{"id":171394,"date":"2025-10-18T12:58:10","date_gmt":"2025-10-18T12:58:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/171394\/"},"modified":"2025-10-18T12:58:10","modified_gmt":"2025-10-18T12:58:10","slug":"dallorologiaio-di-maurizio-de-giovanni-allautobiografia-di-renato-pozzetto-le-novita-in-libreria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/171394\/","title":{"rendered":"Dall&#8221;orologiaio&#8217; di Maurizio de Giovanni all&#8217;autobiografia di Renato Pozzetto, le novit\u00e0 in libreria"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">E&#8217; da qualche giorno in libreria il nuovo libro dell&#8217;editorialista del &#8216;Corriere della Sera&#8217; Federico Rampini, &#8216;La lezione del Giappone&#8217;, pubblicato da Mondadori nella collana &#8216;Strade Blu&#8217;. Il mondo sta riscoprendo il Giappone. Un sintomo \u00e8 il boom di visitatori, che sconvolge un paese poco abituato all\u2019overtourism. \u00c8 una riscoperta che ha molte facce. La rinascita dell\u2019industria nipponica \u00e8 quasi invisibile, nascosta in prodotti ad altissima tecnologia di cui nessuno pu\u00f2 fare a meno. Pi\u00f9 vistoso \u00e8 invece il \u00absoft power\u00bb di Tokyo, che dilaga da decenni nella cultura di massa: dai manga agli anime, dai videogame alla letteratura, dal cinema al J-pop, adolescenti e adulti occidentali assorbono influenze nipponiche talvolta senza neppure saperlo. Il sushi \u00e8 ormai globale quanto la pizza. Se si elencano tutte le mode nate nel Sol Levante, colpisce un\u2019analogia con quel che fu l\u2019Inghilterra dei Beatles negli anni Sessanta. Persino la sua spiritualit\u00e0, dallo shintoismo al buddismo zen, ha esercitato una presa potente su noi occidentali, anticipando l\u2019ambientalismo e il culto della natura come &#8216;divinit\u00e0 diffusa&#8217;. Il Giappone \u00e8 soprattutto un laboratorio d\u2019avanguardia per le massime sfide del nostro tempo: fu il primo a conoscere denatalit\u00e0, decrescita demografica, aumento della longevit\u00e0. Dentro le soluzioni che sperimenta per invecchiare bene c\u2019\u00e8 una lezione per tutti noi. Federico Rampini, che lo frequenta da oltre quarant\u2019anni, ci guida in questo viaggio fra i misteri di una civilt\u00e0 antichissima e affascinante, un paese che condensa modernit\u00e0 e rispetto della tradizione come nessun altro, e ciononostante deve far fronte a numerosi paradossi: il paradiso delle buone maniere pu\u00f2 essere vissuto come una prigione di conformismo, tanto che alcuni decidono di scomparire, evaporando nel nulla. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">E come conciliare i tassi di criminalit\u00e0 pi\u00f9 bassi del mondo con l\u2019esistenza della temuta mafia Yakuza? Anche la sua centralit\u00e0 geopolitica \u00e8 fondamentale. Ottant\u2019anni di dibattito sull\u2019atomica acquistano una prospettiva nuova, quando li si ricostruisce da Hiroshima. Per non parlare del futuro della Cina e della sfida che essa lancia all\u2019Occidente: nessuno \u00e8 in grado di decifrarlo meglio dei giapponesi, che hanno millecinquecento anni di esperienza. Il Sol Levante, inoltre, \u00e8 stato il primo a sperimentare i fulmini del protezionismo americano, fin dagli anni Settanta, ispirando Donald Trump. In un mondo in cui sempre pi\u00f9 paesi riscoprono il capitalismo di Stato, le politiche industriali, la geoeconomia, la lezione del Giappone, preziosa quanto silenziosa, \u00e8 la mappa di un futuro che riguarda tutti noi.<\/p>\n<p>&#8216;Ne uccide pi\u00f9 la gola che la sciarpa&#8217; (Rizzoli) di Renato Pozzetto<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">E&#8217; sugli scaffali da qualche giorno con Rizzoli &#8216;Ne uccide pi\u00f9 la gola che la sciarpa&#8217;, autobiografia. Il libro \u00e8 la storia rocambolesca di un ragazzo di campagna, colma di ricordi, incontri decisivi, aneddoti esilaranti, sullo sfondo immancabile della Milano del secondo dopoguerra: un periodo fiorente e pieno di speranza, con i suoi artisti, i circoli operai, le osterie anarchiche, i locali come il Derby, dove sono nati il teatro-canzone di Enzo Jannacci e Giorgio Gaber e la comicit\u00e0 surreale e giocosa che ha fatto scuola in tutta Italia. In questa citt\u00e0 due amici d\u2019infanzia cominciano a suonare la chitarra e a cantare canzoni popolari, dando vita al duo comico \u201cCochi e Renato\u201d che diventer\u00e0 una coppia indimenticabile della televisione e del cabaret. Abbandonato il duo, Pozzetto inizia una lunga e fortunata carriera cinematografica che lo porter\u00e0 negli anni Ottanta a scrivere pagine di storia della commedia all\u2019italiana. Ne uccide pi\u00f9 la gola che la sciarpa \u00e8 tutto questo e molto altro ancora: il racconto degli affetti familiari, delle passioni e degli incontri di un artista che \u00e8 diventato un\u2019icona della cultura popolare italiana.<\/p>\n<p>&#8216;Un gatto per far tornare il sereno&#8217; (Garzanti) di Tanya Guerrero<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Garzanti manda in libreria &#8216;Un gatto per far tornare il sereno&#8217; di Tanya Guerrero con la traduzione di Elisabetta Valdr\u00e9. Come ogni randagio che si rispetti, Gatto conosce alla perfezione il quartiere di Brooklyn in cui abita. Sonnecchia steso al sole sui muretti e osserva tutto con i suoi grandi occhi curiosi. Ma soprattutto, fiuta quello che le persone non dicono, e sente ci\u00f2 che i cuori urlano quando le parole non bastano.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">In quelle strade vivono anime fragili che hanno smarrito la rotta, con qualcosa da lasciarsi alle spalle o un desiderio da realizzare. E Gatto veglia su di loro. \u00c8 il primo ad accorgersi dei misteriosi Post-it pieni di parole e complimenti timidi rivolti a N\u00faria, volontaria dell\u2019associazione per i randagi del quartiere. Da un po\u2019 sembra aver perso la sua scintilla, ma il micio le resta vicino. Lui sa chi le lascia quei messaggi d\u2019amore anonimi, ma \u00e8 ancora presto per svelarlo. Poi c\u2019\u00e8 Collin, autore di bestseller che non riesce a scrivere neppure una riga alle prese con problemi di cuore; Bong, il fioraio dall\u2019aria malinconica rimasto vedovo da poco che vive in una casa troppo silenziosa; e Omar, il postino gentile che ha rinunciato ai suoi sogni. E infine la dolce Lily, arrivata da poco con una valigia rossa e il cuore pieno di speranze. Il micio la vede cercare tra la gente gli occhi di una sorella che non ha mai conosciuto. Gatto ha un bel da fare con tutti questi umani e i loro pasticci. A modo suo, cerca di dare loro una spinta per trovare la felicit\u00e0. Ma arriver\u00e0 il momento in cui sar\u00e0 lui ad avere bisogno di loro e i suoi amici gli restituiranno tutto l\u2019affetto che ha donato. Perch\u00e9 a volte basta un gatto nero dal cuore grande per ricordarci quanto sia semplice volersi bene.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Tanya Guerrero ci regala una piccola via di fuga dalla realt\u00e0. Il suo micio dal cuore d\u2019oro, un balzo dopo l\u2019altro, ha conquistato i lettori, che hanno reso la sua storia un successo del passaparola. Ma quando Gatto ci mette la zampa non pu\u00f2 che andare cos\u00ec. Un libro sui legami, sulla gentilezza, che parla di come si possa trovare una famiglia nei luoghi pi\u00f9 inaspettati.<\/p>\n<p>&#8216;Rinnamorarsi&#8217; (Solferino) di Pupi Avati<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Mi sono rinnamorato di mia moglie a ottantasei anni, ed \u00e8 qualcosa che ha a che fare con l\u2019ineffabile. O con la demenza senile&#8221;. E&#8217; la &#8216;confessione&#8217; con cui il regista Pupi Avati apre il suo ultimo libro, &#8216;Rinnamorarsi&#8217;, pubblicato da Solferino sugli scaffali dal 21 ottobre. Non c\u2019\u00e8 dubbio, la vecchiaia \u00e8 la stagione pi\u00f9 crudele della vita: il corpo ti tradisce, i ricordi ti tormentano, ogni giorno diventa un tiro di dadi con il Fato. Ma \u00e8 proprio in questo tramonto che si ritorna all\u2019essenza, delle cose e di s\u00e9, e tutto appare pi\u00f9 prezioso. Cos\u00ec, pu\u00f2 capitare di rinnamorarsi, magari della stessa donna che hai incontrato e scelto pi\u00f9 di mezzo secolo fa sotto un portico di Bologna. E pu\u00f2 succedere di provare tenerezza per il cinema, che vive una stagione cos\u00ec difficile e che meriterebbe nuove passioni. Di certo si ritrovano volti e voci ormai sfumati nel tempo, le ragazze che illuminavano le feste dell\u2019adolescenza, un antico corteggiamento a suon di balli lenti e singolari regali, le anziane parenti che ti portavano a baciare i morti: tutto ci\u00f2 che si credeva perduto torna, e lo scopriamo vivo, come vivi ancora siamo noi.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Sul filo dei suoi giorni, in cui ricordi e affetti, successi e fallimenti coesistono in un eterno presente, Avati indaga i sentimenti alla base dell\u2019esistenza umana, la saggezza che sta nel coltivarli e la difficolt\u00e0 di conservarli di fronte alle minacce del mondo contemporaneo. Un racconto poetico e ironico, attraversato da una misteriosa e solida energia, che ha al cuore la dichiarazione d\u2019amore verso una donna ma si allarga a includere la vita e l\u2019arte tutte intere.<\/p>\n<p>&#8216;L&#8217;orologiaio di Brest&#8217; (Feltrinelli) di Maurizio de Giovanni<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Il tempo per alcuni \u00e8 una corsa incessante, per altri un passo lento e incerto. Per qualcuno, invece, si \u00e8 arrestato per sempre. E la storia d\u2019Italia \u00e8 un filo spezzato: un orologio fermo alla stagione del piombo e del sangue. In questo silenzio immobile sono immersi Vera Coen e Andrea Malchiodi, i protagonisti di &#8216;L&#8217;orologiaio di Brest&#8217;, l&#8217;ultima opera di Maurizio de Giovanni sugli scaffali dal 21 ottobre con Feltrinelli.  <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Ha il destino scritto nel nome, Vera. Lavora come giornalista per un quotidiano locale e considera la ricerca della verit\u00e0 una missione. Ma a quarant\u2019anni si ritrova con un lavoro insoddisfacente e precario, i dubbi di aver sbagliato tutto ad affollarle la mente e una scoperta sconvolgente con cui fare i conti\u2026Il professor Andrea Malchiodi di anni ne ha quarantatr\u00e9 e ha incassato le delusioni di una carriera accademica spezzata da uno scandalo, in cui \u00e8 stato ingiustamente coinvolto, insieme all\u2019amarezza per un matrimonio finito. A separarlo dalla moglie e dalla figlia c\u2019\u00e8 un oceano di incomprensione. Ad affliggerlo, il dolore per la malattia della madre che lo ha cresciuto da sola, dopo averlo concepito in una notte nei primi anni Settanta, gli anni della rivolta. Un giorno come tanti, Andrea si trova davanti Vera. La giornalista lo mette a parte di un\u2019incredibile rivelazione. C\u2019\u00e8 qualcosa che li lega. Un fatto di sangue accaduto quattro decenni prima. Una ferita nel lontano passato di lei che riscrive il passato di lui. E da quel momento per Andrea tutto cambia.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Comincia cos\u00ec un\u2019indagine nelle tenebre pi\u00f9 fitte della notte della Repubblica, a caccia del misterioso \u201cuomo degli ingranaggi\u201d, l\u2019esperto di armi ed esplosivi, militante di un\u2019organizzazione combattente, poi primula rossa e custode di segreti inconfessabili. Il nastro si riavvolge fino al principio degli anni Ottanta, sospesi tra gli ultimi fuochi della lotta armata e le prime luci di un\u2019et\u00e0 che si presenta come nuova e invece \u00e8 dominata dai Gattopardi di sempre. L\u2019orologiaio di Brest \u00e8 una vecchia foto dimenticata, rimasta fuori dall\u2019album di famiglia, \u00e8 il ricordo rimosso che la risacca della memoria riporta alla coscienza, la verit\u00e0 celata che sconvolge le vite rimettendole in prospettiva. Maurizio de Giovanni scrive il romanzo che non aveva mai scritto: una storia che interroga il rapporto tra colpa e innocenza, memoria e oblio, verit\u00e0 e segreti, ma soprattutto che indaga il pi\u00f9 indecifrabile dei legami: quello tra padri e figli. \u201cHa colpa il coltello di essere affilato? Ha colpa di taglia\u00adre il pane, o di affondare nella carne, quale che sia la carne, viva o morta, giovane o decrepita? Il coltello non ha colpa, e pu\u00f2 essere soltanto felice di s\u00e9, qualora la mano che lo utilizza sia la pi\u00f9 alta e nobile&#8221;.<\/p>\n<p>&#8216;Il romanzo inglese del \u2018900&#8217; (La Nave di Teseo) di Paolo Bertinetti<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8216;Il romanzo inglese del \u2018900&#8217; di Paolo Bertinetti \u00e8 sugli scaffali con La Nave di Teseo. Da uno dei pi\u00f9 autorevoli anglisti italiani, una galleria di ritratti dei maggiori romanzieri inglesi del Novecento: da Banville a Beckett, da Agatha Christie a Chatwin, da Conrad a Fleming, da Greene a Huxley, da le Carr\u00e9 a McEwan, da Zadie Smith a Virginia Woolf, senza trascurare le letterature inglesi dal mondo. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Con una selezione mirata, il libro esplora le opere che hanno segnato il secolo, concentrandosi su due o tre romanzi chiave per ogni autore, quelli che ancora oggi occupano un posto di rilievo nelle librerie e nella memoria collettiva. I lettori troveranno una guida a quei testi che, al di l\u00e0 delle &#8216;punte di diamante&#8217;, hanno saputo influenzare il gusto del pubblico e resistere alla prova del tempo, sulla scia della riflessione di Ezra Pound, secondo il quale \u201cil solo modo di mantenere la buona letteratura in circolazione consiste nella drastica separazione delle opere maggiori da tutta quella zavorra che \u00e8 stata a lungo tenuta per valida e che \u00e8 responsabile di avere diffuso la perniciosa idea corrente secondo la quale un buon libro deve essere per forza noioso\u201d. Una lettura imprescindibile per chi desidera comprendere l\u2019essenza di un\u2019epoca attraverso le parole dei suoi protagonisti pi\u00f9 influenti.<\/p>\n<p>&#8216;La fabbrica dei desideri&#8217; (Piemme) di Valeria Gallina<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">1910, Piemonte. Con le sue mani piccole e fredde, Giulia pu\u00f2 incartare i cioccolatini senza farli sciogliere. \u00c8 un dono prezioso. Ha soltanto quindici anni, \u00e8 appena arrivata a Torino insieme a sua madre, Caterina, e ai fratelli, Angelo e Franco, alla ricerca di un futuro migliore. Inizia cos\u00ec &#8216;La fabbrica dei desideri&#8217;  (Piemme) di Valeria Gallina.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Il primo giorno alla Moriondo e Gariglio, una fabbrica di cioccolato, le operaie possono mangiare gianduiotti, cremini e praline a volont\u00e0, senza subire un richiamo disciplinare. Tutte le dipendenti fanno indigestione e passa loro la voglia di sgraffignare i preziosi frutti del lavoro in azienda. Ma per Giulia \u00e8 diverso. \u00c8 sempre stata la ragazza pi\u00f9 cocciuta, la pi\u00f9 determinata, e dopo aver conosciuto la vera povert\u00e0 guarda quei dolcetti come gioielli di cui non ci si pu\u00f2 stancare. Col tempo, la famiglia inizia ad ambientarsi in citt\u00e0. Caterina lavora con Adele, rinomata sarta sabauda, e Giulia riprende gli studi interrotti troppo presto. La vita scorre serena ai Glicini, cascina sulla collina torinese con un bellissimo pergolato fiorito. Ma la Grande Guerra \u00e8 alle porte. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Gli uomini saranno chiamati uno dopo l&#8217;altro, torneranno stravolti o non torneranno mai, e le donne scopriranno una libert\u00e0 nuova a cui non vorranno pi\u00f9 rinunciare. Con un&#8217;eleganza narrativa da grande romanziera, Valeria Gallina parte dalla storia della sua famiglia e racconta un&#8217;Italia operaia, volenterosa, vitale. Giulia e i suoi fratelli si rincorrono nella Torino di un secolo fa, trascinando il lettore in una travolgente avventura d&#8217;altri tempi.<\/p>\n<p>&#8216;Dimmi che sei stata felice&#8217; (Einaudi) di Maria Grazia Calandrone<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Maria Grazia Calandrone firma &#8216;Dimmi che sei stata felice&#8217;, in libreria con Einaudi il 21 ottobre. Aurora nasce in un appartamento popolare a Roma Sud, mentre il Paese si prepara ad attraversare gli anni Settanta e il loro spegnersi nella strategia della tensione. Fin da ragazza accoglie il destino di una madre segnata dall\u2019abbandono e il vuoto di un padre mai conosciuto. Del resto il passato sembra aver lavorato per lei da prima che nascesse: la nonna, con la quale Aurora ha un rapporto d\u2019amore profondo e privilegiato, era scampata per miracolo al bombardamento di San Lorenzo. E anche Aurora crede di essere viva grazie alla forza della propria madre. Tutt\u2019intorno, nel frattempo, la citt\u00e0 respira come un organismo: abbraccia, tradisce, intreccia destini senza mostrarli. Tanto che, per una di quelle casualit\u00e0 che la vita a volte ci riserva, un giorno Aurora ritrova fugacemente il padre e, poco dopo, s\u2019innamora di un giovane poeta venuto da lontano. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">In cerca di pace, Aurora si trasferisce a Nuova Ostia, un luogo che sa essere anche feroce. Eppure \u00e8 proprio l\u00ec che incontra la magnificenza del mare e Viola. Le due donne sono quasi coetanee, e una naturalezza istintiva le avvicina. La loro storia \u00e8 totalizzante, ma dove Viola si abbandona, Aurora si ritrae. I sentimenti, per\u00f2, sono una terra che si pu\u00f2 abitare solo senza difese. Maria Grazia Calandrone attraversa ancora una volta la materia viva della memoria e della Storia, fino a una conclusione vertiginosamente lirica. Stavolta la voce levigata e diretta dell\u2019autrice trova le parole per dire che essere fedeli a noi stessi pu\u00f2 essere un vincolo troppo stretto. Soprattutto per le donne, che nei libri di Calandrone si trovano sempre davanti a una scelta da cui \u00e8 impossibile tornare indietro.<\/p>\n<p>&#8216;Nella stanza dei bottoni&#8217; (Laterza) di Jens Stoltenberg<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Quando Jens Stoltenberg ha assunto l\u2019incarico di segretario generale della Nato, nel 2014, non poteva immaginare che il decennio che avrebbe avuto davanti sarebbe stato segnato da guerre, crisi diplomatiche e un drastico riassetto dell\u2019ordine mondiale. Nel memoir &#8216;Nella stanza dei bottoni&#8217;, in libreria con Laterza, Stoltenberg ci porta dentro la stanza dei bottoni della pi\u00f9 potente alleanza militare del mondo, facendoci rivivere le scelte difficili che si devono compiere quando a essere in gioco \u00e8 la pace globale. Jens Stoltenberg ci porta dietro le quinte delle decisioni che hanno plasmato il panorama della sicurezza globale nell\u2019ultimo decennio. Questo libro non \u00e8 solo un memoir politico, ma una testimonianza diretta di chi ha dovuto affrontare crisi internazionali, tensioni diplomatiche e minacce alla pace mondiale con determinazione e visione strategica.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Stoltenberg racconta i momenti cruciali del suo mandato: la guerra in Ucraina, il ritiro della Nato dall\u2019Afghanistan, le tensioni crescenti con Russia e Cina, il complesso rapporto con le amministrazioni americane e la sfida di mantenere unita l\u2019alleanza pi\u00f9 potente del mondo. Con uno stile incisivo e rivelazioni inedite, offre al lettore uno sguardo privilegiato su negoziati delicati e decisioni difficili prese nei corridoi del potere. Su tutto si stagliano gli incontri e i confronti con Vladimir Putin, le discussioni accese con Donald Trump, la solidariet\u00e0 con Volodymyr Zelensky, l\u2019amicizia con Barack Obama e Angela Merkel. Un racconto che illumina le dinamiche della diplomazia internazionale contemporanea e riflette sulle sfide che attendono l\u2019Occidente.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Jens Stoltenberg (1959) \u00e8 un politico ed economista norvegese. \u00c8 stato primo ministro della Norvegia per due mandati (2000-2001, 2005-2013) per il Partito laburista e segretario generale della Nato dal 2014 al 2024 &#8211; un periodo caratterizzato da importanti sfide di politica di sicurezza globale. \u00c8 noto per il suo approccio pragmatico, le sue abilit\u00e0 diplomatiche e la capacit\u00e0 di costruire ponti tra diversi alleati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ecco una selezione delle novit\u00e0 in libreria, tra romanzi, saggi, libri d&#8217;inchiesta e reportage, presentata questa settimana dall&#8217;AdnKronos.&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":171395,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1445],"tags":[1608,203,204,1537,90,89,1609],"class_list":{"0":"post-171394","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-libri","8":"tag-books","9":"tag-entertainment","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-libri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171394","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171394"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171394\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/171395"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171394"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171394"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171394"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}