{"id":172477,"date":"2025-10-19T05:21:13","date_gmt":"2025-10-19T05:21:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/172477\/"},"modified":"2025-10-19T05:21:13","modified_gmt":"2025-10-19T05:21:13","slug":"intesa-cresce-negli-stati-uniti-con-operazioni-per-50-miliardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/172477\/","title":{"rendered":"Intesa cresce negli Stati Uniti con operazioni per 50 miliardi"},"content":{"rendered":"<p>\n        Nel riquadro: Mauro Micillo, responsabile Divisione IMI Corporate &amp; Investment Banking di Intesa Sanpaolo (Getty Images)\n    <\/p>\n<p>Mauro Micillo: \u00abLe iniziative avviate dall\u2019amministrazione americana in ambiti strategici come infrastrutture e intelligenza artificiale offrono nuove opportunit\u00e0 di investimento\u00bb. Un ponte anche per il made in Italy.Ci voleva una grande banca per ricordare all\u2019Italia che il mondo non finisce a Bruxelles. Mentre l\u2019Europa si interroga su come fronteggiare i dazi americani, Intesa Sanpaolo ha deciso di investire sul bicchiere mezzo pieno. Rafforzer\u00e0 la presenza nel mercato Usa dove negli ultimi tre anni ha supportato operazioni per un valore complessivo di 50 miliardi di dollari. Sono state iniziative in gran parte finalizzate a sostenere aziende che vogliono sbarcare o rafforzarsi negli Stati Uniti, la terra delle opportunit\u00e0 e delle tariffe doganali creative. Un invito alle aziende italiane a non restare prigioniere delle tensioni commerciali ma a giocarci dentro, con la stessa disinvoltura con cui gli americani giocano con il mondo. \u00abLe recenti operazioni che ci hanno visto protagonisti confermano la solidit\u00e0 della nostra presenza negli Stati Uniti e la capacit\u00e0 di mobilitare capitali, offrendo soluzioni strutturate in un contesto tra i pi\u00f9 competitivi al mondo\u00bb ha spiegato Mauro Micillo, il numero uno della Divisione Imi Corporate &amp; Investment Banking, in missione a Washington per le riunioni del Fondo Monetario Internazionale. Un linguaggio giocato tra finanza e diplomazia: \u00abAttraverso il coinvolgimento di investitori internazionali, Intesa Sanpaolo contribuisce a realizzare progetti in grado di accelerare la modernizzazione delle infrastrutture e la transizione energetica, rafforzando il proprio ruolo di partner di riferimento nei grandi progetti globali\u00bb. Una missione fatta di contratti, capitali e credibilit\u00e0.Dietro i numeri &#8211; 50 miliardi di dollari di operazioni negli ultimi tre anni, 30 miliardi di euro di project finance solo nei primi otto mesi del 2025 pari al 15% del mercato complessivo &#8211; c\u2019\u00e8 la prova che una banca italiana pu\u00f2 essere globale tenendo ben stretto il radicamento domestico. Dal 2018 al 2024 il mercato del project finance negli Usa \u00e8 cresciuto del 20% l\u2019anno. La divisione Imi di Intesa, nello stesso periodo, del 34%. E non si tratta solo di prestiti. \u00c8 consulenza, emissioni obbligazionarie, copertura dei rischi di tasso, finanza strutturata. \u00c8 la dimostrazione che si pu\u00f2 fare business anche nel cortile di Trump, dove la finanza \u00e8 politica e ogni dazio \u00e8 una dichiarazione d\u2019intenti. Il piano americano del gruppo guidato da Carlo Messina \u00e8 anche un messaggio politico: invece di chiedere sussidi o invocare Bruxelles, le imprese italiane possono reagire con l\u2019arma pi\u00f9 moderna che ci sia: investire. Intesa promette di fare da spalla, non da spettatrice. \u00abLe iniziative avviate dall\u2019amministrazione americana in ambiti strategici come infrastrutture, innovazione e intelligenza artificiale offrono nuove opportunit\u00e0 di investimento\u00bb, aggiunge Micillo, \u00abe la nostra Divisione \u00e8 pronta a consolidare ulteriormente la propria posizione in questo mercato\u00bb.Insomma mentre il mondo si divide tra chi alza i dazi e chi alza le mani, Intesa alza il livello del gioco. Non \u00e8 solo un piano industriale, ma un gesto di fiducia nella manifattura italiana, che spesso ha pi\u00f9 fantasia che capitali. E, forse, anche un piccolo atto di coraggio: non aspettare che Washington ci apra la porta, ma bussare con i progetti sotto braccio. Anche per questo negli Stati Uniti, la Divisione IMI CIB ha rafforzato il team di Structured Finance, ampliando risorse e competenze. Non \u00e8 la solita \u00abpresenza simbolica\u00bb che le banche italiane amano ostentare all\u2019estero: \u00e8 una struttura che lavora in quelle partite, oggi, si gioca la leadership globale. E se c\u2019\u00e8 una cosa che l\u2019Italia sa fare, \u00e8 costruire: autostrade, centrali, ponti, data center. Insomma, ingegno e cemento, che poi sono due parole molto pi\u00f9 italiane di \u00abdazi\u00bb.A Washington, dove si decide la temperatura economica del pianeta, la delegazione di Intesa si muove in terra conosciuta. Un invito alle imprese italiane a non farsi scoraggiare dai dazi, ma a trasformarli in stimolo. In fondo, la finanza \u00e8 come la politica: la fai, o la subisci. E in un mondo in cui Trump detta i dazi, l\u2019unico modo per restare nel gioco \u00e8 fare affari in dollari.Per superare gli ostacoli servono nuove strade e una grande banca \u00e8 sempre un buon compagno di viaggio. Cos\u00ec, mentre a Roma Confindustria discute di tagli e incentivi, a Washington Micillo e il suo team trattano con investitori globali per portare a casa affari veri. E allora, paradossalmente, possiamo ringraziare i dazi di Trump. Perch\u00e9, a modo loro, hanno risvegliato un sistema di imprese che troppo spesso si accontenta di lamentarsi. Intesa ha deciso di reagire. Con 50 miliardi di dollari, un passaporto e un\u2019idea di futuro.\n<\/p>\n<p>\n        Elly Schlein (Imagoeconomica)\n    <\/p>\n<p>\n        Edoardo Raspelli (Getty Images)\n    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel riquadro: Mauro Micillo, responsabile Divisione IMI Corporate &amp; Investment Banking di Intesa Sanpaolo (Getty Images) Mauro Micillo:&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":172478,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,28783,105402,5430,1537,90,89,105401,242,410],"class_list":{"0":"post-172477","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-intesa-sanpaolo","11":"tag-intesa-sanpaolo-usa","12":"tag-investimenti","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-mauro-micillo","17":"tag-stati-uniti","18":"tag-usa"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172477","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=172477"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/172477\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/172478"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=172477"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=172477"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=172477"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}