{"id":173000,"date":"2025-10-19T12:36:13","date_gmt":"2025-10-19T12:36:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173000\/"},"modified":"2025-10-19T12:36:13","modified_gmt":"2025-10-19T12:36:13","slug":"40-secondi-il-film-su-willy-monteiro-e-esattamente-cio-che-serve-al-cinema-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/173000\/","title":{"rendered":"&#8220;40 secondi&#8221;, il film su Willy Monteiro, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che serve al cinema italiano"},"content":{"rendered":"<p>&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\nCondividi  &#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n              &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n       &#13;<br \/>\n       &#13;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.romatoday.it\/eventi\/festa-cinema-roma\/programma-17-ottobre-2025-film-red-carpet.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u201c40 secondi\u201d <\/a>di Vincenzo Alfieri, nei cinema dal 19 novembre, difficilmente potr\u00e0 essere scalzato da qualcuno come film simbolo di questa edizione della Festa del cinema di Roma, perlomeno per quello che riguarda il cinema italiano. Il cinema italiano, che naviga in pessime acque sotto molti punti di vista, trova un&#8217;opera in grado di essere cinema civile, film di formazione, affresco sociale, in modo semplicemente magnifico, potentissimo.\u00a0<\/p>\n<p>\u201c40 secondi\u201d &#8211; La trama<\/p>\n<p>La prima cosa che viene in mente, dopo aver visto \u201c40 secondi\u201d, \u00e8 che non \u00e8 normale che un film di questa caratura, di questa qualit\u00e0, non sia stato selezionato per palcoscenici di prima grandezza. Nulla contro la Festa del Cinema di Roma, anzi, ma a vedere cosa l&#8217;Italia ha mandato alla Biennale quest&#8217;anno e soprattutto la scarsit\u00e0 della nostra presenza a Cannes, ebbene c&#8217;\u00e8 da mangiarsi le mani, le braccia pure.\u00a0<\/p>\n<p>Willy Montero, quei 40 secondi che nel settembre del 2020 gli costano la vita a Colleferro, per mano dei fratelli Gabriele e Marco Bianchi, lo ricordiamo tutti, fu un fatto di cronaca che lasci\u00f2 sbigottiti. Vincenzo Alfieri sforna il suo film migliore, quello pi\u00f9 maturo, pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 intrigante, una ventata di verit\u00e0, di freschezza e coraggio in un panorama, quello italiano, che qualitativamente da tempo d\u00e0 segnali preoccupanti, per non dire peggio. \u201c40 secondi\u201d \u00e8 esattamente ci\u00f2 che dovremmo offrire al mondo, \u00e8 quel tipo di cinema che dobbiamo aiutare, spingere, perch\u00e9 ha dalla sua una qualit\u00e0 di regia, sceneggiatura, di sguardo e interpretazioni come non si vedeva da tanto, tantissimo tempo.\u00a0<\/p>\n<p>Vincenzo Alfieri divide il film in episodi, ognuno dedicato a un personaggio di quella vicenda, ma pi\u00f9 in particolare di quel mondo, quella palude esistenziale di Colleferro, dove Willy Monteiro (Justin De Vivo) sogna di diventare un grande chef, di cambiare la sua vita.<\/p>\n<p>\u00a0Quei 40 secondi che gli costano la vita per\u00f2 non arrivano per caso, sono il prodotto di quella Provincia dimenticata, diroccata, ignorante e chiusa, di una fauna umana che ha nei fratelli Marco (Luca Petrini) e Gabriele (Giordano Giansanti), i predatori naturali. Vincenzo Alfieri non commette l&#8217;errore di fermarsi per\u00f2 a quel fatto, di farne il centro. Nossignore, per lui conta farci comprendere la dimensione esistenziale, culturale e sociale che li ha prodotti.<\/p>\n<p>\u00a0Colleferro \u00e8 un buco nero che inghiotte speranze, famiglie, giovent\u00f9, non succede nulla, mai, in quel nulla \u00e8 facile che accada di tutto. \u201c40 secondi\u201d \u00e8 un viaggio dentro una giovent\u00f9 bruciata, ingabbiata in un mondo tribale, che non permette a nessuno di andare fuori da certe rotaie, da quella prigione invisibile, arcaica, patriarcale e machista. Ecco cosa ha ucciso Willy, il posto in cui era nato.\u00a0<\/p>\n<p>Un film perfetto perch\u00e9 capace di spiegarci l&#8217;origine di tutto<\/p>\n<p>Willy in realt\u00e0 appare solo alla fine, prima ecco che conosciamo Cosimo (Enrico Borello, talento assurdo) e Maurizio (Francesco Gheghi). Il primo \u00e8 un lacch\u00e9 dei due Fratelli Bianchi, un piccolo tuttofare manipolatore, carismatico, furbo e assieme stupido. Tiene nel taschino Maurizio, insicuro, solo, appena mollato dalla ragazza, ma assai meno innocuo di quanto sembri.\u00a0<\/p>\n<p>Poi ecco lo stuolo di amici, conoscenti, colleghi e la famiglia di Willy, le ragazze che sognano di andarsene come Michelle (Beatrice Puccilli), perch\u00e9 sanno che l\u00ec bene o male sar\u00e0 sempre stessa storia, stesso posto, stesso bar. La direzione degli attori da parte di Vincenzo Alfieri \u00e8 mirabile, non si ha mai, neppure una volta, l&#8217;impressione di essere dentro una fiction, in virt\u00f9 anche di una regia stretta, strettissima, dinamica, che permette alla sceneggiatura di Alfieri e Giuseppe Stasi di sviluppare ogni potenzialit\u00e0 in libert\u00e0. La fotografia di Andrea Reitano aggiunge il tono semi-documentaristico all&#8217;insieme, che per\u00f2 non \u00e8 mai freddo, distaccato, non \u00e8 mai privo di un calore umano che trasuda da ogni inquadratura, ogni dialogo.\u00a0<\/p>\n<p>Parlarci della giovent\u00f9 \u00e8 da sempre un compito difficile, anzi ostico, per ogni regista. \u201c40 secondi\u201d alla fine diventa un viaggio unico perch\u00e9 \u00e8 in grado di farci capire come e perch\u00e9 abbiamo fallito, abbiamo sbagliato, perch\u00e9 questo paese non merita niente dell&#8217;energia di questa generazione. Maurizio Lombardi e Sergio Rubini sono i due innesti di rilievo del film, piazzati al momento giusto, al posto giusto, assieme a un Francesco Di Leva, la cui incapacit\u00e0 di azione o quasi nei panni di un Maresciallo, non \u00e8 affatto casuale.\u00a0<\/p>\n<p>La morte di Willy Monteiro \u00e8 la naturale conseguenza della latitanza dello Stato, delle istituzioni, della scuola ma soprattutto della societ\u00e0. Alfieri ci mostra il credo consumista e ignorante che ha prodotto due ragazzi come i Bianchi, ma anche la logica del branco, l&#8217;arretratezza dei modi, la provincialit\u00e0 delle borgate, piccoli regni arcaici, dove le ragazze diventano propriet\u00e0 o passatempo.<\/p>\n<p>\u201c40 secondi\u201d nella semplicit\u00e0 del suo messaggio, nella fluidit\u00e0 del suo insieme, \u00e8 la dimostrazione che il talento e le potenzialit\u00e0 ci sono ancora nel nostro cinema, magari \u00e8 ora che qualcuno pi\u00f9 in alto se ne accorga.<\/p>\n<p><strong>Voto: 9 \u00a0<\/strong><\/p>\n<p>       &#13;<br \/>\n        &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n  &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n               &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n   &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n                  &#13;<br \/>\n      &#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; Condividi &#13; &#13; &#13; &#13; &#13; &#13;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":173001,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[174],"tags":[105682,105679,105683,105681,105678,689,203,204,1537,90,89,688,105680],"class_list":{"0":"post-173000","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-intrattenimento","8":"tag-40-secondi-festa-cinema-roma-recensione","9":"tag-40-secondi-film-willy-montero","10":"tag-40-secondi-justin-de-vivo","11":"tag-40-secondi-recensione","12":"tag-40-secondi-recensione-film-vincenzo-alfieri","13":"tag-blog","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy","19":"tag-opinioni","20":"tag-recensione-40-secondi-film-vincenzo-alfieri"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173000","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173000"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173000\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/173001"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}