{"id":17122,"date":"2025-07-30T01:42:32","date_gmt":"2025-07-30T01:42:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17122\/"},"modified":"2025-07-30T01:42:32","modified_gmt":"2025-07-30T01:42:32","slug":"trattieni-lira-sperimenta-la-vanita-del-tutto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/17122\/","title":{"rendered":"\u201cTrattieni l\u2019ira, sperimenta la vanit\u00e0 del tutto\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Potenza del libro: se ne stava l\u00ec, come un totem, nella biblioteca di mio padre. Di implacabile eleganza \u2013 un saio \u2013 la copertina:\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.giorgiocolli.it\/it\/editoria\/enciclopedia_di_autori_classici\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">al numero 53 della leggendaria \u2018Enciclopedia di autori classici\u2019 guidata da Giorgio Colli per Boringhieri, il\u00a0Sutta Nipata,<\/a><\/strong>\u00a0\u201cuno dei testi pi\u00f9 antichi dell\u2019intero canone\u00a0pali\u2026 un\u2019opera di grande rilevanza sia per il suo valore poetico sia per il suo interesse storico e dottrinario\u201d (cos\u00ec il salace sunto in:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mondadori.it\/libri\/la-rivelazione-del-buddha-aa-vv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>La rivelazione del Buddha. I testi antichi, a cura di R. Gnoli, Mondadori, 2001<\/strong>,<\/a> dove sono tradotti alcuni brani).\u00a0<\/p>\n<p>A dire dell\u2019audacia di Colli \u2013 che mirava a costruire una collana di libri come \u201crifugio e punto d\u2019appoggio\u201d, come \u201cfonte di vita\u201d, in un\u2019era in cui \u201cil moltiplicarsi vertiginoso dei libri stampati \u00e8 un appello alla dispersione, un caleidoscopio che conduce all\u2019aridit\u00e0\u201d; in:\u00a0<strong><a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/libro\/9788845905308\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">G. Colli,\u00a0Per una enciclopedia di autori classici, Adelphi, 1983\u00a0<\/a><\/strong>\u2013 prima del\u00a0Sutta Nipata\u00a0erano usciti\u00a0I due problemi fondamentali dell\u2019etica\u00a0di Schopenhauer e le\u00a0Lettere dalla prigionia\u00a0di Tommaso Moro; poco dopo sarebbero stati pubblicati Stendhal (Filosofia nova), Paracelso (Paragrano ovvero le quattro colonne dell\u2019arte medica), l\u2019Empedocle\u00a0di H\u00f6lderlin.<\/p>\n<p>Fu facile \u2018abboccare\u2019: nel\u00a0Sutta Nipata\u00a0\u2013 come in altri testi estremo-orientali allo zenit dell\u2019anima \u2013 fonde etica ed estetica, l\u2019atto lirico si salda nella scelta esistenziali, ogni verso, allo stesso tempo, nasconde un baratro e un giardino. Insomma, la \u2018letteratura\u2019 \u2013 altrimenti, futile gioco d\u2019ombre \u2013 inaugura un sentiero, \u00e8 l\u2019appello a una veglia, a una ribellione interiore. Tutto sembra squadernarsi di fronte ai nostri occhi, rivelazione in forma di falena. Per questo, i testi primi del Buddhismo esaltavano Thomas S. Eliot, il poeta che intendeva la poesia come una ascesi, come una via conoscitiva.\u00a0<\/p>\n<p>Il testo \u00e8 curato da Vincenzo Talamo, le sottolineature sono di mio padre. Le ripercorro. Talamo spiega che il Buddhismo \u201cnon \u00e8 una dottrina consolante, bens\u00ec chiarificante\u2026 esso non promette consolazioni, in questa o in un\u2019altra vita, a chi s\u2019incammina per l\u2019arduo sentiero che mena al distacco\u201d. E poi:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cScopo dell\u2019ascesi buddhista \u00e8 quello di far vedere le cose secondo realt\u00e0 (yathabhutam), ben diverse quindi da come ce le presenta la nostra fervida immaginazione che le falsa imprimendo loro le nostre mutevoli tonalit\u00e0 affettive. Ottenuta una tale visione chiara, obbiettiva, spoglia di qualunque riflesso mentale, ne consegue automaticamente il distacco e si assapora quella gioia spassionata, rasserenante, che non ha nulla a che fare con la gioia comunemente intesa, correlativa del dolore e quindi indissolubilmente legata ad esso\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il libro \u2013 manicheismo d\u2019adolescente \u2013 mi sembr\u00f2 cogliere\u00a0tutto\u00a0lo scibile. Pensai di essere al centro di una verit\u00e0 \u2013 per quanto, scheggiata da pomeriggi australi, nell\u2019estate che in periferia concedeva, in era pre-cellulare, spazi da fine del tempo, assenza d\u2019uomo, silenzio dozzinale, a mandrie.\u00a0<\/p>\n<p>Cominciai a leggerlo partendo da ci\u00f2 che aveva sottolineato mio padre. Era morto qualche anno prima, mi parve, cos\u00ec, di ripercorrerne le scelte, scellerate, di misurarmi con il suo cuore-zattera. Tentai, maldestramente, di conficcare alcune lasse nel corpo morto di un padre in perenne fuga, come si scuoia una bestia, come si estrae olio dal cadavere:<\/p>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cDall\u2019intimit\u00e0 nascono gli affetti e, in conseguenza degli affetti, nasce il dolore\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cLibero da desideri, sincero, libero da brame, immune da ipocrisia, purificato da errore e confusione mentale, resosi indipendente dal mondo intero, vado solitario come un rinoceronte\u201d.<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\n<p><strong>\u201cQuel muni che procede solitario e vigilante, imperturbabile nel biasimo e nella lode, impavido come un leone fra i clamori, libero come il vento che non c\u2019impiglia in una rete, incontaminato come il loto che non s\u2019insudicia a contatto dell\u2019acqua, guida degli altri e non guidato da alcuno, quello i saggi riconoscono come muni\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Mi sembr\u00f2 di penetrare una eredit\u00e0 \u2013 ecco. Vivere scevri dal giudizio e dal giudicare, alieni dal desiderio di possesso, compresi nella compassione, a precipizio nel gioire.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"517\" height=\"800\" alt=\"\" class=\"wp-image-104347 lazyload\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/31085835865.jpg\"  data-\/><\/p>\n<p>Il\u00a0Sutta Nipata\u00a0\u00e8 pubblico nel maggio del 1961, l\u2019anno in cui Jurij Gagarin fa due passi nello spazio e Ernest Hemingway si spara in bocca con un fucile. Agli Oscar vinceva\u00a0L\u2019appartamento, esilarante \u2013 e tragico \u2013 film di Billy Wilder, a Sanremo\u00a024mila baci\u00a0di Celentano si piazzava al secondo posto, dietro Luciano Tajoli, allo Strega giganteggiava Raffaele La Capria con\u00a0Ferito a morte. Mio padre compiva dodici anni: troppo giovane per leggere il\u00a0Sutta Nipata. Chiss\u00e0 in quale mercatino lo ha raccattato, chiss\u00e0 chi glielo ha regalato, da chi lo ha rubato \u2013 costava 1700 lire.\u00a0<\/p>\n<p>A volte i libri s\u2019incapricciano in un destino. Letto cos\u00ec, il\u00a0Sutta Nipata\u00a0\u00e8 un documento culturale inerte; semmai, nell\u2019ordalia dell\u2019immaginario, uno spunto per ampliare il parterre delle proprie\u00a0persone\u00a0retoriche \u2013 peggio ancora, per\u00a0pensare, in un dinamismo che si sforza di andare al di l\u00e0 del pensiero. Il\u00a0Sutta Nipata\u00a0\u2013 come analoghi testi usati come il detersivo per \u2018purificarci\u2019 \u2013 va \u2018praticato\u2019, cio\u00e8 percorso fino a superarlo, fino a incenerirlo, affinch\u00e9 le belle figure poetiche \u2013 tratte dal mondo della natura: il serpente e il loto, il rinoceronte e la luna, il leone e il fico, in una sorta di compenetrazione \u2013 si rivelino per ci\u00f2 che sono, illusorie ombre del vero, ci chiedano di farne scempio. Cose da eremiti veri, non da artigiani del noto, quali siamo \u2013 quale sono.\u00a0<\/p>\n<p>Ad ogni modo, qui si traducono alcuni passi dal\u00a0Sutta Nipata\u00a0nella versione del grande orientalista danese Viggo Fausb\u00f6ll: usc\u00ec in inglese, per la Claredon Press, nel 1881, ed \u00e8 ancora, dicono, una pietra angolare (\u00e8 citata, tra l\u2019altro, nel gi\u00e0 citato\u00a0La rivelazione del Buddha, il recente repertorio di testi edito da Mondadori). Chiss\u00e0 se in questo vagabondaggio su orme calcificate da decenni vige il genio della nostalgia. In ogni caso, \u00e8 sempre uno stare nella cosa che morde, nella rovina \u2013 di quel sangue non si faccia esegesi: esaudire vuol dire astenersi dal fiore \u2013 affiorare.\u00a0<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Sutta Nipata<\/strong><\/p>\n<p><strong>Uragasutta<\/strong><\/p>\n<p>Il monaco che abbandona le passioni umane \u00e8 paragonato al serpente che muta pelle.<\/p>\n<p>1 Chi trattiene l\u2019ira al sorgere come chi allenta i veleni del serpente con il farmaco, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>2 Chi ha reciso recisamente la passione come si recide il fiore di loto, tuffandosi nel lago, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>3 Chi ha prosciugato il flusso del desiderio che rapido corre, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>4 Chi ha distrutto l\u2019orgoglio come l\u2019acquazzone distrugge un fragile ponte di canne, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>5 Chi sperimenta la vanit\u00e0 di ogni esistenza come chi cerca fiori sui fichi, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>6 Chi resiste alla rabbia perch\u00e9 ha inverato ogni esistenza, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>7 Chi ha reciso ogni dubbio, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>8 Chi non va oltre e non torna indietro ma sovrasta ogni inganno di questo mondo illusorio, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>9 Chi non va oltre e non torna indietro perch\u00e9 ha capito che ogni cosa \u00e8 fallace in questo mondo, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>10 Chi non va oltre e non torna indietro, libero dalla cupidigia, certo della falsit\u00e0 di questo mondo, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>11 Chi non va oltre e non torna indietro, libero dalla passione, certo che questo mondo \u00e8 irreale, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>12 Chi non va oltre e non torna indietro, scevro dall\u2019odio, certo che tutto in questo mondo \u00e8 corrotto, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>13 Chi non va oltre e non torna indietro, salvo dalle manie, certo che il mondo \u00e8 fondato sull\u2019inganno, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>14 Chi non ha affetti, chi ha estirpato ogni malsano legame, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>15 Chi non teme nulla, n\u00e9 si preoccupa di ritornare in questo mondo, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>16 Chi non \u00e8 schiavo del desiderio, origine di ogni rinascita, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>17 Chi ha rimosso i cinque ostacoli [bramosia, ira, vilt\u00e0, rimorso, dubbio,\u00a0ndt], intrepido, privo di dubbi, distaccato dal soffrire, \u00e8 un monaco libero dagli estremi come il serpente \u00e8 libero dalla decrepita pelle.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Mettasutta<\/strong><\/p>\n<p>Chi ha la mente pacificata, loda gli esseri ed \u00e8 buono.<\/p>\n<p>1 Chi ha abilit\u00e0 nel bene, essendo nella quiete: sia sapiente in rettitudine, onesto, integro, fermo nel dire, gentile, mai arrogante,<\/p>\n<p>2 sempre felice, fiero nel sopportare, senza preoccupazioni n\u00e9 pesi, sereno nei sensi, saggio nel sentire, pudico, mai avido.\u00a0<\/p>\n<p>3 Non compia azioni meschine, non compia azioni degne di scandalo. Raggiunto dalla gioia, sicuro di s\u00e9, lieto nella mente.\u00a0<\/p>\n<p>4 Qualunque essere: inerme o enorme, grosso o piccolo, medio, basso, esiguo, colosso,<\/p>\n<p>5 visibile o invisibile, prossimo o distante, nato o non nato, siano tutti gli esseri felici.\u00a0<\/p>\n<p>6 Nessuno inganni il prossimo, non umiliarlo, non recingerlo nel male, n\u00e9 rabbia o rancore ti regoli.\u00a0<\/p>\n<p>7 Come una madre mette a repentaglio la propria vita per vegliare sul figlio, l\u2019unico figlio, cos\u00ec ciascuno coltivi mente illimitata, illuminata dall\u2019amore verso tutti gli esseri.\u00a0<\/p>\n<p>8 Benevolenza verso tutto il mondo, mente totale, sopra, sotto, in obliquo, senza ostacoli, senza odio, senza inimicizia.\u00a0<\/p>\n<p>9 Che sia in piedi, in cammino, o seduto, sdraiato, finch\u00e9 \u00e8 sveglio forgi la sua mente: questo, \u00e8 detto, significa stare al mondo.\u00a0<\/p>\n<p>10 Chi non abbraccia ideologie e non brancola nell\u2019opinione, perfetto nella visione; chi giganteggia sui piaceri e sulla connaturata malizia, non pi\u00f9 rientrer\u00e0 in un grembo.\u00a0<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p><strong>Garasutta<\/strong><\/p>\n<p>Da egoismo deriva dolore e avarizia; il monaco che ha voltato le spalle al mondo, ramingo, senza casa, \u00e8 davvero libero e non deve pi\u00f9 purificarsi.\u00a0<\/p>\n<p>1 Questa vita, invero, \u00e8 breve: si muore entro cento anni e chi vive pi\u00f9 a lungo, \u00e8 annientato dagli stenti.\u00a0<\/p>\n<p>2 L\u2019egoismo affligge la gente, eterna brama di possesso annienta, delusione \u00e8 norma: se questa \u00e8 vita, avviati altrove, fuori casa.\u00a0<\/p>\n<p>3 Ci\u00f2 che credi tuo, morte divora: per questo, il saggio non si volge al mondano, \u00e8 seguace dell\u2019insussistenza.\u00a0<\/p>\n<p>4 Chi si sveglia non vede pi\u00f9 i volti di chi ha sognato, cos\u00ec, non puoi pi\u00f9 vedere il volto dell\u2019amata ormai morta.<\/p>\n<p>5 Vedi e odi soltanto le persone di cui \u00e8 pronunciato il nome: soltanto il nome rimane di un morto.\u00a0<\/p>\n<p>6 Chi marcisce nell\u2019ego indossa dolore, urla, attaccamento \u2013 per questo il discepolo, abbandonando il mondo del possesso, vaga, cerca ci\u00f2 che \u00e8 certo.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>7 Ha la mente di un asceta, erra senza attaccamento, il monaco: \u00e8 uno dei giusti, non pi\u00f9 torner\u00e0 in questo esistere.\u00a0<\/p>\n<p>8 L\u2019eremita, ormai libero di s\u00e9, non compiace n\u00e9 dispiace, non apprezza n\u00e9 disprezza; in lui non attecchiscono invidia e desiderio, come l\u2019acqua non ha bisogno della foglia per scorrere.\u00a0<\/p>\n<p>9 Come una goccia d\u2019acqua non si attacca al loto, come l\u2019acqua non invade il loto, cos\u00ec un eremita non si aggrappa a nulla di ci\u00f2 che vede, sente, pensa.\u00a0<\/p>\n<p>10 Ormai purificato, non ragiona su ci\u00f2 che si vede, si sente, si pensa, non attende pi\u00f9 alcuna purezza: al di l\u00e0 del piacere e del dispiacere.\u00a0<\/p>\n<p>*In copertina: Nam June Paik, TV Buddha, 1974<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Potenza del libro: se ne stava l\u00ec, come un totem, nella biblioteca di mio padre. 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