stata bruscamente interrotto e il nuovo gruppo episcopale di preparazione, guidato dal vescovo Slawomir Oder, ha ricominciato, pur partendo dai lavori precedenti. Ai vescovi in assemblea \u00e8 stato presentato un rapporto che contiene lo statuto e i documenti procedurali. Si conferma il carattere storico-scientifico della futura commissione in vista della promulgazione di linee guida per i pastori e le comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il consenso del Consiglio giuridico (che aveva bocciato il documento precedente) e quello dell\u2019assemblea, il testo sar\u00e0 sottoposto ai religiosi e alle religiose in attesa di un\u2019auspicata approvazione nel marzo prossimo a cui dovrebbe seguire la nomina dei commissari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale credibilit\u00e0 dell\u2019operazione \u00e8 molto bassa e si imputa a Oder non solo il segreto sui collaboratori (per altro come in precedenza) ma soprattutto l\u2019esclusione del contatto e della collaborazione con le vittime. La commissione minaccia di nascere in ritardo e \u201czoppa\u201d. Sono stati anche rinnovati i vertici della Fondazione san Giuseppe a cui fanno riferimento tutte le attivit\u00e0 di ricerca e di formazione sul tema.<\/p>\n<p>Insegnamento della religione: sulle barricate<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019insegnamento religioso lo scontro con il governo \u00e8 al \u201ccalor bianco\u201d (cf. <a style=\"color: #000000;\" href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/informazione-internazionale\/polonia-la-guerra-irc\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">qui<\/a>). La dichiarazione finale parla \u00abdi modifiche illegittime e ingiuste all\u2019organizzazione delle lezioni di educazione religiosa nelle scuole approvate dal ministero dell\u2019istruzione nazionale\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019indicazione di ridurre da due a un\u2019ora settimanale l\u2019insegnamento, di collocarlo all\u2019inizio o alla fine delle lezioni, di accorpare classi in ragione degli avvalentesi senza la contropartita di riconoscerlo come materia curricolare ha esasperato il confronto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La materia alternativa per i non avvalentesi (in particolare per le scuole superiori), l\u2019educazione sanitaria, \u00e8 stata fortemente criticata dai vescovi che hanno invitato i genitori a non sceglierla. Hanno sostenuto \u2013 e il Parlamento ha approvato \u2013 un progetto di legge favorevole all\u2019insegnamento religioso da sottoporre a referendum popolare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel conflitto si \u00e8 aperto anche lo scontro con la Corte costituzionale che, per due volte, ha bocciato il nuovo ordinamento ministeriale. Ma la legittimit\u00e0 dell\u2019istituzione \u00e8 contestata dal governo in ragione di nomine \u201cpolitiche\u201d (censurate dalle istanze europee) della precedente maggioranza di governo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I vescovi si sono preoccupati di sostenere i professori di religione (alcune migliaia sono sotto minaccia di perdere il lavoro) e di collocare la discussione non sul versante ideologico e organizzativo ma su quello pedagogico ed educativo.<\/p>\n<p>Le memorie necessarie<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019attenzione che confermano, in particolare, sul versante pastorale. \u201cDiscepoli missionari\u201d \u00e8 il titolo del nuovo programma pastorale finalizzato alla formazione cristiana con due principali aree di attivit\u00e0: la formazione alla fede e al rapporto con Dio e alla costruzione di una vita di comunione e di missione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Minor rilievo ha avuto la memoria della lettera che, alla fine del Concilio, si sono scambiati l\u2019episcopato polacco e quello tedesco, uno dei punti di forza per l\u2019avvio di una vera riconciliazione dei due popoli. Problema purtroppo riemergente, sia sul versante politico (la Germania secolarizzata e potente \u00e8 avvertita come pericolosa), sia sul versante cattolico (indicativa \u00e8 la lettera di aspra e ingiustificata critica dell\u2019allora presidente dei vescovi polacchi, mons. S. Gadecki, verso il processo sinodale tedesco nel febbraio 2022 (cf. <a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/cammino-sinodale-la-falciata-polacca\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">qui<\/a>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sotto tono anche le memoria di Nostra aetate, testo di riferimento per la discussa memoria sull\u2019antisemitismo polacco le cui radici sembrano avere nuovi polloni (cf. <a href=\"https:\/\/www.settimananews.it\/informazione-internazionale\/polonia-delirio-dello-ebreo\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">qui<\/a>).<\/p>\n<p>Danzica: diocesi emblematica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una nota a parte merita il luogo e la ricorrenza dell\u2019assemblea. I 100 anni della diocesi di Danzica. Un tempo e un luogo che ben sintetizzano i punti nodali e drammatici della storia del paese e della Chiesa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo la prima guerra mondiale, Danzica fu definita come citt\u00e0-stato sotto tutela della Societ\u00e0 delle nazioni. A grande maggioranza tedesca, il territorio comprendeva una parte della diocesi tedesca e di quella polacca. Venne riconosciuta come diocesi autonoma nel 1925 e fu guidata, in prevalenza, dal clero tedesco che emargin\u00f2 la minoranza polacca (10%).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Col nazismo, la prevalenza tedesca divenne incombente in particolare dopo l\u2019occupazione militare della Polonia. Il vescovo K. M. Splett cerc\u00f2 di barcamenarsi, ma, pur aiutando i sacerdoti polacchi in clandestinit\u00e0, si adoper\u00f2 per la germanizzazione e fu condannato da un tribunale dopo la vittoria del comunismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla ricostruzione della diocesi dopo la seconda guerra mondiale si applicarono A. Wronka, il prete \u201cpatriottico\u201d J. Cymanowski e mons. E. Nowicki.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante la rivolta operaia del 1970, il vescovo si schier\u00f2 per gli scioperanti e il successore L. Kaezmarck si impegn\u00f2 molto per la formazione dei seminaristi, del clero e la costruzione delle chiese e delle parrocchie, sostenendo fino in fondo gli scioperi del 1980.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mons. T. Goclowski si leg\u00f2 strettamente a Solidarnosc e a Lech Walesa. Come rappresentante dell\u2019episcopato, partecip\u00f2 ai colloqui tra l\u2019opposizione e le autorit\u00e0 che portarono alle \u201ctavole rotonde\u201d e alla trasformazione del regime politico. Una storia affascinante e gloriosa infangata dal suo successore, Slawoj Leszek Glodz, estromesso dal ruolo e poi canonicamente condannato nel 2021 per abusi di ogni genere (https:\/\/www.settimananews.it\/chiesa\/polonia-abusi-aborto\/).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale vescovo, il pallottino Tadeusz Wojda, \u00e8 il presidente della conferenza episcopale.<\/p>\n<p><a href=\"#\" rel=\"nofollow\" onclick=\"window.print();if(typeof(_gaq) != 'undefined') { _gaq.push(['_trackEvent','PRINTFRIENDLY', 'print', 'NULL']);&#10;          }else if(typeof(ga) != 'undefined') {  ga('send', 'event','PRINTFRIENDLY', 'print', 'NULL'); } return false;\" title=\"Printer Friendly, PDF &amp; Email\"><img decoding=\"async\" style=\"border:none;-webkit-box-shadow:none; -moz-box-shadow: none; box-shadow:none; padding:0; margin:0\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/printfriendly-pdf-button-nobg-md.png\" alt=\"Print Friendly, PDF &amp; Email\"\/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La recente assemblea generale dei vescovi polacchi (Danzica, 13-15 ottobre) ha affrontate alcuni temi per lo pi\u00f9 conflittivi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":170355,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-170354","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=170354"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/170354\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/170355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=170354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=170354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=170354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}