{"id":171593,"date":"2025-10-18T15:22:12","date_gmt":"2025-10-18T15:22:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/171593\/"},"modified":"2025-10-18T15:22:12","modified_gmt":"2025-10-18T15:22:12","slug":"quei-fantasmi-di-budapest-che-angosciano-le-notti-di-zelensky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/171593\/","title":{"rendered":"Quei fantasmi di Budapest che angosciano le notti di Zelensky"},"content":{"rendered":"<p>Il vertice fra Donald Trump e Vladimir Putin che secondo gli auspici si terr\u00e0 prossimamente a Budapest richiama fatalmente alla memoria quel\u00a0Budapest Memorandum, sottoscritto nel 1994 nella capitale ungherese da Stati Uniti, Federazione Russa, Regno Unito e Ucraina e siglato dal Presidente ucraino Leonid Ku\u010dma, da Boris Eltsin, Bill Clinton e John Major. Le potenze firmatarie premevano perch\u00e9 le nuove repubbliche indipendenti sorte dopo il collasso dell\u2019Unione Sovietica rinunciassero agli armamenti atomici e aderissero al Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp). In particolare l\u2019Ucraina, con le sue 1.900 testate si ritrovava in possesso di una parte consistente dell\u2019arsenale nucleare sovietico, rendendola temporaneamente la terza potenza nucleare del mondo. Tra le clausole del memorandum ce n\u2019era una che imponeva ai Paesi garanti di rispettare l\u2019indipendenza e la sovranit\u00e0 dell\u2019Ucraina entro i suoi confini esistenti, astenendosi dall\u2019uso della forza e anche dalla minaccia stessa di usarla.<\/p>\n<p>Il memorandum non era giuridicamente vincolante, ma aveva valore di accordo politico. Le cose, come si \u00e8 visto, sono andate diversamente. Maidan, l\u2019Anschluss della Crimea del 2014, i mai rispettati Accordi di Minsk, la guerra a bassa intensit\u00e0 nel Donbass, l\u2019aggressione russa ai confini ucraini del 2022 mascherata dal Cremlino come \u201coperazione speciale\u201d sono il corredo finale di una disputa fra Kiev e Mosca che \u00e8 cominciata in quegli anni ormai lontani.<\/p>\n<p>Ora Trump si appresta a dar vita al secondo cantiere di pace, dopo gli accordi faticosamente raggiunti in Medio Oriente fra Israele e Gaza. Il vaso di coccio, ancora una volta, \u00e8 Zelensky.\u00a0 I missili Tomahawk, che Kiev agognava come arma di interdizione e di deterrenza, al momento restano al chiuso negli arsenali statunitensi. \u00abPenso che ci siano ottime chance che la guerra possa finire rapidamente. Anche senza il bisogno di consegnare i missili Tomahawk all\u2019Ucraina\u00bb.<\/p>\n<p>Un gelido d\u00e9ja vu. Ma chiudere il conto con le sofferenze, le stragi, l\u2019agonia di un popolo, l\u2019inutile massacro quotidiano che si replica da tre anni sul lungo confine fra Russia Ucraina senza veri vincitori ma soltanto dei vinti ha il suo prezzo.<\/p>\n<p>Difficile stabilire se quella che si profila fra Stati Uniti, Russia e Cina sia una Yalta a beneficio dei pi\u00f9 forti. In certa misura lo \u00e8, come \u00e8 innegabile che nel castello di Buda dove presumibilmente si terr\u00e0 il vertice convergono tre differenti tipi di populismi, quello roboante di Trump, quello nazionalista di Putin e quello \u00a0sovranista del premier che offre la dimora del vertice ai grandi della Terra, Viktor Orb\u00e1n, ospitando un leader colpito da un mandato di arresto della Corte penale internazionale che l\u2019Ungheria non ha alcun intenzione di rispettare.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, le democrazie liberali, i vassalli come Starmer, i sognatori di grandeur perdute come Macron, restano al palo. Davanti c\u2019\u00e8 un\u2019ipotesi di tregua. Poi di pace. Trump la chiede con energia, per tornaconto personale e per legittima vanit\u00e0. La pace, alla fine, conviene pi\u00f9 della guerra. Pi\u00f9 dei miliardi spesi in armamenti. Tutti lo sanno, a cominciare dai grandi leader del mondo. Ma occorre che qualcuno la reclami con forza. Perfino The Donald, il tycoon di Mar-a-Lago, \u00e8 adatto al compito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il vertice fra Donald Trump e Vladimir Putin che secondo gli auspici si terr\u00e0 prossimamente a Budapest richiama&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":171594,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-171593","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171593","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=171593"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/171593\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/171594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=171593"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=171593"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=171593"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}