{"id":1708,"date":"2025-07-22T23:03:20","date_gmt":"2025-07-22T23:03:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1708\/"},"modified":"2025-07-22T23:03:20","modified_gmt":"2025-07-22T23:03:20","slug":"screening-per-depressione-alle-donne-in-gravidanza-le-nuove-raccomandazioni-iss","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/1708\/","title":{"rendered":"\u201cScreening per depressione alle donne in gravidanza\u201d: le nuove raccomandazioni ISS"},"content":{"rendered":"<p>La donna pu\u00f2 essere vulnerabile durante la gravidanza e dopo il parto. Ma non sempre i segnali di rischio, piccole o grandi crepe che minano la sua salute mentale, vengono intercettati. La rete di protezione non ha dovunque maglie fitte. Cosa manca e cosa fare? L\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 invita a ripartire dalla formazione dei professionisti che seguono le donne in questa stagione della vita e dall\u2019attivazione di un percorso che le metta in sicurezza, coinvolgendo anche dipartimenti di salute mentale e servizi sociali.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/2025\/03\/21\/news\/depressione_post_partum_cervello_cambia_2_anni-424073351\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Depressione post partum, il cervello cambia (per due anni)<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/autori\/francesco_cro\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Francesco Cro<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t21 Marzo 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/salute\/2025\/03\/21\/news\/depressione_post_partum_cervello_cambia_2_anni-424073351\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/182831583-b1e52eee-e152-4307-8b63-1057509b9204.jpg\" alt=\"Depressione post partum, il cervello cambia (per due anni)\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/><\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>I dati: l\u2019aumento dei suicidi<\/p>\n<p>Secondo i dati del sistema avanzato di sorveglianza ostetrica ItOSS-ISS, dal 2011 al 2019 il suicidio \u00e8 stato la prima causa di morte materna in Italia entro un anno dal termine della gravidanza. Il numero di suicidi \u00e8 in aumento, dal 12% nel periodo 2006-2012 al 16,9% nel 2011-2019. Dietro a questi numeri si nascondono storie di depressione, violenza domestica e fattori sociali complessi. Come riconosce anche l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, in questa fase della vita la donna \u00e8 esposta allo sviluppo di disturbi mentali, spesso sottovalutati o non diagnosticati in tempo.<\/p>\n<p>Un progetto di ricerca ItOSS-ISS ha rilevato che nel 60% dei casi di suicidio materno segnalati alla sorveglianza ItOSS tra il 2006 e il 2012, le donne avevano una storia psichiatrica pregressa. Tuttavia, in tre casi su quattro queste informazioni non erano riportate nella cartella clinica. Inoltre, una donna su due a rischio suicidio non ha raggiunto un servizio di salute mentale di secondo livello. Lacune che \u00e8 necessario colmare urgentemente.<\/p>\n<p>Cosa c\u2019\u00e8 di nuovo nelle linee guida dell\u2019ISS<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo predisposto due nuove raccomandazioni a sostegno della salute mentale in epoca perinatale. Una riguarda l\u2019offerta dello screening per depressione e ansia a tutte le donne, in occasione di ogni bilancio di salute, dalla gravidanza fino a un anno dal parto. L\u2019altra riguarda l\u2019organizzazione di reti assistenziali integrate, nelle regioni in cui ancora non esistono, per la diagnosi e il trattamento dei disturbi di salute mentale durante e dopo la gravidanza\u201d, spiega <strong>Serena Donati<\/strong>, direttrice del reparto Salute della Donna e dell\u2019Et\u00e0 Evolutiva dell\u2019ISS, che ha curato l\u2019aggiornamento della linea guida.<\/p>\n<p>Offrire un bilancio di salute a ogni contatto con i professionisti sanitari durante la gravidanza \u00e8 fondamentale, spiega Donati. Non solo per condividere informazioni su stili di vita adeguati, screening ed esami raccomandati, ma anche per promuovere il benessere psichico della donna, valorizzarne risorse e competenze, intercettare precocemente eventuali fattori di rischio per la sua salute psico-fisica.<\/p>\n<p>\t\tDepressione perinatale: come si riconosce e si affronta<\/p>\n<p>                        <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.repstatic.it\/cless\/common\/stable\/img\/video-placeholder.svg\" alt=\"Depressione perinatale: come si riconosce e si affronta\" width=\"160\" height=\"90\"\/><\/p>\n<p>Cosa succede se non c\u2019\u00e8 diagnosi e trattamento<\/p>\n<p>Trascurare i segnali di rischio pu\u00f2 avere conseguenze gravi sulla donna, ma anche sul bambino e sulla loro relazione. Depressione e ansia sono associate a un aumento dei parti pretermine, ma anche alla compromissione del legame madre-bambino e dell\u2019allattamento.<\/p>\n<p>I fattori di rischio per i disturbi mentali in epoca perinatale possono essere di natura biologica, psicosociale e ambientale. Tra i pi\u00f9 rilevanti, associati ad ansia o depressione perinatale, ci sono l\u2019assenza del partner o di una rete di supporto sociale, background migratorio, storie di abuso o di violenza domestica, una storia personale di disturbi mentali, gravidanze non pianificate o desiderate, difficolt\u00e0 economiche, complicazioni nella gravidanza pregressa o in quella in corso e la perdita della gravidanza.<\/p>\n<p>In base a dati dell\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 una donna su tre \u00e8 vittime di violenza fisica e una su quattro subisce violenza durante la gravidanza.<\/p>\n<p>Come intercettare i segnali<\/p>\n<p>I professionisti che accompagnano la donna nel percorso nascita si trovano in una posizione privilegiata per intercettare segnali di rischio e offrire supporto. \u201cSono spesso il primo punto di contatto professionale per le donne sopravvissute alla violenza, snodi strategici per garantire cure socio-sanitarie salvavita e facilitare l\u2019accesso a servizi di supporto. La violenza \u00e8 un fenomeno trasversale a tutte le condizioni sociali e dunque l\u2019allerta deve essere sempre massima. \u00c8 essenziale che ricevano una formazione adeguata; se il professionista che segue la donna \u00e8 formato e in grado di costruire un rapporto di fiducia e continuit\u00e0, sar\u00e0 pi\u00f9 facile per lei trovare il coraggio di esprimere un disagio. Sappiamo quanto spesso la violenza sia invisibile\u201d, spiega Serena Donati.<\/p>\n<p>\u201cBench\u00e9 molte regioni, come Emilia Romagna, Toscana, Lombardia e Provincia autonoma di Trento, abbiano gi\u00e0 formato i professionisti e attivato percorsi pilota di sperimentazione, le regioni del Sud sono rimaste indietro\u201d, aggiunte l\u2019esperta. Attrezzarsi, aggiunge, \u00e8 fondamentale: \u201cOgni contatto con un professionista \u00e8 un\u2019occasione per parlare anche di salute psicosociale. Far emergere un problema di disagio psichico o violenza pu\u00f2 aiutare una donna a trovare la forza e il sostegno per salvarsi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La donna pu\u00f2 essere vulnerabile durante la gravidanza e dopo il parto. 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