{"id":172071,"date":"2025-10-18T22:11:14","date_gmt":"2025-10-18T22:11:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/172071\/"},"modified":"2025-10-18T22:11:14","modified_gmt":"2025-10-18T22:11:14","slug":"12-indagati-per-inquinamento-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/172071\/","title":{"rendered":"12 indagati per inquinamento ambientale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Pedemontana<\/strong> e <strong>Pfas<\/strong>. In un\u2019inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Vicenza, giunta ora al punto di svolta della<strong> conclusione delle indagini<\/strong> a carico di <strong>12 persone<\/strong>, si saldano <strong>due dei principali scandali<\/strong> che hanno occupato e stanno ancora occupando<strong> le cronache del Veneto<\/strong>. Nella costruzione di <strong>due gallerie<\/strong> della <strong>Superstrada a pagamento<\/strong> che attraversa le province di <strong>Vicenza<\/strong> e <strong>Treviso<\/strong> \u00e8 stato impiegato un <strong>accelerante<\/strong> per l\u2019indurimento del <strong>cemento<\/strong> contenente <strong>Pfba<\/strong> (acido perfluorobutanoico), che fa riferimento alla famiglia dei <strong>Pfas<\/strong>, le sostanze perfluoroalchiliche note anche come \u201c<strong>inquinante eterno<\/strong>\u201d. Le <strong>acque di scolo<\/strong> del cantiere sono finite nel <strong>torrente<\/strong> <strong>Poscola<\/strong>, contribuendo ad adulterare non solo le acque superficiali, ma anche quelle sotterranee di una parte del <strong>Vicentino<\/strong>, interessando i Comuni di <strong>Castelgomberto<\/strong>, <strong>Malo<\/strong> e <strong>Montecchio<\/strong> <strong>Maggiore<\/strong> (oltre a quelli di <strong>Isola Vicentina<\/strong> e <strong>Costabissara<\/strong>). La presenza dei Pfas non ha niente a che vedere con l\u2019incubo <strong>Miteni<\/strong>, l\u2019azienda chimica che ha contaminato la falda nel <strong>sottosuolo<\/strong> delle province di <strong>Vicenza<\/strong>, <strong>Padova<\/strong> e <strong>Verona<\/strong>, anche se il gruppo industriale si trova a pochi chilometri di distanza dai cantieri della <strong>Pedemontana<\/strong>. Le sostanze per\u00f2 sono dello stesso tipo.<\/p>\n<p>La Pedemontana \u00e8 il cuore di <strong>uno scandalo politico-finanziario<\/strong> perch\u00e9 <strong>costa 2 miliardi e mezzo di euro<\/strong>, ma con il sistema del project financing coster\u00e0 12 miliardi di euro. Saranno pagati con i pedaggi degli automobilisti, ma nel caso gli introiti non bastassero, dovr\u00e0 intervenire la <strong>Regione Veneto<\/strong> che ha cominciato a versare dal 2024<strong> i canoni al concessionario Sis<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019annuncio dell\u2019inchiesta sui Pfas utilizzati nella costruzione \u00e8 stato dato dal <strong>comando provinciale dei carabinieri<\/strong> di <strong>Vicenza<\/strong>. Si tratta di accertamenti che riguardano un periodo molto ampio, dal 28 giugno 2021 al 23 gennaio 2024. Le indagini sono state condotte dalla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri presso la Procura di Vicenza, coordinate dal pubblico ministero <strong>Cristina Carunchio<\/strong>. In questi giorni sono in corso di notifica gli <strong>avvisi di conclusione<\/strong> delle<strong> indagini preliminari<\/strong> che riguardano 12 persone. Sono indagate a vario titolo di <strong>inquinamento ambientale<\/strong> e <strong>omessa<\/strong> <strong>bonifica<\/strong>.<\/p>\n<p>Interessante la tipologia degli indagati. Appartengono innanzitutto al <strong>consorzio SIS<\/strong> che ha <strong>costruito la Pedemontana<\/strong>, un gruppo imprenditoriale piemontese che fa riferimento alla<strong> famiglia Dogliani<\/strong>. Ci sono anche rappresentanti della societ\u00e0 per azioni <strong>Strada Pedemontana Veneta<\/strong> che \u00e8 titolare della gestione della gestione dell\u2019infrastruttura lunga 96 chilometri. Sono indicati per\u00f2 anche<strong> responsabili tecnici e direttori dei cantieri<\/strong> che si sono occupati della<strong> realizzazione delle opere<\/strong>.<\/p>\n<p>Due gallerie sono finite nel mirino. Alcuni anni fa la Procura di Vicenza aveva condotto una prima indagine che riguardava la realizzazione della <strong>galleria naturale di Malo<\/strong>, nei territori di <strong>Castelgomberto<\/strong> e <strong>Malo<\/strong>, e della <strong>galleria naturale<\/strong> di <strong>Sant\u2019Urbano<\/strong> che si trova nel territorio di <strong>Montecchio<\/strong> <strong>Maggiore<\/strong>. In quella occasione vennero contestati reati relativi all\u2019utilizzo di <strong>materiale non in regola<\/strong> con le certificazioni europee. Per quel motivo le gallerie sono rimaste<strong> a lungo sequestrate<\/strong> e gli accertamenti della magistratura avevano rallentato l\u2019esecuzione dei lavori. \u00c8 da l\u00ec che nasce il bubbone dell\u2019inchiesta Pfba. Secondo l\u2019ipotesi accusatoria scrivono i carabinieri \u201cgli indagati avrebbero in concorso tra loro e a vario titolo <strong>omesso di rispettare le prescrizioni tecniche<\/strong> relative alla composizione del <strong>calcestruzzo<\/strong> proiettato utilizzato per le opere in sotterraneo\u201d.<\/p>\n<p>Si tratta del cemento gi\u00e0 finito <strong>sotto osservazione<\/strong> nella prima inchiesta per la conformit\u00e0 alle norme europee. In questo caso si contesta l\u2019utilizzo di un <strong>additivo accelerante<\/strong> denominato \u201c<strong>Mapequick AF 1000<\/strong>\u201d, contenente l\u2019<strong>acido perfluorobutanoico<\/strong>. Il sospetto \u00e8 che sia stato utilizzato \u201cin concentrazioni superiori ai valori soglia indicati dal parere dell\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0 24565\/2015\u201d. Non \u00e8 una sostanza proibita, perch\u00e9 si trova<strong> regolarmente in commercio<\/strong>, ma gli operatori di cantiere possono interferire <strong>alterando le concentrazioni<\/strong> creando un accelerante del cemento su misura. Per questo sarebbe stata utilizzata una <strong>concentrazione superiore<\/strong> ai valori consentiti. Continuano i carabinieri: \u201cTale condotta avrebbe determinato una <strong>contaminazione significativa<\/strong> delle <strong>acque superficiali e sotterranee<\/strong> insistenti nelle aree interessate dai lavori. Agli stessi (indagati, nda) \u00e8 altres\u00ec contestata l\u2019omessa bonifica, nonch\u00e9 il mancato ripristino dei luoghi, nonostante la <strong>piena conoscenza dell\u2019avvenuto inquinamento<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019acqua di cantiere, infatti, era stata immessa nel<strong> torrente Poscole<\/strong>, con inquinamento a valle a partire dal 2021 e fino al gennaio 2024, sia delle acque che dei terreni. L\u2019attivit\u00e0 investigativa \u00e8 stata svolta in collaborazione con <strong>Arpav di Vicenza<\/strong>, la struttura regionale che si occupa dei controlli delle acque, che ha fornito il proprio supporto analitico e scientifico per la caratterizzazione ambientale dei siti interessati. Le indagini non sono concluso e sono in corso ulteriori approfondimenti per ricostruire la filiera decisionale e la responsabilit\u00e0 gestionali legate alla realizzazione delle opere. Per questo che tra gli indagati non ci sono soltanto i responsabili di cantiere, ma anche amministratori di SIS e Societ\u00e0 Pedemontana Veneta. Esistono punti interrogativi anche sul versante dei <strong>controlli pubblici<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pedemontana e Pfas. 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